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    <title>Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo</title>
    <link>https://www.marialuisagargiulo.it</link>
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    <item>
      <title>La mia esperienza con l’EMDR per superare un trauma</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/esperienza-con-emdr-per-superare-trauma</link>
      <description>Per la mia attività lavorativa, ho conoscenze relative alla psicologia e frequento, sia professionalmente che nell’ambito delle mie amicizie, psicologi e psicoterapeuti. Avevo sentito parlare dell’E.M.D.R. da loro ma anche da qualche amico che ne aveva tratto benefici rispetto a traumi della vita passata che ancora causavano loro problemi nel presente. Ero dunque abbastanza incuriosita. […]
L'articolo La mia esperienza con l’EMDR per superare un trauma sembra essere il primo su Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Per la mia attività lavorativa, ho conoscenze relative alla psicologia e frequento, sia professionalmente che nell’ambito delle mie amicizie,
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          psicologi e psicoterapeuti
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         . Avevo sentito parlare dell’
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          E.M.D.R.
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         da loro ma anche da qualche amico che ne aveva tratto benefici rispetto a
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          traumi della vita passata
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         che ancora causavano loro problemi nel presente. Ero dunque abbastanza incuriosita.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Premetto che ho intrapreso un
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          percorso personale di psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , con approccio psicodinamico, già da diversi anni, e questo mi ha portato ad una crescita personale profonda e mi ha aiutato a modificare in meglio molti aspetti della mia vita.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         C’era, però, ancora qualche ricordo di mie
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          traumatiche esperienze infantili
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , legate ad episodi di
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          molestie sessuali in ambito di amicizie familiari
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , che riaffiorava saltuariamente, condizionando stati emotivi relativi a situazioni connesse non soltanto alla sfera intima ma anche, più subdolamente e con grande danno, a scelte o momenti della vita professionale e relazionale.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h4&gt;&#xD;
  
        Ho deciso, dunque, di provare l’ E.M.D.R. e, su consiglio di un amico, mi sono rivolta alla Dott.ssa Gargiulo a Roma.
       &#xD;
&lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Il setting non è stato quello di una psicoterapia classica. La terapia è stata strettamente connesso al
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          ricordo traumatico
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         e al tipo di emozioni che il ricordo generava in me, compreso lo
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          stato di ansia e di angoscia derivante dalla rievocazione
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         La
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          rievocazione
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , l’essere pervasi dalle emozioni, l’imparare a gestirle attraverso anche l’uso di tecniche precise e di peculiari esercizi, sono momenti salienti di questo percorso. Gli esercizi e le tecniche da porre in atto fuori dal setting, in altri momenti della giornata o in momenti in cui si presentava lo stato d’ansia o l’angoscia o il ricordo disturbante, sono stati molto utili e mi hanno aiutato a ritrovare uno stato positivo laddove emergeva il negativo e a
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          migliorare autostima e autoefficacia in situazioni di stress lavorativo e professionale
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          Lo sguardo con cui guardavo la situazione infantile e i protagonisti del fatto, compresa me stessa, si è modificato nel giro di poche sedute.
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         Il mio bisogno di controllare, di non potermi affidare, la paura connessa alle mie capacità, il bisogno di trovare vie di fuga, si sono man mano attenuate e, avendo scoperto il bandolo della matassa e avendo gli strumenti per ritrovarlo quando lo perdo, la mia percezione di me stessa e delle situazioni in cui mi vengo a trovare e degli altri è divenuta più aderente alla realtà, meno succube di paure ancestrali.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La dottoressa Gargiulo è un’ottima professionista, molto disponibile e brava. Tutto il percorso è stato estremamente utile per me ed efficace, perché ha contribuito a migliorare la qualità della mia vita presente e a donarmi serenità e strumenti idonei a ritrovarla.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h5&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Testimonianza di Lisa  B.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/esperienza-con-emdr-per-superare-traumae423313a/"&gt;&#xD;
      
          La mia esperienza con l’EMDR per superare un trauma
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/emdr-psicoterapia-drgargiulo-roma-3a5fe4b7.jpg" length="82494" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 Jan 2021 07:46:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/esperienza-con-emdr-per-superare-trauma</guid>
      <g-custom:tags type="string">trauma,Angoscia,EMDR,Ricordo traumatico,Crescita personale,Roma,Molestie sessuali infantili,Ansia,Testimonianze,Autostima,Psicoterapia,Psicologia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/emdr-psicoterapia-drgargiulo-roma-3a5fe4b7.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Video intervista sui disturbi d’ansia</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/video-intervista-disturbi-ansia</link>
      <description>Nel video illustro il mio modo di lavorare con la psicoterapia per aiutare le persone che hanno disturbi d’ansia. Come si distingue la “paura sana“ da quella patologica; che cos’è la “reazione di evitamento” e come influisce negativamente nella qualità della vita delle persone con disturbi d’ansia; quali obiettivi utili si possono raggiungere nelle prime […]
L'articolo Video intervista sui disturbi d’ansia sembra essere il primo su Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nel video illustro il mio modo di lavorare con la psicoterapia per aiutare le persone che hanno
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Come si distingue la “paura sana“ da quella patologica;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           che cos’è la “reazione di evitamento” e come influisce negativamente nella qualità della vita delle persone con disturbi d’ansia;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           quali obiettivi utili si possono raggiungere nelle prime fasi della psicoterapia;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           quali obiettivi utili si possono raggiungere nelle fasi avanzate della psicoterapia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Guarda la videointervista sui disturbi d’ansia
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
        I disturbi d’ansia sono uno dei motivi più frequenti per iniziare una psicoterapia
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Nel mio studio di
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          Roma
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         aiuto con la psicoterapia le persone a gestire e risolvere
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          disagi psicologici caratterizzati da ansia, allarme, agitazione, panico
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         e paure di vario tipo.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         I
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         sono spesso anche accompagnati da sensazioni fisiche molto varie e pensieri negativi.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         I
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         sono uno tra i motivi più frequenti per cui le persone chiedono aiuto ad uno psicologo psicoterapeuta.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Ci sono molte situazioni personali che portano a provare ansia. Spesso quindi l’ansia è soltanto il campanello d’allarme che ci avvisa della nostra necessità di aiuto psicologico.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se ritieni di avere un problema d’ansia e vuoi iniziare una psicoterapia con me
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Video_intervista_sui_disturbi_d_ansia.jpg" length="66736" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 29 Oct 2020 07:22:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/video-intervista-disturbi-ansia</guid>
      <g-custom:tags type="string">Disturbi d'ansia,Ansia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Video_intervista_sui_disturbi_d_ansia.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita</link>
      <description>Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita: parliamone insieme In molti casi la prima cosa di cui ci si accorge è un senso di ansia profonda e di scollamento tra sè e le situazioni. Quando la vita cambia attorno a noi, e non ci sentiamo veramente pronti ad affrontare alcune novità, malgrado l’intenzione di […]
L'articolo Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita sembra essere il primo su Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo.</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita: parliamone insieme
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Cosa è lo stile di coping ?
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Gli psicologi chiamano stile di coping il modo nel quale la persona tende a reagire agli eventi stressanti, alle situazioni che la vita presenta.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Ognuno ha imparato un suo personale stile di coping. Tutti Reagiamo con le nostre personali strategie. Lo facciamo anche se non sappiamo di farlo. Difatti alcune di queste strategie che mettiamo in atto sono inconsce o comunque implicite.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Questo stile personale deriva da tre elementi fondamentali: ciò che abbiamo imparato nella vita, quello che noi sappiamo di noi stessi e come valutiamo la situazione.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Apprendiamo dal passato:  Probabilmente ciascuno di noi ha selezionato alcuni stili personali di approccio ai problemi, basati su presupposti che sono stati confermati nella nostra vita passata, quando   li abbiamo applicati .
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         abbiamo delle idee su noi stessi: Ad esempio, ciascuno di noi  sa più o meno come reagisce ad una cattiva notizia. ecc.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         esempi
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Alcune persone, sono più portate a vedere le situazioni in termini di responsabilità personale, e quindi, qualsiasi cosa capiti, tendono a considerare quanto avrebbero potuto fare, rimuginano continuamente su dove forse hanno sbagliato, dando una grande importanza a quello che dipende da loro.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Altre persone tendono ad anticipare il futuro e a prevenire i rischi  escogitando affannosamente tutte le soluzioni alternative.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         altre ancora  cercano  di adattarsi  ad ogni costo rispetto a ciò che è accaduto; altre cercano per forza nel ruolo di qualcun altro, ed in quello che costui dovrebbe fare, la chiave della soluzione del problema.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Insomma, ci specializziamo secondo il nostro carattere e secondo quello che abbiamo appreso dalla vita.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Cosa succede quando proviamo ad affrontare e non ci riusciamo?
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Il più delle volte il nostro approccio ai problemi è efficace, tanto che lo usiamo spesso anche senza esserne consapevoli.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Qualche volta,  il nostro stile  di copyng  non  funziona  perché le cose in gioco sono difficili oppure cambiate alcune condizioni personali. Questo potrebbe causare il fatto che non riusciamo a risolvere né a sostenere le situazioni,  e ce ne sentiamo sopraffatti.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Gli ingredienti principali del coping
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         In generale sono stati individuati tre elementi fondamentali che combinati insieme , possono determinare uno stile personale di gestione del cambiamento stressante.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Il coping comportamentale è quello in cui la persona si concentra a mettere in atto subito in modo operativo e diretto una serie di azioni per fronteggiare l’evento.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Il coping emozionale riguarda il livello di gestione degli aspetti emotivi soggettivamente legati allo stressor.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Il coping sociale riguarda la dimensione di isolamento personale, o coinvolgimento di altre persone, che sono risorse sociali per fronteggiare e gestire la situazione.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Questi tre aspetti sono come degli ingredienti di un cocktail. In ciascuna persona può essere predominante +1 che l’altro, o ci può essere proprio l’assenza totale di uno di questi aspetti. Così il cocktail di ciascuno di noi ha un sapore e un colore specifico in base agli ingredienti che sono proporzionalmente presenti. Dunque lo stile di coping è il risultato unico della combinazione di queste cose, che è diversa da una persona all’altra.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Questi aspetti,  determinano uno stile personale assolutamente caratteristico.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         La reazione agli eventipuò essere flessibile oppure tendere ad essere piuttosto rigida. In questo secondo caso, è possibile che la strategia che la persona tende ad utilizzare non sia perfettamente adeguata o compatibile con la situazione reale, perché la persona mette in atto uno stile di coping rigido, senza adattarlo alle differenti situazioni.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Pensare al passato per fare meglio nel futuro
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Qualche volta accade che le persone si accorgano soltanto successivamente, di aver gestito o fronteggiato qualcosa di molto importante o che comunque li ha messi in difficoltà. Non è raro, infatti, che ad una analisi retrospettiva, una persona possa rivalutare come problematico un certo periodo o una certa situazione: “ adesso capisco che stavo veramente male ….”, “Ho fatto una gran fatica, era perché ero in difficoltà..”, “ Se penso a tutto quello che sono riuscito a fare in quel periodo……”
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Psicoterapia dei disturbi dell’adattamento: usare le risorse per affrontare i cambiamenti
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Nel mio lavoro quotidiano di psicoterapeuta, mi capita molto spesso di aiutare le persone in un momento di difficoltà per un cambiamento importante.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Durante la psicoterapia la persona esamina il suo stile di coping. Poi acquisisce più potere di affrontare i cambiamenti. Questo succede perché diventa più esperta nelle componenti del coping comportamentale, emotivo e sociale. Impara quindi ad usare le sue risorse che sono il cocktail del suo modo di affrontare quel problema in quel momento della sua vita.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         La psicoterapia non è una magia, i suoi vantaggi derivano da un lavoro preciso.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         spesso la persona valuta il significato soggettivo di minaccia che le differenti situazioni costituiscono e quali stili di coping e modelli operativi sono stati o si possono mettere in atto per fronteggiarle, le emozioni, le ideee implicite che la persona utilizza per dare significato agli eventi ed al proprio ruolo personale in essi. Tutto questo solitamente  aumenta la possibilità di effettuare scelte realistiche rispettando i propri bisogni.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h4&gt;&#xD;
  
        Approfondisci l’argomento nell’articolo 
        Disturbi dell’adattamento ai cambiamenti di vita
       &#xD;
&lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di informazioni o vuoi prendere un appuntamento contattami al +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita6adc475d/"&gt;&#xD;
      
          Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In molti casi la prima cosa di cui ci si accorge è un senso di ansia profonda e di scollamento tra sè e le situazioni.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando la vita cambia attorno a noi, e non ci sentiamo veramente pronti ad affrontare alcune novità, malgrado l’intenzione di far fronte a tutto, potremmo sperimentare un senso di frustrazione per l’inutile sforzo profuso, che non ci sembra ripagato dai risultati.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si ha la sensazione di uno scollamento tra noi e la nostra vita, e ci ritroviamo a pensare oppure a pronunciare frasi come “la vita sta cambiando”, “la vita mi sta chiedendo….”,, come se in certi momenti quella vita non ci sembra piu la nostra.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/portrait-1634421_640-f5df814b.jpg" length="19303" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 25 Sep 2020 13:20:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita</guid>
      <g-custom:tags type="string">Disturbi d'ansia,Ansia,Stress</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/portrait-1634421_640-f5df814b.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cose da evitare nell’educazione di un figlio</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/cose-da-evitare-educazione-figlio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Né con la forza né con l’inganno
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È molto importante chiarire che questo accordo deve essere liberamente condiviso tra le persone. Questo significa che, ad esempio, se il minore non è d’accordo su qualcosa, egli non potrà essere obbligato ad iniziare un percorso terapeutico, oppure ad occuparsi, con lo psicologo di uno specifico problema, oppure a trattare argomenti personali sui quali non vuole riferire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò, tra l’altro, sarebbe perfettamente inutile perché, mai come in questa disciplina, è fondamentale l’intenzione e l’azione attiva della persona nel prendere in considerazione aspetti di se stessa. Questo non può succedere né con la forza né con l’inganno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo psicologo non può infatti accettare alcun mandato di natura correzionale del tipo “raddrizzi quella testa calda di mio figlio e gli tolga dalla testa quei suoi ideali assurdi”. Ciò non è possibile, in primo luogo perché non è compito dello psicologo effettuare questo tipo di interventi, ed in secondo luogo, non è dato sapere neanche se questo sia materialmente possibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In precedenza, ho utilizzato appositamente il termine inganno per introdurre un’ulteriore concetto. E’ assolutamente vietato dal codice deontologico di uno psicologo, tentare di manipolare o condizionare una persona, o celare la propria identità professionale, spacciandosi per l’amico di famiglia, il collega dei genitori, l’insegnante o altro, per poter perseguire fini che non siano direttamente e lealmente condivisi con la persona stessa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Piccoli e grandi segreti
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I genitori hanno il diritto di conoscere la situazione di salute del minore, la valutazione clinica che il professionista ritiene di fare, e hanno altresì il diritto di condividere gli obiettivi della terapia e sapere in che misura essi vengono perseguiti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre hanno il diritto di essere informati dallo psicologo sull’eventuale esistenza di qualsiasi tipo di rischio, comportamento o elemento pericoloso che può intervenire a danno della salute del loro figlio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma essi devono tener presente che comunque il loro figlio ha diritto alla propria riservatezza nell’ambito dei suoi temi e significati personali. Questo comporta, ad esempio, che il ragazzo deve sentirsi libero e deve potersi fidare dello psicologo nel momento in cui desidera confidargli alcuni suoi sentimenti, dubbi o paure. Ciò perché egli deve poter contare sulla vicinanza e sulla stretta collaborazione del professionista e non deve dubitare del fatto che quest’ultimo possa raccontare i suoi piccoli o grandi segreti ai suoi genitori. Ciascuno di noi considera prezioso un mondo personale del quale a volte si preoccupa, altre volte si vergogna, e che custodisce gelosamente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutto questo è ancor più delicato se pensiamo che stiamo parlando di bambini, preadolescenti, o adolescenti, insomma persone in crescita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte la fiducia che il ragazzo nutre verso lo psicologo, è il frutto di un duro lavoro di costruzione di una relazione positiva. Talvolta, ad esempio, il professionista preferisce parlare ai genitori in presenza del ragazzo, proprio per metterlo in condizione di verificare e controllare che egli non svela loro nessuno dei suoi segreti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altre volte, quando il professionista svolge un colloquio con i genitori vedendoli separatamente, precedentemente concorda con il ragazzo l’ambito e il tenore della conversazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altre volte invece, quando si deve parlare ai genitori di qualcosa di molto importante, il professionista organizza un incontro comune, proprio per aiutare il ragazzo a poter parlare con i genitori di quel difficile tema, ed aiuta i genitori a comprendere, ponendosi quindi come facilitatore della comunicazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le regole d’oro
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Terminerò con alcune indicazioni sintetiche che derivano da quesiti e dubbi che spesso mi sono stati rivolti. In certi esempi ho operato delle forzature e delle esagerazioni, ma solo per aiutare il lettore di questo scritto, ad avere una idea, sia pur sommaria, di quale sia l’atteggiamento migliore da adottare, e quali possono essere i fraintendimenti più comuni in cui si potrebbe cadere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore ha dei dubbi su come comportarsi in relazione allo psicologo ed alla terapia può chiederlo esplicitamente al professionista, nel momento in cui saranno presi tutti gli accordi pratici del caso. Il professionista deve chiarire sin dall’inizio regole, limiti e condizioni di di ciascuno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I genitori hanno il diritto di conoscere la preparazione, la formazione e il livello di aggiornamento dello psicologo cui affidano il loro figlio, i metodi con i quali lavora e la loro attendibilità scientifica. Essi possono ottenere queste informazioni a voce dal professionista o consultando il suo curriculum, che hanno il diritto di avere da lui.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I genitori hanno il diritto alla riservatezza da parte del professionista, il quale, qualora utilizzi l’esperienza clinica effettuata con il loro figlio per comunicazioni scientifiche, ancorché rivolte ad un pubblico ristretto, è tenuto all’anonimato e a celare o modificare qualsiasi elemento personale che renda riconoscibile anche indirettamente la persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore ha dei dubbi o delle preoccupazioni su quello che sta succedendo, sarebbe consigliabile che li espliciti direttamente e chiaramente allo psicologo. Il professionista indicherà quale sia la modalità migliore per parlarne.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore nutre preoccupazioni di qualsiasi tipo rispetto al minore, ha sempre il diritto di parlarne con lo psicologo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cose da evitare con il proprio figlio
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non utilizzare la terapia o la relazione con lo psicologo come un premio o come una punizione, come ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Se riesci a fare tutti i compiti, poi ti porto dallo psicologo.”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Mi hai fatto proprio arrabbiare, non ti sopporto quando ti comporti in questo modo, e adesso dallo psicologo non ti ci mando!”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non adottare atteggiamenti che possano minacciare di intaccare la relazione tra il ragazzo e lo psicologo, come ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Chissà cosa gli racconti, adesso gli telefono, e gli dico io come ti sei comportato male!”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Da quando frequenti quella persona sei peggiorato, adesso gli vado a dire io che cosa deve fare con te!”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non banalizzare o ridicolizzare il lavoro terapeutico del ragazzo, come ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Vai a fare quattro chiacchiere, che così ti distrae un poco!”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Ma lo sapete che Paolo adesso frequenta lo strizzacervelli?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non interrompere arbitrariamente o bruscamente la relazione terapeutica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore per qualsiasi motivo esterno alla relazione terapeutica, ritiene che sia necessario interrompere il trattamento, prima di farlo deve mettere in condizioni il professionista di smettere senza una brusca interruzione od uno strappo relazionale. La chiusura di un lavoro anche non concluso, è sempre un’occasione positiva per fare un bilancio sui risultati raggiunti e, comunque, valorizzare lo sforzo profuso. Inoltre, se esistono imprescindibili motivi per interrompere la terapia, essi saranno così tanto seri da poter essere comunicati, condivisi e chiaramente compresi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore può prevedere con un certo anticipo che vi sarà un periodo di sospensione temporanea o di diradamento della frequentazione (ad esempio per un viaggio, un allontanamento, un ricovero o altro motivo), dovrebbe poterlo comunicare al professionista con un certo anticipo. Ciò, sia perché questo cambiamento possa essere compreso dal ragazzo come dipendente da un evento esterno e non come una punizione per qualcosa, sia per consentire al professionista di pianificare il lavoro in modo tale che la sospensione temporanea o il diradamento delle sedute crei i minori problemi possibili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non utilizzare la terapia come una cosa di cui vantarsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sebbene non vi sia assolutamente niente di male nell’aver bisogno di uno psicologo, non è il caso di accomunare questa attività con la frequentazione di attività sportive e ricreative, tra quelle che gli adolescenti ed i bambini frequentano settimanalmente, e delle quali spesso genitori e parenti usano giustamente fare riferimento nelle più comuni conversazioni. Non è quindi il caso, ad esempio, di annoverare la psicoterapia assieme alla danza, alle lezioni di piano, di francese o alla palla a volo, tra le attività delle quali si riferisce chiacchierando, come se si trattasse dell’ultima prodezza ginnica del figlio o del nipotino. Un ragazzino che frequenta lo psicologo non è per questo più bravo, più intelligente o più capace degli altri, è solo una persona che, evidentemente, ha bisogno di ciò.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Rispettare la riservatezza della relazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Essendo la relazione terapeutica collegata o associata comunque a temi personali e possibili disagi, è probabile che il ragazzo desideri scegliere a chi comunicare questo, e desideri farlo con i suoi modi ed i suoi tempi. Non è quindi consigliabile che il genitore forzi questa comunicazione, o che arbitrariamente comunichi ciò ad altre persone senza che il ragazzo sia d’accordo, a meno che non vi siano motivi veramente seri per farlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di informazioni o vuoi prendere un appuntamento contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%288%29.jpg" length="217406" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 25 Sep 2020 07:39:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/cose-da-evitare-educazione-figlio</guid>
      <g-custom:tags type="string">Educazione dei figli,Bambini e Genitori</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%288%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%288%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Problemi di coppia: video sulla dipendenza affettiva</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-di-coppia-video-sulla-dipendenza-affettiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando solo uno dei due partner si fa carico degli aspetti psicologici della relazione
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Avere una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          relazione di coppia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in cui ci sentiamo liberi e sicuri è molto importante.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Invece avere una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          relazione affettiva problematica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , ci fa sentire psicologicamente instabili.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Eppure, molte persone non riescono a rasserenare il rapporto né a risolvere la relazione di coppia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È una condizione da cui ci si vorrebbe liberare e si prova contemporaneamente sia il dolore ad uscirne che la difficoltà a rimanere in coppia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Guarda il video più sotto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Problemi di coppia, sostegno psicologico per il partner che si sente in difficoltà
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Talvolta la persona che vive la relazione in modo problematico ha dei dubbi su cosa fare, è incerta sulla fine del rapporto di coppia o se convenga 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          investire su di esso
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Qualche volta il carico psicologico resta su un’unica persona, quella più motivata perché è più consapevole della situazione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In certi casi i partner non sono ugualmente pronti per un percorso di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia di coppia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , specie quando l’altro partner si rifiuta proprio di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          mettersi in discussione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Allora è più utile aiutare psicologicamente la persona motivata e che prova maggiore disagio, ad acquisire strumenti psicologici personali per vivere con più serenità e sicurezza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ho aiutato molte persone a fare questo attraverso un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sostegno psicologico individuale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Guarda il video che ho dedicato proprio a questo argomento
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dipendenza affettiva, perché succede e che cosa fare?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come mai nonostante le cose vadano male non ci si riesce ad allontanare da un rapporto che visibilmente ci sta riservando preoccupazioni?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando la situazione si cronicizza, le varie crisi della coppia invece di portare ad un cambiamento di atteggiamento portano il partner dipendente a giustificare e riconfermare la sua tendenza verso la sopportazione, accompagnata dal senso di colpa per non essere in grado di salvare la storia, cambiare il carattere del partner, farsi capire.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dipendenza affettiva
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è una condizione relazionale che deriva dall’incastro di alcune caratteristiche personali dei componenti della coppia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi non dobbiamo demonizzare né i partner narcisisti e neppure i loro compagni (donne o uomini) dipendenti perché questo accoppiamento è frequente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In queste situazioni, i partner hanno una tendenza reciproca complementare a reagire in modo tale che il comportamento dell’uno confermi gli schemi e motivi, le idee e le reazioni comportamentali dell’altro.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si crea così nella coppia un ciclo negativo cioè un insieme di emozioni profonde che danno luogo ad atteggiamenti che, tradotti in comportamenti, innescano emozioni negative dell’altra persona, che a sua volta reagisce negativamente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Spesso il partner dipendente è consapevole di questi 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          schemi della coppia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , sempre uguali, difatti a prescindere dal motivo specifico per cui parte una discussione, essa si svolge secondo modi ricorrenti, e si risolve quasi sempre con un inseguitore è un ritirato che si arrende.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella mia esperienza professionale, la richiesta di aiuto del partner dipendente spesso arriva dopo episodi spiacevoli con manifestazioni aggressive, ricatti… Per fortuna spesso, la persona debole riesce a comprendere in tempo di essere in una trappola evitando così comportamenti violenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio lavoro psicologico per aiutare le persone vittime di dipendenza affettiva
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio lavoro di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sostegno psicologico individuale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è utile per aiutare le persone vittime d dipendenza affettiva. Talvolta alcune esperienze precoci della vita conducono a pensare che per essere amati dobbiamo sopportare e stare attenti perché qualsiasi cosa diciamo potrebbe essere ritorta contro di noi. così man mano sviluppiamo una sfiducia che ci porta ad essere attratti da persone problematiche.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La tendenza delle persone che hanno dentro queste ferite, li porta a essere attratti da partner che, a loro volta, tendono ad attivare queste dinamiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi fare un percorso personale che ti porti a:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Trovare dentro le risorse per attuare relazioni affettive costruttive
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           individuare la tua tendenza a cadere nelle trappole e imparare a gestire le comunicazioni manipolative
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           saper accettare oppure saper dire no
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           proteggerti e allontanarti dalle negatività
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7230889.jpeg" length="218657" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 06 Sep 2020 10:35:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-di-coppia-video-sulla-dipendenza-affettiva</guid>
      <g-custom:tags type="string">Problemi di coppia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte</link>
      <description>Il mio nome è un altro ma qui mi chiamerò Paola. Vivevo male la relazione con il mio partner. Ero incerta se contattare uno psicologo poi ho letto gli scritti e ho guardato i video della dottoressa Gargiulo e mi sono decisa. Adesso sono contenta di aver preso coraggio, e sto lavorando con lei per […]
L'articolo Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte sembra essere il primo su Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Il mio nome è un altro ma qui mi chiamerò Paola.
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          Vivevo male la relazione con il mio partner
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         .
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Ero incerta se contattare uno psicologo poi ho letto gli scritti e ho guardato i video della dottoressa Gargiulo e mi sono decisa. Adesso sono contenta di aver preso coraggio, e sto lavorando con lei per assumere sempre più sicurezza, sto meglio e mi sento più libera.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Voglio dare un contributo a tutte le donne che stanno passando quello che ho provato io alcuni mesi fa.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Prendete coraggio.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Qui voglio riferire quello che pensavo prima di contattare la dottoressa Gargiulo nelle lunghe settimane di dubbio in cui non sapevo cosa fare.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Ricordo che io pensavo e ripensavo sempre le stesse cose
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Da una parte vorrei conservare questa relazione, e poi non posso sprecare tutti i
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          sacrifici
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , le
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          sofferenze
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         che ho dovuto sopportare. Sento che lui potrebbe essere la persona giusta se cambiasse.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          Non trovo il modo per andare d’accordo
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , sono disposta anche a
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          modificare me stessa
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , ma non so come. In certi momenti sento chiaramente che
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          non è colpa mia
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         ma che l’altra persona a fare o dire cose in modo che mi fa soffrire perché mi manca di rispetto.
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          Vorrei che cambiasse, ma non lo fa.
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         E allora quando mi calmo, provo a fare tutto meglio possibile. Così come ho sempre fatto. Ma non serve a niente.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Sono bloccata in un circolo vizioso senza andare avanti.
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Ho letto molti scritti sulla dipendenza affettiva e credo di avere questo problema.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Questo pensavo prima di decidermi a contattare la
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          dottoressa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         .
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Voglio dire a tutti che avere dei dubbi se farsi aiutare è normale ma che non ci si deve far intimidire dalla paura.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Voglio dire alle donne che stanno soffrendo come succedeva a me, che noi
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          abbiamo diritto a sentirci rispettate
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         , e specialmente e a non sentire il rapporto di coppia come un incastro.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         La dottoressa mi sta aiutando a vedere che c’è un modo per non subire, per prendermi la mia responsabilità delle mie scelte, e andare avanti in primo luogo con amore di me stessa.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Sento che ho ancora tanto lavoro da fare, ma
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          provo fiducia
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         perché vedo che il mio sforzo mi porta a stare meglio e poi sono accompagnata da una persona sensibile, competente e rispettosa di me.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Paola
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte/"&gt;&#xD;
      
          Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/dipendenza-affettiva-dottmarialuisagargiulo-psicologa-roma.jpg" length="148616" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Aug 2020 07:41:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte</guid>
      <g-custom:tags type="string">Terapia,Relazioni Tossiche,Supporto psicologico,Amore Dipendente,Crescita personale,Dipendenza Affettiva,Testimonianze,Autostima,Guarigione,Benessere Emotivo,Psicologia</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>La psicoterapia degli attacchi di panico per interrompere il circolo vizioso dell’evitamento</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-attacchi-panico-interrompere-circolo-vizioso-evitamento</link>
      <description>Cos’è la reazione di evitamento che si sviluppa in risposta agli attacchi di panico A volte la persona che soffre di attacchi di panico, nell’intento di proteggersi mette in atto alcune azioni che inizialmente la aiutano, ma che con il tempo finiscono con aggravare la situazione. Si tratta di un circolo vizioso composto da alcune […]
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      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Cos’è la reazione di evitamento che si sviluppa in risposta agli attacchi di panico
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Attacchi di panico: Cosa può succedere se la persona cede alla tentazione di evitare ogni cosa le dia ansia?
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Le azioni di evitamento di chi soffre di attacchi di panico hanno un costo sociale e personale molto alti perché finiscono con limitare la persona e quindi incidono pesantemente sulla qualità della sua vita. Ad esempio, le persone iniziano ad assentarsi dal lavoro, da scuola, evitano di frequentare gli amici o familiari, negozi e altri luoghi ecc.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Successivamente non solo si sfugge le situazioni in cui si è sviluppato l’attacco di panico ma si evitano anche tutte quelle ritenute simili. Infine, si evitano le situazioni in cui si ha paura delle conseguenze di un attacco (es non si va in luoghi in cui si dubita di non poter ricevere aiuto o per paura del giudizio delle persone presenti).
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Quindi con il passare del tempo la persona può entrare in un circolo vizioso costituito da azioni che hanno lo scopo di proteggerla, ma che in realtà fanno consolidare il disturbo.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Il circolo vizioso del panico in sei passi, che si può evitare con la psicoterapia.
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I miei pazienti che mi consultano per essere aiutati con la psicoterapia degli attacchi di panico, raccontano che nelle settimane precedenti il loro disagio aumentava sempre più. Quando ricostruiamo assieme la storia emerge che esso si è sviluppato gradualmente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Vediamo quali sono le 6 fasi possibili che portano il disturbo ad amplificarsi sempre di più in un circolo vizioso, ricordandoci che questo meccanismo si può interrompere con la psicoterapia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           I sei passi del circolo vizioso del panico
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il in una o più occasioni la persona prova un attacco di panico: ad esempio (affanno, vertigini, debolezza, tachicardia, tremori, sudorazione, mal di stomaco o nausee, derealizzazione, intorpidimento, vampate o brividi, fastidio al petto). Se si spaventa.la persona VIVE tutto questo come segnale di rischio.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Queste sensazioni producono uno stato d’ansia, paura per il proprio stato di salute
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           A sua volta l’ansia di avere un altro attacco sviluppa sintomi fisici che vengono interpretati in modo catastrofico (si ha paura di perdere il controllo).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La persona inizia a evitare di mettersi nelle stesse condizioni in cui ha provato il primo attacco di panico
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La persona incomincia a provare ansia anche solo se pensa alle situazioni che ritiene di non saper affrontare
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La vita della persona si impoverisce di esperienze ed occasioni e la persona si sente limitata dalla sua situazione. Questo è il momento in cui solitamente la persona si rende conto di stare pagando un prezzo molto alto e mi chiede aiuto per cambiare.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
        La psicoterapia degli attacchi di panico
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Chiedere aiuto ad uno psicologo competente prima possibile è la migliore cosa da fare, per evitare che il disagio si amplifichi, spezzare il circolo vizioso e vivere più serenamente. La psicoterapia è un mezzo sicuro ed efficace per aiutare le persone con attacchi di panico a guarire. Nel mio lavoro aiuto le persone con attacchi di panico ad acquisire strumenti specifici per affrontare le situazioni di disagio, a fidarsi nuovamente dei propri mezzi e sperimentare una sensazione di maggiore sicurezza, controllo e stabilità.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Uno degli obiettivi del mio modo di lavorare è dare alla persona possibilità che non la mettano in condizione di dover per forza evitare le situazioni che teme, specialmente se ciò che evita in realtà le interessa moltissimo.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         La persona con attacchi di panico non sceglie di stare male, e non serve a nulla ripetere che non c’è bisogno di allarmarsi.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Chi si priva di alcuni aspetti della vita, lo fa spesso essendo consapevole del costo di questa rinuncia alla propria autonomia. Quindi prima possibile cerco di aiutare la persona a riconquistare la capacità di affrontare luoghi, situazioni e relazioni, nell’intento di acquisire una qualità della vita migliore.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        Se soffri di attacchi di panico e vuoi prendere un appuntamento per una psicoterapia contattami ora!
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte la persona che soffre di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , nell’intento di proteggersi mette in atto alcune azioni che inizialmente la aiutano, ma che con il tempo finiscono con aggravare la situazione. Si tratta di un circolo vizioso composto da alcune reazioni che diventano fonte di ulteriore stress e quindi producono a loro volta panico. Questo è molto comune
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La persona che soffre di attacchi di panico mette in atto frequentemente una reazione di evitamento questo comportamento consiste nell’evitare situazioni simili a quella in cui ha avuto i primi attacchi di panico.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La persona compie azioni alternative perché teme che si scateni un nuovo attacco di panico. questo accade perché tenta di difendersi sfuggendo a quello che pensa le possa far male.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando evita certe situazioni, l’intento della persona è quello di proteggersi ma purtroppo l’effetto a lungo termine è un altro.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I comportamenti di evitamento mantengono e amplificano il disturbo.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La reazione di evitamento e ancora più marcata se il panico è associato anche ad agorafobia cioè ansia in alcuni luoghi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          tra poco vedremo proprio quali sono i sei passi che portano la persona a peggiorare la propria situazione attraverso la reazione di evitamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/votioxetina-brintellix-efficace-negli-anziani-terza-et%C3%A0-3.jpg" length="103743" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 22 Aug 2020 14:45:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-attacchi-panico-interrompere-circolo-vizioso-evitamento</guid>
      <g-custom:tags type="string">Attacchi di Panico,Ansia,Psicoterapia,Fobia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come riconoscere un attacco di panico</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/come-riconoscere-un-attacco-di-panico</link>
      <description>Un attacco di panico può essere confuso con una malattia fisica Spesso le persone che mi contattano per essere aiutate con la psicoterapia degli attacchi di panico, hanno avuto il dubbio che ciò che gli era accaduto fosse o meno un attacco di panico. Questo è molto frequente perché le sensazioni fisiche che si provano […]</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Un attacco di panico può essere confuso con una malattia fisica
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
        Attacchi di panico: non sono tutti uguali
       &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Un
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          attacco di panico
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         consiste nella comparsa improvvisa di paura e reazioni fisiologiche intense che raggiungono il picco in pochi minuti.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         La persona si sente spaventata perché si sente minacciata, in genere da almeno quattro tra le
         &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
          seguenti 13 sensazioni più ricorrenti
         &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
         :
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Ecco qui 13 sensazioni che possono presentarsi in un attacco di panico, quasi mai queste sensazioni si presentano tutti assieme, ciascuna persona è diversa dall’altra e ciascuno vive esperienze molto personali.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Il più delle volte le persone che hanno attacchi di panico provano 4 o 6 di queste sensazioni, in tutte le possibili combinazioni
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        I 13 sintomi che si tratta di panico
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
          Ecco quali sono i possibili 13 segni di un attacco di panico
         &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
        La psicoterapia degli attacchi di panico come un cantiere per costruire la sicurezza
       &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         Amo il mio lavoro perché mi consente di dare alle persone qualcosa che si porteranno via e che potrà essere utile anche successivamente. Questo può avvenire perché nel mio modo di fare psicoterapia io e la persona costruiamo qualcosa insieme che dopo rimane alla persona.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         Nelle
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          prime fasi della psicoterapia degli attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         usiamo strumenti per imparare a gestire il cambiamento degli stati emotivi, a stabilizzare e a gestire con maggiore sicurezza le varie risposte fisiologiche che la persona percepisce. L’obiettivo a breve termine è quello di ridurre, prima possibile,
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          l’impatto che l’ansia e il panico hanno sulla vita della persona
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         .
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         A medio termine impariamo a riconoscere gli aspetti emotivi e cognitivi collegati ai vari momenti di disagio,
         &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
          troviamo modi migliori per prevenire le situazioni di crisi
         &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
         . Inoltre, la persona insieme a me, lavora per apprendere gradualmente ad avvicinarsi, tollerare ed infine ad affrontare situazioni che precedentemente era solita evitare. Questa è la fase della psicoterapia in cui la persona sperimenta un cambiamento della propria qualità di vita.
         &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
         A lungo termine (e ciò solo se la persona è intenzionata ad approfondire la conoscenza di sé stessa), lavoriamo insieme per comprendere il senso di tutto ciò che è accaduto, e quindi a guardare il disagio dell’ansia del panico, nel più generale funzionamento della persona. Si comprende per quale motivo la persona selezionato quel tipo di reazione alle evenienze difficili, e quali sono le fragilità che l’hanno condotta a quei momenti. Lavoriamo quindi ampliando lo sguardo su altri aspetti molto importanti della persona, ora che l’emergenza panico è passata e ci si può permettere quindi di dedicarsi ad altri aspetti del miglioramento di sé stessi, direttamente o indirettamente collegati al sintomo iniziale che ha portato la persona in psicoterapia.
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se soffri di attacchi di panico e vuoi prendere un appuntamento per una psicoterapia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami ora
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso le persone che mi contattano per essere aiutate con la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia degli attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , hanno avuto il dubbio che ciò che gli era accaduto fosse o meno un attacco di panico. Questo è molto frequente perché le sensazioni fisiche che si provano sono talmente forti da potersi confondere con i segni di una malattia organica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacco di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vi sono delle reazioni fisiologiche, governate dal sistema nervoso autonomo, che è proprio il collegamento tra la nostra mente pensante e il resto del nostro corpo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò che si percepisce in modo chiaro durante un attacco di panico è proprio il cambiamento delle sensazioni fisiche, talvolta repentino, altre volte graduale. Ci sono molte possibili sensazioni fisiche che le persone provano durante un attacco di panico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Più avanti le esamineremo nel dettaglio. Alcune di queste sensazioni potrebbero assomigliare a sintomi di una malattia organica (qualcosa al cuore, oppure una difficoltà respiratoria eccetera.). Quindi la persona si preoccupa di essere ammalata di qualcosa di fisico e si allarma.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando arriva da me, nella prima seduta, ha già escluso il più delle volte la possibilità di avere una
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          malattia organica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , e comprende la natura psicologica di ciò che le accade.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò è un ottimo punto di partenza perché significa che la persona è desiderosa di star meglio, ed è disponibile a prendere in considerazione i propri pensieri, le proprie emozioni, insomma il proprio funzionamento come essere umano, e desidera essere aiutata a liberarsi dagli attacchi di panico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ecco quali sono i possibili 13 segni di un attacco di panico
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sudorazione.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Tremori fini o a grandi scosse.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Affanno o sensazione di soffocamento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazione di asfissia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Dolore o fastidio al petto.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nausea o disturbi addominali.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Vertigine, “testa leggera” o senso di svenimento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Brividi o vampate di calore.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazioni di torpore o di formicolio.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazione di irrealtà o di essere distaccati da sé stessi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Paura di perdere il controllo o di “impazzire”.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Paura di morire.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Fotolia_138803687_Subscription_Monthly_M-779b05c9.jpg" length="105818" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2020 14:31:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/come-riconoscere-un-attacco-di-panico</guid>
      <g-custom:tags type="string">Sintomi Panico,Attacchi di Panico,Ansia,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Fotolia_138803687_Subscription_Monthly_M-779b05c9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Psicoterapia degli Attacchi di panico</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-degli-attacchi-di-panico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che cosa è un attacco di panico?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il panico è una particolare reazione psicofisica, caratterizzata da 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , allarme, agitazione ed alcune sensazioni fisiche. Talvolta un attacco di panico è accompagnato da pensieri particolari e da una profonda sensazione di insicurezza e pericolo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La reazione di panico è un problema molto diffuso, che può presentarsi in numerose condizioni e disagi psicologici come l’agorafobia ed in generale molti 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          problemi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , in alcuni tipi di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , nella dipendenza affettiva, in alcuni disturbi del comportamento alimentare, e nei disturbi post traumatici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Voglio premettere che di per sé l’attacco di panico singolo non è un disturbo psicologico, ma può esserne parte. E’ del tutto normale in una situazione realmente pericolosa, sentire una sensazione fisiologica intensa che accompagna la paura. Questo fa parte della normale 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          “reazione di allarme”
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Si tratta di una reazione involontaria, governata dal sistema nervoso autonomo, che predispone il corpo verso l’azione e la difesa dal pericolo, nelle situazioni che si possono presentare.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Invece nel 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbo da attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la persona sperimenta allarme e attivazione fisiologica anche in assenza di pericoli reali, o anche solo se pensa a qualche cosa che la potrebbe spaventare. A volte le persone hanno improvvise reazioni di allarme anche senza un motivo apparente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando succede questo, è necessario aiutare la persona con la psicoterapia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perché è importante affrontare il problema degli attacchi di panico con la psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mi preme rassicurare che un episodio di panico isolato non è preoccupante, invece avere 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ripetuti attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o vivere con la frequente paura di poterne avere, è una condizione molto stressante e limitante.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Attacchi di panico ripetuti sono spesso parte di un disturbo d’ansia, come della predisposizione a sopravvalutare il pericolo.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La persona sente tensione e allarme, e tende ad evitare anche alcune situazioni di vita quotidiana che non sarebbero di per sé pericolose. Questo la porta a fare delle rinunce e a vivere con tensione in attesa del prossimo attacco, senza una buona qualità della vita e delle relazioni affettive, lavorative e sociali.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi invece di passare giornate a soffrire, diventa importante trovare un aiuto psicologico serio per venirne fuori.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se soffri di attacchi di panico e vuoi prendere un appuntamento per una psicoterapia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami ora!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vengo consultata molto spesso per la psicoterapia da persone che soffrono di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . A volte le persone mi raccontano di aver avuto episodi solo di recente, mentre in altri casi ascolto lunghe storie di sacrifici a causa degli 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ben condotta è uno strumento utile che aiuta le persone che soffrono di attacchi di panico a liberarsene.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Prima di parlare del mio modo di condurre una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia degli attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           voglio dare alcune informazioni sugli attacchi di panico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia per imparare a liberarsi dagli attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È consigliabile che la persona che soffre di attacchi di panico si rivolga ad un professionista esperto della salute psicologica, quando si accorge di essere condizionata dal panico o dalla paura di averlo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Chiedere un aiuto psicologico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , può essere un buon modo per iniziare a ripristinare la sicurezza e riconquistare la possibilità di vivere senza sentirsi costantemente minacciati dall’ansia e dal panico.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia degli attacchi di panico è uno strumento per poter apprendere ad affrontare le situazioni ed i momenti in cui ci sentiamo in pericolo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia degli attacchi di panico è un investimento per la qualità della vita e del futuro
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando una persona mi contatta perché vuole essere aiutata a liberarsi dagli attacchi di panico, sa perfettamente che cosa vuole ottenere.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Nonostante ciò, per la persona, da sola, è difficile immaginare quali passi può fare per stare meglio.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ciò che le capita sembra a volte così slegato dalla volontà e dalle buone intenzioni, che, dopo averle provate tutte, spesso la persona è sfiduciata e non immagina quale possa essere il suo ruolo attivo nel poter modificare la situazione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Fino a quel momento ha dovuto subire quei brutti momenti e quindi, immaginarsi in un ruolo attivo nel capovolgere la situazione è davvero difficile.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il mio compito è quello di aiutare la persona a riprendere in mano il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          controllo della propria vita e della propria sicurezza interiore
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo si ottiene con un lavoro insieme: difatti la psicoterapia non si somministra, e non si assume come fosse un farmaco. Il mio intento è proprio quello di rendere la persona capace di non aver più bisogno di me, quando sarà di nuovo libera dall’ansia e sicura di potercela fare ad affrontare le situazioni, i propri stati d’animo e le altre persone.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ciò si ottiene un percorso caratterizzato da obiettivi a breve, medio e a lungo termine. Lo scopo finale è quello di mettere in condizione la persona di avere una migliore qualità della sua vita.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Una psicoterapia ben condotta è un cantiere pieno di strumenti di vario tipo, alcuni molto pratici e comportamentali, che servono per affrontare le situazioni nel momento specifico in cui avvengono. Vi sono poi altri strumenti e metodi che portano la persona a stabilizzare le proprie reazioni psicofisiche, imparando a sentirsi più sicura nei vari contesti della vita quotidiana.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questi strumenti si apprendono gradualmente, fino a divenire una risorsa che il paziente può autonomamente attivare a suo piacimento.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          A medio lungo termine la psicoterapia conduce la persona ad una maggiore conoscenza di sé stessa, che le consente di comprendere in modo profondo il
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458850.jpeg" length="622893" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2020 13:21:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-degli-attacchi-di-panico</guid>
      <g-custom:tags type="string">Attacchi di Panico,Ansia,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458850.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458850.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La psicoterapia dei disturbi d’ansia: come funziona e perché</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-disturbi-ansia-come-funziona-e-perche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sei alla ricerca di una psicologa per iniziare una psicoterapia per disturbi d’ansia a Roma?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Contattami al +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita6adc475d/"&gt;&#xD;
      
          Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella prima seduta a volte i pazienti pronunciano parole come 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , e qualche volta anche nel parlare comune tutto 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          viene ricondotto all’ansia o allo stress
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’ansia ricorrente o persistente è presente anche in molti altri 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi psicologici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           come la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , i 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi post traumatici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , i 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi legati all’impulsività
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e all’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          irritabilità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dipendenza affettiva,
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           i 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi alimentari
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e altri ancora.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi qualche volta il disagio di fondo della persona è un altro, e l’ansia è solo l’aspetto più fastidioso quando rende più faticoso lo svolgimento di molte azioni quotidiane.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Le persone si sentono fortemente limitate dall’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nel perseguire i propri scopi e si trovano a fare rinunce nei riguardi di ciò che amano di più. Questo avviene quando la persona mette in atto delle reazioni di evitamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questi casi la persona con ansia vive 2 importanti disagi uno immediato e uno per così dire secondario ma pur sempre importante.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          1) La persona con un disturbo d’ansia vive con un senso di allarme altalenante e prova una tensione di fondo perché non si sente sicura
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          2) La persona si trova a fare delle rinunce che a lungo andare possono limitare la qualità della sua vita quotidiana.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando si rende conto di queste conseguenze l’ansia funziona quindi come campanello d’allarme per portare la persona a migliorare sé stessa e a riconsiderare cose che nella sua vita non le soddisfano più. La psicoterapia può essere un valido strumento per arrivare a raggiungere un equilibrio migliore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone sono tutte diverse tra loro e ed è giusto che ciascuno sia ascoltato con attenzione e compreso per il disagio che prova, nella sua specifica e particolare situazione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi non è mai utile generalizzare perché quando una persona 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          vive un disagio caratterizzato da ansia, agitazione o angoscia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , ciò deve essere attentamente compreso da un punto di vista psicologico, all’interno della sua storia personale per ricevere un aiuto efficace a stare meglio ed in modo duraturo. Premesso ciò, vediamo in che modo una psicoterapia efficace può agire in questo genere di disagi psicologici. Quando una psicoterapia funziona davvero, si attivano 2 tipi di cambiamenti contemporanei, uno più veloce e uno più lento, entrambi efficaci sull’ansia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questi processi di cambiamento riguardano aspetti differenti del funzionamento della persona. Hanno diverse velocità e quindi conducono a risultati in tempi diversi (a breve e a lungo termine).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia agisce sull’ansia in due modi:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           a breve termine, 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           con la psicoterapia dei disturbi d’ansia il paziente apprende mediante esercizi specifici ad affrontare il problema
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dell’evitamento e impara a breve termine ad usare tecniche per gestire meglio le emozioni acquisendo più controllo nelle situazioni per lui difficili. Personalmente insegno ad affrontare attraverso varie tecniche le situazioni di difficoltà, in modo da far riconquistare tranquillità e sicurezza alla persona nello svolgimento di azioni quotidiane;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           a medio e lungo termine, 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           la psicoterapia dei disturbi d’ansia può agire eliminando la causa dell’ansia mettendo in condizione la persona di acquisire un livello di sicurezza maggiore
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           . Questo perché la psicoterapia agisce sul funzionamento globale della persona, aumentando la conoscenza di sé stessa, la gestione delle emozioni, rendendola più libera e forte. La conoscenza dei propri meccanismi interni, la comprensione profonda dei motivi e dei momenti della storia di vita che sono stati alla base dell’ansia è un risultato a lungo termine della psicoterapia che rappresenta un arricchimento a disposizione della persona per aumentare la qualità della sua vita.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’ansia è spesso il motivo che porta le persone a chiedere una psicoterapia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una delle richieste che ricevo è quella di essere aiutati a riconquistare tranquillità e sicurezza, da persone che riscontrano un aumento del loro livello di ansia in situazioni particolari, in relazione a specifiche persone importanti della loro vita, o in vista di alcuni eventi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Penso che per questi problemi la psicoterapia sia necessaria.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Io amo il lavoro che svolgo, questo sia perché mi piace farlo sia perché riscontro concretamente che è utile, attraverso le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/testimonianze"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           testimonianze
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           delle persone di cui mi occupo .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando incontro un nuovo paziente capisco che si è dibattuto tanto tempo nel dubbio che chiedere aiuto sia utile proprio per lui, nella sua specifica situazione, con la storia che lui ha vissuto, e le sue caratteristiche personali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso il timore maggiore è quello di perdere troppo tempo. E con questo dubbio le persone in realtà indugiano trascorrendo tanto tempo vivendo male ad un certo punto ci si accorge che è più conveniente investire del tempo per star meglio, anziché trascorrerlo sopportando e sperando che passi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Jul 2020 20:11:30 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Psicoterapia di coppia</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-di-coppia-roma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando funziona la psicoterapia di coppia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ormai possediamo sufficienti dati scientifici per sostenere che una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia di coppia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , ben condotta, può essere uno strumento utile per consolidare un’unione o per aiutare la coppia venir fuori da difficoltà comunicative, tensioni frequenti, che rendono difficile e dolorosa l’interazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo ora in quali casi una psicoterapia di coppia può funzionare bene
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia di coppia funziona
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           se vi sono alcune condizioni importanti: è possibile perseguire obiettivi che permangono a lungo termine cioè vantaggi che possono prolungarsi anche al termine della terapia per alcuni anni. Ma l’esperienza nel campo ci dimostra che questo può avvenire se le persone che compongono la coppia si impegnano durante la psicoterapia a comprendere quale è la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          forma di comunicazione negativa
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che avviene nei momenti di incomprensione. Questo è importante perché successivamente durante la psicoterapia e con l’aiuto del terapeuta di coppia, la coppia apprende nuove forme di comunicazione più efficaci e fruttuose.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia di coppia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , per funzionare, prevede un impegno delle persone che partecipano nel 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          mettersi in gioco a voler migliorare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con lo scopo di proteggere, conservare o salvare l’unione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La storia di molte coppie è costellata di fallimenti. Spesso i membri della coppia hanno fatto tentativi, non riusciti, per preservare la relazione o per farla sopravvivere a momenti di crisi. Talvolta si consulta uno psicoterapeuta di coppia come ultimo tentativo, dopo aver constatato di non aver più nulla da poter fare. Questo scoraggiamento iniziale è molto comune e non è un ostacolo alla terapia. Man mano che il lavoro avanza, ciascuno inizia a capire quale sono le trappole in cui involontariamente si cade e a comprendere come fare diversamente. Man mano la coppia prende consapevolezza del presentarsi dei vecchi schemi di azione e reazione e ad impegnarsi attivamente per sostituirli con modalità interattive più positive ed utili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando la psicoterapia di coppia non funziona?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Può essere un serio ostacolo all’efficacia della terapia l’aspettativa di una o di tutte due le persone che il terapeuta svolga da solo il processo di cambiamento. Quindi non funzionano le terapie per cui le persone non sono disposte a mettersi in gioco nel modificare qualcosa di sé stessi. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Non funzionano le psicoterapie di coppia quando una o entrambe le persone credono di sapere già tutto di sé e dell’altro
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , non hanno alcuna fiducia dell’intenzione positiva dell’altra persona, ma la trascinano nella terapia, con l’illusione che lo psicoterapeuta possa cambiare la mente o il modo di fare del partner che considerano il vero motivo del fallimento di coppia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Un’altra situazione molto tipica che può condurre ad un nulla di fatto di una psicoterapia di coppia e quella in cui una delle due persone organizza e preme per iniziare una psicoterapia di coppia con l’intento segreto di portare il partner da uno psicologo per farlo curare.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La terapia di coppia non funziona perché mancano i presupposti di cambiamento da entrambi i partner.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La persona “trascinatrice”, “che preme per iniziare la terapia, in realtà non ha una motivazione utile in quanto il suo vero scopo è quello di portare il partner li e dimostrare quanto sia sbagliato. Anche il partner “trascinato” non arriva in terapia con una motivazione reale al cambiamento. Ben presto la situazione ristagna in un nulla di fatto.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Con questi presupposti, la coppia procede quasi accentuando in terapia i propri difetti e le persone si comportano innescando litigi, per mostrare al terapeuta quanto “l’altro “sia sbagliato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In psicoterapia di coppia non si va per sfogarsi e litigare, sfidando il terapeuta a spegnere il fuoco, ma per diventare persone migliori. Quindi non è professionalmente onesto accettare di prendere in psicoterapia di coppia persone in questa situazione quando si sa già in partenza che non sarebbe produttivo: 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          in quel caso, la psicoterapia di coppia non è lo strumento psicologico più adatto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In queste situazioni infatti è più utile aiutare uno dei due partner realmente motivato al cambiamento per acquisire strumenti personali, attraverso un buon sostegno psicologico individuale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia di coppia per imparare a uscire dal vortice della comunicazione negativa
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le relazioni di coppia funzionano secondo i principi dell’attaccamento adulto. Il modo di funzionare dei componenti della coppia, di comunicare e di reagire alla comunicazione del partner, può creare a un circolo vizioso in cui le due persone contribuiscono entrambe al mantenimento di una situazione di insicurezza, astio, colpa, paura, vergogna e il rimpallo di responsabilità reciproche.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando questo succede la coppia si trova intrappolata in un vortice comunicativo negativo. Ciascuno con l’intento di ristabilire l’equilibrio o di chiarire la propria posizione, innesca nell’altro una reazione negativa, che a sua volta diventa motivo della perpetuazione di un modo di comunicare inesorabilmente, stressante e poco produttivo. A lungo andare le persone perdono fiducia nella comunicazione e ancor di più nel partner e nella propria capacità di ristabilire un clima costruttivo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia della coppia è uno strumento che aiuta i componenti a trovare uno spazio per esprimere le proprie emozioni e le proprie ragioni in modo funzionale, la coppia impara a riconoscere lo schema comunicativo negativo in cui è intrappolata. Impara pian piano modi alternativi per comunicare. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Con il tempo, nella psicoterapia di coppia aumenta la capacità reciproca di comprensione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , si apprende una modalità di dialogare che può diventare lo stimolo per modificare il modo di comunicare anche fuori dalle sedute.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia di coppia non è la versione per due di una psicoterapia individuale.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono specifici metodi e criteri per portare avanti una psicoterapia di coppia efficace: lavoro con le coppie ispirandomi ai principi e ai metodi dell’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          EFT
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Emotionally Focused Terapy
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si tratta del metodo più efficace oggi conosciuto per lavorare con le coppie. È una metodologia che si basa su oltre trent’anni di ricerca scientifica, oggi diffusa in tutto il mondo, per aiutare le coppie a funzionare al meglio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Sono una psicologa psicoterapeuta che lavora a Roma da più di 25 anni.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho conseguito due specializzazioni differenti della durata di quattro anni ciascuno. La prima in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia rogersiana
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la seconda in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia cognitivo evoluzionista
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Questi due cicli di studio sono stati utilissimi per apprendere a lavorare con le coppie in stile 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          EFT
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , in quanto 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          questa psicoterapia di coppia si basa contemporaneamente proprio sui principi evoluzionistici e su metodologie rogersiana
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nei primi colloqui accolgo la motivazione principale e l’obiettivo che mi porta la coppia. Approfondisco la storia di coppia e quella individuale per iniziare a comprendere lo stile di attaccamento e la situazione emotiva dei membri della coppia. Poi cerco insieme alla coppia di individuare il ciclo disfunzionale negativo nel quale la coppia è intrappolata. Mi accerto che vi siano le condizioni indispensabili da parte di entrambi i partner per iniziare una psicoterapia di coppia e poi iniziamo a lavorare per apprendere un modo positivo di comunicare.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Spesso i contenuti e i vari temi sono solo il pretesto per mettere in atto schemi disfunzionali di comunicare che si ripetono uguali ogni volta. La psicoterapia è un’occasione importante e impegnativa per smontare questo modo dannoso di interagire, per sostituirlo con una comunicazione di coppia più umana, profonda e costruttiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come inizia una psicoterapia di coppia nel mio studio
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio modo di lavorare in psicoterapia di coppia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4098375.jpeg" length="286982" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Jul 2020 10:42:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-di-coppia-roma</guid>
      <g-custom:tags type="string">Problemi di coppia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4098375.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fame emotiva: come le persone con problemi con il cibo hanno reagito al lockdown</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/fame-emotiva-come-le-persone-con-problemi-con-il-cibo-hanno-reagito-al-lockdown</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La Pandemia, come ogni altra fonte di incertezza collettiva e correlata a cambiamenti, spesso inconsci, del comportamento verso il cibo, portando spesso una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ansia verso l’accaparramento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di cibo cui abbiamo assistito specialmente nelle prime tre settimane della fase uno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista statistico i primi dati a disposizione indicano un incremento ponderale medio di 2 kg nella popolazione italiana. Nelle persone più sensibili questo ha determinato un eccesso ponderale ed una diminuzione del controllo del comportamento, con un aumento dell’impulsività alimentare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Secondo una valutazione della Coldiretti, nei mesi di marzo e aprile 2020 il consumo di cibo medio sarebbe aumentato del 18 percento. Dobbiamo prendere questo dato con una certa cautela, senza dare ai numeri un valore assoluto, ma tutto ci indica comunque una tendenza significativa in questa direzione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista psicologico dobbiamo ricordare che vi è un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          effetto antiansia dei carboidrati
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e che quindi la preferenza di alcuni cibi può anche essere spiegata dal vantaggio psicologico che alcune persone ne hanno tratto, spesso senza saperlo, nei momenti piu critici..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le reazioni che nella comunità professionale abbiamo rilevato sono state del tutto personali, molto variabili, ma sempre con una accentuazione delle strategie che la persona usa mettere in atto quando non è tranquilla, quindi con un possibile aumento della tendenza verso la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          restrizione alimentare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           oppure, nel verso opposto verso una più frequente perdita di controllo e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          aumento dell’impulsività
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune persone riferiscono di aver provato un senso di vuoto (noia o fame psicologica, una sorta di vuoto emotivo).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’isolamento e la mancanza di un supporto psicologico sociale, a volte ha funzionato come fattore scatenante in alcune persone che precedentemente non presentavano un vero e proprio disturbo ma erano in una condizione al limite (situazione subclinica) .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altri che avevano raggiunto un certo equilibrio hanno avuto una ricaduta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molte persone con un rapporto particolare con il cibo hanno vissuto in modo problematico il periodo delle restrizioni ed ancora oggi portano i segni fisici sul proprio corpo di una certa instabilità alimentare. Chi riusciva, seppur faticosamente, a gestire alcuni aspetti emotivi collegati all’alimentazione, si è trovato a fare i conti con una situazione complessa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo insieme quali sono le fonti di stress che impattano sul rapporto con il cibo, e come si può affrontare questo genere di situazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esaminiamo insieme i fattori sociali, psicologici, economici e comportamentali collegati all’aumento di alcune difficoltà nel 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          controllo del comportamento alimentare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che sono incrementate nella popolazione italiana, a partire dall’inizio della pandemia e che ancora adesso coinvolgono molte persone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Disturbi del comportamento alimentare e reazioni alle restrizioni della Pandemia, quali effetti:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali fattori di disagio sono stati riferiti dalle persone con problemi emotivi legati al cibo?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La paura del contagio per se o per i propri cari, l’isolamento sociale, la mancanza di distrazioni, l’incertezza del futuro, la restrizione in casa, l’aumento della frustrazione per la coabitazione forzata con persone con relazioni fonti di stress, sono i motivi piu frequentemente citati .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A tutto questo vanno aggiunti anche elementi collegati allo stile alimentare: come la diminuzione del consumo di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          calorie
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dato dalla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sedentarietà
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e l’iperalimentazione socialmente giustificata, esibita attraverso i social, occasione di contatto sociale e pretesto di fare qualcosa insieme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre le persone che hanno trasferito il proprio ufficio a casa, hanno avuto anche una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          tentazione più frequente
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a mangiare, anche solo perché la Postazione di lavoro è molto più vicina al frigorifero rispetto a prima.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La maggiore reperibilità di cibo durante l’orario di lavoro determina una difficoltà intervenire sugli impulsi e controllare il proprio comportamento proprio perché i tempi di approvvigionamento sono rapidissimi.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia dei disturbi del comportamento alimentare
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia è un trattamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          efficace
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per aiutare le persone con problemi di rapporto con il proprio corpo e con il cibo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il cammino verso il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          cambiamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           porta ad un miglior rapporto con il corpo e con il cibo, ad un recupero dell’autostima e dell’immagine di sé. Ma la psicoterapia non si può somministrare, inghiottendola come fosse una medicina che magicamente fa il suo effetto da sola. Invece funziona, e anche bene, ma si basa su un lavoro rigoroso, impegnato e motivato di un paziente accompagnato da un terapeuta competente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si lavora per sostenere e mantenere alta 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          la motivazione al cambiamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , necessaria nei momenti difficili. Si lavora per migliorare 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          l’immagine corporea
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          emozioni
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e sensazioni legate al corpo. Per alcune persone anche guardarsi allo specchio può essere un traguardo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si possono usare al bisogno molte tecniche, importanti le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          tecniche corporee come l’EMDR
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per attivare le risorse positive ed affrontare i traumi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante imparare a distinguere la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          fame fisiologica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dalla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          fame emotiva
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e imparare strategie utili nei momenti importanti per riacquisire sicurezza ed evitare le abbuffate.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il lavoro non è soltanto comportamentale ma è anche orientato ad una profonda comprensione delle cause psicologiche, anche quelle molto remote, che trovano la loro origine nella storia emotiva della persona. I “Traumi dell’attaccamento “sono le relazioni problematiche con le persone più importanti dell’infanzia, che hanno contribuito alle strategie di controllo alla base del disturbo e hanno determinato il senso di vergogna, indennità, incapacità e inamabilità che quasi sempre sono il sottofondo emozionale sul quale si fondano i comportamenti disregolati relativi all’alimentazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia in questi casi è quindi un lavoro a molti livelli, pratico, comportamentale, nutrizionale, emotivo, di autoregolazione, di apprendimento di strategie di gestione delle crisi, autoconoscenza e consapevolezza di sé, recupero del proprio corpo, conoscenza e modulazione delle emozioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se desideri 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          migliorarti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in questo aspetto, se 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sei disposto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a impegnarti per riuscirci e pensi di aver 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          bisogno di aiuto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per farlo:
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/fame-emotiva-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="208699" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2020 09:44:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/fame-emotiva-come-le-persone-con-problemi-con-il-cibo-hanno-reagito-al-lockdown</guid>
      <g-custom:tags type="string">DCA,Eventi,Disturbi del Comportamento Alimentare,Disturbi alimentari,Relazione con il cibo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/fame-emotiva-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/fame-emotiva-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Parent training per aiutare nostra figlia</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/parent-training-roma-per-aiutare-nostra-figlia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A fine ottobre del 2019 ci siamo rivolti alla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dottoressa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           perché nostra figlia 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          non riusciva ad entrare in classe
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           già a partire dalla seconda settimana di scuola a settembre. Tutte le mattine erano un inferno. Francesca piangeva, diceva che le maestre erano cattive, poi quando riuscivamo a portarla a scuola, al ritorno invece ci diceva che era stata bene aveva chiacchierato coi compagni ed era stata con delle maestre simpatiche. Eravamo veramente confusi su quello che stava succedendo e sul da farsi. Con il passare dei giorni la situazione diventava sempre più difficile finché uno di noi non è dovuto rimanere a casa perché lei si rifiutava proprio di uscire dalla porta dopo la quarta settimana, non si riusciva neanche più ad andare a letto tranquilli perché nostra figlia già dalla sera prima iniziava a farci promettere che la mattina dopo non sarebbe andata a scuola. Se non lo facevamo non si addormentava.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando abbiamo telefonato temevamo che la dottoressa dovesse sottoporre Francesca ad una valutazione, magari dei test o qualcosa di simile e da una parte speravamo in questo, dall’altra ci dava pensiero l’idea.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma invece le cose sono andate tutte in un altro modo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel primo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          colloquio di noi genitori
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con la dottoressa abbiamo spiegato bene quello che stava succedendo, poi ci ha chiesto della relazione con la bambina, della storia familiare, degli eventi recentemente accaduti oltre che naturalmente di Francesca. La dottoressa ha voluto approfondire e comprendere con noi molti aspetti che non avevamo considerato prima. E dopo averci spiegato che cos’è 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          l’ansia da separazione, 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ci ha proposto il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          parent training
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si tratta di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          aiutare i genitori
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando alcuni disagi dei bambini sono collegati ad aspetti del rapporto, si impara a capire come ci si può comportare quando il bambino è in difficoltà, come aiutarlo tutti i giorni per andare sempre meglio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Abbiamo iniziato ad avere più 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          coscienza del nostro atteggiamento e di come può influire sulla bambina
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . È stato molto utile perché adesso che non abbiamo più bisogno della dottoressa Gargiulo, abbiamo imparato ad affrontare alcuni momenti difficili e a sostenere Francesca.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nelle prime settimane di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          parent training
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la dottoressa ha aiutato noi e ogni volta vedevamo che le cose miglioravano molto. Poi dopo un mese abbiamo fatto un incontro con le maestre insieme alla dottoressa che ha aiutato anche loro. Ci siamo accordati tutti insieme su come comportarci.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un mese dopo, cioè prima delle vacanze di Natale nostra figlia andava a scuola tutti i giorni. La dottoressa ha voluto rincontrarci per maggiore sicurezza, anche due settimane dopo la fine delle vacanze per aiutarci nel caso, il periodo di sospensione della scuola, avesse portato qualche differenza. Tutto sommato è andato bene.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Siamo stupiti perché i pediatri, gli altri medici e quelli che si occupano di bambini non diffondono l’esistenza del 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          parent training
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cioè del 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sostegno psicologico alla genitorialità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che noi abbiamo fatto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          All’inizio pensavamo che Francesca avesse qualche grave disturbo , ma non è stato così. E abbiamo capito che un aiuto di questo tipo può servire a molti genitori.. rivolgersi ad uno psicologo competente di queste cose non è un dramma, ed utile per risolvere alcune piccole o grandi difficoltà che possono avvenire nella vita di tante famiglie.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ringraziamo la dottoressa Gargiulo per averci aiutati con il parent training.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la sua competenza e professionalità e il suo carattere schietto, aperto ma comprensivo, ci ha fatto diventare genitori migliori.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anna e Corrado
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Siamo i genitori di una bambina di sette anni di Roma. Abbiamo fatto il sostegno psicologico alla genitorialità: il parent training.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Noi non avevamo mai sentito parlare del parent training.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-training-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg" length="310885" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 20 Apr 2020 06:31:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/parent-training-roma-per-aiutare-nostra-figlia</guid>
      <g-custom:tags type="string">Crescita Educativa,Difficoltà Scolastiche,Supporto Psicologico Roma,Psicologia Infantile,Psicologo Psicoterapeuta,Psicoterapia Familiare,Sostegno alla Genitorialità,Testimonianze,Ansia da Separazione,Parent Training,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-training-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-training-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus come i genitori possono proteggere i bambini dallo stress: 10 consigli per una buona comunicazione.</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/coronavirus-come-i-genitori-possono-proteggere-i-bambini-dallo-stress-10-consigli-per-una-buona-comunicazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Bambini e ragazzi in tempi di Coronavirus sono esposti a stress psicologico. L’atteggiamento concitato degli adulti, le informazioni continue sullo stesso tema, il cambiamento delle abitudini quotidiane, possono creare in loro disorientamento ed ansia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I piccoli assorbono le emozioni provenienti da noi adulti, specie quando non hanno informazioni chiare ed un adulto di riferimento rassicurante. Possiamo aiutarli dal punto di vista psicologico, proteggendoli dallo stress, ma consentendo loro di capire che cosa sta succedendo, per attuare il miglior comportamento possibile, insieme a noi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Coronavirus: consigli ai genitori su come comunicare ai bambini
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In tempi di Coronavirus, È importante fare una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          buona psicoeducazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cioè fornire al bambino un clima psicologicamente adatto affinché egli possa adattarsi in modo sano alla situazione, e sentirsi protetto in questo momento così speciale della nostra vita collettiva. Il diffondersi del Coronavirus è da considerarsi un evento psicologicamente critico. Nella gestione di tutte le emergenze ci sono delle linee guida per occuparsi degli aspetti psicologici delle persone coinvolte, anche questa situazione può essere gestita con una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          buona comunicazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da parte di persone che il bambino sente affidabili ed emotivamente significative come i genitori, i nonni, ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fare una buona psicoeducazione su questo evento che sta condizionando fortemente le nostre vite, ci dà il vantaggio di far sentire il bambino protetto, dargli la possibilità di comprendere quello che succede, instaurare una relazione positiva basata sulla sicurezza e sul dialogo, consentirgli di fidarsi di noi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Coronavirus, gli aspetti emotivi importanti nella comunicazione con i bambini
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questi giorni siamo tutti sopraesposti e riceviamo una grande quantità di informazioni riguardanti questa emergenza. Le notizie sono utili e contribuiscono ad aumentare le nostre risorse. Tuttavia, i messaggi allarmati, se non opportunamente dosati, possono essere difficili da gestire emotivamente per un bambino. Questo perché egli è particolarmente sensibile alla tranquillità o all’ansia degli adulti che si prendono cura di lui. Inoltre la natura profondamente sociale di noi esseri umani, ci porta a percepire il clima generale e ad esserne in qualche modo influenzati. Questo vale ovviamente anche per i piccoli. Per questo motivo è importante tenere presenti alcuni suggerimenti utili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4624915.jpeg" alt="Una donna e un ragazzo guardano insieme un computer portatile, sorridendo, in un salotto."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stress psicologico da Coronavirus: 10 Cose importanti da fare nella vita quotidiana e nella comunicazione con i bambini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Evitiamo il sovraccarico di informazioni ansiogene
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : selezioniamo le fonti di informazioni più autorevoli in modo da non essere sopraffatti da messaggi emotivamente forti che potrebbero turbarci e farci percepire come instabili da parte dei bambini con i quali viviamo o abbiamo a che fare.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Non nascondere e non soffocare il bisogno di capire:
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Scegliamo due momenti della giornata in cui ci informiamo e la fonte di informazione, anche in presenza del bambino, senza sovraesporre noi stessi e senza sottoporre il bambino ad una quantità ininterrotta di notizie e commenti ripetitive e allarmanti.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Selezioniamo le informazioni:
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I bambini hanno bisogno di informazioni reali comunicate in modo chiaro e semplice. Le notizie vanno filtrate e spiegate in base all’età, in modo che possano essere comprese.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Diventiamo una guida sicura: 
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           mettiamo in pratica quotidianamente ed insegnamo al bambino a seguire i consigli sulle norme di comportamento indicate dal Ministero della Salute a seconda del territorio e delle specifiche condizioni. Diventeremo quindi dei modelli positivi da cui il bambino può imparare e sentirsi protetto al di là delle parole. Quando mostriamo questi comportamenti, è importante mettere l’attenzione del bambino sulla funzione protettiva di queste azioni.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Parliamo di chi ci stà aiutando
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : Spieghiamo con calma al bambino che ci sono persone che stanno lavorando per aiutare la collettività nell’affrontare questa situazione. Ad esempio possiamo raccontare che le regole di comportamento sono state indicate da persone che vogliono proteggerci e che si occupano della nostra salute. Queste spiegazioni gli faranno intuire la rete dei servizi nei quali si trova e gli consentiranno di sentirsi comunque parte della comunità. Questo messaggio è molto importante per aumentare il livello di sicurezza del bambino, proteggendolo nei momenti di difficoltà perchè sa di non essere solo e che la sua famiglia non è abbandonata.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Conserviamo le abitudini ed i riti quotidiani
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : per quanto possibile è importante proseguire le abitudini della vita quotidiana senza interrompere la propria routine. In contesti emergenziali è importante ancorarsi alle abitudini perché esse aumentano il livello di certezza e prevedibilità. È importante osservare determinati orari per i pasti e per il sonno, anche quando il bambino non deve andare a scuola.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Evitiamo di accumulare tensione:
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per aiutare l’organismo ad abbassare la tensione è importante svolgere spesso alcune attività che hanno una funzione di scarico e allentamento del livello di allarme, ad esempio sono importanti attività fisica e passeggiate all’aria aperta. Per quanto è possibile, fare attività che aiutano a rilassarsi: yoga, training autogeno, meditazione, leggere, giardinaggio, ecc da parte dei genitori li renderà meno stressati e questo potrà essere utile nella relazione con i ragazzi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Rimaniamo uniti:
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Far trascorrere al bambino tempo con noi e con gli altri membri della famiglia e della sua comunità, per quanto è possibile. Questo aumenterà il suo livello di sicurezza, specie se gli adulti che frequenta sono per lui dei punti di riferimento e lo accudiscono. Ciò è ancora più importante nei periodi in cui il bambino viene fisicamente isolato dalla comunità scolastica perché non può andare a scuola. In quel periodo si può trasformare le relazioni personali con i compagni con relazioni a distanza, che lo facciano sentire comumque membro del suo gruppo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Cerchiamo di essere emotivamente coerenti
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : I piccoli di tutte le età percepiscono le nostre incongruenze emotive ad esempio se diciamo: “è tutto normale non è successo niente “ e poi facciamo scorte alimentari, comunichiamo ansia, e modifichiamo ogni nostra abitudine senza avere +una prevedibilità degli impegni quotidiani, possiamo creare disorientamento e il bambino ci percepisce come poco credibili e quindi fa fatica a fidarsi di noi. La fiducia è indispensabile per dare sicurezza.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Chiedete aiuto per voi stessi se ne sentite il bisogno
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : Il benessere psicologico dell’adulto è collegato a quello del bambino. Ricordatevi che se non riuscite a calmare voi stessi, non potete dare sicurezza al vostro bambino. Se pensate che il vostro livello di agitazione sia molto alto e vi sentite sopraffatti dalla situazione, fatevi supportare da altri familiari o attraverso la comunità, rete di amicizie ed eventualmente consultate gli specialisti.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Coronavirus: Consulenza psicologica e sostegno psicologico a distanza
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto in questa situazione, ricorda che è possibile ottenere la mia consulenza psicologica a distanza mediante 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          appuntamento in videochiamata
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           , contattami al 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questo periodo di alto allarme sociale e restrizione delle nostre attività, è piu che mai importante prendersi cura del nostro benessere psicologico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stò continuando a prendermi cura delle persone perché voglio fare la mia parte in questo momento cosi speciale della nostra vita collettiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Per questo continuo a seguire i miei pazienti in psicoterapia, e per tutti gli altri ho messo a disposizione un servizio di consulenza e sostegno psicologico a distanza.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-5211470.jpeg" length="179182" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Mar 2020 12:35:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/coronavirus-come-i-genitori-possono-proteggere-i-bambini-dallo-stress-10-consigli-per-una-buona-comunicazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">Coronavirus,Bambini e Genitori,Stress,Genitori e Figli,Psicologia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-695954.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-5211470.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Uscita da una situazione difficile</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/uscita-da-una-situazione-difficile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono uscita da una situazione difficile
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Invito alla riflessione di avvalersi di un sostegno alle persone che come me ,se pur coscienti di trovarsi in situazioni che causano malessere e profonda tristezza ,non sono in grado di uscirne.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Mi ero resa conto che da sola non ce la facevo, continuavo a stare male e così ho voluto provare ad affidarmi a una persona competente, avevo bisogno di confidarmi e confrontarmi. Così in poche sedute ho fatto mio un concetto, un tassello che mi ha dato il là, ho preso consapevolezza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ed ora ,con piccoli cambiamenti che stupiscono me per prima, costruisco basi per una vita migliore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Laura M.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte/"&gt;&#xD;
      
          Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/testimonianza_psicologa-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg" length="131674" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 21 Oct 2019 09:48:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/uscita-da-una-situazione-difficile</guid>
      <g-custom:tags type="string">Superamento Difficoltà,Crescita Personale,Rinascita,Supporto psicologico,Benessere Psicologico,Resilienza,Gestione Crisi,Testimonianze,Autostima,Forza Interiore,Cambio Vita</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/testimonianza_psicologa-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/testimonianza_psicologa-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Capire e aiutare me stessa per aiutare gli altri</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/capire-e-aiutare-me-stessa-per-aiutare-gli-altri</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’idea di approcciarmi alla psicoterapia è nata la prima volta durante l’età giovanile, post adolescenziale, allorquando nascono i primi dissidi interiori e ciascuno di noi si pone delle domande alle quali forse si potrebbe dare una risposta, solo scavando interiormente e ripercorrendo la strada a ritroso fino ai primi albori della propria vita.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Tuttavia nonostante ci abbia pensato più volte e nonostante la necessità di comprendere i motivi della mia ansia, ho dato priorità ad altre cose, cercando di superare tutto con le mie forze.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Purtroppo quando gli eventi della vita nefasti cominciano a susseguirsi, nonostante si cerchi di essere forti, ci si rende conto che da soli non sempre è possibile farcela.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          A 44 anni, dopo un grave lutto famigliare che, oltre me, colpiva in primis persone che amavo, mi sono resa conto che per poter essere d’aiuto, avevo io stessa bisogno di aiuto e da qui ho deciso di rivolgermi ad una psicoterapeuta.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L”intento iniziale era appunto quello di avere un supporto per superare l”ennesimo evento difficile e per poter essere io stessa d’aiuto ai miei cari, tuttavia man mano che le sedute si susseguivano, capivo delle cose di me che non avevo mai capito e mi rendevo conto che per poter aiutare gli altri, dovevo prima capire ed aiutare me stessa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La mia personale esperienza mi ha fatto rendere conto che nessun terapeuta ha la bacchetta magica per risolvere i nostri conflitti, un buon terapeuta ti aiuta a capire te stesso, non fornendo soluzioni, ma spunti di riflessioni attraverso i quali poter provare empiricamente se affrontando le cose da un punto di vista piuttosto che da un’altro, le cose possono andare meglio.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Io ho ritrovato una discreta serenità, ho imparato ad accettarmi per quella che sono, a vedere i miei errori in maniera meno severa e ora sto lavorando per riuscire ad assolvermi su molte cose.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Capirsi a mio avviso è l’unica strada per affrontare meglio la vita e i problemi e da soli non ci possiamo riuscire perché abbiamo un solo punto di vista, il nostro!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lucrezia P.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte/"&gt;&#xD;
      
          Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7208974.jpeg" length="186736" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 21 Oct 2019 06:51:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/capire-e-aiutare-me-stessa-per-aiutare-gli-altri</guid>
      <g-custom:tags type="string">Auto-aiuto,Benessere Psicologico,Crescita personale,Consapevolezza di Sé,Resilienza,Equilibrio Interiore,Relazione Terapeutica,Testimonianze,Salute Mentale,Gestione Emozioni,Psicologia,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7208974.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7208974.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Disturbi d’ansia: Quali sono i più diffusi?</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-ansia-piu-diffusi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento contattami al +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita6adc475d/"&gt;&#xD;
      
          Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono un gruppo di diversi disagi, tutti caratterizzati da allarme. Ci sono 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           molto diversi tra loro. L’ansia può essere l’indice di un disagio di altro genere, ed è spesso il campanello d’allarme che porta le persone a rivolgersi ad uno psicologo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           possono presentarsi sia in età adulta che nell’infanzia. Sono differenti dalla normale paura che è tipica e naturale in alcune fasi della crescita, perché sono inadeguati rispetto all’età. Essi sono diversi dalla paura o dall’ansia transitoria, che invece spesso sono indotte da uno stress situazionale. I 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono persistenti cioè tendono a durare nel tempo e possono condizionare negativamente lo stile di vita della persona.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Queste condizioni sono differenti l’una dall’altra in base ai tipi di oggetti o situazioni che la persona teme. un’altra differenza stà nel tipo di pensieri (l’ideazione cognitiva associata ) e le convinzioni.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Vediamo adesso i diversi disagi che fanno parte della grande famiglia dei disturbi d’ansia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella fobia specifica le persone sono spaventate, ansiose ed evitanti solo riguardo a cose particolari, mentre non provano disagio in tutte le altre situazioni. La persona con fobia specifica solitamente non nutre particolari convinzioni di pericolosità rispetto alla situazione temuta, semplicemente è spaventata ma non sa perché.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Vi sono vari tipi di fobie specifiche: animali; ambienti naturali; sangue-iniezioni-ferite; eccetera..
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          A volte la fobia specifica si sviluppa in seguito a un evento traumatico (per esempio, dopo essere stati attaccati da un animale o essere rimasti bloccati in un ascensore).
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel disturbo d’ansia sociale che si può anche chiamare fobia sociale, la persona sfugge da alcune relazioni e dagli eventi che comportano la possibilità di essere esaminata. Ad esempio situazioni in cui si incontrano sconosciuti, o quando la persona può sentirsi osservata ad esempio mentre mangia o beve, o condizioni in cui l’individuo si presenta, si esibisce o deve affrontare prove di bravura di fronte ad altre persone. Il pericolo è in relazione all’idea di essere giudicato negativamente dagli altri, essere imbarazzato, umiliato o rifiutato, oppure di ferire gli altri.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fobia specifica: che cosa è?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ansia sociale: che cosa è?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Disturbo d’ansia che cosa è?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel disturbo di panico l’individuo sperimenta ricorrenti attacchi di panico inaspettati ed è costantemente preoccupato di averne altri. Spesso modifica gradualmente il proprio comportamento in modo evitante (per esempio, evitamento progressivo dell’esercizio fisico oppure di luoghi sconosciuti). In altri casi l’attacco sembra verificarsi di punto in bianco, come quando l’individuo si sta rilassando oppure svegliando dal sonno. In queste circostanze la persona non nutre alcuna idea di pericolosità della situazione, cioè non ritrova alcun elemento pericoloso che la sta spaventando. Dunque inizia a temere l’attacco di panico e quindi sviluppa successivamente l’ansia verso la possibilità che giunga un nuovo attacco. Questa condizione di allarme introduce la persona in un circolo vizioso dal quale poi farà fatica a districarsi da sola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Agorafobia: la paura dello spazio aperto o troppo chiuso
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone con agorafobia sono spaventate o ansiose riguardo a alcune situazioni ad esempio: utilizzare trasporti pubblici; trovarsi in spazi aperti; stare in spazi ristretti; fare la fila o essere in mezzo alla folla; oppure essere fuori casa da sola ecc . Il timore è legato all’idea che potrebbe essere difficile fuggire o che potrebbe rivelarsi impossibile ricevere soccorso nel caso in cui si sviluppino reazioni simili al panico o altri comportamenti imbarazzanti. Queste situazioni inducono quasi sempre paura o ansia e sono spesso evitate, oppure la persona chiede la presenza di un accompagnatore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Psicoterapia per curare i disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste condizioni di disagio sono molto frequenti. Esse possono essere trattate con la psicoterapia, in cui la persona può imparare ad affrontare e a reagire nel modo migliore alle situazioni che teme.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia agisce in due modi:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nella psicoterapia il paziente acquisisce a breve termine strumenti specifici per riconquistare una buona qualità della vita, qualche volta mediante esercizi specifici per affrontare il problema dell’evitamento e gradualmente liberarsi dall’ansia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Inoltre la psicoterapia può agire eliminando la causa dell’ansia mettendo in condizione la persona di acquisire un livello di sicurezza maggiore. Questo perché la psicoterapia agisce a medio e lungo termine sul funzionamento globale della persona, rendendola più libera e forte.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi_ansia_Quali+sono+i+pi%C3%B9+diffusi.jpg" length="52416" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 27 Jul 2019 20:36:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-ansia-piu-diffusi</guid>
      <g-custom:tags type="string">Disturbi d'ansia,Ansia,Agorofobia,Problemi Psicologici,Psicoterapia,Fobia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi_ansia_Quali+sono+i+pi%C3%B9+diffusi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi_ansia_Quali+sono+i+pi%C3%B9+diffusi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ansia e panico: cosa sono e come curarli</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/ansia-panico-cosa-sono-come-curarli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ansia e paure sono utili, quando aiutano a concentrare le nostre risorse e ci predispongono ad affrontare meglio i pericoli. Quindi la paura è utile alla sopravvivenza, quando ci segnala un possibile rischio e ci prepara per fronteggiarlo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Invece il problema nasce quando le reazioni sono così intense e frequenti, da condizionare negativamente la vita della persona, tanto da farle rinunciare a molte cose positive, tenendola in uno stato di tensione e spavento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo adesso quando invece l’ansia può essere un problema psicologico.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          quando si tende ad esagerare la pericolosità di un Certo elemento, e quando essere spaventati diviene lo stato prevalente, allora possiamo parlare di disagio psicologico. La vita quotidiana viene condizionata negativamente da una nostra reazione costante di allarme e di blocco.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando ci accorgiamo di questo, è giunto il momento di chiedere aiuto ad un serio professionista della salute psicologica, perché stiamo pagando un prezzo troppo alto per la qualità della nostra vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Usiamo nel linguaggio comune ansia , paura, panico come se fossero sinonimi, Invece si riferiscono a cose diverse tra loro. facciamo un po’ di chiarezza sul significato di queste parole.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami ora!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ansia e panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           sono tra i disturbi che tratto con frequenza nel mio studio di
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia di Roma
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si tratta di situazioni molto diverse da persona a persona. Talvolta si prova solo un fastidioso stato di agitazione. Altre volte invece le persone sviluppano fobie specifiche e sono spaventate al pensiero di affrontare una certa situazione. Qualche volta l’ansia porta la persona ad evitare a tutti i costi ciò che la spaventa, Evitando le attività, fino ad incidere sulla qualità della vita.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          è molto importante farsi aiutare a superare l’ansia ed il panico attraverso il sostegno psicologico e la psicoterapia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa è la paura?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura è la risposta emotiva a una situazione attuale, che si presenta realmente, o che in quel momento riteniamo essere reale. Quindi la paura è una reazione a qualche cosa che si sta verificando in quel momento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Le sensazioni corporee, i pensieri e le emozioni si somigliano, ma non sono identici nella paura e nell’ansia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          La paura è spesso associata a reazioni fisiologiche repentine del sistema nervoso autonomo, caratterizzate dalla risposta di attacco /fuga davanti a una minaccia. A questo sono associati pensieri di pericolo immediato e una spiccata disposizione all’azione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa è l’ansia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura ritenuta sicura o probabile…
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          l’ansia è frequentemente associata alla tensione muscolare continua di chi deve tenere alto il livello di attenzione e di controllo per prevenire possibili pericoli ed i rischi. I pensieri sono pieni di ipotesi, congetture, rimuginamento in preparazione al pericolo futuro. I comportamenti sono contraddistinti da ecessiva prudenza ed evitamento
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ansia: quando è il caso di preoccuparsi?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attacchi di panico: cosa sono?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli attacchi di panico sono un particolare tipo di reazione e giocano un ruolo importante all’interno dei disturbi d’ansia. essi però non sono caratteristici solo dei disturbi d’ansia , anzi possono essere presenti anche in molti altri disagi psicologici.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Gli attacchi di panico sono contradistinti da comparsa improvvisa di disagio intenso che raggiunge il picco in pochi minuti, accompagnato da alcuni specifici sintomi fisici e/o cognitivi. Gli attacchi di panico possono essere possono essere attesi, cioè presentarsi in risposta a un oggetto o a una situazione temuta, oppure inaspettati, quando si verificano senza una ragione evidente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa fare per curare l’ansia ed il panico?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel mio studio di psicoterapia a Roma aiuto molte persone con vari disturbi e differenti situazioni. Alcune di loro si sono rivolte a me proprio per superare problemi di ansia in relazione a specifiche situazioni, luoghi e persone. Invece altri hanno iniziato una psicoterapia per motivi differenti: ad esempio per essere aiutati in una separazione, nella perdita di una persona cara, in un momento di depressione, o per aumentare la propria capacità di fronteggiare alcune situazioni e superare traumi . Anche in questi casi costoro hanno notato che la psicoterapia li ha aiutati a gestire e superare l’ansia. Questo succede perché spesso uno degli effetti a medio termine della psicoterapia è proprio quello di rendere le persone in grado di sostenere stati emotivi intensi, per superare ansia e panico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4100422.jpeg" length="640806" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 25 Jul 2019 13:31:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/ansia-panico-cosa-sono-come-curarli</guid>
      <g-custom:tags type="string">Attacchi di Panico,Ansia,Problemi Psicologici,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4100422.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-4100422.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/anoressia-bulimia-disturbi-alimentari</link>
      <description>L’anoressia e la bulimia si possono curare con la psicoterapia. Anoressia e bulimia sono i disturbi del comportamento alimentare più conosciuti. Con il cambiamento delle abitudini sociali, l’anoressia si sta manifestando in forme nuove rispetto a pochi anni fa.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa è la Bulimia?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Anoressia e bulimia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono i disturbi del comportamento alimentare più conosciuti. Con il cambiamento delle abitudini sociali, l’anoressia si sta manifestando in forme nuove rispetto a pochi anni fa. L’anoressia era un disagio prevalentemente femminile che iniziava nel periodo dell’adolescenza. Oggi questo problema è diffuso anche agli uomini, e si può presentare anche nei bambini.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È in aumento il problema del peso altalenante correlato al tono dell’umore e alla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Molte persone non riescono a tenere stabile il peso a causa di cambi di comportamento relativi al cibo, alternando periodi di stabilità, a fasi in cui il peso si modifica in concomitanza con alterazioni dell’umore, aumento dell’ansia e della depressione. In questi periodi la persona non riesce a gestire il proprio rapporto con il cibo, perdendo abitudini che precedentemente erano ormai consolidate. Per alcuni mesi perde il vantaggio che aveva acquisito con sacrifici fatti in precedenza. Questo genera frustrazione che porta ad ulteriori problemi a gestire il cibo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Oltre all’anoressia e alla bulimia, Vi sono altre forme di disagio meno conosciute ma ugualmente importanti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’anoressia e la bulimia si possono curare con la psicoterapia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          bulimia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la persona mangia compulsivamente, qualche volta con evidente aumento di peso. A volte tenta segretamente di compensare queste abbuffate con comportamenti che servono ad eliminare il cibo mangiato, ad esempio utilizzando diuretici e lassativi, oppure provocandosi il vomito.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Nelle abbuffate la persona ha la sensazione di non poter controllare la quantità di cibo che mangia, nutrendosi affannosamente, con l’impressione di farlo per riacquisire calma e sicurezza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persona bulimica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vive un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disagio emotivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che può portare varie conseguenze nella vita sociale, nella salute fisica e psicologica, cambiamenti corporei e qualche volta anche sbalzi di umore, ansia e depressione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Tutto ciò può manifestarsi in forma molto lieve o più accentuata. Alcune persone riferiscono un andamento ciclico del loro umore in relazione al mangiare. Nelle crisi bulimiche la persona vive come se mangiare sia l’unica soluzione al suo stato. Successivamente si sente in colpa e qualche volta si vergogna, provando un senso di smarrimento, vuoto e depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che cosa è l’anoressia?
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          anoressia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           comporta una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          preoccupazione persistente verso il proprio peso
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che la persona considera eccessivo, nonostante oggettivamente sia magra.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La persona tenta di controllare Il peso usando varie procedure dimagranti e una restrizione severa della dieta. alcuni cibi vengono parzialmente ammessi, mentre altri sono totalmente evitati. A volte ci si costringe a svolgere faticose sessioni di ginnastica, o si assumono farmaci per alterare il metabolismo per controllare il peso. Ci si controlla spesso. Qualche volta si ha una percezione della propria immagine allo specchio diversa da quella che riscontrano le altre persone. La persona si vede grassa, e tende a mal sopportare la vista di pieghe e curve.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Talvolta in questa situazione si prova anche un senso di irrequietezza, allarme e solitudine. In alcuni casi le persone agiscono in modo punitivo e autolesionistico, provocandosi dolore e sofferenza, specie nei momenti di più forte disagio.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’anoressia è in aumento tra gli adolescenti e tra i bambini. Fino ad alcuni decenni fa si trattava di un disturbo tipicamente femminile mentre adesso si sta diffondendo anche nella popolazione maschile.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La cultura alimentare e le abitudini sociali stanno cambiando e dunque sono in aumento forme lievi di anoressia che si manifestano attraverso una restrizione selettiva di alcuni cibi, con la paura di mangiare alcune sostanze perché ritenute dannose.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           contattami al 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali sono gli effetti sulla salute generale dell’anoressia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I parenti delle persone con disturbi alimentari sono spesso preoccupati per gli effetti sulla salute quando l’anoressia e la bulimia assumono forme gravi e peggiorano sempre di più.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I problemi di anoressia possono iniziare per tanti motivi. Nel mio lavoro di psicoterapeuta ho riscontrato spesso che l’inizio della patologia ha un esordio sfumato e lontano nel tempo: La persona, non ancora anoressica, persona inizialmente si impone degli obiettivi di dimagrimento da raggiungere e quando ci riesce, vive i cambiamenti corporei di diminuzione del peso o delle taglie dei vestiti come dei traguardi raggiunti. Questo però può portare ad un escalation, perché la persona non riesce più a fermarsi, finendo con il sottoporsi ad una restrizione alimentare sempre più ferrea.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando la denutrizione conseguente all’anoressia provoca 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          scompensi metabolici ed ormonali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , nelle donne può esserci la scomparsa del ciclo mestruale (amenorrea). Questo è il segno di carenze e cambiamenti dell’equilibrio corporeo. In effetti vi possono essere molte altre conseguenze biochimiche, tra le quali un indebolimento delle ossa, danni allo smalto dei denti, problemi allo stomaco e all’esofago, alla pelle, ai capelli, scompensi cardiaci.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Queste conseguenze sono spesso il campanello d’allarme ed il primo motivo di disagio che porta le persone anoressiche a preoccuparsi della propria salute. I familiari, allarmati dalla situazione, cercano un consulto medico o psicologico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come curare anoressia bulimia e altri disturbi dell’alimentazione?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel mio lavoro di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapeuta a Roma
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vengo contattata dalle persone che vogliono risolvere questo loro problema, oppure inizialmente anche dai familiari.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Chiedere aiuto è molto importante. Iniziare una psicoterapia è utile per evitare che piccoli problemi diventino grandi, e si guadagna tempo per ripristinare una situazione di benessere e serenità. Inoltre si possono evitare le conseguenze psicologiche, fisiche e relazionali di questa condizione. La decisione di consultare uno psicologo od un medico è spesso preceduta da tentennamenti e dubbi di sopravvalutare l’eventuale problema, oppure ostacolata da sentimenti di vergogna o di colpa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’approccio terapeutico più efficace va scelto a seconda delle situazioni.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia settimanale è necessaria per risolvere la maggioranza delle situazioni. Qualche volta specie in adolescenza, è necessario coinvolgere anche la famiglia.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi sono necessari interventi di equipe se la persona ha bisogno di vari tipi di professionisti (lo psicologo, il nutrizionista, l’endocrinologo eccetera).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Psicoterapia per persone con anoressia, bulimia e altri problemi alimentari
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel mio 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          studio di Roma
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           seguo in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia persone con anoressia, bulimia e altri problemi psicologici legati al cibo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Con loro conduco una psicoterapia individuale. Lavoriamo per acquisire un rapporto sereno e controllato con il cibo, ma anche per affrontare i problemi emotivi collegati al peso, all’immagine sociale, al rapporto con le altre persone e con il proprio corpo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Inoltre la psicoterapia comprende anche l’aumento della capacità della persona di fronteggiare gli Stati di ansia, agitazione, rabbia, depressione e vuoto che prova. Questo è necessario per acquisire una padronanza maggiore. Sono importanti anche tutti gli altri aspetti della vita e della storia personale. Comprendere quello che è successo è il primo passo per poter ritrovare un nuovo equilibrio di salute e di serenità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/anorsia-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="141793" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Jul 2019 09:53:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/anoressia-bulimia-disturbi-alimentari</guid>
      <g-custom:tags type="string">Bulimia,DCA,Disturbi del Comportamento Alimentare,Disturbi alimentari,Relazione con il cibo,Anoressia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/anorsia-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Che cosa è (veramente) la depressione post partum</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/che-cosa-e-veramente-depressione-post-partum</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mentre scrivo, Andrea ha 14 mesi. Io mi commuovo a guardarlo ridere e giocare, e ogni mia cellula è
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          innamorata pazza di questo bambino bellissimo. Ma non è stato sempre così. Ho avuto un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          parto difficile
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           . Ogni parto credo che lo sia, il mio mi ha lasciato addosso un terrore e un senso di profonda violazione del mio corpo.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           Dopo tanti mesi ne parlo ancora con riluttanza. Quando siamo tornati a casa avevo paura di ogni cosa. Mi sentivo profondamente inadeguata al mio nuovo status di madre. Andrea era così piccolo e indifeso e per giorni mi hanno fatto credere che fosse a rischio sotto peso e che il mio scopo
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           principale era farlo ingrassare. Naturalmente nutrirlo era uno dei miei compiti, legato a un’altra battaglia persa: l’allattamento al seno. Oggi so che questa cosa per noi non funzionava, e non c’è
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           nulla di cui vergognarsi. Andrea non ha mai perso peso ed è un bambino vispo e intelligente, con un corpicino forte e muscoloso.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma non è stato il latte, o il parto, o la totale incapacità ad addormentarmi, o forse è stato tutto questo e tanto altro messo insieme a farmi stare male fino ad alternare momenti di euforia a rabbia, paura e tristezza, nonostante il conforto di un marito presente e innamorato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quello che è successo a me accade a tante donne con una storia diversa dalla mia, eppure da nessuna delle mie amiche avevo mai sentito parlare di un’esperienza simile, tutte guardavano e accarezzavano il mio pancione e tacevano qualcosa che soltanto dopo mi hanno confessato: il post partum è stato anche per loro un momento estremamente difficile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non voglio tacere io come loro. Ricordo il confondersi dei giorni e delle notti, il tentativo di tenere
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          il controllo, lo schedule delle routine andare rapidamente a rotoli, e soprattutto ricordo la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          paura
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          ogni cosa, di non riuscire a calmare il mio piccolo, di far parte di un film in cui qualcuno stava monitorando la mia vita per giudicare se fossi in grado. Ho sempre saputo di stare troppo male, e
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          questa consapevolezza mi ha salvato Ho chiesto aiuto a mio marito, alla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , a mia madre,
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          alle mie amiche. “Non mi abbandonate, statemi vicine “ .. “
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che cosa vuoi, Emiliana?” Mi chiese la dottoressa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          “
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Voglio stare bene
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ’ ”
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          ” e allora ti aiuteremo a stare bene” .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I miei genitori non mi riconoscevano. Ho dovuto impegnarmi seriamente a 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          stare meglio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Ho tentennato qualche volta? Sì. Ma avevo un obiettivo: stare bene: per me, per Andrea, per la mia
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          famiglia e per le amiche che mi sono state accanto. E ci sono riuscita, in un tempo relativamente breve. Ho ripreso a dormire. E ho riscoperto in me una mamma affettuosa e dolce, pronta a
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          commuoversi mentre Andrea si addormenta, felice di crescere un bimbo sereno e sano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quello che mi è capitato non si dimentica. Non me ne vergogno perché so che non è frutto di una mia mancanza o incapacità.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          A tutte le mamme che ci sono passate o che ci passeranno ho solo una cosa da dire.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Chiedete aiuto! Lasciate che vi aiutino a tornare voi stesse. E tutto il resto è parte di una favola meravigliosa che è quella di essere madre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Emiliana S.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/avevo-una-dipendenza-affettiva-ora-sono-una-persona-piu-forte/"&gt;&#xD;
      
          Avevo una dipendenza affettiva ora sono una persona più forte
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-postpartum-dottmarialuigagargiulo-psicoterapeuta-roma.jpg" length="220498" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 09:58:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/che-cosa-e-veramente-depressione-post-partum</guid>
      <g-custom:tags type="string">Allattamento,Supporto psicologico,Aiuto Psicologico,Post Partum,Salute Mentale Materna,Depressione Post Partum,Maternità,Benessere Materno,Supporto Psicologico,Testimonianze,Parto Difficile,Psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-postpartum-dottmarialuigagargiulo-psicoterapeuta-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esperienza positiva con la dottoressa Gargiulo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/esperienza-positiva-con-dottoressa-gargiulo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tanto tempo fa in seguito a varie situazioni familiari stressanti mi è stato consigliato di andare da uno 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicologo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Devo dire che a quel tempo andavo da lui come fosse una medicina che non mi andava giù e dopo diverso tempo ho deciso di mollare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mi sono trovata diverse volte a disagio per alcune situazioni spiacevoli e mi sono trovata a lottare contro l’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e in seguito anche con 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Facendo una ricerca mi sono trovata ad ascoltare diverse interviste della 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dottoressa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e sono stata piacevolmente catturata dal suo modo di fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È stato un percorso fatto da lei che mi ha aiutato a vedere la figura dello psicologo come un aiuto importantissimo per non buttare altra rabbia dentro me, quella 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          rabbia che intossica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Con lei ho fatto un piacevole percorso e non vedevo l’ora di arrivare al nostro appuntamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La dottoressa Maria Luisa Gargiulo ha dato luce a tanti aspetti della mia vita che non riuscivo più a vedere.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Martina B.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-testimonianza-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg" length="175506" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Jun 2019 10:22:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/esperienza-positiva-con-dottoressa-gargiulo</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicoterapia Efficace,Terapia Individuale,Benessere Psicologico,Ansia,Testimonianze,Supporto Terapeutico</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-testimonianza-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-testimonianza-dottmarialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Problemi psicologici nei bambini di genitori separati: 3 passi per riconquistare la serenità (4/4)</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-psicologici-bambini-genitori-separati-3-passi-riconquistare-serenita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il clima e le dinamiche della comunicazione dei genitori con alti livelli di conflittualità oppure separati, possono creare problemi psicologici nei bambini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nei precedenti articoli abbiamo descritto le cause di alcuni atteggiamenti dei genitori e abbiamo visto il modo in cui i sentimenti reciproci possono influenzare i loro atteggiamenti verso i bambini.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Abbiamo parlato di che cos’è la triangolazionee le altre trappole della comunicazione. Abbiamo visto in che modo un bambino può reagire emotivamente quando un genitore gli chiede alleanza contro l’altro genitore, e quali sono le conseguenze possibili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Aspetta, apriamo una parentesi: moltissime persone hanno trovato una certa somiglianza tra ciò che c’è scritto e la loro esperienza concreta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non mi stupisco di questo, sai perché?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti lettori si sono riconosciuti in queste descrizioni perché ho scritto questi articoli proprio partendo dalla mia esperienza professionale.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Difatti in tutti questi anni, ho incontrato molti genitori, che mi hanno raccontato questi scenari. Qualche volta sono venuti a trovarmi da soli, altre volte in coppia con il nuovo o la nuova compagna, altre volte sono riusciti a convincere l’ex.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In tutti i casi abbiamo esaminato la situazione, e siamo partiti dalla seria intenzione di stare meglio, che è il vero motore di una persona quando mi chiede un appuntamento.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Poi abbiamo esaminato in che modo la situazione coinvolge il bambino, e poi, infine abbiamo messo a punto alcuni strumenti utili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma torniamo al nostro discorso, e vediamo quali sono i 3 passi indispensabili per venirne a capo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come aiutare i genitori in Crisi a migliorare la condizione emotiva dei bambini, 3 passi fondamentali per capire e risolvere problemi psicologici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Passo 1: ammettere che c’è un problema e che noi ne facciamo parte
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Il primo passo per risolvere un problema è ammettere che c’è un problema!
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mi preme sottolineare che Queste dinamiche negative, sfumate o accentuate a seconda delle persone , possono esistere anche quando tutti hanno le migliori intenzioni verso il bambino.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La prima cosa da fare è ammettere che tutto questo è possibile, e che pur senza volerlo, possiamo aver commesso qualche svista anche noi, specie quando siamo carichi di rabbia, risentimento, delusione e dolore per una storia d’amore importante finita male.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Non siamo immuni da queste situazioni, perché è umano perdere di vista le conseguenze sul bambino in certe situazioni complesse. Se poi ci sentiamo soli è facile che lo scoraggiamento possa aver preso il sopravvento e che quindi le nostre migliori intenzioni educative siano state sepolte sotto le tonnellate di delusioni che il nostro ex partner o la nostra ex partner ci ha fatto provare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ok, ammettiamo quindi che possiamo anche noi aver perso un po’ la bussola!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sembra una condanna ma invece è come un trampolino, perché solo da questa posizione, possiamo ripartire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Difatti il primo passo per risolvere un problema è ammettere che c’è un problema!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa è la base verso la consapevolezza di ciò che facciamo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Imparare a osservare le nostre reazioni, è un punto di partenza indispensabile per comprendere le conseguenze dei nostri atteggiamenti e portarci a mettere in atto modi diversi e più utili per affrontare le cose.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Passo 2: Distinguere i problemi di coppia dai problemi di genitorialità
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           I genitori possono essere anche una coppia, ma possono anche non esserlo più. E’ frequente fare confusione tra i problemi di coppia e i problemi di genitorialità, come se non ci fosse un confine e neppure una differenza.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           Invece è necessario fare ordine e avere consapevolezza di questa differenza, specie nelle persone separate con figli.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           Il punto è proprio imparare a distinguere le cose.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nelle dinamiche di coppia con l’ex partner, sono spesso in gioco elementi di investimento, delusione, tradimento, gelosia, disillusione, abbandono, competizione, vendetta, punizione eccetera.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Invece
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nelle dinamiche genitoriali sono in gioco funzioni come proteggere, insegnare per educare, stabilire le regole, accompagnare, aiutare a crescere, definire i limiti eccetera. Dunque quando c’è qualche disaccordo, domandiamoci prima di che natura sia, per evitare di trattare tutto allo stesso modo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il rapporto tra i genitori in crisi o gli ex partner, indipendentemente dal disinvestimento della coppia, dovrebbe consentire loro la comunicazione necessaria per discutere e gestire lo stile educativo, e i problemi genitoriali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ma per far ciò, occorre avere la consapevolezza di non mischiare gli ambiti e ancora di più imparare a reagire adeguatamente quando l’ex partner tenta di sfidarci sugli aspetti genitoriali ed educativi, con lo scopo velato di gestire un conflitto di coppia irrisolto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Passo 3: Dalla consapevolezza al cambiamento
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per attuare questo cambiamento dobbiamo imparare a riconoscere le forzature e le dinamiche messe in atto dal ex partner, ma anche acquisire la consapevolezza dei nostri bisogni e dei nostri atteggiamenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio può essere molto utile imparare ad accorgerci di quando stiamo usando il ruolo di genitori per combattere nei problemi di coppia. È anche importante imparare ad accorgersi di quando i problemi di coppia hanno conseguenze nel nostro atteggiamento di genitori.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa è la base per poter creare un territorio franco dove non si combatte ma si collabora. Qualche volta per arrivare a questo risultato occorre fare un lavoro di trasformazione del rapporto
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ammettere che anche noi possiamo migliorare, non significa necessariamente che stiamo facendo chissà quali errori. Difatti un cambiamento positivo può avvenire sempre, perché le trasformazioni che la vita ci presenta man mano, possono indurre in noi un cambiamento e una maturazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta, quindi, per far conquistare serenità ad un bambino dobbiamo agire sulle circostanze e sulle cause emotive che hanno turbato questa serenità. Iniziare a ricostruire un ambiente emotivamente adatto, è possibile attraverso prima una consapevolezza e poi una trasformazione ed una maturazione degli atteggiamenti degli adulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A che serve la consulenza psicologica per i genitori
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se sei arrivato in fondo a questo articolo, significa che questoi argomenti ti interessano.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Forse questo articolo ti è stato utile come spunto, ma Il limite di un articolo è che può solo indicare vagamente alcuni meccanismi, e tu leggendolo avrai notato immediatamente che c’è tanta differenza tra la teoria e la pratica.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Nella tua situazione ci sono circostanze specifiche che solo tu conosci e persone particolari, con le loro caratteristiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ogni storia è diversa, ogni persona è diversa e quindi non si può generalizzare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per capire davvero cosa accade nella tua situazione forse è necessario investire un po’ di tempo e di attenzione agli elementi psicologici in gioco
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Se vuoi lo possiamo fare insieme
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se mi chiederai una consulenza psicologica possiamo capire insieme quali sono gli elementi critici nella tua situazione e individueremo gli strumenti educativi, che possono agevolare le trasformazioni che ti interessano e gli atteggiamenti da attuare proprio in quella specifica circostanza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vantaggi di una consulenza psicologica ai genitori
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una consulenza psicologica alla genitorialità può essere utile per aiutare i genitori in crisi o separati ma anche ciascuno dei genitori singolarmente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Con Una consulenza psicologica ai genitori si può:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Inparare a tenere separate le dinamiche di coppia da quelle della genitorialità
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           individuare e gestire i problemi psicoeducativi
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           acquisire consapevolezza su come il proprio atteggiamento possa influenzare il bambino
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            ﻿
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
           attuare praticamente modalità alternative più adeguate per raggiungere un equilibrio emotivo migliore ed un rapporto educativo con il figlio, più sereno ed efficace.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto o solo di un consiglio contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%282%29.jpg" length="201936" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:41:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-psicologici-bambini-genitori-separati-3-passi-riconquistare-serenita</guid>
      <g-custom:tags type="string">Genitori separati,Bambini e Genitori,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bambini di genitori separati: le conseguenze psicologiche della triangolazione. (3/4)</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-genitori-separati-conseguenze-psicologiche-triangolazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In certi casi i genitori cercano alleanza nel figlio, specie quando vivono una situazione di alto conflitto relazionale o separazione . questo può causare un problema emotivo e psicologico nei bambini a causa della perdita emotiva che ne deriva per loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “… da che parte stai?…”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta un genitore agisce cercando alleanza e comprensione nel figlio, specie quando si sente frustrato da una situazione molto conflittuale . È più facile che questa ricerca di alleanza verso il figlio, avvenga nei momenti di tensione e quando vive un senso di ingiustizia riguardo alla relazione con il suo partner o ex..
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il motivo consapevole di questo atteggiamento è quello di creare un buon dialogo con il figlio, ma qualche volta si fa confusione tra il dialogo e la ricerca di alleanza, ovviamente senza volerlo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo meccanismo per un genitore nei momenti di alta conflittualità di coppia, è molto naturale e viene attuato piu spesso di quanto ci si accorga.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Da cosa dipende ?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dipende dal fatto che quando percepiamo qualcuno come nemico, tendiamo a cercare sostegno e comprensione. Per Avere solidarietà e conforto cerchiamo in qualche modo un alleato, dalla nostra parte, contro qualcuno che accusiamo, di starci facendo del male
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          avere un alleato ci può far sentire difesi e sostenuti e ci può dare la conferma che abbiamo ragione. Quindi è comprensibile che una persona, sentendosi ferita o maltrattata dal suo ex partner, cerchi conforto, solidarietà, per le ingiustizie subite.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E fin qui sarebbe tutto ok ma quando un genitore si lamenta con suo figlio di ciò che ha fatto l’altro genitore, e chiede alleanza contro l’altro genitore, ci possono essere conseguenze negative nei bambini
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perché questo modo di relazionarsi del genitore può creare problemi ai bambini?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non dobbiamo dimenticare che il figlio al quale si chiede alleanza, è coinvolto emotivamente con entrambi i contendenti
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Mentre i grandi si accusano di qualcosa che cercano alleanze per i torti subiti, il bambino si trova in una triangolazione dove c’è un accusatore e un accusato ed entrambi tentano di portarlo dalla propria parte.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Inevitabilmente Egli sentirà che gli si chiede di prendere una posizione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In questo caso il bambino si trova in una situazione emotivamente difficile, perché qualsiasi posizione emotiva assuma, perderà qualcuno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo come:
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I 3 scacchi matti della triangolazione
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo i 3 scenari emotivi alternativi in
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           cui il bambino si può trovare, all’interno di una triangolazione tra due genitori contendenti e che si accusano reciprocamente.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          a)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il bambino empatizza con la sofferenza del genitore ferito e si allea con lui, deve giustificare dentro di sé, i sentimenti di rabbia e paura che prova verso il genitore accusato, l’immagine negativa che avrà di lui.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          b)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se a bisogno di salvare in qualche modo la sua relazione verso il genitore accusato, deve trovare una giustificazione al suo comportamento, dandone una spiegazione al livello della sua età. Per esempio può credere che il genitore accusatore si meriti il torto subito perché cattivo, oppure che ciò non sia mai avvenuto e che pertanto il genitore che si lamenta è un bugiardo, e comunque inaffidabile.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          c)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche qualora il bambino Disinvesta contemporaneamente su entrambi i genitori e non si allei con nessuno, egli si sentirà solo, usato, e avrà avuto la sensazione di non essere talmente importante né sufficientemente amato, giacché sperimenta direttamente che i suoi genitori sono più impegnati a combattersi che a proteggerlo dalla loro reciproca lotta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Possibili conseguenze
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il modo in cui il bambino impara a reagire nelle triangolazioni, può determinare molto del suo modo di vivere le relazioni anche in futuro.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il figlio può imparare a diffidare sul motivo che spinge le persone a comportarsi, divenendo sospettoso, per il timore che lo si voglia coinvolgere in qualche contesa.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il figlio prova spesso rabbia e aggressività e questo attiva il suo sistema di difesa e il suo sistema agonistico. Questo significa che viene educato costantemente alla sfida delle persone autorevoli e alla contesa con i pari, perché ogni posizione autorevole è stata messa sempre in discussione e dunque si aspetta che ciò avvenga anche in altre relazioni.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Potrebbe invece sviluppare un comportamento passivo e acquiescente, determinato dall’esperienza di fallimento che ha vissuto quando ha cercato di risolvere i conflitti, che le sue risorse di bambino non sono state in grado di gestire.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel prossimo articolo vedremo cosa si può fare per cercare di superare la triangolazione tra i genitori in crisi ed evitare che i problemi di coppia possano condizionare il bambino, offrendogli un clima più adatto alla sua crescita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dalla teoria alla pratica
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se sei arrivato in fondo a questo articolo vuol dire che questi argomenti ti interessano.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           Capire cosa sta succedendo nella tua situazione specifica e come migliorare la comunicazione, ti può servire per aumentare la serenità del bambino e offrirgli un clima migliore, più rispondente ai suoi bisogni.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se hai bisogno di informazioni o vuoi prendere un appuntamento con me contattami al
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39%20337%20353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      
          +
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/problemi-psicologici-bambini-genitori-separati-3-passi-riconquistare-serenita"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Continua a leggere Problemi psicologici nei bambini di genitori separati: 3 passi per riconquistare la serenità (4/4) →
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%2810%29.jpg" length="139599" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:25:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-genitori-separati-conseguenze-psicologiche-triangolazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">Genitori separati,Bambini e Genitori,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%2810%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Problemi psicologici dei bambini di genitori separati: le trappole della comunicazione (2/4)</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-psicologici-bambini-genitori-separati-trappole-comunicazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La trappola del controllo incrociato è una modalità di comunicazione, che alcuni genitori mettono in atto, talvolta senza volerlo. Questo può determinare alcune conseguenze psicologiche nei bambini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “….raccontami, cosa ha fatto papà?” ….”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I genitori a volte conoscono solo una parte di ciò che succede al figlio, e quindi sono preoccupati di non sapere cosa gli accade quando si trova con l’altro genitore. Spesso i sentimenti che i partner hanno vissuto durante le varie fasi della loro crisi di coppia, costituiscono il sottofondo emotivo del modo in cui comunicano con il bambino. Ad esempio senza volerlo trasmettono Una certa sfiducia, rabbia o risentimento. Questi sentimenti si ripercuotono sul rapporto del bambino con loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio se uno dei genitori pensa che l’ex non sia in grado di educare bene il bambino, tenderà a fare domande e verifiche indirette.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo atteggiamento può essere vissuto dal bambino con sfiducia e paura su ciò che può fare l’altro genitore, aumentando in lui il senso di insicurezza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualcuno crede che un bambino in queste circostanze non si accorga del motivo di tante domande. Invece egli percepisce questi controlli incrociati che i suoi genitori fanno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche quando non capisce il perché, il bambino sente la tensione e il tentativo di controllo che c’è attorno a lui.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella comunicazione tra bambini e genitori vi può essere la trappola della Triangolazione. Questo modo di comunicare può determinare alcune reazioni emotive nel bambino e alcuni problemi psicologici ed atteggiamenti specifici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          …“devi dire a mamma che……. “
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il passaggio di informazioni attraverso il bambino è spesso necessario per motivi organizzativi, specie se i componenti delle due famiglie comunicano poco per evitare conflitti.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il bambino può vivere in una situazione emotivamente precaria e instabile, se intuisce che i genitori si relazionano attraverso di lui, con il fine del controllo, l’approvazione o il giudizio incrociato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo modo di comunicare si chiama triangolazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa può suscitare nel bambino questa situazione?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La triangolazione comporta che il bambino con il tempo si fidi poco degli adulti, e che impari a filtrare le informazioni. Questo può avvenire in vari modi, a seconda della situazione, della sua personalità e delle dinamiche in cui è coinvolto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Ad esempio può comunicare seguendo il criterio dell’accettabilità, cioè riferire solo le cose utili ad ottenere l’approvazione, raccontando ciò che lo mette nella miglior luce agli occhi degli adulti, per avere la loro benevolenza.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Oppure può adattare l’informazione al livello di tollerabilità che percepisce nel suo interlocutore, cioè raccontare le cose in modo da tranquillizzare chi lo ascolta. Il bambino tenta cosi di avere un genitore sereno, proteggendolo dall’ansia, ma perde così la possibilità di essere protetto a sua volta da lui.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            Un altro modo di reagire, può essere quello di accentuare il conflitto tra i genitori , filtrando le informazioni in senso negativo, cioè sottolineando ciò che egli sa essere sgradito. Il vantaggio emotivo è che cosi gestisce le relazioni canalizzando la rabbia e la competizione su elementi di cui ha il controllo.
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Vorrei essere chiara:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nessun bambino desidera vivere in un ambiente conflittuale. Ma allora perché sembra che il bambino accentui i conflitti?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Provo a spiegarlo:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Può sembrare paradossale, ma il vantaggio emotivo esiste: il figlio ravvivando i conflitti, può allearsi con l’uno o con l’altro, canalizzare l’aggressività che c’è nelle famiglie e ciò facendo, attua le modalità di contesa che ha appreso perché le ha viste tra gli adulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel prossimo articolo vedremo cosa può succedere quando un genitore cerca di allearsi con il figlio, magari con l’intenzione positiva di aumentare la complicità e la fiducia nel rapporto, ma con l’effetto di metterlo in difficoltà con l’altro genitore .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dalla teoria alla pratica
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se sei arrivato in fondo a questo articolo vuol dire che questi argomenti ti interessano.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           capire cosa sta succedendo nella tua situazione specifica e come migliorare la comunicazione, ti può servire per aumentare la serenità del bambino e offrirgli un clima migliore, più rispondente ai suoi bisogni. Contattami al
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39%20337%20353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Continua a leggere Bambini di genitori separati: le conseguenze psicologiche della triangolazione. (3/4)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%289%29.jpg" length="205437" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:12:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-psicologici-bambini-genitori-separati-trappole-comunicazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">Genitori separati,Bambini e Genitori,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%289%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%289%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bambini di genitori separati problemi psicologici e differenze educative (1/4)</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-genitori-separati-problemi-psicologici-differenze-educative</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I genitori mi riferiscono problemi con i bambini che hanno conseguenze psicologiche causate dal clima emotivo di una crisi familiare. I figli subiscono la situazione di conflitto tra gli ex, e le differenze educative delle famiglie.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anna è separata. Marco ha 6 anni, e abita con lei.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il suo ex marito ha un altro figlio. marco va ogni tanto nei fine settimana dal papà. Qualche volta sta con i nonni, paterni o materni. Anna ultimamente nota che marco è inquieto, a volte sgarbato. si chiede perché. In famiglia tutti sono gentili con lui.. lei ed il suo ex marito vorrebbero vederlo sereno, ora che ciascuno ha raggiunto un equilibrio con le nuove famiglie. ma che cosa sta turbando Marco? Dovee è il problema e con chi?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono tanti bambini di genitori separati o in crisi. Quando i genitori vivono ancora assieme ma hanno periodi di alta conflittualità il bambino può risentirne emotivamente. Anche dopo la fine della relazione, ci possono essere reazioni emotive specifiche del bambino, anche quando i genitori oramai separati si organizzano con un nuovo equilibrio.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo succede quando c’è un livello di conflittualità latente che permane anche dopo la separazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Inoltre nel nuovo equilibrio Subentrano nuovi nuclei familiari. A questo si aggiunge che ci sono anche altri fratelli, e che la gestione dei figli è condivisa con i nonni. Essi sono spesso indispensabili, aiutano quando necessario, ma contribuiscono con altri stili educativi a questa complessa rete, nella quale i bambini vivono.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcuni atteggiamenti degli adulti possono suscitare reazioni emotive nei bambini, e contribuire alla formazione di aspetti del loro carattere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo in dettaglio cosa succede.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Problemi emotivi dei bambini: famiglie diverse regole differenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           E’ improbabile che persone diverse
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          educhino allo stesso modo un bambino, specie se si vive in contesti separati. Dunque è ovvio che ciascuno imposti la sua relazione con un bambino a proprio modo, e questa è una ricchezza per lui. Avere diversi atteggiamenti educativi non è sempre negativo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Tuttavia in alcune situazioni, gli stili educativi sono tanto diversi da essere proprio incompatibili tra loro. Questo accade quando ciascuno contraddice l’altro, insegnando regole, modi di interagire con le persone e di fare le cose, che si escludono reciprocamente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Cosi un bambino può imparare che il comportamento giusto vale solo con quella persona in quella situazione, perché nell’altra famiglia gli viene richiesto l’opposto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nella famiglia numero uno Marco mangia a tavola insieme agli altri, mangia ciò che gli viene presentato. Quando smette o quando rifiuta il piatto, gli viene portato via, e tutti restano a tavola a chiacchierare.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nella famiglia numero due Marco decide cosa mangiare. Se rifiuta ciò che gli viene proposto, gli si presenta un’altra pietanza. Spesso interrompe di mangiare si alza e va in cameretta, dove mentre gioca, qualcuno lo raggiungerà con il piatto chiedendogli di mangiare ciò che ha lasciato a tavola. Allora Marco chiede qualcosa come premio, che gli sarà accordato se completerà di mangiare.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali effetti possono esserci a causa di queste differenze educative?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ecco alcune conseguenze emotive che il bambino può avere
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          &amp;gt; Marco impara che il suo comportamento è utile per ottenere qualcosa. Ad esempio: L’approvazione dell’adulto, l’evitamento di ciò che non gradisce, un premio, l’abbassamento dell’ansia di qualcuno.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Effetto:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il comportamento che Marco ha appreso resta circoscritto alla situazione, e non diventa una competenza da usare sempre, perché il bambino si focalizza sul vantaggio immediato che trae nel seguire una certa regola, perdendo il valore educativo che questo apprendimento può portargli.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           il bambino non percepisce gli adulti come capaci di proteggerlo, educarlo e contenerlo emotivamente, dato che sono poco autorevoli, quando cedono a lui il controllo delle cose.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel prossimo articolo vedremo le “trappole della comunicazione “. Parleremo di cosa succede quando la comunicazione tra gli ex è conflittuale, e le notizie passano attraverso il bambino, vedremo più avanti cosa succede quando un genitore cerca di portarlo per forza dalla sua parte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dalla teoria alla pratica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se sei arrivato in fondo a questo articolo vuol dire che questi argomenti ti interessano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          capire cosa sta succedendo nella tua situazione specifica e come migliorare la comunicazione, t può servire per aumentare la serenità del bambino e offrirgli un clima migliore, più rispondente ai suoi bisogni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Se pensi che le informazioni di questo articolo siano troppo generiche e vorresti analizzare proprio la tua situazione specifica contattami e chiedimi una consulenza psicologica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Chiama il
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39%20337%20353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/bambini-genitori-separati-problemi-psicologici-differenze-educative"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Vai alla seconda parte Problemi psicologici dei bambini di genitori separati: le trappole della comunicazione →
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%284%29.jpg" length="200517" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:02:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-genitori-separati-problemi-psicologici-differenze-educative</guid>
      <g-custom:tags type="string">Genitori separati,Bambini e Genitori,Problemi Psicologici,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%284%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Problemi educativi: come affrontare la fine della scuola</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-educativi-come-affrontare-fine-scuola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Genitori e figli con disabilità tra luglio e settembre
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tra la fine della scuola e l’inizio del successivo anno scolastico c’è un lungo periodo che costituisce un momento di riposo che in certi casi però può comportare dei problemi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per i bambini c’è più tempo per esperienze interessanti, per stare con i genitori e avere più libertà dalle regole e dagli orari prefissati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Accanto a questi 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          vantaggi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           possono esserci anche aspetti problematici che a volte rendono questo periodo un vuoto spartiacque tra un anno scolastico e l’altro: l’isolamento dai coetanei, la noia, il distacco dagli educatori che li sostenevano durante l’anno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per i genitori il desiderio è quello di coniugare la qualità del tempo libero dei figli con la loro sicurezza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vorrebbero un periodo in cui il benessere possa prendere il posto dell’affannosa corsa ad ostacoli, tipica del periodo invernale; sentono la responsabilità di riempire di senso questo lungo tempo; temono di non sapere cosa proporre e devono arrangiarsi con la scarsità di risorse specie quando non possono personalmente adempiere ad un ruolo a tuttotondo e si trovano improvvisamente soli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Assistenza, Organizzazione e problemi pratici
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti aspetti organizzativi sono conseguenza della fine delle lezioni. Questo fatto determina il liberarsi di molte ore, ma anche la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          carenza di attività
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           direttamente o indirettamente collegate alla scuola. L’uscita di scena di alcune figure professionali, persone alle quali il figlio veniva affidato, spesso comporta 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          l’interruzione di alcune abitudini
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e il mancato completamento di apprendimenti che non sono stati del tutto acquisiti nel corso dell’anno scolastico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tra le varie 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          preoccupazioni dei genitori
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c’è quella di sapere che sia adeguata la nuova assistenza per i loro figli con l’attenzione ed il supporto di persone effettivamente dedicate a loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altri aspetti delicati in questo periodo, oltre alla funzione assistiva, sono quelli volti a fornire esperienze interessanti (funzione esplorativa) e emotivamente significative, salvaguardando il giusto livello di sicurezza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Nell’organizzazione della vita di un figlio con disabilità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           operano varie persone che hanno diverse funzioni e che spesso presiedono a più di un obiettivo. Qualche volta coordinarsi e difficile e quando ciò accade l’intervento risulta frammentato e se ne perde la coerenza complessiva. Gli effetti di tutto ciò sono visibili nel lungo periodo estivo, quando l’attenzione cala e la stanchezza è tanta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Genitori, interazione esplorativa e vacanze
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il periodo di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          tempo libero durante la sospensione della scuola
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è una risorsa utile per realizzare
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           attività con
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          funzione più esplorativa
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           . Cosa s’intende per
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “funzione esplorativa di una relazione“?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Tutte le volte che assieme ad un’altra persona sperimentiamo attività con lo scopo di provare esperienze nuove e con la voglia di ampliare l’orizzonte un po’ più in la dell’abitudine e della zona di comfort siamo coinvolti in una interazione che in quel momento è orientata ad una funzione cooperativo/esplorativa. Gli elementi d’interesse che contraddistinguono e caratterizzano le interazioni con funzione esplorativa sono la novità e l’avventura. Questi elementi possono trovare una ottima collocazione non solo nelle gite o nei viaggi assieme, ma anche nelle attività domestiche che abbiano come fine quello di stare insieme per fare qualcosa di interessante; preparare da mangiare, prendersi cura dell’ambiente domestico, sperimentare un nuovo modo di organizzare lo spazio dentro casa o ancora fare qualcosa per qualcuno.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Le
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          interazioni esplorative
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           , tanto necessarie quanto impegnative per un genitore, sono importanti stimoli per consolidare la relazione, e spostarla da un livello di accudimento o di insegnamento, verso un piano di
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          scoperta senza ansia di prestazione né fretta di dover per forza imparare a far bene qualcosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono aspetti connessi con l’età e con il tipo di disabilità del figlio che possono impedire oppure rendere piuttosto difficile l’instaurarsi di questo tipo di clima di avventura e di scoperta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando, ad esempio, un genitore è troppo preoccupato del fatto che il figlio debba per forza imparare sempre qualche cosa, difficilmente riesce a lasciarsi andare in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attività condivise
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perché si sforza di trovare una funzione pedagogica in quello che sta facendo. In tal caso finisce quindi per irrigidirsi in una posizione di insegnante e si preoccupa di “ sprecare” il tempo in un modo apparentemente inutile mentre
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          per il figlio invece è davvero molto salutare avere la possibilità di poter godere dell’attenzione del genitore, della sua disponibilità e dell’assenza
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , almeno temporanea, di un obiettivo pedagogico da perseguire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso i ragazzi con disabilità percepiscono il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          doppio livello
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che si crea quando qualcuno, apparentemente interessato a giocare o stare con loro piacevolmente, invece si sforza di insegnare, ponendosi di fatto in modo “tecnico“ sottoponendoli così, anche senza volerlo ad un continuo esame. Non si può sempre passare il tempo con un obiettivo educativo, perché questo significa comunicare continuamente ai ragazzi l’idea che sono inadeguati e che devono imparare di più ponendo l’attenzione principalmente su quello che loro non sanno fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sebbene possa sembrare assurdo, in realtà risulta emotivamente più difficile stare con un figlio con disabilità gravi senza un obbiettivo abilitativo ma con il solo fine di condividere e sperimentare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nella relazione con connotazioni esplorative, le due persone sono quasi sullo stesso piano e sono genuinamente coinvolte. Questa tipologia di interazioni, apparentemente leggera e informalmente divertente, è invece molto impegnativa per il genitore 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dal punto di vista emotivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , perché gli richiede di relazionarsi realmente con il figlio accettandolo per quello che è con le sue caratteristiche, correndo il rischio di dover sostenere l’angoscia e il dolore che questo tipo di contatto profondo può far provare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mettersi in gioco per fare qualcosa insieme per il gusto e il piacere di farlo, impone al genitore un grosso sforzo di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          adattamento alla disabilità del figlio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           senza combatterla e riuscendo a godere delle caratteristiche positive del suo ragazzo come persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutto questo si scontra con i limiti di interazione che derivano dalle difficoltà specifiche di alcune disabilità. Ovviamente tanto più la condizione del ragazzo è grave, tanto più è difficile per il genitore relazionarsi in modo pienamente cooperativo durante l’attività di sperimentazione e di esplorazione. In questi casi l’adulto percepisce una effettiva grande differenza di funzionamento e deve, per così dire, accontentarsi di funzionare ad un livello più basso, adattando continuamente tempi e modi rispetto a quello che farebbe normalmente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ comprensibile che un genitore possa provare fatica ed essere tentato dal delegare altre persone a passare il “tempo libero” con il figlio; le vacanze però sono un momento prezioso per provarci, e nonostante le tante possibili limitazioni delle persone, c’è sempre qualcosa che possiamo fare insieme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Genitori, Interazione educativa e vacanze
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/genitore-figliodisabile-psicologa-marialuisagargiulo.jpg" alt="Uomo che spinge un bambino sorridente su una sedia a rotelle sull'erba; sono all'aperto vicino a cespugli verdi."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Passiamo adesso ad esaminare le potenzialità educative del periodo delle vacanze: La funzione educativa del genitore è quella nella quale egli si propone di insegnare qualcosa al figlio e guidarlo nell’apprendimento. Spesso durante il periodo invernale essa è condivisa con insegnanti, educatori, terapisti e varie altre persone. Qualche volta il genitore è addirittura tagliato fuori da questo tipo di attività, specie quando alcuni professionisti hanno la tendenza a tenerlo distante dai momenti di apprendimento, per poter meglio gestire le problematiche emotive del ragazzo ed evitare interferenze. Questa scelta, che in alcuni casi a breve termine può essere condivisibile, implica un’enorme svantaggio a lungo termine: mantenere il genitore distante dai momenti di apprendimento, può creare in lui un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          senso di smarrimento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando la sua presenza è indispensabile, proprio come quando, nei periodi di vacanza, è necessario che il genitore prosegua alcune attività.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutti gli apprendimenti collegati all’acquisizione delle autonomie personali come lavarsi, vestirsi, svestirsi, preparare lo zaino, mangiare, sistemare i propri spazi necessitano di una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          generalizzazione da parte dei familiari
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           anche quando vengono insegnati da professionisti dell’educazione o della abilitazione. Nessuna di queste competenze acquisite infatti avrebbe senso se non venisse poi effettivamente trasportata nella vita di tutti i giorni della persona e resa applicabile nella più ampia gamma di situazioni possibili. La funzione del genitore è dunque quella di proseguire 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          consolidando
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           gli apprendimenti all’interno delle abitudini quotidiane. Le vacanze estive offrono una ottima occasione per svolgere questo compito; ma per far ciò il genitore deve potersi sentire pienamente sicuro e coinvolto. Per i genitori non aver assistito alle attività educative invernali relative all’autonomia può essere un ostacolo, mentre se si è proceduto ad un coinvolgimento familiare a partire dalle abilità emergenti fino al consolidamento delle varie capacità i genitori in estate sono già esperti nella generalizzazione, e quindi possono sentirsi ingaggiati nel lungo periodo di vacanza, usandolo come un laboratorio di vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per i genitori è quindi importante conoscere i livelli attuali delle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          abilità emergenti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cioè quello che il figlio ha iniziato ad abbozzare senza saperlo fare davvero, delle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          abilità in corso di acquisizione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè ciò che sa fare parzialmente con aiuto, e delle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          abilità acquisite
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè quelle sulle quali non deve essere assistito. Sarà anche utile sapere, per ciascuno di questi livelli, quale è il tipo di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          aiuto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           necessario ed in che momenti deve essere dato sia per evitare di sottostimare le difficoltà che per non doversi 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sostituire
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           al figlio in ciò che saprebbe già fare da solo, evitando così il rischio di causare una regressione delle acquisizioni verso livelli precedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se poi addirittura il ragazzo non pratica affatto durante l’estate alcune abilità faticosamente costruite , può accadere che esse vadano perse. Questo è ancora più probabile se durante l’estate c’è stata un’alternanza di parenti vari che, per esigenze di forza maggiore, devono collaborare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se invece il familiare viene coinvolto nei livelli effettivi di autonomia, può consentire il consolidamento delle abilità acquisite, contribuire alla generalizzazione delle competenze apprese, in modo che ciò che la persona ha imparato, si trasferisca nella vita quotidiana stabilmente. Per far ciò è consigliabile terminare le attività a fine giugno fissando in modo chiaro e preciso i risultati conseguiti e delle modalità necessarie per continuare il lavoro svolto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Genitori, vacanze e autonomia personale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque le vacanze estive possono essere un utile momento per generalizzare le competenze. E’ proprio questo il momento nel quale si può godere dei frutti di ciò che è stato fatto durante l’inverno, a patto che la famiglia, sebbene sia faticoso, prosegua in linea di continuità con le metodologie e gli obiettivi perseguiti durante l’anno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È piuttosto illusorio attendersi che un ragazzo metta in atto le nuove abilità apprese, se il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          genitore continua a comportarsi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           come faceva nel periodo in cui queste non esistevano ancora.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nonni, genitori e altri parenti, dovrebbero evitare di comportarsi l’estate successiva esattamente come facevano in quella precedente, ignorando queste nuove acquisizioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L’atteggiamento degli adulti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è infatti un fattore relazionale importante che predispone il ragazzo a percepire qual è il comportamento che ci si aspetta da lui, cosa può e cosa non può chiedere. Attuare da parte della famiglia un atteggiamento troppo assistivo nelle aree in cui durante l’inverno si è lavorato per le autonomie personali, rischia di vanificare ciò che è stato fatto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò inoltre comporta un certo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          stress emotivo, 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per il ragazzo che in tal modo non sente riconosciuti i suoi sforzi di diventare più autonomo (qualsiasi sia la sua condizione) e più “adulto” proprio nel momento in cui ha bisogno di forza, di coraggio e del riconoscimento delle capacità personali raggiunte. Talvolta non ci si accorge di trattare bambini e ragazzi con disabilità come se fossero 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          più piccoli
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          più incapaci
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di quanto essi in realtà siano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L’infantilizzazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è un meccanismo psicologico che protegge il genitore dall’angoscia e dal dolore quando egli si relaziona con le differenti capacità del figlio. A volte si preferisce pensarlo come ancora piccolo, capriccioso, stanco oppure disinteressato ad imparare, piuttosto che entrare in contatto con la precarietà e la lentezza di questi processi di apprendimento, quando sono ostacolati da una disabilità. Ma proprio perché questi piccoli traguardi dei loro figli sono il frutto di grandi sforzi, è necessario dar loro il giusto peso, riconoscendo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dignità alla persona
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nell’apprezzare ciò che è in grado effettivamente di fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non è giusto vestire persone che sono in grado di farlo da sé, e neppure sostituirsi totalmente in un compito che la persona è in grado di fare parzialmente. Ad esempio imboccare un giovane capace di usare le posate, sebbene lentamente e con fatica, significa spostare una parte del suo funzionamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sotto il controllo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell’assistenza di un’altra persona, quando ciò non è necessario. L’estate, con i suoi tempi dilatati, ci consente di dedicare i giusti ritmi a tutte quelle attività che avrebbero bisogno di tanto impegno e tanto tempo, ma che durante l’inverno trascuriamo perché abbiamo sempre in mente che il tempo è poco.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Vacanze, fratelli e interazioni sociali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La vita dei ragazzi con disabilità è spesso caratterizzata da attività in cui gli adulti sovrintendono anche alle interazioni tra i pari. Sia a scuola, nelle attività abilitative di gruppo ed in quelle educative pomeridiane, che nei centri estivi, nelle attività con assistenti dedicati, la necessaria presenza dell’adulto a volte interferisce nella 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          nascita e nell’evoluzione spontanea di relazioni
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tra bambini. Effettivamente sono molti i casi in cui le abilità sociali della persona, specie quando c’è una disabilità relazionale, necessitano di un adulto che possa aiutarla ad interagire con i suoi pari dato che spontaneamente non saprebbe come farlo. In questi casi è necessario che gli adulti siano presenti il minimo indispensabile , per agevolare lo scambio, per insegnare come si fa ad interagire ma anche per soddisfare la legittima sacrosanta necessità dei ragazzi con disabilità di stare con gli altri ragazzi, lontano dal controllo soccorrevole e pesante degli adulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il fine più nobile di un adulto per quanto concerne l’interazione tra pari è quello di diventare non più necessario; cioè di aver insegnato e guidato verso le relazioni fino al punto di non servire più.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte però gli sforzi profusi non riescono a soddisfare questo grande bisogno di stare insieme, anche perché spesso, ci sono interessi, bisogni e livelli di funzionamento talmente diversi che il ragazzo con disabilità non riesce a riconoscere i coetanei come propri pari né ad essere riconosciuto come pari da loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’estate è il momento in cui si diradano anche le attività di coetanei, fratelli, vicini di casa, conoscenti vari. Questo è perciò un momento propizio per consentire incontri finalmente 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          liberi da scopi predeterminati
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , dalla fretta e dal pressante incombere degli impegni di tutti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          fratelli
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           delle persone con disabilità sono spesso spinti a ruoli di “adulti prematuri” con l’incarico, spesso non consapevole, di compensare con un po’ di soddisfazione e di sollievo i genitori tanto angosciati. Così la relazione tra i fratelli può perdere di spontanea leggerezza, perché il fratello non disabile, si sente investito della 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          responsabilità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di fratello maggiore, anche quando non lo è. Questo può comportare molti atteggiamenti e reazioni emotive, tipiche di un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          figlio inascoltato
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che può sentirsi condannato eternamente al ruolo del “fratello migliore “.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti genitori sensibili a questo meccanismo, nel tempo libero scelgono di dedicare verso quel figlio che considerano avere un po’ dimenticato, le attenzioni che durante il resto dell’anno non gli hanno rivolto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Infine quel tempo in cui, durante le vacanze, si sta tutti insieme per alcuni giorni può essere un utile momento per guardare da lontano questi fratelli interagire, senza dover affidare loro un ruolo specifico, sentendosi così finalmente, una volta tanto, una famiglia senza aggettivi, una famiglia e basta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%283%29.jpg" length="194686" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 05 Jul 2018 10:04:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/problemi-educativi-come-affrontare-fine-scuola</guid>
      <g-custom:tags type="string">Bambini e Genitori,Psicologia dell' handicap,Sostegno alla Genitorialità,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%283%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Psicoterapia: dubbi e domande</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-dubbi-domande</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone interessate alla psicoterapia mi pongono di solito alcuni quesiti:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La psicoterapia può essere utile per affrontare il mio problema?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Io sarei una persona adatta per andare in psicoterapia?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Perché è utile parlare con uno psicologo? Non basterebbe un buon amico ?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune informazioni possono aiutare a rispondere a queste domande e a chiarire meglio le caratteristiche della psicoterapia, di quali giovamenti può portare e anche di quello che la psicoterapia non può fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli aspetti che tratterò sono:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Quali possibilità e quali limiti presenta la psicoterapia.
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Quali condizioni sono necessarie affinché una psicoterapia sia utile
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Questi sono aspetti che riguardano la competenza e le caratteristiche umane del terapeuta ma non solo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Difatti perché la psicoterapia funzioni ci vuole uno psicoterapeuta competente e anche un paziente orientato ad ottenere un cambiamento personale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cos’è la Psicoterapia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È uno strumento scientificamente testato ed efficace basato sulla relazione con il terapeuta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapeuta
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aiuta il paziente, in un periodo difficile della sua vita, a conoscersi, a conoscere i propri bisogni ed a individuare i blocchi emotivi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia consente al paziente di trovare forme più sane di risposta agli eventi stressanti, fare scelte funzionali e superare traumi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I differenti metodi della psicoterapia rappresentano più una scelta operativa personale del terapeuta che un fattore realmente determinante per il paziente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutte le tecniche e i modelli di psicoterapia sono infatti basati sul far trovare alle persone le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          risorse
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per ottenere un equilibrio migliore, perseguendo un cambiamento durevole, piuttosto che la gestione dei sintomi superficiali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Aspetti pratici della psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia si svolge in orari e con una frequenza specifici. Ogni seduta avviene su appuntamento. La frequenza settimanale è suggerita di solito dal terapeuta. In corrispondenza di periodi di maggiore criticità le sedute possono avere una frequenza più serrata. Nelle fasi finali della terapia la frequenza viene solitamente diradata. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’impossibilità temporanea di presentarsi ad uno o più appuntamenti può essere una difficoltà risolvibile, mentre la tendenza persistente della 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persona a rimandare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , non presentarsi o non riuscire a fissare le sedute costituisce un serio ostacolo al proseguimento del lavoro terapeutico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi si possono realizzare 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sedute a distanza
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , mediante la video chiamata. Questa soluzione è valida quando non è possibile l’incontro di persona. Su questa particolare modalità di seduta è bene non avere aspettative eccessive, specie in casi specifici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le spese per la psicoterapia sono 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          detraibili
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fiscalmente dal reddito. Ricevendo quindi un rimborso parziale, o avendo una riduzione sulle altre tasse che si devono pagare al fisco.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal 2016 è possibile usufruire della registrazione automatica delle parcelle dello psicoterapeuta. Il cittadino infatti le troverà inserite nel “Sistema Tessera Sanitaria” assieme alle altre spese che verranno usate per le detrazioni nella dichiarazione dei redditi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          polizze assicurative sanitarie
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           comprendono la psicoterapia tra le spese di cui si può chiedere il rimborso (parziale o totale in funzione del tipo di copertura prevista dal contratto d’assicurazione).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come si riconosce un bravo psicoterapeuta?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un bravo psicoterapeuta deve avere: competenza professionale, affidabilità, disponibilità all’ascolto, rispetto d’un sistema di valori fondati sulla libertà di opinione e di scelta del paziente, trasparenza sulla propria formazione, rispetto dei colleghi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Uno psicoterapeuta onesto non prosegue un trattamento se non lo ritiene utile e in tal caso suggerisce al paziente altre risorse che valuta più adatte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per uno psicoterapeuta non è corretto esercitare in modo coercitivo il proprio potere personale, intrattenere rapporti emotivamente significativi con i pazienti, e incentivare relazioni di dipendenza verso di se. Lo psicoterapeuta è tenuto al 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          segreto professionale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , rispetta ed agevola le relazioni tra colleghi, incentiva solo la diffusione di notizie scientificamente verificate, comunica responsabilmente sui social media.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Attenzione: non tutti coloro che per lavoro ascoltano e consigliano sono psicoterapeuti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Persone che hanno svolto altri tipi di percorsi formativi, di solito piuttosto brevi, esercitano professioni del tutto differenti dalla psicoterapia e solo apparentemente simili ad essa; sto parlando dei counsellor, dei coach, ecc..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In Italia la psicoterapia è esercitata sotto la sorveglianza del Ministero della Salute e può essere svolta solo da persone autorizzate i cui nominativi sono presenti negli elenchi pubblici degli ordini professionali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La formazione per diventare psicoterapeuta è lunga.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che dopo essersi laureato ha superato l’esame di stato per l’esercizio della professione di psicologo o di medico e ha poi frequentato un corso di specializzazione in psicoterapia di almeno 4 anni riconosciuto dal Ministero della Salute. Alla fine di questa formazione è necessario svolgere anche un tirocinio. Per conseguire il titolo di psicoterapeuta pertanto sono necessari in totale 8 o 9 anni di studio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-clinica-roma-gargiulomarialuisa--282-29.png" alt="Uomo seduto su un divano in pelle marrone, con una mano sul viso, con aria angosciata. Ambiente buio e malinconico."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-clinica-roma-gargiulomarialuisa+%281%29.jpg" alt="L'occhio azzurro di una persona che spunta tra le dita."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Sì
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . La persona inizia ad avere un migliore equilibrio con una maggiore conoscenza di se e una più ampia capacità di affrontare la vita e di relazionarsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso mi viene chiesto quanto dura una psicoterapia e che cambiamenti può portare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          durata
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dipende da molti elementi quali ad esempio l’obiettivo che si vuole raggiungere, lo stile ed il modello d’intervento del terapeuta e la condizione del paziente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La persona si accorge dell’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          efficacia della psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da alcuni cambiamenti che possono essere colti già dopo i primi mesi di lavoro. Di solito sono una maggiore conoscenza di se stessi, la capacità di gestire meglio gli eventi stressanti, la miglior conoscenza e capacità di maneggiare il meccanismo per cui le situazioni e le relazioni ci mettono in crisi. A questa maggiore conoscenza di sé e capacità di fronteggiare le situazioni, corrisponde spesso anche il fatto di provare meno angoscia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune persone a fronte di questi cambiamenti, che ritengono sufficienti, decidono di smettere il loro percorso di psicoterapia. Altri invece da tali cambiamenti sono incentivati e decidono di investire su ulteriori obbiettivi, ampliando il loro percorso di crescita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un altro aspetto su cui la psicoterapia porta cambiamenti riguarda le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          emozioni
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , la capacità di percepirle in modo più articolato e di gestire meglio quelle negative limitandone gli effetti. Le emozioni vengono vissute con minor allarme e quindi utilizzate come un segnale per orientarsi e non come un fardello pesante da tollerare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Successivamente la persona inizia ad acquisire 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          nuovi modi di affrontare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vecchi problemi e di prendere 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          decisioni, 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           modificando la propria ottica o il proprio approccio nei riguardi di alcuni aspetti della vita. Questo è il periodo in cui la persona si sente meno bloccata e sente di star iniziando a funzionare diversamente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’efficacia della psicoterapia riguarda anche 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          cambiamenti interpersonali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè le modificazioni del modo in cui la persona gestisce le relazioni, comunica, chiede aiuto, reagisce alle richieste, affronta gli scontri, si coordina con gli altri e intrattiene relazioni sentimentali e sessuali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali difficoltà portano le persone ad iniziare una psicoterapia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone sono differenti tra loro; le loro storie e situazioni relazionali determinano un modo di vivere sempre unico ed irripetibile, sarebbe dunque addirittura offensivo generalizzare, perché ciascuno ha la propria forza e porta il proprio disagio a modo suo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I problemi 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          più frequenti che le persone riferiscono sono:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           disturbi d’ansia e attacchi di panico
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           problemi a gestire i figli e paura di sbagliare con loro
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           problemi sessuali e di dipendenza affettiva
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           eccessiva timidezza che rende difficili le relazioni sociali
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           tendenza alla rinuncia e e umore depresso
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           problemi con l’accettazione e la gestione del proprio corpo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che differenza c’è tra una psicoterapia e una chiacchierata con un amico?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È sempre bene circondarsi di ottimi amici. La loro intenzione di aiutare può essere sincera ma le risorse e gli strumenti che gli amici ci mettono a disposizione sono molto differenti da quelli della psicoterapia. Un amico risponde alla richiesta di aiuto secondo la propria storia personale, i propri valori, la conoscenza e l’opinione che ha dei fatti e delle cose che ascolta. Uno psicoterapeuta possiede conoscenze specifiche su 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          come le persone funzionano
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , su quali siano i loro possibili disagi e quale sia il modo migliore per superarli. Inoltre ha una specifica competenza ed esperienza sul modo di comunicare tra persone e sulle relazioni di aiuto. Queste conoscenze lo portano a comportarsi con la persona in modo più appropriato e specifico di quello che può fare un amico. Inoltre lo psicoterapeuta conosce se stesso e riesce ad evitare di portare i propri temi personali all’interno della relazione terapeutica, interagendo col paziente solo in funzione dei bisogni e dei problemi di chi è in terapia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa ostacola la psicoterapia?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia è una risorsa importante e necessita di un investimento proporzionato, d’impegno e d’una certa determinazione ad operare per star meglio nel futuro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono però alcune persone che approcciano la psicoterapia in modo non costruttivo. Queste persone rimangono molto presto deluse giacché la psicoterapia ha una prerogativa: è utile solo se la persona s’impegna nel lavoro con il terapeuta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un atteggiamento di passività e di delega, insieme all’aspettativa che lo psicoterapeuta possa fare qualcosa senza la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          collaborazione della persona
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , è un ostacolo importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Invece 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          non è un ostacolo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il fatto di
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          provare timore, imbarazzo o scetticismo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nell’iniziare una psicoterapia. Di solito ciò si risolve quando la persona comincia a sentire lo psicoterapeuta come un alleato. Le iniziali difficoltà di comunicazione, tipiche tra due persone sconosciute, sono normali e non creano impedimenti alla terapia. Il disagio comunicativo del paziente con il tempo tende a risolversi a fronte della sperimentata esperienza d’essere ascoltato, compreso e rispettato dal terapeuta.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7176325.jpeg" length="231255" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:05:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-dubbi-domande</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicologia Clinica,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7176325.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7176325.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo shopping compulsivo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/lo-shopping-compulsivo</link>
      <description>Lo shopping compulsivo è un comportamento problematico che negli ultimi anni sta divenendo sempre più evidente. Fa parte delle cosiddette “Nuove Dipendenze”, ossia di quella gamma di disturbi che si manifestano con comportamenti problematici nuovi, .....</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Lo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          shopping compulsivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           è un comportamento problematico che negli ultimi anni sta divenendo sempre più evidente.Fa parte delle cosiddette “Nuove Dipendenze”, ossia di quella gamma di disturbi che si manifestano con comportamenti problematici nuovi, o comunque collegati alla modificazione del nostro costume e stile di vita.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo shopping compulsivo comporta una tendenza ad effettuare acquisti che non hanno una funzione necessaria, o che non sono congruenti con le possibilità economiche e gli obiettivi generali di vita realisticamente perseguibili dalla persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Talvolta ci si trova ad acquistare, quasi per abitudine, come se non si potesse fare a meno di trascorrere del tempo nel comprare comunque. In altri casi, invece, la persona si sorprende a pensare ripetutamente ad un certo oggetto, idea che diviene il tema di un pensiero intrusivo di acquisto. In questi casi l’ansia aumenta, e la persona ritiene di poter alleviare questo stato di tensione crescente, soltanto acquistando quell’oggetto. Immediatamente dopo, la persona sperimenta un senso di euforia e di benessere . Questo stato cessa ben presto, quando la persona si sente assalita da sensi di colpa, nel momento in cui valuta inutile, eccessivo o addirittura dannoso aver effettuato quell’acquisto, ritrovandosi a sperimentare un senso di fallimento, vuoto, delusione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Talvolta la valutazione di problematicità di questo comportamento avviene solo dopo che la persona ha subito danni economici, oppure ha messo a repentaglio le economie dei propri familiari, a causa della necessità crescente di danaro, necessario quando il livello di compulsività è molto alto. In questi casi, la persona inizia a considerare seriamente il problema, quando ha dovuto sperimentare pesanti conseguenze, o quando finalmente, è stata fermata dall’intervento altrui.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È molto preoccupante verificare che, invece, quando questo comportamento non giunge a livelli tali da causare seri problemi finanziari, esso viene spesso sottovalutato dalla persona stessa, che si ritiene come ” viziata”, o che viene giudicata come ” spendacciona, dalle mani bucate “, eccetera.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In realtà si tratta di un comportamento che segnala la presenza di una sofferenza interiore, di un problema clinico, e di bisogno di aiuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Difficilmente questo comportamento si presenta da solo, come disturbo puro, infatti esso può essere inquadrato all’interno di disturbi aventi varie caratteristiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A Volte lo shopping compulsivo rappresenta un sintomo di un meno evidente quadro patologico della personalità, la punta di un iceberg che non è mai utile sottovalutare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sotto il profilo fenomenologico, il comportamento di acquisto rappresenta un atto compulsivo, ossia un comportamento rituale teso a neutralizzare pensieri o stati mentali pesantemente disturbanti, cui la persona non riesce a far fronte al di fuori del rituale ossessivo. È molto frequente, come in altre varianti del disturbo ossessivo-compulsivo, che la persona non sia pienamente consapevole dei pensieri o stati mentali che precedono i comportamenti neutralizzanti (compulsioni), o che nel porre in atto questi ultimi, poi non sia del tutto in grado di ricostruire a posteriori l’accaduto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In altri casi, invece, l’atto di comprare rappresenta una soluzione (sebbene disfunzionale) a stati depressivi, e non si esplica con le forme comportamentali tipiche di un comportamento compulsivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A causa dell’eterogeneità delle forme di manifestazione di questo comportamento problematico, e del fatto che esso in genere è parte di quadri più ampi, e spesso di un disagio che viene da molto lontano, non è possibile, in astratto, descrivere iter terapeutico, tempi e modi. ciò, infatti, deve essere valutato da persona a persona, nell’ambito dell’individuazione di un percorso terapeutico efficace.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Contattami per un appuntamento al 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/shopping-compulsivo-dipendenza-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="219279" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Mar 2018 10:52:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/lo-shopping-compulsivo</guid>
      <g-custom:tags type="string">Aiuto per shopping compulsivo,Shopping Compulsivo,Psicologia Clinica,Trattamento shopping compulsivo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/shopping-compulsivo-dipendenza-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/shopping-compulsivo-dipendenza-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Conosci le 5 sentinelle della depressione?</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/conosci-le-5-sentinelle-della-depressione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          E’ UNA MALATTIA
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nascosta. A volte ignorata. La depressione viene diagnosticata molto tardi rispetto al suo esordio, e la persona perde tempo prezioso per riacquisire salute, pagando un costo alto anche da un punto di vista sociale, familiare e lavorativo. Esistono alcuni tipici segni che possiamo notare per capire se abbiamo bisogno di aiuto e di consultare uno specialista.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Le conosci?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Leggi con attenzione e pensa che tu meriti di stare meglio possibile. Se riscontri uno o più di questi segni, valuta seriamente la possibilità di chiedere un consulto psicologico.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ricorda che la psicoterapia è uno strumento per ripristinare il benessere psicologico, la psicoterapia è un mezzo sicuro, scientificamente valido, un investimento per il tuo futuro e dei tuoi cari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La depressione va diagnosticata da professionisti competenti del benessere psicologico, che valutano la condizione della persona applicando criteri scientificamente affidabili. Ma notare alcuni elementi significativi può essere utile per capire se sia il caso di chiedere un parere. Indicherò 5 elementi tipici, specificando che ciascuno di noi ha un proprio modo unico per esprimere il disagio e che non esiste un modello standart di persona depressa, a dispetto dei tanti luoghi comuni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Sintomi cognitivi
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : la depressione è spesso contraddistinta da affaticamento dell’attenzione, difficoltà a mantenere la concentrazione, tendenza a non memorizzare o ricordare. I pensieri tendono a rivolgersi verso se stessi e ci si considera inadatti o incapaci a fronteggiare i vari aspetti della vita. Inoltre vi è un tipico “girare in tondo“ con domande senza risposta, rimunginamento, ripensare al passato ed alla propria eventuale responsabilità o colpa in situazioni e vicende significative.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Relazioni sociali contratte
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : si può essere poco motivati verso le relazioni interpersonali, e non trovare più piacere o sollievo nel frequentare persone, nel sentirsi affaticati o stufi quando si stà congli altri, assecondando una tendenza all’isolamento sempre maggiore.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Sintomi emotivi
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : si può provare frequentemente dolore, sconforto, senso di ingiustizia come emozioni di fondo, che sono solo temporaneamente interrotte da eventi o motivi di gioia, i quali però durano poco. È come se in mancanza di fortissimi stimoli emotivi positivi, emergesse un sottofondo di pessimismo e rabbiosa rassegnazione. In questa condizione la persona tende a mutare umore con difficoltà, radicandosi verso un terreno conosciuto fatto di emozioni negative alle quali quasi si abitua, come se fossero una componente della propria stabilità quotidiana. In questa situazione la depressione si consolida perché più la persona stà male più tende a coltivare il proprio stato depresso. Questa è la fase in cui le altre persone erroneamente rimproverano la persona perché l’accusano di non voler migliorare o di volere deliberatamente star male. In realtà ciò non è vero, ma questo circolo vizioso è tipico della depressione e in questo caso la persona si sente intrappolata, ooltre che ingiustamente rimproverata.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Contrazione delle prospettive
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : la persona perde entusiasmo, tende a non investire, verso obbiettivi futuri, che perdono significato. Il senso della vita diviene difficile da trovare , e ciò che prima costituiva qualcosa di importante, perde mordente. Ci si ritrova dunque a far fatica nel perseguire obbiettivi per i quali non si provano emozioni di speranza, entusiasmo, sfide non più meritevoli di scommessa, che diventano pesanti riutines.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Ripiegamento su se stessi e attenzione negativa verso ilproprio corpo
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : l’attenzione si può focalizzare su stati fisici di disagio e malessere. Essi non sono immaginari, inventati o creati per attirare l’attenzione come qualche volta ci si sente rimproverare. In realtà la persona seleziona e si focalizza su sensazioni effettivamente provate, che però mantiene al centro del proprio interesse, anche perché non riesce a affiancare a queste, altre esperienze invece basate sul piacere e sul benessere. Dunque prova con maggiore facilità stanchezza, affaticamento, mancanza di forze, e non riesce a provare esperienze caratterizzate da piacere (in particolare erotico), forza, vigore, sicurezza. In questa condizione la persona può aumentare il proprio interesse e la propria preoccupazione verso i segnali del corpo, iniziando a preoccuparsi di non essere in buona salute e innescando un meccanismo di ansia e allarme che non fanno altro che accentuare il disagio e quindi le sensazioni spiacevoli. Questo è un ambito in cui al disturbo depressivo si possono associare aspetti di ansia e preoccupazioni ipocondriache.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se stai attraversando un momento difficile puoi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           contattarmi
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          per fissare un primo appuntamento. 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La depressione è un disagio molto ricorrente, che certamente non creiamo noi, perché dipende da molti fattori, alcuni durevoli, altri derivanti da cambiamenti e elementi scatenanti che fanno precipitare il nostro equilibrio. Altre volte si tratta di un disagio che ci trasciniamo da tempo, al quale quasi quasi ci si abitua come se fosse la normalità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In certi casi Tendiamo a non ammettere di avere un problema, specie se siamo stati abituati ad essere colpevolizzati quando stiamo male. Questo ci porta a minimizzare il nostro disagio, come se ammetterlo ci dovesse portare più problemi che soluzioni
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Invece c’è sempre la possibilità di star meglio, perché 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          la depressione al giorno d’oggi si può curare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           efficacemente, favorendo un ritorno ad una vita degna, efficiente e serena.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le recenti ricerche suggeriscono che in Italia solo un paziente su 3 riceve cure adeguate. Trascorrono Due anni in media per arrivare alla diagnosi. Cosa è importante fare?
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono le 5 sentinelle della depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I 5 Segni sentinella
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          In che misura mi devo preoccupare?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La vita ci porta cambiamenti anche pesanti che però possono essere bilanciati dalla nostra competenza verso ladattamento. È normale trascorrere dei periodi negativi specie in risposta ad eventi stressanti, lutti, perdita del lavoro, altre importanti crisi del nostro equilibrio. La natura umana è dotata di resilienza, cioè la capacità di riadattarsi con nuovi equlibri alle tempeste della vita. Dunque un transitorio periodo di disagio non stà a significare necessariamente l’insorgenza di un disturbo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ma se dopo alcuni mesi le cose non ritornano a posto;
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Se il nostro disagio interferisce pesantemente con la vita quotidiana;
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Se le nostre relazioni interpersonali, il nostro profitto scolastico o la nostra efficienza lavorativa sono stati seriamente condizionati da tutto ciò;
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Se la sensazione prevalente è di star male.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Allora è arrivato il momento di chiedere aiuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%283%29.jpg" length="185429" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Mar 2018 07:48:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/conosci-le-5-sentinelle-della-depressione</guid>
      <g-custom:tags type="string">Segni Depressione,Pubblicazioni,Depressione,Sintomi Depressione,Disturbo Depressivo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%283%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%283%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La psicoterapia del lutto</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-del-lutto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia del lutto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La psicoterapia del lutto non cancella i ricordi, gli insegnamenti, le esperienze ed il valore della persona deceduta. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Lo psicoterapeuta competente è rispettoso dei sentimenti provati, aiuta il paziente a comprendere le proprie reazioni, anche in base al tipo di relazione e al ruolo che la persona morta ricopriva
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Lo psicologo aiuta a gestire i pensieri intrusivi e gli interrogativi irrisolti, i dubbi, i sentimenti e lo stress psicofisico connesso alla reazione di perdita. Aiuta la persona a trovare un diverso equilibrio, più funzionale alla nuova situazione reale, liberando risorse ed energie per il raggiungimento di un nuovo equilibrio di vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ecco le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          cinque situazioni
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che ci indicano che la persona potrebbe aver bisogno di aiuto o di un orientamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando la persona che ha subito un lutto, a distanza di molto tempo, riscontra alcuni disagi che interferiscono significativamente con la qualità della propria vita (angoscia e paura dei cambiamenti, umore altalenante, apatia, disturbi del sonno o della alimentazione, iperattività, ricordi e pensieri che ripetutamente si inseriscono nei ragionamenti e nelle attività quotidiane).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando la persona che ha subito un lutto ha assistito, ha preso parte o ha dovuto soccorrere, ed è stata esposta a eventi di morte violenta, inaspettata, o comunque con aspetti traumatici.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando la persona che ha subito un lutto aveva precedentemente sofferto di disagi di tipo psicologico che non erano stati completamente risolti.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando la persona che ha subito un lutto si trova in una situazione di carenza di relazioni positive e persone che possono sostenerla.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando la persona che ha subito un lutto si trova contemporaneamente a fronteggiare altri eventi emotivamente impegnativi o comunque stressanti, nello stesso periodo in periodi ravvicinati a quello della perdita.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciascuno di questi elementi, anche presenti singolarmente, potrebbe rappresentare un fattore di maggiore vulnerabilità, e indica che la persona ha bisogno di essere affiancata per vivere in modo adattivo il proprio lutto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se ti riconosci in una di queste situazioni e hai bisogno di aiuto per sostenere la sofferenza che stai vivendo contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nei casi di lutto complicato è utile chiedere aiuto ad uno 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicologo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che può affiancare la persona per affrontare emozioni, pensieri e reazioni comportamentali di disagio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia del lutto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è una risorsa importante per accompagnare le persone che hanno bisogno di essere aiutate ad attraversare il dolore e alleviate del peso della perdita, per approdare a conquistare un equilibrio successivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La condivisione dei vissuti personali collegati ad un lutto subito, è spesso ostacolata da un atteggiamento sociale che considera disdicevole mostrare di provare certi sentimenti, pensieri e scelte personali. Quindi a volte la persona si vergogna di confidarsi con gli altri per evitare di essere giudicata, di sentirsi dire frasi inutili e talvolta controproducenti come “ ma cosa dici – devi superare – da una persona forte come te non mi sarei mai aspettato tutto questo – devi reagire ecc”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte chi ha subito un lutto è combattuto tra la possibilità di attivare risorse personali positive e il bisogno di conservare i sentimenti collegati alla perdita, per poter in qualche modo trattenere a se qualcosa della persona amata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come lo psicoterapeuta può aiutare chi ha subito un lutto?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%283%29.jpg" length="210103" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Mar 2018 08:43:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/psicoterapia-del-lutto</guid>
      <g-custom:tags type="string">Elaborazione del Lutto,Lutto,Psicoterapia del Lutto,Superamento del Lutto,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%283%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%283%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sostegno psicologico agli anziani</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-agli-anziani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L’importanza di un vero sostegno psicologico per un anziano
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persona diviene depressa
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è necessario intervenire su tutti gli aspetti; quello psicologico, quello biologico e quello sociale. Per intervenire sugli aspetti fisici, relazionali, emotivi e cognitivi, il collante di tutto sembra essere il miglioramento dello stile di vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sostegno psicologico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           può aiutare a condividere i propri pensieri e sentimenti perché crea uno spazio privato nel quale la persona può sentirsi accolta, accettata, riconosciuta, sostenuta. La psicoterapia ha anche un ruolo di rafforzamento e sostegno delle capacità di fronteggiare gli eventi avversi della vita come ad esempio una vedovanza, l’inizio della inattività dato dal pensionamento, la solitudine conseguente all’allontanamento dei figli eccetera.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il tempo prolungato a disposizione, reso libero dal termine del ciclo lavorativo, può invece essere un utile alleato per iniziare a coltivare le parti di sé precedentemente sacrificate dalle necessità del lavoro. Una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quindi, può essere utile per accompagnare la persona verso un nuovo investimento su se stessa, per la propria salute, e per restituire piacere nelle relazioni con le persone che ama di più.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi, può essere necessario affiancare ad una psicoterapia anche una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          farmacoterapia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Dunque accanto allo psicoterapeuta, talvolta il ruolo del medico psichiatra può essere importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I farmaci moderni per la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (gli antidepressivi) presentano meno effetti collaterali rispetto a quelli di vecchia concezione, agiscono selettivamente e sono fondamentalmente ben tollerati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Essi però non si prestano alla automedicazione e devono essere prescritti solo da persone qualificate. Gli antidepressivi non agiscono subito ma possono dare giovamenti dopo alcune settimane dall’inizio del trattamento. Essi dunque non sono farmaci sintomatici cioè non si devono assumere al bisogno, né interrompere arbitrariamente. Siccome essi terminano il loro effetto con l’interruzione delle somministrazioni, il periodo della cura deve essere utilizzato per attuare i cambiamenti di stile di vita e le modificazioni psicologiche necessari a fronteggiare la depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono importanti anche gli 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          interventi sui familiari
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , perché spesso questi possono agire efficacemente per aiutare la persona depressa anziana a modificare il proprio stile di vita in senso positivo, curativo o e preventivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il proprio ruolo familiare e il modo in cui la persona anziana viene percepita, è determinante per mantenere una immagine di sé positiva, integrata con le relazioni che intercorrono tra le persone. Quando l’anziano si 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          percepisce escluso
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dalle interazioni sociali, tanto da sentire che la vita si svolge prevalentemente tra le persone delle generazioni successive, sviluppa un senso profondo d’indegnità, inutilità, esclusione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In una società che va incontro a un aumento esponenziale delle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persone della terza età
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che nei prossimi anni saranno sempre più numerose, è importante ricordare che costoro avranno bisogno di sentire di avere un posto, uno scopo, un valore. Riconoscere il disagio di una persona depressa da parte dei propri familiari è molto importante per evitare di rinforzare il sentimento di vergogna, così dannoso nel funzionamento profondo delle persone depresse.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque un importante ruolo dello psicologo è anche quello di aiutare i familiari a comprendere il senso di ciò che la persona depressa dice e fa. Questi interventi di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoeducazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , sono molto utili per orientare i familiari e dare loro informazioni per adottare l’atteggiamento più adatto nelle varie situazioni e nei momenti di crisi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto per sostenere la sofferenza che stai vivendo, prova a prendere un appuntamento.
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/hands-walking-stick-elderly-old-person.jpg" length="279686" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 03 Feb 2018 12:38:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-agli-anziani</guid>
      <g-custom:tags type="string">Depressione,Psicologia Clinica,Depressione Anziani</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/hands-walking-stick-elderly-old-person.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/hands-walking-stick-elderly-old-person.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le fasi del lutto</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/fasi-del-lutto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto per sostenere la sofferenza che stai vivendo, contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La reazione alla perdita di una persona significativa, varia da persona a persona. Si tratta di una serie di emozioni, stati mentali, comportamenti e pensieri che si caratterizzano per essere genericamente piuttosto lunghi. Vi è comunque una successione di varie fasi che portano a quella che si chiama gergalmente l’elaborazione del lutto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono vari 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          stadi che caratterizzano il cordoglio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          : nelle prime settimane talvolta si assiste ad una reazione di iperattivazione, o la persona si sente quasi imbambolata, e si ritrova in alcuni casi ad affrontare compiti gravosi, con una certa forza, quasi come se non si rendesse conto esattamente di ciò che sta facendo. Nei loro racconti, molte persone riferiscono che non avrebbero mai immaginato di riuscire a sostenere la situazione, come hanno fatto immediatamente prima e nei giorni successivi alla morte della persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Col passare del tempo, si percepisce più pienamente la mancanza del congiunto, e si provano emozioni di desolazione, rabbia, ansia, tristezza e struggimento. La mancanza della persona attiva di ”sistema di attaccamento” che questo comporterà reazioni diverse (ricerca spasmodica, evitamento, rassicurazione verso gli altri, oppure allarme fino al panico) secondo il modello operativo che la persona ha acquisito e che attiva quando si sente sola e abbandonata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcune fasi del cordoglio, si ha bisogno di ricordare episodi specifici connessi alla persona deceduta, si cerca il contatto con oggetti, luoghi, attività che ci ricordano il congiunto. Alcune persone trovano conforto nella condivisione con altri di questi ricordi e nel prendersi cura di cose, attività e interessi che appartenevano alla persona morta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La tristezza, la solitudine ed il dolore collegati alla percezione della mancanza, caratterizzano una possibile fase depressiva. Essa, entro alcuni limiti è perfettamente normale e spesso necessaria per la riorganizzazione dell’individuo, che deve fare i conti con una vita futura in cui la persona morta non ci sarà.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il sostegno familiare, le risorse spirituali, la capacità di adattamento della persona stessa, possono concorrere a creare un nuovo equilibrio, in cui la persona perduta non è cancellata, ma la perdita viene elaborata all’interno di un nuovo sistema di equilibrio del sopravvissuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi, invece, la persona che ha subito un lutto, resta tantissimi anni in una delle fasi precedenti. Si assiste quindi ad un blocco di questo lento processo di reazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le fasi dell’elaborazione del lutto
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg" length="285338" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 02 Feb 2018 09:03:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/fasi-del-lutto</guid>
      <g-custom:tags type="string">Elaborazione del Lutto,Lutto,Psicoterapia del Lutto,Superamento del Lutto,Psicologia Clinica,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aiutare le persone in lutto</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/aiutare-le-persone-lutto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto per sostenere la sofferenza che stai vivendo, contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Susanna ha perso il figlio e da quel giorno la sua vita non è più la stessa. Ancora dopo molti anni, prova un’inquietudine costante e qualsiasi cosa faccia, sente un dolore di sottofondo che non l’abbandona mai. Alterna periodi di fame, con altri in cui non mangia. Si ritrova a passare delle ore imbambolata in cucina, o seduta sul letto di quella che era stata la cameretta del suo ragazzo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Aiutare le persone in lutto con la psicoterapia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come aiutare le persone in lutto, affinché ciò che è avvenuto non distrugga la forza per andare avanti?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La perdita di una persona cara è una prova difficile, alla quale si può 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          reagire in differenti modi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso è possibile una reazione di adattamento, attraverso un lento cambiamento che coinvolge la visione stessa della vita a partire da ciò che è accaduto, verso un nuovo equilibrio. La persona attiva le proprie risorse migliori attraverso varie fasi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune persone non riescono più a trovare un punto di equilibrio, anche a distanza di molti anni dalla morte della persona cara. Seguono periodi più o meno lunghi in cui è molto difficile affrontare la nuova realtà, caratterizzati da depressione, ansia, disagi psicosomatici, ritiro sociale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tante storie tante differenze
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Chiunque debba affrontare la morte di qualcuno, incontra difficoltà specifiche, in relazione alla propria personalità, al tipo di legame, alle circostanze alle conseguenze successive a quel decesso, e anche in base alle risorse sociali e personali a disposizione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio la perdita di un coniuge, di un genitore, di un fratello, di un figlio, sono situazioni molto diverse tra di loro e comportano reazioni personali specifiche, sebbene tutte contraddistinte dalla sofferenza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il lutto è un evento inevitabile, che fa parte della condizione stessa di essere umano. Perdere una persona significativa sembrerebbe prevedibile e naturale, eppure non si è mai abbastanza pronti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Pensiamo alla perdita di genitori anziani oppure a situazioni in cui la morte è l’unico esito di una condizione dolorosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Proviamo poi a pensare a 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          quando il lutto colpisce un bambino che perde una delle sue figure di attaccamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           .
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Che cosa succede in quel caso? Come può un evento tanto devastante essere fronteggiato da un bambino piccolo?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Talvolta l’esperienza della perdita è resa più traumatica dalle circostanze nelle quali è avvenuta. Ad esempio assistere ad una morte violenta determina uno shock specifico nei sopravvissuti, anche se sono entrati solo in contatto con le tracce o con la scena della situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La morte in seguito a malattie gravi è invece caratterizzata per i familiari da un duplice stress: il periodo doloroso delle terapie, culminato con le cure terminali più o meno lunghe. Il congiunto dunque si trova a dover affrontare il lutto ma prima ancora anche il trauma prolungato e lo stress del periodo precedente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%281%29.jpg" length="200518" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 31 Jan 2018 09:12:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/aiutare-le-persone-lutto</guid>
      <g-custom:tags type="string">Elaborazione del Lutto,Lutto,Psicoterapia del Lutto,Superamento del Lutto,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/superamento-lutto-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%281%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La depressione nell’anziano</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/la-depressione-nellanziano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Recenti studi concordano sul fatto che lo stile di vita influisca molto come fattore protettivo, tanto che un suo deterioramento diviene un importante fattore di rischio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fortunatamente una maggiore aspettativa di vita determina una vecchiaia sempre più lunga. Le persone possono giovarsi di alcuni anni di relativa buona salute, grazie alla possibilità di curare alcune malattie croniche. In questo periodo il lavoro lascia il posto alla pensione, con un abbandono del ruolo sociale ricoperto precedentemente. Spesso si diradano le relazioni. I figli, ormai grandi, lasciano la casa o vi restano ma possono essere fonte di preoccupazione relativa alla precarietà del lavoro o delle condizioni familiari. Così la persona anziana si trova a fronteggiare difficoltà quotidiane di tipo economico, affettivo, sociale e anche di salute generale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo deterioramento dello stile di vita può determinare una maggiore fragilità, specie in persone con una vulnerabilità psicologica alla 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’attivazione comportamentale è uno dei fattori protettivi. Essa sostiene le persone a rischio e aiuta le persone gia depresse e quelle “quasi depresse”, per evitare di aggravarsi. L’attivazione comportamentale è il livello di attività e di interessi di una persona, la quantità e la qualità delle attività che svolge con una certa regolarità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’attività fisica attenua alcune condizioni che concorrono all’invecchiamento del cervello e del corpo in genere, e alza il tono dell’umore. Senza entrare nel dettaglio, possiamo dire che c’è uno stretto collegamento tra l’attività fisica giornaliera e il mantenimento funzionale di alcune parti del cervello come l’ippocampo (nel quale ha sede la memoria). Inoltre l’attività motoria riduce la quantità di sostanze che sono indirettamente causa di una infiammazione diffusa e di stress ossidativo. Essa inoltre tiene attivo il sistema immunitario.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stimolare interessi è utile per mantenere alto il livello di attivazione fisica, e per costruire scopi da perseguire, che sostengano la motivazione, valorizzino la persona e diano un senso al presente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di aiuto per sostenere la sofferenza che stai vivendo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           contattami
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          per fissare un primo appuntamento. 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Giorgio conduceva gli autobus nella sua città. Faceva con orgoglio il suo lavoro anche se con grande fatica negli ultimi tempi prima della pensione. Era attivo, frequentava molte persone, sempre disponibile, partecipava a varie attività con i suoi colleghi. Ora non ha amici, i suoi figli sono lontani e può incontrarli solo durante le feste
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ha iniziato a trascorrere sempre più tempo davanti alla televisione a sonnecchiare. Ha perso ogni interesse, si sente triste, solo ed inutile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Depressione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          : una condizione in aumento nella terza età.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La depressione è una patologia multifattoriale, collegata a vari elementi di vulnerabilità psicologica, biologica e sociale. Quando questi fattori predisponenti si combinano tra di loro, le persone sono più a rischio di depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi sono invece alcuni 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          elementi protettivi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che determinano una minore probabilità di ammalarsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le conoscenze scientifiche ci indicano che ci sono alcuni fattori di base predisponenti alla depressione:  elementi genetici, e fattori psicologici emotivi connessi alle relazioni con le figure di attaccamento (chi si è preso cura dell’individuo nei primi anni). A essi si aggiungono elementi della vita presente come lo stile cognitivo (il modo di pensare a se stessi, al mondo e al futuro ) ed infine lo stile di vita, che comprende la qualità delle relazioni sociali e le attività pratiche svolte regolarmente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali sono i fattori che proteggono la persona anziana dalla depressione?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La depressione nell’anziano: cause e rimedi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%284%29.jpg" length="313867" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 31 Jan 2018 07:58:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/la-depressione-nellanziano</guid>
      <g-custom:tags type="string">Segni Depressione,Depressione,Sintomi Depressione,Depressione Anziani,Disturbo Depressivo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%284%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%284%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Disturbi d’ansia</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-dansia-roma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento contattami al +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita6adc475d/"&gt;&#xD;
      
          Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Con questo articolo cercherò di dare qualche informazione sui disturbi d’ansia e su alcune reazioni specifiche collegate come gli attacchi di panico ed i comportamenti di evitamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I disturbi d’ansia sono un gruppo di disagi caratterizzati da uno stato di allarme. Essi però sono molto diversi tra loro, come vedremo più avanti
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prima di parlare di problemi psicologici, mi preme chiarire che provare paura è sano e qualche volta anche utile. Si tratta infatti di reazioni naturali: la preoccupazione e la paura davanti ad un pericolo temuto, non sono di per sé negativi e anzi possono essere la migliore risposta in certe situazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il problema nasce quando le reazioni sono così intense e frequenti, da condizionare negativamente la vita della persona, tanto da farle rinunciare a molte cose positive, tenendola in uno stato di tensione e spavento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono utili, quando gli Stati di allarme e paura aiutano a concentrare le nostre risorse e ci predispongono ad affrontare meglio i pericoli. Anche le sensazioni fisiche che proviamo quando siamo spaventati, sono il segno che l’organismo si prepara a reagire. Quindi la paura è utile alla sopravvivenza, quando ci segnala un possibile rischio e ci prepara per fronteggiarlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          quando invece si tende ad esagerare la pericolosità di un Certo elemento, e quando essere spaventati diviene lo stato prevalente, allora possiamo parlare di disagio psicologico: il nostro comportamento e la nostra vita vengono disturbati, cioè condizionati negativamente, da una nostra disposizione a percepire e reagire ad elementi neutrali o positivi, come se fossero realmente minacciosi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando ci accorgiamo di questo, è giunto il momento di chiedere aiuto ad un professionista della salute psicologica, giacché stiamo pagando un prezzo troppo alto per la qualità della nostra vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza sul significato di alcune parole che tutti usiamo nel linguaggio comune, come se fossero sinonimi, che invece si riferiscono a cose diverse tra loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La paura è la risposta emotiva a una situazione presente che riteniamo minacciosa, che si presenta realmente, o che in quel momento riteniamo essere reale. Quindi la paura è una reazione a qualche cosa che si sta verificando in quel momento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Invece l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura ritenuta sicura o probabile…
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ansia e paura a volte si sovrappongono, si possono presentare insieme, ma per altri aspetti hanno caratteristiche diverse.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche le sensazioni corporee le reazioni fisiche, i pensieri e gli stati d’animo si somigliano ma non sono identici nella paura e nell’ansia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la paura è spesso associata a reazioni fisiologiche repentine del sistema nervoso autonomo, caratterizzate dalla risposta di attacco /fuga davanti a una minaccia. A questo sono associati pensieri di pericolo immediato e una spiccata disposizione all’azione come nei i comportamenti di fuga.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’ansia è invece più frequentemente associata alla tensione muscolare continua di chi deve tenere alto il livello di attenzione e di controllo per prevenire possibili pericoli ed immaginare i rischi. I pensieri sono caratterizzati da ipotesi, congetture, rimuginamento in preparazione al pericolo futuro. I comportamenti sono contraddistinti da prudenza ed evitamento
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          quest’ultimo, cioè la tendenza ad allontanare preventivamente il contatto con l’oggetto o la situazione temuta, è uno dei tipici modi che la persona mette in atto per fronteggiare l’ansia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I comportamenti di evitamento, inizialmente utili, pegiorano la situazione , quando si sceglie troppo spesso di rinunciare, diventando sempre meno capaci di gestire le situazioni, non mettendosi in condizioni di sperimentare successi, né di apprendere a gestire in modo adeguato ciò che spaventa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli attacchi di panico sono un particolare tipo di reazione e giocano un ruolo importante all’interno dei disturbi d’ansia. essi però
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          non sono manifestazioni limitate solo a questo tipo di difficoltà, anzi possono essere presenti anche in molti altri disagi psicologici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli attacchi di panico sono contradistinti da comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti, accompagnati da alcuni specifici sintomi fisici e/o cognitivi. Essi possono essere attesi, cioè presentarsi in risposta a un oggetto o a una situazione temuti, oppure inaspettati, quando si verificano senza una ragione evidente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I disturbi d’ansia possono presentarsi sia in età adulta che nell’infanzia. Sono differenti dalla normale paura che è tipica e naturale in alcune fasi della crescita, perché sono limitanti o persistenti rispetto all’età di sviluppo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Essi differiscono dalla paura o dall’ansia transitorie, spesso indotte da stress, perché sono durevoli (per esempio, durano tipicamente 6 mesi o più).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I disturbi d’ansia sono differenti l’uno dall’altro in base ai tipi di oggetti o situazioni temute, e per l’ideazione cognitiva associata (cioè i pensieri e le convinzioni). Quindi vi è una correlazione tra il sentirsi ansiosi ed un particolare modo di valutare la pericolosità delle cose che si temono.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ansia, panico, paura; cosa sono?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I più diffusi disturbi d’ansia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Fobia specifica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella fobia specifica le persone sono spaventate, ansiose ed evitanti solo riguardo a elementi particolari, mentre non provano disagio in tutte le altre situazioni. La persona con fobia specifica solitamente non nutre particolari convinzioni di pericolosità rispetto alla situazione temuta, semplicemente è spaventata ma non sa perché.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi sono vari tipi di fobie specifiche: animali; ambienti naturali; sangue-iniezioni-ferite; eccetera..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte la fobia specifica si sviluppa in seguito a un evento traumatico (per esempio, dopo essere stati attaccati da un animale o essere rimasti bloccati in un ascensore).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ansia sociale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel disturbo d’ansia sociale che si può anche chiamare fobia sociale, la persona sfugge da alcune relazioni e dagli eventi che comportano la possibilità di essere esaminata. Ad esempio situazioni in cui si incontrano sconosciuti, o quando la persona può sentirsi osservata ad esempio mentre mangia o beve, o condizioni in cui l’individuo si presenta, si esibisce o deve affrontare prove di bravura di fronte ad altre persone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’idea ed il timore è quello di essere valutato negativamente dagli altri, essere imbarazzato, umiliato o rifiutato, oppure di ferire gli altri.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Disturbo di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel disturbo di panico l’individuo sperimenta ricorrenti attacchi di panico inaspettati ed è costantemente preoccupato di averne ulteriori. Spesso modifica gradualmente il proprio comportamento in modo evitante (per esempio, evitamento progressivo dell’esercizio fisico oppure di luoghi sconosciuti). In altri casi l’attacco sembra verificarsi di punto in bianco, come quando l’individuo si sta rilassando oppure svegliando dal sonno. In queste circostanze la persona non nutre alcuna idea di pericolosità della situazione, cioè non ritrova alcun elemento pericoloso che la sta spaventando. Dunque inizia a temere l’attacco di panico e quindi sviluppa successivamente l’ansia verso la possibilità che giunga un nuovo attacco. In realtà questa condizione di allarme introduce la persona in un circolo vizioso dal quale poi farà fatica a districarsi da sola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Agorafobia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone con agorafobia sono spaventate o ansiose riguardo a alcune situazioni ad esempio: utilizzare trasporti pubblici; trovarsi in spazi aperti; stare in spazi ristretti; fare la fila o essere in mezzo alla folla; oppure essere fuori casa da soli in altre situazioni. Il timore è legato all’idea che potrebbe essere difficile fuggire o che potrebbe rivelarsi impossibile ricevere soccorso nel caso in cui si sviluppino reazioni simili al panico o altri comportamenti imbarazzanti. Queste situazioni inducono quasi sempre paura o ansia e sono spesso evitate, oppure la persona chiede la presenza di un accompagnatore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Abbiamo esaminato brevemente alcune condizioni di disagio molto tipiche e frequenti. Esse possono essere trattate agevolmente con un sostegno psicologico ed una psicoterapia, in cui la persona può imparare ad affrontare e a reagire nel modo migliore, acquisendo strumenti specifici per riconquistare una buona qualità della vita e liberarsi dall’ansia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi-d-Ansia1.jpg" length="8419" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 13 Sep 2017 20:45:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-dansia-roma</guid>
      <g-custom:tags type="string">Disturbi d'ansia,Ansia,Agorofobia,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi-d-Ansia1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Disturbi-d-Ansia1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Attacchi di panico</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/attacchi-di-panico-roma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti. La persona si sente minacciata perché prova sensazioni spaventose, in genere almeno quattro tra le seguenti 13 sensazioni più ricorrenti:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sudorazione.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Tremori fini o a grandi scosse.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Affanno o sensazione di soffocamento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazione di asfissia.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Dolore o fastidio al petto.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nausea o disturbi addominali.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           vertigine, “testa leggera” o senso di svenimento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Brividi o vampate di calore.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazioni di torpore o di formicolio.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sensazione di irrealtà o di essere distaccati da se stessi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Paura di perdere il controllo o di “impazzire”.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Paura di morire.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte la mersona, nell’intento di proteggersi dal panico, mette in atto alcune azioni che inizialmente la aiutano, ma che con il tempo finiscono con rinforzare o peggio aggravare la situazione. Si tratta di un circolo vizioso composto da alcune reazioni che diventano fonte di ulteriore stress e quindi producono a loro volta panico. Questo è molto comune.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una reazione consueta consiste nel modificare il comportamento. La persona pianifica e realizza azioni alternative perché teme che si scateni un nuovo attacco. questo accade perché la persona tenta di difendersi sfuggendo a quello che pensa le possa far male.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intento è quello di proteggersi, ma a lungo termine i comportamenti di evitamento mantengono e amplificano il disturbo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La reazione di evitamento e ancora più marcata se il panico è associato anche a agorafobia cioè ansia in alcuni luoghi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questi evitamenti però hanno un costo sociale e personale molto alti perché finiscono con limitare la persona e quindi incidono pesantemente sulla qualità della sua vita: assentarsi dal lavoro, da scuola, evitare di frequentare gli amici o familiari, evitare negozi e altri luoghi ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Successivamente non solo si sfugge le situazioni in cui si è sviluppato l’attacco di panico ma anche tutte quelle ritenute simili. Infine si evitano le situazioni in cui si ha paura delle conseguenze di un attacco (es. luoghi in cui non si può ricevere aiuto o per paura del giudizio delle persone presenti).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vediamo quali sono gli elementi che portano il disturbo ad amplificarsi sempre di più in un circolo vizioso, ricordandoci che questo meccanismo si può interrompere:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           fattore scatenante l’interpretazione pericolosa di alcune sensazioni corporee
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (affanno, vertigini, debolezza, tachicardia, tremori, sudorazione, mal di stomaco o nausee, derealizzazione, intorpidimento, vampate o brividi, fastidio al petto).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           la persona interpreta tutto questo come segnale di rischio di morte o di impazzire.Mentre queste 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           sensazioni corporee
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nella maggior parte delle volte derivano 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           da situazioni esterne o dall’interpretazione erronea di stati emotivi
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che si sviluppano in periodi di tensioni e stress molto elevati.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Queste sensazioni producono uno stato d’ansia, paura per il proprio stato di salute
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           A sua volta 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           l’ansia sviluppa sintomi fisici che vengono interpretati in modo catastrofico
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           si ha paura di perdere il controllo).
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Queste reazioni confermano e amplificano 
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           l’iniziale pericolosità dell’evento temuto.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Chiedere aiuto ad uno psicologo prima possibile è la migliore cosa da fare, per evitare che il disagio si amplifichi, spezzare il circolo vizioso e tornare a vivere più serenamente. La psicoterapia è un mezzo sicuro ed efficace per aiutare le persone con attacchi di panico a guarire. Lo psicoterapeuta insegnerà la persona nel fidarsi dei suoi mezzi e la guiderà con tecniche specifiche a sperimentare di nuovo una sensazione di sicurezza.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami ora!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il panico è una particolare reazione psicofisica, caratterizzata da ansia o paura, agitazione ed alcune sensazioni forti che vedremo più avanti. Talvolta un attacco di panico è accompagnato da pensieri particolari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oggi le persone parlano di panico anche quando, in generale, provano ansia intensa. Ma non sempre si tratta di un attacco di panico.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Comunque è un problema molto diffuso, che può presentarsi in numerose condizioni e disagi psicologici. Di per sé quindi l’attacco di panico non è un disturbo, ma può esserne parte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un episodio di panico isolato non è preoccupante, invece avere ripetuti attacchi di panico o vivere con la frequente paura di poterne avere, è una condizione molto stressante e limitante.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Una sensazione fisiologica intensa che accompagna la preoccupazione e la paura davanti ad un pericolo temuto è del tutto normale perché fa parte della “ reazione di allarme “. Si tratta di un meccanismo involontario, che predispone il corpo verso l’azione e la difesa dal pericolo, nelle situazioni concrete che si possono presentare.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Invece il disagio nasce quando la persona sperimenta allarme e attivazione fisiologica anche in assenza di pericoli reali, o anche solo se pensa a qualche cosa che la potrebbe spaventare. Siamo quindi in presenza di un disturbo d’ansia, cioè della predisposizione a sopravvalutare il pericolo, e ad un atteggiamento di tensione e allarme costante, che porta ad evitare anche alcune situazioni di vita quotidiana che non sarebbero di per sé ne pericolose né minacciose.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È consigliabile che la persona che soffre di attacchi di panico si rivolga ad un professionista della salute psicologica quando si accorge di essere significativamente condizionata dal panico o dalla paura di averlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Chiedere un aiuto psicologico, può essere un buon modo per ripristinare la sicurezza e riconquistare la possibilità di virere senza sentirrsi costantemente minacciati dall’ansia e dal panico, acquisendo strumenti per poter affrontare quelle situazioni che ci fanno sentire in pericolo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il circolo vizioso del panico
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I famigerati 13 sintomi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I passi del circolo vizioso
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458800.jpeg" length="653798" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 13 Sep 2017 13:41:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/attacchi-di-panico-roma</guid>
      <g-custom:tags type="string">Pubblicazioni,Panico,Attacchi di Panico,Problemi Psicologici,Psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458800.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8458800.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Blind Verbal Behavior ®</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/blind-verbal-behavior</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che cos’è?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il BVB (acronimo di Blind Verbal Behavior ®) è una metodologia maturata in anni di esperienza lavorativa, per valutare e sviluppare le competenze verbali e comunicative di bambini con doppia diagnosi (deficit visivo e disturbi dello spettro autistico o della comunicazione sociale).
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si compone di tecniche cognitivo-comportamentali di provata efficacia, secondo i focus della linea guida 21/2011 dell’Istituto Superiore di Sanità abbinate a metodologie tiflologiche. Il metodo rispetta le necessità percettive e le modalità di conoscenza delle persone con deficit visivo, integrandole con le specifiche esigenze di apprendimento della comunicazione da parte delle persone con disturbo dello spettro autistico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perché Blind Verbal Behavior?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le comuni tecniche tiflodidattiche non risolvono tutte le necessità educative dei bimbi con doppia diagnosi, in quanto non efficaci per i problemi derivanti dai disturbi della comunicazione. Le metodiche tradizionali per bambini autistici non possono essere utilizzate in questi casi, dal momento che sono formulate per persone normovedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il BVB utilizza pertanto metodologie e strumenti percettivamente fruibili, ma con criteri pensati per gestire le problematiche di apprendimento del linguaggio e comportamentali del funzionamento autistico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si compone di:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Metodi comportamentali per le autonomie di base.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Analisi e gestione dei comportamenti problema.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Valutazione e progressione delle competenze comunicative nel linguaggio espressivo in tutti gli operanti verbali.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Valutazione e progressione delle competenze del linguaggio ricettivo, in tutti gli operanti verbali.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vantaggi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il bambino, nelle sessioni educative, apprende il linguaggio funzionale secondo le corrette tappe di sviluppo. Inoltre si evita l’acquisizione di competenze comunicative disfunzionali che accrescerebbero le difficoltà relazionali e i comportamenti problema.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I genitori sono coinvolti attivamente nel percorso di sviluppo e sostenuti costantemente nella loro azione educativa attraverso il Parent Training.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Gli educatori ricevono un supporto per la generalizzazione delle competenze apprese e lo sviluppo delle autonomie e degli apprendimenti durante il tempo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2812%29.jpg" length="213709" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 16:11:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/blind-verbal-behavior</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Blind Verbal Behavior,Psicologia dell' handicap,Parent Training</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2812%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2812%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Autismo e Cecità</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/autismo-e-cecita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte al deficit visivo sono associate altre patologie fisiche, oppure vi sono altri disturbi dello sviluppo. Ciò comporta una iniziale difficoltà diagnostica. Questo significa che è abbastanza frequente che la diagnosi di minorazioni ulteriori al deficit visivo, sia fatta solo successivamente, ritardando l’attuazione di una educazione e abilitazione specifica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          All’interno di questo variegato quadro, l’associazione tra il deficit visivo e l’autismo occupa al giorno d’oggi un posto prevalente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La difficoltà ad ottenere una diagnosi specifica dipende dal fatto che alcuni dei più diffusi disturbi ad esordio infantile, di solito vengono valutati attraverso procedure che prevedono l’utilizzo della vista . Per svolgere una valutazione di sviluppo di un bambino con deficit visivo occorre quindi una particolare preparazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Avere una diagnosi di sviluppo è importantissimo perchè gli interventi educativi e abilitativi delle persone con disabilità multiple, debbono essere 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          diversificati
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , in base al tipo di deficit. Difatti, un intervento generico, rischia di essere inefficace.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Nella area delle pluridisabilità rientra quindi la doppia diagnosi di deficit visivo associato a disturbo dello spettro autistico, il settore in cui ho una competenza pspecifica..
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Tale doppia diagnosi è stato oggetto di attenzione da parte del mondo scentifico e di intervento a partire dagli anni 70. Esistono anche pubblicazioni, prevalentemente in inglese, su questo tema, e resoconti su buone prassi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Qualche volta si sente dire che alcune gravissime alterazioni e ritardi dei bambini ciechi e ipovedenti sono derivanti dal deficit visivo. Ma non sempre è vero.Al giorno d’oggi siamo in grado, con una buona approssimazione, di determinare se una anomalia dello sviluppo sia una conseguenza della cecità, oppure se si tratti di un disturbo a se stante, parallelo alla patologia della vista, oppure derivante, come la cecità da una unica causa iniziale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sovente si attribuiscono erroneamente i ritardi o le carenze nello sviluppo del comportamento verbale del bambino o della sua interazione sociale, al solo deficit visivo, come se essi fossero ritardi naturalmente conseguenti la cecità o l’ipovisione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo erore di valutazione è dannoso perchè, Il solo approccio educativo didattico tiflologico è assolutamente fallimentare con i bambini che hanno anche diagnosi di autismo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A prescindere dalla causa biologica, deficit visivo ed autismo devono essere considerati come punti d’arrivo, che vanno valutati entrambi sul piano funzionale e non eziologico, cioè indipendentemente dalla, malattia che li ha generati. Quando abbiamo a che fare con una persona con deficit visivo e disturbo autistico, oltre alla diagnosi funzionale del deficit visivo, occorre effettuare una diagnosi funzionale del disturbo autistico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La diagnosi di autismo viene fatta sulla base dei parametri del DSM (Manuale Diagnostico E Statistico Dei Disturbi Mentali ), giunto attualmente alla quinta edizione, prende in considerazione esamina l’interazione sociale, la comunicazione e la gamma di interessi ristretti e stereotipati.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Attualmente si parla di
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ” spettro autistico”
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           proprio per indicare un ventaglio molto variegato di funzioni adattive che possono essere coinvolte, e per ciascuna di esse un maggiore o minore livello di gravità del danno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La varietà delle manifestazioni e dei deficit è quindi molto ampia, procedendo da persone ad alto funzionamento con buon livello intellettivo e che possono soltanto sembrare bizzarre nei comportamenti, a persone a basso funzionamento con grave ritardo e deficit cognitivo e forte passività. Abbiamo quindi gradi diversi di disabilità all’interno della stessa situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          D’altra parte se le tecniche tiflodidattiche non possono compensare e risolvere i problemi educativi dei bimbi con doppia diagnosi, non è possibile nemmeno attuare metodiche dei bambini solo autistici, perché la maggior parte degli interventi per bambini con autismo sono formulati e pensati per vedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio lavoro per bambini con autismo e deficit visivo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio intervento prevede l’utilizzo dei i focus educativi caratteristici del trattamento dei disturbi dello spettro autistico (come indicato dalle recenti linee guida dell’istituto Superiore Di Sanità), con opportune modificazioni in senso tiflologico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          attuo un intervento valutativo e psicoeducativo molto specifico che comporta una presa in carico globale che tratta l’interazione tra il deficit visivo e l’autismo. E che cura tutte le fasi:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La valutazione di sviluppo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           l’intervento sul bambino
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           la consulenza per i programmi didattici e abilitativi
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           il parent training
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In caso di doppia diagnosi (autismo e cecità) è prioritaria una valutazione quanto più precoce possibile ed un intervento educativo-abilitativo mirato ad intervenire sugli aspetti che sono causati dal disturbo dello spettro autistico ed aggravati o modificati nelle sue manifestazioni di disturbo visivo. Tutti gli aspetti sono quindi stati oggetto di opportuni adattamenti, dagli strumenti valutativi ai i metodi operativi abilitativi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Programma di abilitazione e di insegnamento del linguaggio funzionale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per quanto riguarda il linguaggio funzionale, nei soggetti autistici, generalmente non si ha ciò che avviene automaticamente nei bambini a sviluppo tipico anche non vedenti: manca cioè la capacità di utilizzare la stessa parola con funzioni diverse (ora di richiesta, ora di denominazione ecc.). Tale competenza deve essere appresa con una strategia di intervento adeguata e precisa. Il trattamento riguarda tipici fenomeni di disturbo del linguaggio come quello dell’inversione pronominali, le ecolalie differite, la difficoltà a comunicare i propri bisogni in modo adeguato ed intelligibile, a rispondere a domande contestuali, raccontare, ad interagire senza utilizzare stringhe di parole precostituite.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Facilitazione del linguaggio parlato e dei testi scolastici, decodifica ed esplicitazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Riguardo alla decodifica delle situazioni e dei comportamenti delle altre persone, la persona con disturbo dello spettro autistico, difetta nella 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          teoria della mente
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (cioè non è in grado di mettersi nei panni dell’altro o di dedurre le sue intenzioni, di comprendere il diverso punto di vista) e presenta 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          deficit della coerenza centrale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (cioè nell’analisi di una situazione, di un oggetto, ecc. non opera una sintesi ma tutti i singoli elementi dell’insieme sono importanti quanto l’insieme stesso).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questi deficit causano profonda incomprensione della realtà esterna che risulta inconoscibile, se tali aspetti non sono opportunamente trattati e educati e abilitati, cosa questa che non accade in presenza di solo deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Valutazione funzionale e programmi di riduzione dei comportamenti problematici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Emerge un altro aspetto da non sottovalutare, quello dei 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          comportamenti problema
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          : la difficoltà a farsi capire e a chiedere, può provocare spesso nella persona comportamenti negativi, esplosioni di rabbia, atti contro gli altri o contro se stesso, in una spirale crescente che aggrava ancora di più la situazione personale e familiare del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il mio intervento prevede l’analisi funzionale del comportamento, per determinare il motivo per il quale il bambino attua comportamenti disadattivi, ed aiutare familiari e degli educatori ed individuare quali fattori contingenti possono ridurre questi comportamenti, consentendo al bambino di comportarsi in modo più adeguato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I programmi per la riduzione di comportamenti maladattivi prevedono quindi valutazione dei comportamenti problematici, l’individuazione delle modificazioni da attuare, il monitoraggio a breve, medio, lungo termine dei risultati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%282%29.jpg" length="522199" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 16:06:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/autismo-e-cecita</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Cecità,Psicologia dell' handicap,Autismo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Creare facilitatori ambientali</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/progettare-facilitatori-ambientali-efficaci-per-un-dissabile-visivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Progettare facilitatori ambientali efficaci per un disabile visivo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Relazione al corso ” percepire casa mia ” del 22 novembre 2014
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Analizzare le caratteristiche del processo di orientamento, conoscenza e movimento di u
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          n disabile visivo e le sue esigenze di fruizione ambientale, sono i primi elementi per poter riconoscere e valorizzare gli indizi esistenti negli ambienti, nonché per progettare facilitatori ambientali efficaci. Occorre partire dalla considerazione che in ogni ca¬so dall’ambiente si possono continuamente trarre informazioni attraversotutte le modalità sensoriali. È quindi possibile disseminare l’ambiente fisico di elementi capaci di dare appropriate informazioni, anche non appartenenti al canale visivo, per poter consentire alle persone non vedenti ed ipovedenti di svolgere ugualmente il loro processo di orientamento. Sarà comunque molto importante evitare di inserire troppe informazioni e tra loro fuorvianti, per evitare di indurre la persona ad inutili distrazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qui di seguito sono genericamente elencate alcune caratteristiche ambientali utilizzabili per valutare e migliorare gli spazi di vita del bambino, come la cameretta e gli altri ambienti della casa, o gli ambienti scolastici, come l’aula, la mensa, la palestra, i laboratori. Questi criteri dovrebbero essere utilizzati anche per progettare e realizzare le stanze adibite ad attività riabi¬litative ed educative, e ogni altro ambiente in cui desideriamo che la persona possa fare a meno della mediazione dell’adulto per relazionarsi con gli oggetti e con lo spazio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune caratteristiche qui indicate si riferiscono ad aspetti non visivi, come particolarità tattili o acustiche. Mi preme sottolineare che questi fattori di facilitazione sono utili tanto per le persone ipovedenti quanto per quelle che non vedono. Altri aspetti, specificamente attinenti a caratteristiche visi¬ve inerenti alla luce, ai contrasti, ai colori ecc, possono essere utilmente considerati per aumentare la visibilità ed il comfort, in particolare delle per¬sone con vista bassa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La persona con deficit visivo può usare informazioni acustiche ambienta¬li per l’orientamento e la deambulazione. Inoltre, anche durante l’ese¬cuzione di compiti che non prevedono lo spostamento, la concentrazio¬ne ed il livello di ansia potrebbero essere comunque condizionati dal ru¬more di fondo. Anche la comunicazione verbale è senz’altro più difficile in presenza di stimoli uditivi disturbanti. Quindi le caratteristi¬che acustiche di un ambiente sono molto importanti. Le proprietà acu¬stiche dei materiali e le dimensioni degli ambienti ne determinano il li¬vello e la qualità sonora. È difficile concentrarsi in luoghi con un rumore di fondo molto alto, quali mense affollate o ambienti chiassosi di vario genere. Se il rumore di fondo non può essere abbassato, sarebbe op¬portuno dotare il locale di materiali fonoassorbenti, che contribuiscano a limitare la diffusione e la riflessione dei suoni. Ciò è anche molto impor¬tante in presenza di ambienti grandi e relativamente vuoti, nei quali i rumori vengono riverberati ed amplificati da riflessioni acustiche che si aggiungono alle fonti primarie di rumore. Qualora sia necessario utiliz¬zare locali con queste caratteristiche, si dovrebbe preferire di posiziona¬re la persona in prossimità di angoli o pareti, in modo da limitare l’abbagliamento acustico.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La forma degli ambienti può facilitare l’orientamento se è regolare e possiede angoli a 90°. Ciò perché una rotazione di 90° è più riconoscibi¬le percettivamente rispetto a qualsiasi altra ed è più facile comprendere e ricostruire il proprio orientamento rispetto all’ambiente dopo averla compiuta. Infat¬ti, è difficile effettuare con consapevolezza rotazioni differenti, senza punti di riferimento visivi. La forma regolare determina inoltre una mag¬giore memorizzabilità dell’ambiente, elemento da tener sempre pre¬sente anche nella dislocazione dei vari mobili e suppellettili e nel loro numero.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Altra condizione importante è quella della raggiungibilità: se ciascun elemento può essere toccato, esso viene conosciuto. La collocazione di elementi potenzialmente significativi ad altezze ed in posizioni che li rendono non facilmente avvicinabili, sarebbe assolutamente da sconsi¬gliare. Questo sia perché la raggiungibilità consente al bambino un’e¬splorazione tattile agevole, sia perché, in presenza di ipovisione, la pos¬sibilità di avvicinarsi molto ai singoli elementi per poterli guardare da vicino, ne determina una maggiore fruibilità visiva.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La riduzione nella quantità degli oggetti, oltre ad aumentare la memo¬rizzabilità degli elementi e delle posizioni, può essere un fattore di faci¬litazione della creazione di mappe mentali. La loro dislocazione ordinata e schematica determina anche una più agevole percezione visiva. Co¬me si può facilmente intuire, un ambiente troppo pieno è anche un am¬biente visivamente affollato, con caratteristiche che possono dar luogo ad immagini confuse. Ciò può determinare una significativa difficoltà nell’individuare e riconoscere i singoli oggetti.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           L’ambiente dovrebbe essere concepito con criteri di comfort visivo, basato su di un buon contrasto cromatico e specialmente di luminanza, tra i vari elementi architettonici. Lo stesso criterio si dovrebbe usare per gli elementi significativi per l’orientamento, quali porte, maniglie, in¬terruttori, finestre e per gli eventuali ostacoli e gli altri elementi da enfa¬tizzare, quali pilastri, spigoli vivi, colonne ecc.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Dovrebbero essere banditi elementi visivi di disturbo, cioè motivi e sfondi articolati che non abbiano un valore funzionale o che non ricon¬ducano ad oggetti reali. Ciò perché è possibile che elementi visivi pura¬mente virtuali possano essere confusi con oggetti reali. Quindi sono da evitare tappeti, rivestimenti o tappezzerie che contengano fantasie o immagini di sfondo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Si dovrebbero utilizzare il meno possibile superfici lucide e specchiate, per evitare riflessi e abbagliamento.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           L’illuminazione nelle stanze che potrebbero essere usate da persone ipovedente, dovrebbe essere personalizzabile e quindi variabile per intensità, per compensare problemi di abbagliamento o di scarsa accomodazione alla luce. Dovrebbero essere inoltre disponibili anche il¬luminatori spot, ad intensità variabile, per oggetti da illuminare singolar¬mente, secondo le necessità personali, ad esempio contro un fondo bu¬io, facendo attenzione che la luce diretta non capiti mai sul viso del bambino. Per la scelta della migliore situazione di illuminamento, si do¬vrebbero seguire le indicazioni dei clinici che conoscono le necessità specifiche del bambino. Si dovrebbe fare molta attenzione affinché le fonti di luce naturale o arti¬ficiale non siano collocate in modo tale da proiettare ombre in corri¬spondenza dei punti e degli oggetti che il bambino deve osservare.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Gli spazi che il bambino ipovedente può percorrere in autonomia, all’e¬sterno ed all’interno dei singoli locali, dovrebbero possedere una certa uniformità di illuminamento. Questo vale per gli ambienti illuminati unicamente da luce artificiale, oppure di sera o quando il cielo è partico¬larmente annuvolato. Se anche alla luce del giorno l’ambiente presenta zone quasi buie, marcatamente contrastanti con spazi più illuminati, si dovrebbe badare a compensare queste differenze, schermando par¬zialmente le zone troppo illuminate e collocando luci artificiali nelle zone più buie.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Si dovrebbero tener presenti accorgimenti atti ad evitare possibili fonti di pericolo; tra queste ultime sono specificamente da evitare elementi aggettanti, ossia quelli che posseggono un ingombro che si interrompe ad una certa altezza e non prosegue fino al pavimento. Questi tipi di og¬getti sono una barriera percettiva molto pericolosa perché, non potendo essere intercettati adeguatamente, possono colpire il capo del bambino, senza che egli abbia la possibilità di accorgersi anticipatamente, con gli arti o con il bastone, della loro presenza.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sarebbero anche da evitare corrimani di scale che inizino dopo il primo gradino o terminino prima dell’ultimo. Dal punto di vista visivo, le scale dovrebbero essere illuminate in modo tale per cui, dal basso, la pedata e l’alzata abbiano una marcata differenza di luci ed ombre. Le scale, os¬servate dall’alto, dovrebbero possedere elementi marcagradino di colo¬re molto contrastato rispetto al colore della pedata. Un segnale rilevabile dal senso tattile plantare dovrebbe essere posto sul pavimento prima del ciglio del primo gradino in discesa.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La riconoscibilità dei luoghi e degli elementi salienti, utili all’orientamento e allo spostamento del bambino, dovrebbe poter essere agevolata an¬che dalla collocazione di punti di riferimento specifici. A vantaggio dei bambini che posseggono esclusivamente un livello oggettuale della comunicazione e non hanno accesso al linguaggio scritto, e di tutti gli altri che si desidera facilitare in qualche modo, si possono u¬tilizzare piccoli simboli per marcare maniglie, porte, cassetti o qualsiasi altro elemento che si voglia ben distinguere da altri, e che non sia rico¬noscibile esclusivamente dalla sua forma o posizione
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           È possibile ottimizzare gli amienti e talvolta per farlo, occorrono poche modifiche, che però risulteranno importanti e spesso determinanti rispetto al confort e alla consapevolezza del bambino di vivere da protagonista la propria casa, l’aula e gli alttri spazi per lui significativi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Per indicare quali siano le modifiche necessarie occorre svolgere una analisi percettiva che è alla base di qualsiasi valutazione specifica. Ciò è possibile attraverso 4 passi principali :
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           capire con i genitori cosa desiderano ottenere, quali sono le funzioni degli ambienti e quale è il livello attuale di autonomia del bambino.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           svolgere un sopralluogo in cui si possa analizzare le criticità percettive degli ambienti ed i punti di forza
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           acquisire informazioni o valutare direttamente le necessità ed i limiti funzionali del bambino in questione
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           indicare soluzioni di facilitazione ambientale per ottimizzare l’ambiente.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 15:56:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/progettare-facilitatori-ambientali-efficaci-per-un-dissabile-visivo</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>La valutazione di efficacia nei trattamenti</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/la-valutazione-di-efficacia-nei-trattamenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come si valuta e che cosa si intende per efficacia di un trattamento?Le persone che soffrono di una patologia o di un disturbo cronico, sono spesso preoccupate della reale efficacia delle proposte che vengono loro fatte, specie se ciò comporta un certo sacrificio. Inoltre quando gli eventuali risultati si possono vedere solo nel lungo periodo, è ancora più difficile decidere se vale la pena, perché i risultati non sono immediatamente riscontrabili. A volte ci si accorge solo molto tempo dopo, della reale utilità di una certa attività, magari quando si è già speso tanto tempo, risorse e danaro . Per fronteggiare questo genere di incertezze, a volte le persone ripetono ciò che hanno visto essere stato utile ad altri, ma spesso le differenze individuali rendono arbitrari alcuni accostamenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Utilizzerò la Linea Guida numero 21 “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”, emanata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ottobre 2011, come esempio per spiegare come si valuta l’efficacia di un trattamento e cosa si intende nella comunità internazionale per metodo scentifico nella ricerca psicologica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il metodo scientifico usato nella ricerca
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Accennerò ad alcuni aspetti metodologici sulla valutazione di efficacia, previsti dai criteri internazionali di affidabilità dell’indagine scientifica, applicabili a tutti i campi del sapere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La metodologia della ricerca
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è caratterizzata da un procedere sistematico che muove dalla formulazione di un’ipotesi, e, attraverso fasi successive, ne verifica l’adeguatezza, con lo scopo di incrementare le conoscenze.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          All’inizio di un nuovo lavoro, la ricerca bibliografica permette di acquisire quanto prodotto fino a quel momento, fornendo dati certi su cui basare la formulazione di ulteriori ipotesi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nelle ricerche sperimentali, sono sempre descritti i modi di procedere ed esplicitati i criteri di misurazione e verifica delle ipotesi; in questo modo ciascuna ricerca è ripetibile da altre persone. Inoltre avere criteri di valutazione comuni consente la collaborazione tra ricercatori in luoghi tra loro distanti, come negli 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          studi multicentrici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Il metodo sperimentale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è un modo di procedere che consiste nel formulare un’ipotesi, modificare un solo elemento alla volta di una situazione, per misurare i cambiamenti che ne possono derivare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio: voglio sapere se l’acqua alla temperatura di 0° diventa solida, e stabilire se questo cambiamento è conseguente alla temperatura, escludendo altre cause (ipotesi).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’elemento modificato dal ricercatore è definita 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          variabile indipendente
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , i cambiamenti che ne derivano rappresentano le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          variabili dipendenti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nell’esempio riportato la temperatura dell’acqua è la variabile indipendente, mentre il suo stato (gassoso, liquido o solido), sarà la variabile dipendente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per poter essere certi che i cambiamenti non siano casuali, ma conseguenti proprio alla modificazione delle variabili indipendenti, si attua anche un confronto con una situazione del tutto analoga a quella sperimentale, tranne che per il cambiamento apportato. Così si può vedere se in questa situazione, di controllo, la variabile dipendente resta inalterata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prenderò due quantità uguali di acqua, in condizioni ambientali identiche, e solo nella condizione sperimentale l’acqua verrà portata alla temperatura di 0°. Poi misurerò la variabile dipendente – lo stato liquido, solido, gassoso- in entrambe le situazioni (sperimentale e di controllo), lasciando inalterate tutte le altre condizioni. Se l’acqua a 0° solidifica, posso affermare che questo cambiamento è causato dalla temperatura. La conferma dell’ipotesi sperimentale può costituire una base di partenza per altre scoperte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La ricerca psicologica
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono situazioni in cui è facile misurare gli effetti di un’azione. Ne sono un esempio tutte le misure fisiche (temperatura, volume, peso, velocità, durata, intensità e frequenza), o della concentrazione di sostanze ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L’attendibilità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di tali misurazioni è alta perché è possibile utilizzare strumentazioni, senza ricorrere a valutazioni basate su impressioni personali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le misurazioni oggettive sono più facili da realizzare nei modelli sperimentali in ambito fisico e chimico, ma di più difficile applicazione nella ricerca che coinvolge psicologia, sociologia e pedagogia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questi settori si può incorrere in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          valutazioni soggettive
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , sia perché è più difficile misurare, sia perché occorrono competenze specifiche in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          metodologia della ricerca
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , spesso poco diffuse in questo ambito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una prova soggettiva è il resoconto personale di qualcuno, quindi intrinsecamente non obiettivo e contraddittorio; ne sono esempi le biografie, le autobiografie, le affermazioni dei testimonial, gli aneddoti, le chiacchiere e i Self Report non documentati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I ricercatori in psicologia e scienze umane, per minimizzare l’influenza soggettiva, usano procedure specifiche che garantiscono l’oggettività delle prove, definendo il fenomeno di interesse in termini di eventi misurabili per intensità, frequenza e durata. Quindi, anche in psicologia, una buona ricerca parte sempre da una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          definizione operazionale 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          di quello che vogliamo osservare. Le eventuali modificazioni si quantificano attraverso Test standardizzati, cioè prove che sono state precedentemente ritenute valide e attendibili nel misurare una certa capacità umana, all’interno di una tipologia di popolazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il ricorso all’osservazione oggettiva del comportamento è giustificato dal fatto che, nello studio di esperienze e capacità umane, non è possibile utilizzare apparecchiature per osservare direttamente cognizioni, emozioni, credenze, atteggiamenti, motivazioni e scopi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La valutazione di efficacia di un trattamento
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Definire l’oggetto di studio e disporre di strumenti per rilevare i cambiamenti, offrono il vantaggio di poter replicare la ricerca per valutare la concordanza dei risultati in differenti situazioni, con altre persone, in diversi contesti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo è importante perché non sempre i risultati preliminari sono stati confermati in momenti successivi, e perché alcuni trattamenti, erogati secondo determinate condizioni, non si sono rivelati efficaci in altre. Quando una ricerca possiede una scarsa 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          validità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , i risultati non si possono generalizzare e i cambiamenti non si possono attribuire al trattamento stesso, ma ad altri fattori intervenuti in modo casuale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’utilizzo di procedure standardizzate permette quindi la ripetibilità della ricerca. Inoltre garantisce dalla possibile parzialità dei ricercatori, specialmente quando questi desiderano dimostrare l’utilità di ciò che hanno scoperto o inventato. Questo non ci deve far pensare necessariamente ad un conflitto di interesse o a cattiva fede perché, come è evidenziato dai contributi della psicologia sociale, le aspettative e le credenze di una persona possono concorrere a determinarne gli atteggiamenti e condizionare il comportamento altrui 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          (profezia che si autodetermina)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Siccome la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          definizione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell’oggetto di studio, e la possibilità di misurare le sue modificazioni, sono fattori necessari per la buona qualità di una ricerca, è facile capire come gli studi che hanno per oggetto la descrizione del comportamento, in termini di frequenza intensità e durata, soddisfino meglio i canoni del modello sperimentale. E’ ovvio che gli approcci di tipo comportamentale siano più adatti a questo tipo di concettualizzazioni, perché l’ottica di osservazione di un comportamentista è più facilmente traducibile in dati quantitativi. Questo non significa che possano essere sottoposti a ricerca controllata solo gli studi che hanno per oggetto la validazione di trattamenti di tipo cognitivo comportamentale. Le ricerche in psicologia sono senz’altro molto più ampie di quelle condotte dai soli comportamentisti: disponiamo di una grande quantità di ricerche, cui hanno contribuito psicologia sociale, psicopatologia, psicologia della percezione, psicologia clinica e molti altri settori, al punto che oggi nessuno scienziato dubita del fatto che la psicologia sia una scienza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi è interesse delle persone che vogliano diffondere un certo trattamento, promuoverne la validazione secondo disegni sperimentali rigorosi. Una ricerca con caratteristiche che non la facciano ritenere attendibile dalla Comunità Scientifica, rappresenta uno spreco di danaro, tempo e fatica, perché i risultati che ne derivano non sarebbero successivamente considerati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’osservazione del comportamento si presta a ricerche sperimentali, perché gli elementi da prendere in considerazione sono semplici e lineari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio: voglio verificare se la frequenza di un comportamento problematico (variabile dipendente), in un bambino con disturbi dello spettro autistico, si modifica con la frequenza di un certo comportamento di attenzione da parte della sorella (variabile indipendente). Descriverò il comportamento di Mario: si butta per terra, sbatte la testa contro il pavimento e urla; e quello della sorella: si avvicina, dicendogli “Mario cosa fai, alzati!”, lo tocca e lo prende in braccio. Stabilirò il periodo di osservazione per misurare quante volte la variabile dipendente si modifica al variare di quella indipendente. Poi introduciamo cambiamenti nel comportamento della sorella: resta ferma, oppure tace, o si avvicina ma non lo prende in braccio. In questo modo è possibile verificare se la frequenza del comportamento di Mario si modifica sulla base del comportamento della sorella. L’osservazione sistematica del fenomeno, preferibilmente in diverse condizioni, potrebbe registrare un aumento nella frequenza dei comportamenti problema di Mario in rapporto al comportamento di attenzione della sorella, che quindi agirebbe da rinforzo positivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nelle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ricerche a soggetto singolo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è molto importante controllare ogni variabile, perché dobbiamo misurare aspetti riguardanti una persona rispetto al modificarsi di un elemento. In questo senso la ricerca psicologica tiene presenti le specifiche caratteristiche e differenze individuali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Differenti sono invece i modelli sperimentali che utilizzano più persone. In questo caso i confronti vengono condotti sulla base delle variabilità all’interno di un gruppo, i cui appartenenti sono selezionati per omogeneità di alcune caratteristiche. Questo consente di minimizzare il rischio di sottostimare alcuni fattori personali e di osservare come un fenomeno si verifica indipendentemente da differenze individuali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un elemento che potrebbe invalidare il risultato di una ricerca, è l’errore nel 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          reclutamento del campione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè del gruppo di persone da studiare. A volte sono stati sottoposti a ricerca gruppi con particolari caratteristiche, non decise precedentemente, con conseguenti errori che hanno falsato i risultati. Per quanto concerne l’autismo, è famoso l’errore che compì Leo Kanner, quando gli sembrò che le madri dei bambini con autismo fossero tutte più distaccate, di condizioni culturali ed economiche più elevate, deducendo che queste caratteristiche potessero essere correlabili alle cause dell’autismo. L’autore non considerò che le famiglie da lui osservate, avendo tutte in comune l’essere utenti del suo servizio, si somigliavano per la possibilità di potersi permettere cure costose, accessibili e note solo ad ambiente, classe sociale e appartenenza culturale particolari. Da qui egli formulò l’ipotesi della “madre frigorifero”, che molti anni dopo dichiarò non valida, allorquando ammise di aver considerato solo una parte molto peculiare, rispetto alla totalità delle famiglie con autismo diffuse nel resto della popolazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Osservare fenomeni e modificare situazioni
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La ricerca psicologica analizza fenomeni a livello dei comportamenti, cognizioni, emozioni ecc. È importante considerare tutte le 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          variabili intervenienti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , perché il comportamento umano è determinato dall’interazione di molti aspetti. Per questo motivo a volte è difficile comprendere se un cambiamento sia dovuto proprio alla variabile che si è posta sotto l’osservazione, o derivi da elementi esterni 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          (variabili di disturbo)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le ricerche psicologiche presentano inoltre problemi comuni alle altre scienze dell’uomo: non possiamo provocare cambiamenti quando ciò è eticamente inaccettabile. Questo limite è condiviso sia dalla psicologia che dalla medicina. Non possiamo procurare a una persona una patologia o una lesione, per poi osservare il modo nel quale questa si modifica quando viene sottoposta a una cura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo le ricerche riguardanti l’uomo, spesso devono essere realizzate seguendo protocolli che non possono quasi mai prevedere la totale modificazione della variabile indipendente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi è possibile solo osservare la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          correlazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tra due o più fenomeni, in assenza di modificazioni, limitandosi ad analizzare l’andamento di un elemento in relazione ad altri.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vogliamo sapere se il tabagismo è un comportamento che correla con il tumore dei polmoni. Non è possibile modificare nessuna delle variabili ma solo registrare come questi due elementi sono presenti in un ampio numero di persone. La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ricerca correlazionale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           può dare informazioni sul fatto che la frequenza del tumore al polmone è più alta tra le persone che fumano sigarette, rispetto a quelle che non lo fanno, e in che misura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non sempre è possibile dedurre una relazione causa effetto tra due eventi, ma spesso dobbiamo semplicemente limitarci a osservare fenomeni che si presentano con un’alta probabilità statistica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In altri casi possiamo modificare solo le variabili che riguardano i trattamenti, mentre prenderemo “in natura” persone affette da un certo tipo di patologia, o in una certa situazione, (che andranno a costituire il gruppo sperimentale).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un esempio di valutazione dell’efficacia di trattamento in medicina:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vogliamo studiare quale è il processo che determina l’osteoporosi e verificare l’efficacia di un farmaco per questa malattia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non possiamo prendere persone fisicamente sane e causare una carenza di calcio, per valutare l’efficacia del farmaco testato. Dovrò quindi selezionare un gruppo di persone affette da osteoporosi, omogenee tra loro, e verificare se la somministrazione del farmaco induce un aumento del livello di calcio, in che misura e in quanto tempo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste ricerche si annoverano tra quelle chiamate 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          quasi sperimentali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , perché non possiamo creare il fenomeno da studiare, ma lo dobbiamo cercare in natura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La situazione di controllo sarà costituita da un analogo gruppo di persone con carenza di calcio, al quale non verrà somministrato il farmaco da testare. Il successivo confronto tra i livelli di calcio nelle ossa dei due gruppi, permette di verificare se il farmaco è efficace per l’osteoporosi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il confronto tra i gruppi si attua attraverso l’
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          analisi della varianza
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e altri strumenti statistici molto raffinati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La valutazione di trattamenti abilitativi rivolti a bambini con disturbi dello spettro autistico, si basa sull’osservazione di alcuni aspetti del comportamento, assunti come 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          indicatori indiretti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           della presenza o assenza di alcune capacità e funzioni implicate nel disturbo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo perché non esiste la possibilità di misurare in modo univoco la presenza, natura e gravità di un disturbo autistico, non essendovi un unico indicatore assoluto della presenza del disturbo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come è noto i disturbi dello spettro autistico sono un insieme di condizioni, tra loro molto diverse, caratterizzate da deficit variamente distribuiti in tre aree (quelle dell’interazione sociale, della comunicazione e del repertorio di interessi). Questi deficit possono essere presenti in vari modi e a diversi livelli di gravità. Ne consegue che la formulazione della diagnosi di autismo, o di un altro disturbo pervasivo dello sviluppo, non possa basarsi sulla misurazione di un unico indicatore, come invece si può fare con la quantità di calcio nelle ossa nel caso dell’osteoporosi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La mancanza di un unico indicatore ci costringe a analizzare molti fattori che, per ciascuna persona, possono essere variamente combinati tra loro (analisi multifattoriale); gli studi sull’autismo individuano un gruppo di variabili dipendenti, valutando la modificazione di ciascuna di esse.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Determinare l’efficacia di un trattamento consiste, quindi, nel misurare la modificazione nella gravità dei vari deficit a carico dell’interazione sociale, della comunicazione e del repertorio di interessi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ possibile dunque che un certo trattamento sia stato valutato efficace nel ridurre un deficit che investe una certa funzione, ma meno efficace per ridurre deficit a carico di un’altra.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio, a pagina 34 delle Linee Guida, nel paragrafo riguardante le ricerche che valutano gli strumenti di Comunicazione Alternativa Aumentativa, si legge:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          …“Un primo studio … confronta l’intervento di Picture Exchange Communication System (PECS) in aggiunta alla frequenza scolastica, con la semplice frequenza scolastica, in una popolazione (n=41) di bambini di età media 5,6 anni (range 3-7 anni) affetti da autismo, con compromissione cognitiva, inseriti in classi speciali. L’intervento sperimentale PECS, condotto presso la scuola stessa per una durata di circa cinque settimane e quindici ore totali, prevede che il bambino impari a comunicare utilizzando un set di disegni che rappresentano oggetti. …Il gruppo di controllo non riceve nessun trattamento, oltre alla frequenza della scuola speciale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo studio rileva che il livello di interazioni comunicative tra il bambino e l’adulto è significativamente maggiore nel gruppo trattato con la PECS rispetto al gruppo di controllo.”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo lavoro indica che i quarantuno bambini che avevano ricevuto il trattamento erano divenuti più capaci di comunicare con gli adulti, rispetto a quelli che non lo avevano ricevuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il cambiamento interessa la loro funzione comunicativa, che è migliorata, con conseguente riduzione del disturbo a carico della comunicazione. Tuttavia non vi sono evidenze che il trattamento abbia procurato giovamento in altre aree quali il repertorio degli interessi, oppure quantità, frequenza e durata dei comportamenti stereotipati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Studi longitudinali
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per valutare l’efficacia di trattamenti rivolti a bambini e adolescenti, occorre stimarne l’efficacia a lungo termine, per comprendere se un’attività può agire stabilmente sul corso dello sviluppo, migliorando le varie funzioni in rapporto alle differenti tappe della crescita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il disegno di ricerca, in psicologia dello sviluppo, implica l’osservazione delle modificazioni in lunghi periodi (studi di follow up).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La valutazione di un trattamento abilitativo si realizza attraverso studi longitudinali, nei quali i soggetti sono sottoposti a osservazioni per lungo tempo. Queste ricerche offrono molte informazioni sull’utilità di un intervento, perché consentono di verificare se, gli eventuali cambiamenti positivi riconducibili allo specifico trattamento, persistano a lungo termine e si stabilizzino, con ripercussioni positive sullo sviluppo globale. Ne deriva quindi la possibilità di determinare un realistico rapporto costi/benefici che includa gli effettivi vantaggi, in termini di salute, per la persona, rispetto alle risorse profuse sotto il profilo economico, sociale, educativo e sanitario.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          studi longitudinali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           prendono generalmente in considerazione persone divise per fasce di età 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          (coorti)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Alcuni aspetti saranno oggetto di osservazioni e misurazioni in età stabilite. Questo consente di valutare su larga scala gli effetti, osservando la correlazione tra la modalità di erogazione del trattamento, la sua durata e articolazione, e il successivo sviluppo del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche negli studi longitudinali è utile paragonare i valori rilevati con quelli di un gruppo di controllo, di solito costituito da persone con un funzionamento e un livello di sviluppo equivalenti rispetto alle persone del gruppo sperimentale, ma che non ricevono il trattamento che si vuole valutare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli studi longitudinali implicano un alto dispendio organizzativo ed economico, perché comportano la necessità di seguire per molti anni molte persone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quanto più numeroso e ben selezionato sarà il gruppo di persone osservate, e quanto più lungo l’arco di anni di osservazione, tanto più dettagliate saranno le informazioni che si potranno ricavare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Riporto dalle Linee Guida (pagine 26-27), il riferimento a uno studio che valuta l’efficacia di un trattamento mediato dai genitori (definito anche Parent Training)
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “.… è stato valutato uno studio randomizzato, multicentrico, condotto secondo una valida metodologia di ricerca e su un campione numeroso (n=152), che indaga l’efficacia nel lungo termine (follow up a 13 mesi) di un intervento mediato dai genitori e finalizzato a migliorare la comunicazione (Preschool autism communication trial, PACT) in aggiunta al trattamento standard, a confronto con il solo trattamento standard, in una popolazione di bambini (età 2-5 anni) con autismo. Dallo studio emerge che l’intervento non produce miglioramenti sulla gravità dei sintomi dell’autismo (outcome primario, item su comunicazione sociale,…), ma determina un miglioramento nell’interazione genitore-bambino (outcome secondario, così come rilevato da tre componenti importanti della interazione: la frequenza con la quale all’iniziativa comunicativa del genitore corrisponde una risposta “sincrona”del bambino, la frequenza delle comunicazioni avviate dai bambini e il tempo speso in attenzione reciproca condivisa”).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La valutazione dell’efficacia a lungo termine, può essere condotta anche confrontando lo sviluppo di bambini sottoposti a trattamenti diversi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A pagina 44 del documento, si legge
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “… I dati prodotti dalla metanalisi su studi di coorte concorrenti hanno dimostrato che l’ABA è superiore all’educazione speciale per vari outcome (comportamenti adattativi, comunicazione/ interazione, comprensione e espressione linguistica, funzionamento intellettivo) nel medio termine (12 mesi), ma non nel lungo termine (3 e 9 anni).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dai pochi RCT inclusi nella revisione sistematica risulta che quando l’intervento ABA è posto a confronto con altri modelli di intervento altrettanto strutturati, come il DIR (Developmental individual-difference relationship based intervention), oppure con interventi strutturati che racchiudono alcuni elementi del modello ABA stesso, non emergono differenze di efficacia. Non sono quindi disponibili dati definitivi a sostegno dell’efficacia del modello ABA secondo il metodo Lovaas rispetto ad altri trattamenti attivi e altrettanto strutturati, cioè non ci sono ancora dati sufficienti per stabilire quale tra i vari modelli strutturati di intervento terapeutico sia il più efficace”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso la ricerca in età evolutiva si concentra su 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          studi di prognosi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè lavori che analizzano l’andamento della salute di gruppi di bambini, per individuare, a posteriori, gli elementi predittivi di una certa situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi sono poi ricerche di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          meta-analisi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , in cui il confronto è operato partendo dalla letteratura esistente per analizzare in dettaglio i molti studi realizzati sullo stesso argomento, tra loro omogenei in quanto basati sugli stessi parametri di valutazione. La utilità delle meta-analisi deriva dalla possibilità di paragonare i vari studi, quindi di valutare la validità dei risultati alla luce di altri particolari, quali campioni poco numerosi o distorsioni dovute all’eterogeneità delle variabili che emergono dal confronto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A pagina 49 e 50 si legge
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .. “ per quanto riguarda il QI l’ABA, rispetto all’intervento di controllo, ottiene maggiori miglioramenti sia sul QI totale (18 studi…) sia sul QI non verbale (10 studi). Per quanto riguarda il linguaggio l’ABA, rispetto all’intervento di controllo, ottiene maggiori miglioramenti su tutte e tre le misure di esito considerate: linguaggio ricettivo (11 studi…) linguaggio espressivo (10 studi…) e abilità generali di linguaggio (5 studi ).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per quanto riguarda i comportamenti adattativi l’ABA, rispetto all’intervento di controllo, ottiene maggiori miglioramenti in tutte le aree valutate: comunicazione (11 studi…), abilità di vita quotidiana (11 studi…), socializzazione (11 studi…), abilità motorie (3 studi…) e comportamenti adattativi in generale (cioè punteggio ottenuto combinando le 4 aree analizzate, 15 studi…).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I risultati sono gravati da elevata eterogeneità (vedi valori di I2, nella maggior parte dei casi &amp;gt;75%) e da publication bias”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Etica e ricerca di efficacia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella mente di un ricercatore, specialmente quando l’obiettivo è migliorare la salute delle persone, dovrebbero essere sempre presenti 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          problemi etici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , riferibili ai possibili conflitti di interesse, alla selezione del gruppo di controllo, alla scelta del disegno sperimentale. In particolare, è evidente che le persone appartenenti ai gruppi di controllo non possono avvalersi dei possibili vantaggi derivanti dall’efficacia del trattamento oggetto di studio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per minimizzare questo aspetto, in alcuni casi il gruppo di controllo è costituito da persone che non possono accedere al trattamento per motivi indipendenti dalla ricerca, quali incompatibilità organizzative, distanza, tempi d’attesa ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A pagina 28, uno studio analizza l’efficacia di un trattamento mediato dai genitori, operando il confronto con un gruppo di bambini di pari livello, non sottoposti a trattamento perché in lista d’attesa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “… Il primo studio … indaga l’efficacia di un intervento di affiancamento dei genitori finalizzato a facilitare le capacità di socializzazione con i propri coetanei (Parent-assisted social skills intervention) in una popolazione di soggetti con disturbi dello spettro autistico e QI verbale =70, a confronto con un gruppo inserito in una lista di attesa, che riceverà lo stesso intervento, ma ritardato nel tempo…”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A pagina 41, nell’esaminare alcuni studi sull’efficacia del Metodo Teacch, il confronto è operato tra tre gruppi di bambini, due dei quali hanno ricevuto il trattamento in oggetto, seppure con modalità diverse, mentre l’ultimo non è stato coinvolto in un metodo educativo specifico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “… Lo studio … condotto in Italia, fornisce i dati del follow up di lungo periodo (3 anni) di un confronto tra 3 gruppi di intervento: il primo gruppo è costituito da soggetti che ricevono il programma TEACCH in un contesto naturalistico (i genitori hanno seguito un training specifico TEACCH); il secondo gruppo è formato da soggetti che ricevono il programma TEACCH in un contesto residenziale; del terzo gruppo fanno parte soggetti inseriti in un contesto scolastico inclusivo senza un metodo specifico educativo (non TEACCH)….
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dai risultati emerge che entrambi i programmi TEACCH (erogati nel setting naturalistico e in quello residenziale) producono esiti significativamente migliori rispetto al confronto e non ci sono differenze di efficacia tra i due programmi. In particolare, entrambi i programmi risultano più efficaci del confronto nel migliorare la motricità grossolana (ma non quella fine), le performance cognitive (misurate alla scala Psycho Educational Profile – Revised, PEP-R), la socializzazione e i comportamenti mal adattativi…”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Negli studi 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          randomizzati
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (random significa casuale), le persone vengono assegnate casualmente al gruppo sperimentale o a quello di controllo, secondo procedure che garantiscono sia l’imparzialità della scelta, sia l’omogeneità dei due gruppi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I lavori considerati più rigorosi e attendibili, sono quelli in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          doppio cieco
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . In questi studi, per ridurre le principali fonti di errore, le diagnosi sono fatte da specialisti diversi da quelli che erogano il trattamento; i riabilitatori, come pure coloro che registrano o analizzano i dati, sono lasciati all’oscuro delle ipotesi del ricercatore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche le persone che ricevono il trattamento, dovrebbero ignorare l’appartenenza al gruppo sperimentale o a quello di controllo; o, quantomeno, dovrebbero essere all’oscuro di quale sia la variabile oggetto di studio, per evitare l’interferenza di fenomeni tipo effetto placebo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Chi partecipa a progetti di ricerca dovrebbe essere sempre informato del fatto che i procedimenti cui verrà sottoposto non si configurano al momento come cure certe, tranne quando essere a conoscenza di sottoporsi a un trattamento sperimentale potrebbe inficiarne l’efficacia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Solo quando i risultati di una ricerca sono confermati da successivi studi e il vantaggio del trattamento oggetto di sperimentazione viene confermato, la sua somministrazione cessa di essere sperimentale, per passare alla fase di utilizzo nella pratica assistenziale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In realtà, nel variegato mondo dei servizi psico-socio-educativi, abbiamo assistito frequentemente a un iter differente: molti trattamenti sono stati a lungo inseriti nella pratica assistenziale e riabilitativa ordinaria, per essere sottoposti solo successivamente a verifica sperimentale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In tutti questi casi, la ricerca di efficacia ha dovuto prima raccogliere i numerosi e spesso disomogenei dati delle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ricerche retrospettive
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , e poi allestire protocolli di valutazione propriamente detti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Partecipare a studi sperimentali è un’attività che solo indirettamente e solo successivamente potrà essere utile ai singoli pazienti, in quanto essi si avvantaggeranno davvero della ricerca, solo al suo termine, assieme a molte altre persone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prima di questo momento, un paziente che partecipa a uno studio sperimentale, mette a disposizione la propria persona per far acquisire informazioni a beneficio di tutti gli altri. Questo è il motivo per il quale, di norma, la partecipazione a protocolli di ricerca per la sperimentazione di un trattamento, non dovrebbe rappresentare un costo economico per i pazienti. Le ricerche, gestite presso enti di ricerca, prevedono sempre la gratuità per i partecipanti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone affette da patologie hanno tutto l’interesse a promuovere ricerche e a conoscerne i risultati, per poter ottenere al più presto la diffusione delle conoscenze, presso coloro che si occupano di erogare servizi alla persona o di pianificare politiche sanitarie.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Parallelamente, vi è l’interesse, da parte di coloro che lavorano nei servizi alla persona, ad accedere a conoscenze aggiornate, per poter migliorare costantemente la qualità dei servizi erogati. In realtà non è possibile, e forse neppure utile, replicare pedissequamente nella pratica clinica, i risultati delle ricerche sperimentali. Questo perché, di fatto, le persone dei gruppi studiati sono molto meno eterogenee e complesse degli effettivi utenti dei servizi, che spesso si differenziano per molte caratteristiche, non ultima la presenza di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          doppie diagnosi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè più di una problematica sanitaria alla volta, oppure di quadri clinici non convenzionali. Per questo motivo le decisioni riguardo ai trattamenti dovrebbero essere determinate dall’aggiornamento delle conoscenze, dalle caratteristiche e dalle opinioni del paziente, oltre che dalle possibilità del contesto di applicazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un buon clinico dovrebbe essere abituato a porsi domande, in modo che la conoscenza di una nuova persona o di una situazione particolare, gli susciti dei quesiti, utili a orientare la sua ricerca di informazioni per indirizzare al trattamento. Avere la laicità e libertà intellettuale necessaria per tollerare di modificare le proprie abitudini terapeutiche, grazie alle nuove conoscenze, è indispensabile per contribuire a creare salute
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 15:15:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/la-valutazione-di-efficacia-nei-trattamenti</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>La comunicazione della diagnosi e la relazione genitore/bambino</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/la-comunicazione-della-diagnosi-e-la-relazione-genitorebambino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Riflessioni sulla comunicazione della diagnosi e la relazione genitore /figlioMolti genitori sentono come un problema importante quello che riguarda l’atteggiamento da avere nei riguardi dei loro figli, in merito a cosa e quanto comunicare, in caso il bambino abbia una malattia grave oppure una condizione che crea particolari svantaggi e disabilità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La comunicazione della diagnosi, specialmente se essa riguarda una condizione per la quale non esistono rimedi di guarigione, è sempre un momento molto difficile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È arduo per un medico giungere alla conclusione di non poter fare niente per sollevare una persona da un malanno che potrebbe essere causa una grave limitazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È difficile per chi soffre, comprendere subito realmente il significato di una diagnosi di una malattia non guaribile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La frattura che si crea nella vita di una persona quando si imbatte in un evento traumatico di questo genere, come in una malattia, crea un effetto particolare. Da quel momento cambia completamente per la persona la percezione della situazione. È come se nulla fosse come prima. Sicuramente la comunicazione della diagnosi di una malattia grave è un evento importante da gestire. Comunicare non significa soltanto dare la notizia, bensì dovrebbe comportare anche aiutare attivamente la persona a comprendere e a disporsi nel modo migliore possibile nell’affrontare la nuova situazione. Questo non può avvenire in un momento solo, ma è un processo composto da varie fasi, con un andamento differente da persona a persona, che comporta quindi una evoluzione individuale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo si complica quando si ha a che fare con bambini, perché vi sono elementi di complessità che derivano dal fatto che occorre gestire sia la condizione del bambino stesso, sia la reazione alla diagnosi del genitore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte i genitori riflettono nuovamente sulla diagnosi e sulla definizione della condizione del loro bambino, nel momento in cui si pongono il proposito di comunicarlo al bambino stesso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È assolutamente legittimo per un genitore decidere quali siano i tempi, i modi e le informazioni che è giusto comunicare. Nessuno più di lui ha il diritto di scegliere queste cose. Sicuramente però può essere oggetto di molti dubbi e preoccupazioni per un genitore, pensare come e quando farlo, e a volte potrebbe servirgli chiedere sostegno e consiglio sul da farsi a persone da lui ritenute esperte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso questa è l’occasione nella quale il genitore deve ripensare alla malattia del figlio ed alle sue conseguenze, perché si pone il problema di proteggere ed aiutare il bambino stesso a comprenderla, ad affrontarla, ad affrontare le altre persone che ne parlano oppure che gli chiedono.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il genitore si interroga se è possibile dare una descrizione comprensibile di questa condizione al bambino, e lo farà tanto più facilmente quanto più egli stesso avrà un atteggiamento chiaro e ben definito rispetto alla situazione del figlio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Di solito i genitori si pongono il problema di come presentare, come chiamare o come commentare la malattia, le cure, le conseguenze pratiche, perché sentono una difficoltà specifica nel farlo, e perché intuiscono che ciò potrebbe essere doloroso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sicuramente questa attenzione e questo timore sono il segno che si tratta di un tema delicato, di un momento importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte esiste qualche novità che utile chiarire, specialmente se vi è un cambiamento clinico, oppure un qualche evento da gestire, una nuova abitudine da assumere, un ricovero, alcune medicine, oppure nuovi oggetti o ausili che prima non facevano parte della vita del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I cambiamenti e gli atti che riguardano il bambino e la sua famiglia dovrebbero essere annunciati e presentati, per consentire al bimbo di avere una rappresentazione sana e realistica di quello che sta succedendo, e per metterlo in condizioni di avere elementi di spiegazione e previsione di ciò che succederà in futuro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il genitore comunica anche il proprio stato emotivo rispetto alle cose di cui parla o durante il proprio comportamento, e a volte quindi anche l’ansia, la rabbia o la disperazione che possono essere la sua comprensibile reazione alla situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Purtroppo a volte il bambino apprende implicitamente alcuni atteggiamenti, ad esempio impara a temere le visite mediche o alcune persone, a non riconoscere comportamenti che possono derivare dalla malattia, oppure a non collegarli ad essa, come se si trattasse di qualcosa di completamente scollegato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sebbene comunicare alcune informazioni delicate ad un bambino possa essere sicuramente difficile, spesso potrebbe essere utile farlo, perché il dolore che il bimbo può provare è senz’altro minore del disagio prolungato e continuo che potrebbe avere nel vivere qualcosa che non comprende, che lo spaventa comunque (anche perché gli adulti gli sembrano spaventati), qualcosa che sembra far parte di un grande segreto che lo riguarda, ma che non riesce a cogliere. È senz’altro duro per un bambino comprendere di avere dei limiti, ad esempio capire di non poter fare alcune cose, oppure di poterne fare altre ma con modalità parzialmente differenti da quelle che usano i suoi compagni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È senz’altro utile per lui sapere che queste limitazioni non dipendono da una sua colpa o da una sua personale incapacità, ma che esse derivano da qualcosa che nessuno ha scelto e che non si può togliere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le malattie non scelgono le persone, così come le persone non scelgono le malattie, quindi avere una malattia non significa essere stato più cattivo, meno furbo, più sbagliato, anzi siccome è più difficile fare le cose malgrado certi impedimenti, sicuramente quel bambino è molto più bravo degli altri, dato che riesce a fare alcune cose partendo da condizioni molto ardue.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La sua situazione è molto più difficile da comprendere per il bambino, se egli non ha la possibilità di conoscere altre persone che hanno condizioni o problematiche simili alle proprie. È come se il bimbo vivesse essendo l’unico speciale, tra tanta gente che funziona in modo diverso da lui . invece, potersi confrontare con qualcuno che gli somiglia per qualche aspetto, consente al bambino di non sentirsi solo, lo aiuta nella lunga strada che lo porterà a distinguere la propria condizione patologica dai propri meriti o demeriti, dal rispetto e dalla stima che nutrirà verso se stesso. . Quindi conoscere persone che positivamente possono fungere da modelli, aiuterà il bambino ad acquisire nella propria identità personale le caratteristiche derivanti dalla limitazione o dagli impedimenti conseguenti, senza sentirsi completamente identificato nella patologia, in quanto anche altre persone, diverse e distinte da lui, hanno quella patologia o quelle caratteristiche, eppure non sono lui.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se si tratta di una condizione o di una minorazione che praticamente esiste da sempre, il bambino è più facilitato nell’inserire tale condizione nel quadro di una propria normalità. In questo caso la malattia e le sue conseguenze possono far parte di quel genere di cose “ordinarie”, ossia facenti parte direttamente dell’identità della persona, perché fanno parte del modo quotidiano di vivere se stessi e di affrontare le cose.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso alcuni bambini imparano a dedurre la loro condizione dai comportamenti degli adulti, oppure dalle parole di spiegazione dette sotto voce, che i gli adulti accennano in varie situazioni sociali o familiari. In questo senso, qualche volta, questi bambini, ai quali non si parla delle loro malattie per timore di svelare loro un doloroso segreto, pensano di essere loro stessi depositari di informazioni riservate, che non dicono ai genitori per timore di dare loro un dispiacere, o perché hanno imparato che di quell’argomento, evidentemente è bene non parlare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non è quindi raro riscontrare situazioni familiari nelle quali ciascuno dei componenti, adulti e piccini, desidererebbe tanto trovare ascolto, supporto e condivisione, ma non lo fa per timore di ferire l’altro, oppure perché ha appreso in modo pratico, la regola che quell’argomento è da evitare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte celare la diagnosi o la spiegazione di una condizione patologica non protegge il bambino, bensì lo mette invece in condizione di correre alcuni rischi importanti, come quello di apprendere in modi negativi e dannosi da altre persone una definizione denigratoria della sua condizione o della sua malattia, oppure il rischio di perdere la fiducia nel genitore quando si accorge che egli gli nasconde qualcosa di importante che lo riguarda.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per il genitore provare fatica e difficoltà nel dover comunicare queste cose non significa che non ne sarà capace, ma è il segnale della consapevolezza di stare per affrontare un tema delicato ed importante. Pensare a come farlo è già un ottimo modo di cominciare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          è importante che il genitore conosca i propri atteggiamenti e sentimenti rispetto ai temi che intende affrontare con il bambino, per evitare di comunicarli in modo inadeguato o involontariamente dannoso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore sente la necessità, egli può parlare con suo figlio in presenza di un’altra persona, in caso questo lo faccia sentire più sicuro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          è importante utilizzare parole semplici ma precise, in relazione all’età, alla personalità, alla maturità emotiva ed alle possibilità di comprensione del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          è importante predisporsi a comunicare in modo chiaro ma senza avere fretta di aggiungere dettagli e particolari, se non prima di aver verificato che il bambino abbia compreso tutto ciò che è stato detto fino a quel momento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando le cose di cui parlare potrebbero risultare complicate o significative, è importante fermarsi spesso, per accogliere le reazioni del bimbo. Esse possono andare dalla reazione emotiva più forte, fino l’evitamento più totale. È importante pensare che anche l’atteggiamento del bambino si snoda in un processo dinamico, che attraversa varie fasi e cambiamenti. Quindi, anche se a volte il bambino ci chiude la porta comunicando la sua indisponibilità a approfondire, è molto importante rispettare questo, e contemporaneamente lasciare sempre al bimbo una possibilità futura di continuare il discorso quando egli si sentirà di farlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò è molto importante, perché è frequentissimo riscontrare bambini molto interessati a temi che li riguardano, ma molto in difficoltà nell’affrontarli. Conseguentemente, questi bimbi tenderanno a voler sapere e capire, ad ascoltare ciò che li riguarda, anche senza che gli adulti se ne accorgano. Nonostante ciò, essi non sembrano sempre in condizioni di sostenere una conversazione in merito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò è perfettamente naturale e non deve spaventare il genitore. Si tratta semplicemente del segnale che il bambino è interessato, ma allontanandosi, egli ci comunica di aver bisogno di tempo per elaborare emotivamente le informazioni che ha ottenuto su se stesso. È importante che egli sappia che può contare sugli adulti, quando vorrà riavvicinarsi per poter continuare a capire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In ogni caso, per quanto possibile, è sempre utile indicare al bambino una possibilità di affrontare le situazioni che gli si prospettano. Si dovrebbe poter indicare al bambino una maniera per gestire le cose. Anche quando non è possibile trovare una soluzione pratica agli eventi, è importante, dopo avere ascoltato e compreso i sentimenti del bambino, prospettare una soluzione emotiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte compiere assieme delle azioni che per l’adulto potrebbero essere considerate puramente simboliche, potrebbe essere molto utile per il bambino, ad esempio conversare di un argomento delicato in compagnia di una bambola o di un orsacchiotto preferito dal bambino, chiudere una paura in una scatolina perché non torni a spaventarci nella notte, disegnare o giocare con dei burattini drammatizzando come si vorrebbe che andassero le cose, inventare assieme una canzone consolatoria da cantare nei momenti difficili, e mille altre azioni delicate e caldamente comprensive che rispecchiano le esigenze di quello specifico bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%288%29.jpg" length="384275" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 14:49:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/la-comunicazione-della-diagnosi-e-la-relazione-genitorebambino</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicologia dell' handicap,Supporto Psicologico,Sostegno alla Genitorialità,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%288%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%288%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Servizi integrati Blind Verbal Behavior. Presa in carico della persona, consulenza e formazione.</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/servizi-integrati-blind-verbal-behavior-presa-in-carico-della-persona-consulenza-e-formazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo studio offre un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          servizio integrato
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , al bambino, ai genitori e alle figure educative.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La persona con disabilità può effettuare trattamenti abilitativi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I genitori vengono supportati con consulenze e sostegno.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Gli insegnanti e gli altri educatori vengono seguiti nello svolgimento del progetto educativo e possono frequentare i nostri corsi per aumentare le loro competenze.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Di fronte alle difficoltà di apprendimento del linguaggio ed ai comportamenti problema è necessario fornire soluzioni adeguate alle esigenze del bambino, dei genitori, degli educatori, degli insegnanti.
           &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
           IL
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          BVB Blind Verbal Behavior
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          nasce dall’esperienza lavorativa con bambini e ragazzi con deficit visivo, disturbo della comunicazione, disturbi dello spettro dell’autismo e altre patologie complesse.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Servizi per la persona e la famiglia
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come si può aiutare mio figlio a comunicare le proprie esigenze?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Perché mio figlio ripete a memoria intere canzoni ma non sa dirmi cosa ha fatto a scuola?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Perché si picchia invece di dirmi cosa gli dà fastidio?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Perché alcune volte comincia a mordermi o a picchiare e a scagliare oggetti, senza che sembri ci sia un motivo?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Come posso evitare che passi il suo tempo trastullandosi con oggettini sonori o da mordere ?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste sono solo alcune delle domande che il genitore può porsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per rispondere a questi e ai numerosi altri interrogativi e bisogni della persona e dei genitori, lo studio mette a disposizione:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Trattamenti abilitativi per sviluppo del linguaggio e / o riduzione di comportamenti problema
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Incontri di parent training e sostegno alla genitorialità
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Valutazione delle competenze verbali e consigli pratici per la strutturazione del percorso educativo;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Analisi dei comportamenti problema e programma di intervento educativo e ambientale per la loro riduzione
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Servizi per la scuola e gli educatori
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sappiamo con certezza che alcuni problemi possono avviarsi ad una soluzione, soltanto se il lavoro coinvolge la famiglia e la rete intorno al bambino, a cominciare dalle figure educative che lo seguono a casa e a scuola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutti devono comprendere le modalità espressive del bambino e adottare le tecniche corrette per aiutarlo a conoscere il mondo intorno, a sviluppare un linguaggio funzionale e un comportamento sociale adeguato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo aiutiamo gli educatori e tutti quelli che seguono la persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come posso evitare che si disinteressi alla lezione?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come posso favorire la relazione con i compagni ?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come insegnargli senza che necessariamente mandi tutto a memoria?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come evitare che sia aggressivo quando gli chiedo di impegnarsi?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Per questi e altri quesiti dei docenti e delle figure educative scolastiche, lo studio offre:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           consulenza periodica agli insegnanti per lo sviluppo delle competenze verbali e per la gestione e riduzione dei comportamenti problema.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           partecipazione ai GLH per pianificare, seguire e valutare il progetto educativo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Corsi di formazione per le figure educative (insegnanti, assistenti, educatori).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli insegnanti e gli altri educatori possono frequentare i nostri corsi di formazione per apprendere le tecniche e le metodologie migliori per lavorare con il proprio alunno o utente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I corsi Blind Verbal Behavior costituiscono un’opportunità concreta per gli operatori di aumentare le loro competenze e proporsi come operatori esperti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si svolgono durante il fine settimana. Si tratta di sei moduli di FORMAZIONE per OPERATORE BLIND VERBAL BEHAVIOR, secondo un percorso formativo completo per lavorare con bambini e ragazzi con deficit visivo e disturbo della comunicazione o dello spettro dell’autismo o altre patologie complesse.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La frequenza dei corsi dà accesso alla supervisione successiva per essere seguiti, supportati e poter perfezionare il proprio modo di lavorare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come posso adattare i testi alle esigenze di comprensione del mio alunno?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Come posso insegnargli ad essere più autonomo a casa?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quali facilitazioni devo attuare per consentirgli una relazione diretta con i suoi compagni?
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Come posso pretendere che si impegni e raggiunga dei risultati positivi, senza incorrere nella frustrazione e in risposte negative e di rifiuto
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste alcune delle domande alle quali il percorso formativo per operatore Blind Verbal Behavior offre una risposta, teorica, pratica e concreta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Deficit visivo e disturbi dello spettro dell’autismo: comportamento sociale e sviluppo del linguaggio.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Dal comportamento problema alla richiesta. Guidare a saper chiedere: criteri e tecniche operative.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            Nomi, oggetti, azioni.
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Conoscere e comunicare sul mondo intorno.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Abilità ricettive e protoconversazione. Insegnare ad ascoltare, comprendere, rispondere.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           In cammino verso le autonomie. Tecniche per insegnarle in situazione di deficit visivo e patologie complesse.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Come rendere comprensibile un testo. Una guida per insegnanti ed educatori alle prese con persone con bisogni speciali.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Elenco corsi:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%287%29.jpg" length="306743" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 14:38:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/servizi-integrati-blind-verbal-behavior-presa-in-carico-della-persona-consulenza-e-formazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">Blind Verbal Behavior,Disabilità visiva,Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%287%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%287%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Intervento precoce</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/intervento-precoce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per la fascia d’età 0-4 anni
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          è molto importante intervenire prima possibile per consentire al bambino di svilupparsi armoniosamente e per trattare e prevenire i disturbi ed i ritardi dello sviluppo che sono consueti esiti di varie patologie neonatali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento precoce inoltre consente ai genitori di essere aiutati per comprendere i bisogni importanti del bambino e per sostenerlo nel suo crescere quotidiano . il trattamento di intervento precoce migliora anche la relazione genitore -bambino, aumentando significativamente il benessere e la salute del piccolo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento precoce si svolge in ambiente protetto, con trattamenti da 50 minuti ciascuno è racomandato da neonatologi, pediatri, neuropsichiatri infantili e da tutti quei clinici che dopo il ritorno a casa dalle cure ospedaliere, affidano i loro piccoli pazienti a professionisti esperti nella crescita e nella riarmonizzazione del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento precoce Favorisce lo sviluppo del bambino nel periodo di sua maggiore plasticità. Realizzato in équipe con il mio staff, comprende:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Integrazione plurisensoriale
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Stimolazione Basale
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Massaggio infantile
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Assistenza al genitore
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Ottimizzazione degli ambienti di casa
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Monitoraggio delle tappe della crescita e consulenza agli educatori nelle attività abilitative, educative e di gioco.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il Progetto “Primi traguardi”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È un Percorso di intervento precoce composto di attività all’interno dello studio, svolte in ambiente protetto e con particolari caratteristiche, ed interventi a domicilio, che servono per agire direttamente sulla crescita quotidiana e sulle abitudini familiari, instaurando un clima e attuando condizioni che favoriscono e stimolano la crescita ed il benessere psicofisico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli interventi allo studio del progetto Primi traguardi:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           abilitazione plurisensoriale
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ una attività abilitativa per il bambino e si svolge in ambiente e con materiali ad alta percettibilità. Mira al Potenziamento dei sistemi sensoriali e della capacità di elaborare i dati provenienti dai vari organi di senso per accelerare lo sviluppo, migliorare la capacità di apprendimento e l’integrazione sensoriale è molto utile in caso di deficit sensoriali e danni neurologici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           intervento di sostegno alla genitorialità
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ una attività di consulenza specializzata verso i genitori, che si svolge nelle fasi più importanti della crescita del bambino, fornisce ai genitori i consigli e gli strumenti necessari per assumere un approccio educativo e relazionale adeguato con il bambino, riappropriandosi della funzione genitoriale diminuendo così il loro senso di disagio e disorientamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           attivazione relazionale
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ una attività rivolta al bmabino di abilitazione psicologica che stimola la comparsa delle abilità relazionali di base e lo sviluppo del linguaggio espressivo e funzionale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           massaggio infantile
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ una attività di stimolazione profonda che si svolge con il bambino, piacevole ed intima che viene insegnata ai genitori, per contribuire alla stimolazione del sistema nervoso e sensoriale e delle capacità relazionali . inoltre favorisce il contatto e la modulazione delle emozioni, e consente una relazione armoniosa e serena . è anche molto utile successivamente alle fasi travagliate e traumatiche delle ospedalizzazioni e delle cure dolorose ed invasive.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Mira quindi a fornire ai genitori un mezzo per comunicare ed essere in contatto con il proprio bambino e stimolarne la crescita e la salute, rafforzando il legame di attaccamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           gioco guidato in piccolo gruppo
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attività svolta per favorire gli apprendimenti cognitivi e sociali e il benessere psico-fisico del bambino in un contesto ludico, altamente motivante, offrendo contemporaneamente ai genitori un repertorio di attività ludiche da proporre ai loro bambini anche nel tempo libero /a domicilio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          GLI Interventi a domicilio del progetto Primi traguardi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           consulenza ambientale a domicilio
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          E’ una consulenza specifica degli aspetti percettivi dell’ambiente domestico per dare suggerimenti su come utilizzarlo in modo funzionale alle capacità esplorative ed esigenze del bambino anche in funzione al raggiungimento della massima autonomia possibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’obbiettivo è l’individuazione di tutte le stimolazioni possibili utilizzando le risorse dell’ambiente quotidiano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           seduta di educazione al pasto
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ un intervento educativo che mira alla Valorizzazione del pasto come routine quotidiana dall’alta valenza educativa, caratterizzato da un’intensa e significativa relazione tra madre e bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           bagnetto sensoriale
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ una attività specifica e altamente stimolante oltre che piacevole, che viene insegnata al genitore, per la Facilitazione dello sviluppo dell’immagine di sé attraverso esperienze corporee plurisensoriali consente un profondo contatto affettivo tra genitore e bambino, che può favorire il rilassamento e normalizzare il ritmo sonno-veglia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%284%29.jpg" length="97317" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 14:18:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/intervento-precoce</guid>
      <g-custom:tags type="string">Assistenza al genitore,Psicologia dell' handicap,Sostegno alla Genitorialità</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%284%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%284%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sostegno psicologico per bambini non vedenti</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-per-bambini-non-vedenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Problemi bambino non vedente
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I primissimi anni della vita di un bambino con disabilità visiva sono caratterizzati da una serie di esperienze emotivamente significative, in parte dovute direttamente alle conseguenze delle problematiche fisiche da cui è affetto il bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La minorazione visiva precoce, con il suo carico di esperienze cliniche e sentimenti correlati, può portare con sé una serie di conseguenze psicologiche e comportamentali, delle quali solitamente osserviamo gli effetti in seguito l’età di insorgenza della minorazione visiva, è molto importante per comprendere il funzionamento e le varie caratteristiche della persona, perché ci fa capire le condizioni nelle quali si sono sviluppate le varie funzioni psicofisiche. Infatti la mancanza della vista conduce all’attivazione di una serie di funzioni compensative, sia dal punto di vista percettivo che difensivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attraverso varie ricerche, ormai si è giunti alla conclusione che la minorazione visiva dalla nascita determina un ritardo transitorio del raggiungimento delle tappe dello sviluppo rispetto alla popolazione normale, con un massimo picco nella seconda infanzia, (dal secondo al quarto anno di vita ) con particolare riguardo allo sviluppo psicomotorio, all’età di esordio e agli aspetti pragmatici e contenutistici del linguaggio verbale, ai processi cognitivi, specie per le operazioni infralogiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa differenza tende a diminuire fino ad annullarsi nell’età adolescenziale, con il raggiungimento della fase delle operazioni formali e del consolidamento del pensiero astratto. Ma, questo recupero di solito, non avviene in modo automatico. Il bambino con problemi di vista dalla nascita va incoraggiato a contrastare l’inibizione esploratoria, che si manifesta con una certa ritrosia nell’esplorazione grossomotoria e motoria fine, in una tendenza alla chiusura relazionale, ed in una difficoltà a comprendere l’aspetto significativo implicito del comportamento umano e a reagire ad esso in modo interattivo. Tutto questo può condurre ad una scarsità di esperienze concrete ed interpersonali significative, condizione che può essere alla base di una serie di problemi dello sviluppo, secondari alla minorazione visiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque, più precocemente possibile ed in tutto l’arco della crescita, e specie nei periodi in cui si possono riscontrare dei ritardi transitori, è necessario intervenire con appropriate azioni educative e abilitative, affinché tale situazione non possa causare delle problematiche di sviluppo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Non esiste un rapporto lineare tra la mancanza della vista dalla nascita ed un ritardo nell’acquisizione delle varie tappe di sviluppo. Tuttavia il grave deficit visivo primario, come le ricerche dimostrano, funziona come un significativo fattore di rischio. È possibile individuare alcune variazioni statisticamente significative nei tempi di acquisizione di alcune tappe motorie, delle competenze di tipo spaziale, dello sviluppo cognitivo e del linguaggio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Purtroppo non esiste una letteratura ampia, tesa ad osservare qualitativamente e quantitativamente questi fenomeni. E agli adulti, ma il più delle volte si devono utilizzare test realizzati appositamente per bambini, anche in condizioni particolari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche l’aspetto relazionale viene spesso condizionato dalla minorazione visiva, e ciò perché viene alterato il canale primario di comunicazione nelle relazioni che sono alla base dello sviluppo affettivo. La mancanza della vista diviene un potente fattore di rischio di isolamento tutte le volte che gli adulti significativi non sono in grado o non possono trovare canali di comunicazione alternativi a quelli normali, basati sul contatto oculare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oltre a ciò, ulteriori fattori secondari concorrono a condizionare l’andamento delle relazioni di attaccamento. Si pensi soltanto alla difficoltà da parte dei genitori ad essere un sostegno sicuro, nel momento in cui debbono, essi stessi, gestire il dolore e l’ansia connessa al vissuto di una malattia fisica così grave del loro bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La mancanza primaria della vista, inoltre, sembra indurre la strutturazione di uno stile di conoscenza basato sulle caratteristiche precipue dei sensi residui (in special modo il tatto, caratterizzato dall’analiticità e dalla mancanza di simultaneità e di globalità).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se da una parte l’insorgenza della cecità precoce porta con sé le problematiche specifiche appena accennate, dall’altra parte la plasticità ed adattabilità dell’organismo all’inizio dello sviluppo consentono una possibilità di adattamento che si rivela molto preziosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La perdita della vista in età successive, sebbene consenta l’acquisizione di esperienze, concetti e funzionalità, propri dei bambini vedenti, può condurre a importanti problemi di adattamento, lutto e perdita, oltre che a tutta una serie di reazioni postraumatiche e legate alla modificazione dell’immagine di sé.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Molto spesso i bambini con patologie visive sono anche costretti a sottoporsi a moltissime attività di diagnosi e cura, con svariati accertamenti ed approfondimenti, in relazione al tipo di situazione clinica. Tutto ciò non è mai privo di significati emotivi di vario genere, con vissuti di ansia e fragilità. I bambini con patologie non stabilizzate vivono spesso una condizione di provvisorietà che favorisce un’attenzione ansiosa da parte degli adulti, condizione particolarmente pesante da sopportare. .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo stato di tensione coinvolge e si riverbera reciprocamente tra il bambino e le altre figure importanti della famiglia per la prevenzione, la gestione ed il trattamento delle problematiche qui riportate si vedano le sezioni dedicate ai servizi proposti dallo studio e gli approfondimenti, in particolare le sezioni
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/intervento-precoce"&gt;&#xD;
        
           Intervento precoce
          &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/parent-training-roma"&gt;&#xD;
        
           Parent Training
          &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/sostegno-psicologico-per-bambini-ipovedenti"&gt;&#xD;
        
           Sostegno psicologico per bambini ipovedenti
          &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/lipovisione"&gt;&#xD;
        
           Ipovisione
          &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/deficit-visivo"&gt;&#xD;
        
           Deficit visivo
          &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2813%29.jpg" length="148149" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 14:04:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-per-bambini-non-vedenti</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2813%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2813%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sostegno psicologico per bambini ipovedenti</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-per-bambini-ipovedenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sostegno psicologico per il bambino ipovedente
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento è globale e mira a evitare e recuperare i ritardi di sviluppo derivanti dal deficit visivo, aiutare il bambino ad attivare capacità compensative, svilupparsi armoniosamente sotto il profilo emotivo, cognitivo e della comunicazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento si svolge in un ambiente percettivamente facilitato. Il mio studio è infatti dotato di accorgimenti e caratteristiche visive (cromatiche, ambientali e di illuminamento ), specificamente adeguate alle persone ipovedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Uno dei più importanti aspetti della abilitazione del bambino con deficit visivo, consiste nell’apprendere ad utilizzare le informazioni a sua disposizione, attuare strategie per attivare una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attenzione selettiva 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dedurre 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          a partire da 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          indizi percettivi 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          significativi, avere un atteggiamento il più possibile concentrato e privo di ansia per poter comprendere ed agire secondo strategie percettivo-cognitivo-motorie efficaci
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          comprensione delle esigenze percettive 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          delle persone con deficit visivo è un elemento determinante per consentire alla persona di funzionare al meglio, rispettando le sue necessità, potenziando al massimo le sue capacità, ae facilitando l’uso degli altri sensi..
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Una abilitazione psicologica deve rispettare l’organizzazione percettiva, emotiva e cognitiva del bambino con problemi di vista.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento dovrebbe essere il più precoce possibile
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’obiettivo del mio intervento è quello di perseguire il benessere del bambino, per consentirgli di svilupparsi pienamente, compensare le carenze determinate dal deficit visivo, acquisire la capacità di relazionarsi con i propri simili, evitare i meccanismi di ipercompensazione, ansia da prestazione e difesa, derivanti dall’esperienza di non essere compreso nelle proprie necessità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il trattamento psicologico si svolge con cadenza settimanale.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Oltre all’intervento dedicato specificamente al bambino, dedico attenzione verso la famiglia e la rete degli educatori nel loro difficile e importante ruolo.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo spesso attuo anche un sostegno specifico per i genitori. Inoltre, in alcuni casi è indicato un intervento di Parent Training, ciò è un lavoro sistematico periodico con i genitori per aiutarli ad avere il giusto approccio operativo e a superare le difficoltà personali riguardo all’ipovisione del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È parte del mio lavoro, il collegamento e la collaborazione con gli insegnanti e gli educatori, per adeguare l’intervento educativo alle necessità del bambino sotto il profilo emotivo, cognitivo, percettivo e relazionale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2811%29.jpg" length="122717" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 13:51:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/sostegno-psicologico-per-bambini-ipovedenti</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2811%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2811%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Ipovisione</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/lipovisione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’ipovisione indica una condizione visiva di vista bassa che non può essere eliminata attraverso azioni chirurgiche, mediche, farmacologiche eccetera. Questa condizione non è una malattia, ma può essere il risultato di molte cause. Le persone ipovedenti non posseggono la stessa capacità visiva, perché l’ipovisione è una categoria generica che sta ad indicare capacità visive inferiori rispetto ad alcuni parametri, definiti dalla legge.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone ipovedenti possono raggiungere una qualità della vita soddisfacente, acquisendo capacità e strumenti specifici per utilizzare in modo intelligente le capacità visive residue e compensare la carenza di informazioni attraverso l’acquisizione di metodologie specifiche per utilizzare gli altri sensi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento dello psicologo per aiutare le persone ipovedenti è molto importante in ogni fascia d’età. Per ciascuna situazione occorre perseguire obiettivi importanti utili, dunque esiste una specificità per l’intervento psicologico nel bambino, dell’adolescente, nell’adulto e nell’anziano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I bambini ipovedenti dovrebbero ricevere un intervento il precoce possibile, per contrastare le problematiche psicologiche connesse all’ipovisione alla nascita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Differenti situazioni di Ipovisione
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La legge 138 del 2001 classifica le persone con problemi vi¬sivi in “ipovedenti”, lievi, medi, medio-
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          gravi e gravi, e “ciechi”, parziali o totali, a seconda dell’ampiezza del campo visivo e della acuità della vista. Esistono tuttavia molti altri fattori, che concorrono a determinare le nume¬rose situazioni di ipovisione. Le persone ipovedenti, sebbene siano in gra¬do di utilizzare alcune informazioni visive, possono avere differenti carenze nella loro funzione visiva. Questo determina una qualità delle immagini vi¬sive ed una capacità di utilizzare la vista che varia da persona a persona. Ci possono essere problemi nel riconoscere i colori, le sfumature intermedie tra il chiaro e lo scuro, le forme, le distanze, i dettagli da vicino o da lonta¬no, problemi a vedere immagini poste in una determinata area del campo visivo, o più di una di queste limitazioni messe insieme e con differenti li¬velli di gravità.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si intuisce quindi che, mentre è abbastanza comprensibile sul piano per¬cettivo che cosa si intende per cieco, non è possibile a priori stabilire quale sia la condizione visiva di una singola persona ipovedente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Abilitazione psicopercettiva
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È importante considerare che le problematiche visive, a carico degli organi di senso o del cervello, totali o parziali, determinano una conseguenza nel sistema percettivo, giacché limitano od impediscono la più importante e complessa forma di acquisizione di informazioni che l’essere umano ha a sua disposizione, cioè la percezione visiva.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Conseguentemente, uno dei più importanti aspetti della abilitazione della persona con deficit visivo, consiste nell’apprendere ad utilizzare le informazioni a sua disposizione, attuare strategie per attivare una attenzione selettiva e dedurre a partire da indizi percettivi significativi, avere un atteggiamento il più possibile concentrato e privo di ansia per poter comprendere ed agire secondo strategie percettivo-cognitivo-motorie efficaci .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          I problemi visivi condizionano il modo in cui la persona acquisisce informazioni dall’ambiente e si relaziona ad esso. Quindi il deficit visivo, dal punto di vista psicologico, determina innanzitutto una modificazione dei processi percettivi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Conseguentemente, le persone cieche e quelle ipovedenti posseggono una loro propria modalità di acquisizione delle informazioni e necessità percettive specifiche:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Facilitazioni ambientali e sociali
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          si possono attuare condizioni specifiche che possano agevolare le persone ipovedenti nella percezione dell’ambiente, nell’orientamento, nell’organizzazione dello spazio, nella comunicazione interpersonale, nella gestione dei comportamenti della vita quotidiana personale e lavorativa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La comprensione delle esigenze percettive delle persone con deficit visivo è un elemento determinante per consentire alla persona di funzionare al meglio, rispettando le sue necessità, potenziando al massimo le sue capacità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Integrazione plurisensoriale ed abilitazione all’uso dei sensi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante sottolineare, che le persone ipovedenti possono raggiungere migliori e più adeguati livelli di sviluppo, non solo quando sono messe in grado di utilizzare pienamente le proprie capacità visive, ma anche quando apprendono ad integrare le informazioni visive con tutte le altre informazioni, loro disponibili, provenienti dagli altri sensi. Difatti, è stato dimostrato che l’utilizzo competente e raffinato da parte degli ipovedenti di informazioni acustiche, tattili, olfattive, cinestetiche e propriocettive, è un fattore che aumenta considerevolmente la loro competenza e capacità globale. L’utilizzo dei sensi residui non danneggia e non limita in alcun modo l’uso delle capacità visive della persona . Ciò in quanto è stato dimostrato che il cervello è in grado di integrare ed utilizzare in modo evoluto le informazioni concorrenti, derivanti dai vari distretti percettivi. Conseguentemente una educazione ed una abilitazione delle persone ipovedenti esclusivamente basata sul potenziamento delle capacità visive, appare al giorno d’oggi sconsigliata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Invece, è utile aiutare la persona a focalizzare l’attenzione, educare le competenze di deduzione ed integrazione plurisensoriale dei vari distretti percettivi per sviluppare le proprie capacità in modo sempre più evoluto e bilanciato. Una abilitazione psicologica deve considerare, conoscere e rispettare, l’organizzazione percettiva, emotiva e cognitiva della persona con problemi di vista.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Problemi emotivi connessi alle relazioni sociali e familiari.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono numerosi problemi psicologici connessi alla gestione delle relazioni interpersonali, Indirettamente connessi alla condizione di ipovisione, la quale appare socialmente meno comprensibile e spesso non riconosciuta nella sua peculiarità rispetto a quella di cecità. A volte le persone ipovedenti soffrono perché non sentono le proprie esigenze credute, anche a causa del fatto che la loro condizione è incoerente e dunque diviene poco comprensibile ai più, in quanto comporta necessità e capacità visive fluttuanti, che sono condizionate dalle caratteristiche percettive dell’ambiente, dall’illuminamento, dalle ore del giorno, dall’esistenza o assenza di stimoli disturbanti, dalle differenti capacità di attenzione e concentrazione. Questo contribuisce ad una sorta di incomprensibilità interpersonale e che può condurre ad una sofferenza della persona ipovedente per la mancanza di riconoscimento da parte delle altre persone, delle proprie esigenze e della propria dignità.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quindi, la persona ipovedente può sentirsi forzata a nascondere le proprie difficoltà, in quanto non creduta, giacché per chi non è addentro a questo ambito, è difficile considerare che una persona possa comportarsi dimostrando di avere delle ottime capacità in alcune occasioni, ma, nonostante ciò, avere dei problemi reali in altre. Inoltre, le persone ipovedenti spesso utilizzano strategie specifiche per compiere varie azioni, che possono costare loro molta fatica e concentrazione. Non sempre questo viene riconosciuto loro. E dunque a volte, il fatto di poter notare una persona ipovedente in grado di utilizzare uno smartphone, un computer, camminare da sola per la strada eccetera, può condurre persone non competenti e non esperte a pensare che essa possa ingannare volontariamente, avendo invece capacità visive integre. In realtà, invece, le caratteristiche della persona ipovedente sono talmente varie e talmente variabili, da mostrare comportamenti apparentemente incoerenti tra di loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Subentra quindi un senso di vergogna e di indegnità, ed assieme di paura per le conseguenze di stigmatizzazione di isolamento che la persona teme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo porta la persona a non esprimere in modo chiaro e diretto le proprie esigenze, sia per il timore di non essere creduta, sia per quello di essere accomunata ad una persona cieca.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Vi possono essere altri meccanismi di attribuzione sociale di cui sono oggetto comunemente le persone ipovedenti ed anche le persone cieche. In qualche caso esse sono erroneamente percepite come costantemente bisognose di assistenza e tutela, e viene loro negata la capacità di autogestione, autodeterminazione in un meccanismo che conduce a infantilizzare la persona adulta con disabilità, approssimandola in ogni caso ad un bambino da proteggere, indipendentemente dalla sua condizione ed età anagrafica. Altre volte invece, le persone con deficit visivo sono oggetto di fantasie di attribuzioni di capacità spettacolari emagici poteri, accentuando così l’immagine sociale di straordinarietà ed eccezionalità, tutt’altro che reali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In tutti i casi, gli interventi psicosociali rivolti al benessere ed alla reale inclusione delle persone cieche ed ipovedenti, mirano a restituire loro un realistico ruolo ed una realistica immagine sociale, restituendo dal punto di vista lavorativo, scolastico e familiare un equilibrio corretto tra il giusto riconoscimento delle esigenze specifiche, e l’evitamento della stigmatizzazione dovuta alla diversità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          IL MIO LAVORO PER LE PERSONE IPOVEDENTI
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Intervento psicologico per il bambino ipovedente
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento dovrebbe essere il più precoce possibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’obiettivo del mio intervento è quello di perseguire il benessere del bambino, per consentirgli di svilupparsi pienamente, compensare le carenze determinate dal deficit visivo, acquisire la capacità di relazionarsi con i propri simili, evitare i meccanismi di ipercompensazione, ansia da prestazione e difesa, derivanti dall’esperienza di non essere compreso nelle proprie necessità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il trattamento psicologico si svolge con cadenza settimanale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oltre all’intervento dedicato specificamente al bambino, è importante aiutare la famiglia e la rete degli educatori nel loro difficile e importante ruolo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo spesso è consigliabile un sostegno specifico per i genitori. Inoltre, in alcuni casi è indicato un intervento di Parent Training, ciò è un lavoro sistematico periodico con i genitori per aiutarli ad avere il giusto approccio operativo e a superare le difficoltà personali riguardo all’ipovisione del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È parte del mio lavoro, il collegamento e la collaborazione con gli insegnanti e gli educatori, per adeguare l’intervento educativo alle necessità del bambino sotto il profilo emotivo, cognitivo, percettivo e relazionale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sostegno psicologico per il giovane e l’adolescente ipovedente
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In adolescenza si accentuano le motivazioni all’autonomia e diventano emotivamente più significativi e conflittuali i rapporti con il gruppo dei pari. Si ha più bisogno di relazionarsi direttamente ed autonomamente alle persone della propria età, iniziano a svilupparsi ed a maturare le prime relazioni sessuali. Il continuo confronto tra le proprie e le altrui condizioni diventa un elemento che può condurre ad ansia e sofferenza se ci si sente inadeguati, troppo dipendenti dei genitori, distanti dalle tematiche e dalle abitudini dei propri pari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo l’intervento psicologico è molto importante per aiutare il giovane accrescere armoniosamente senza essere schiacciato dal conflitto tra il bisogno di essere autonomo e la paura di non farcela.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’intervento psicologico individuale che svolgo è ha cadenza settimanale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sostegno psicologico per l’adulto ipovedente
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          l’Ipovisione, specie quella che sopraggiunge durante l’età adulta e la maturità, comportano un cambiamento radicale delle possibilità della persona, che possono avere ripercussioni nell’ambito familiare, lavorativo, nella vita quotidiana e del tempo libero. La persona può reagire in forma ansiosa, depressiva o con una reazione che comporta entrambi questi aspetti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’Intervento psicologico che svolgo, mira ad aiutare la persona ipovedente ad adattarsi alla propria nuova condizione, accompagnando la persona in questo cambiamento, a raggiungere uno stato di equilibrio e benessere psicofisico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’intervento potrebbe essere collegato anche ad altri interventi abilitativi, attraverso un lavoro di rete con altri operatori, quando la persona ipovedente necessita di attività per acquisire competenze a ricuperare il proprio livello di autonomia, come ad esempio lo svolgimento di un corso di orientamento e mobilità ed autonomia personale, oppure un corso di informatica per persone con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          L’Intervento psicologico è a cadenza settimanale e può svolgersi anche per brevi periodi, perseguendo obiettivi specifici per accompagnare la persona a raggiungere o riconquistare una migliore qualità della vita all’interno di un migliore benessere psicologico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2814%29.jpg" length="135106" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 13:45:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/lipovisione</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2814%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%2814%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Diagnosi bambini con deficit visivo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/diagnosi-bambini-con-deficit-visivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come la psicologia può essere utile alle persone con problemi sensoriali?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esiste un insieme di competenze e di saperi, che si riferiscono all’edu
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          cazione, alla riabilitazione, alla mobilità autonoma delle persone ipovedenti e non vedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo l’aggettivo “tiflologico” si aggiunge al nome di una disciplina, quando si vuole indicare che essa si rivolge con specifico riguardo alle persone cieche ed ipovedenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal 1993 mi occupo di progettare e realizzare servizi rivolti alle persone non vedenti ed ipovedenti, scrivo articoli e testi sulla minorazione visiva, partecipo come relatore a conferenze e congressi, in segno discipline tiflologiche in vari contesti pubblici e privati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Opero come consulente specialmente nel settore riabilitativo, educativo e dell’autonomia delle persone con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Servizi offerti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sostegno e assistenza psicologica in caso di diagnosi di minorazione visiva, alla persona adulta colpita da malattie degenerative, esiti traumaticio neoplastici, altre cause di insorgenza di deficit visivo nel corso della vita.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sostegno psicologico alla famiglia al momento edopola diagnosidi deficit visivo del bambino.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza diagnostica funzionale e dello stato di sviluppo: consulenza per la valutazione evolutiva del bambino e dell’adolescente in caso di cecità o ipovisione, anche associata ad altre minorazioni.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza educativa per i genitori dei bambini non vedenti ed ipovedenti, sin dai primi mesi di vita.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Parent Training individualizzato e di gruppo per genitori di bambini con deficit visivo ed altre minorazioni aggiuntive.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Visite domiciliari per la valutazione ambientale e del comportamento spontaneo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza per la scelta della o delle modalità più adeguate per la lettura e scrittura in caso di cecità o ipovisione.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza per la valutazione del raggiungimento dei prerequisiti per la lettoscrittura braille.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza per la scelta delle metodologie e degli ausili didattici tiflologici a partire dalla scuola dell’infanzia, fino alla scuola superiore.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza per la realizzazione del Piano Educativo Individualizzato.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza per la realizzazione di percorsi educativi basati anche sull’utilizzo delle tecnologie informatiche specifiche per le persone non vedenti ed ipovedenti.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza, valutazione e sostegno psicologico specializzato, prima, durante e dopo lo svolgimento di corsi di Orientamento e Mobilità ed Autonomia Personale.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Consulenza ambientale e valutazione dell’esistenza di barriere percettive, adeguamenti strutturali in caso di cecità o ipovisione.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Appropriatezza dei metodi e competenza specifica alla base dell’efficacia
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il bagaglio di conoscenze della tiflologia, ha origini a partire dai primi sforzi degli educatori del secolo scorso, nel trovare sistemi per agevolare l’apprendimento e l’autonomia dei ragazzi ciechi che al tempo erano residenti negli istituti. Successivamente, con l’avvento dell’integrazione scolastica e dell’inclusione sociale e lavorativa, nuovi bisogni, nuovi valori e nuovi strumenti si sono aggiunti a quelli tradizionali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa competenza parte dalla capacità di comprendere profondamente la condizione soggettiva di chi ha problemi di vista, e conseguentemente le potenzialità ed i traguardi che la persona può raggiungere. Esistono metodologie specifiche e comportamenti adeguati alla condizione di minorazione visiva, che ciascuno per il proprio ruolo potrebbe acquisire. A partire da un corretto utilizzo delle tecniche di accompagnamento, all’uso efficace del linguaggio per descrivere e commentare, alla progettazione di un’organizzazione coerente degli ambienti, delle attività e degli strumenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante conoscere precisamente quale sia l’approccio comportamentale più adeguato. A volte le persone con problemi di vista, adulti e più ancora bambini, vengono aiutate da operatori o educatori i quali non hanno un’idea concreta e chiara di che cosa significhi crescere e vivere senza vedere o con limitazioni visive permanenti. Questo determina un’approssimazione nelle attività in favore delle persone cieche o ipovedenti, le quali, conseguentemente, possono sentirsi non capite nelle loro reali necessità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante che chi si occupa per motivi vari delle persone ipovedenti e non vedenti, sia consapevole dell’esistenza di tutta quella branca del sapere indicata spesso come ” tiflologia “. È necessario che ciascuno, oltre ad acquisire le competenze professionali tipiche del ruolo che ricopre (educatori, riabilitatori, medici, assistenti), sia informato delle specifiche particolarità della condizione di minorazione visiva. Quando questo non è possibile, è necessario affiancare a tali operatori dei professionisti esperti specificamente formati.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicologia-handicap-roma-gargiulomarialuisa+%281%29.jpg" length="118399" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 13:30:11 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo stupro di gruppo di Salerno e l’illusione di avere un figlio senza problemi</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/lo-stupro-di-gruppo-di-salerno-e-lillusione-di-avere-un-figlio-senza-problemi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo stupro della giovane che, in provincia di Salerno, è stata violentata da un gruppo di coetanei, ha suscitato indignazione, sgomento, paura e anche un dibattito su cosa si possa fare perché tutto ciò non accada mai più. Nelle ultime ore, oltre a parlare del fatto in sé, si stanno diffondendo sulla rete anche i commenti riguardanti le reazioni che le persone coinvolte hanno avuto, i loro familiari, le prese di posizioni degli opinionisti eccetera.Voglio dare il mio contributo, forse un pò fuori dal coro, dal punto di vista di chi come me si occupa per lavoro di salute psicologica delle persone e delle famiglie.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il trauma che questa ragazza dovrà superare, si profila come un’esperienza nella quale indubbiamente noi possiamo vederla solo come vittima e null’altro! A nulla valgono i tentativi di trovare in qualche modo una giustificazione, seppure lieve, seppur indiretta, una corresponsabilità della giovane non è sempre possibile, quando si conosce una nuova persona, accertarsi perfettamente che essa sia completamente affidabile. Questa ragazza non avrebbe potuto fare diversamente rispetto a ciò che ha fatto. Incutere paure nelle altre ragazze perché, dietro qualsiasi amico, si potrebbe celare uno stupratore, ci sembra abbastanza inutile, se non dannoso. Altra è la relazione duratura patologica, con una persona che si comporta in modo violento, minaccioso, malsano; relazione che ci può dare alcuni segnali di allarme, il suggerirci di allontanarci da quella persona prima che accada qualcosa di terribile. Ma in questo caso non è così, nulla faceva pensare tutto questo. Allora come possono le ragazze proteggersi da questo pericolo?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La domanda è semplice ma la risposta esatta forse non esiste. Ma ci sono una serie di elementi, a mio avviso molto importanti che dovremmo sempre tenere presenti. Secondo me possiamo fare in modo che queste cose accadono sempre meno, agendo in più direzioni convergenti affinché questo pericolo diventi sempre minore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Credo che la questione debba essere affrontata riducendo la pericolosità degli uomini più che chiudendo a chiave le donne. E per farlo occorre agire su molti fronti. In questi giorni si sente parlare dell’inasprimento delle pene, della certezza della pena, del fatto che debbano essere utilizzate meno attenuanti quando i criminali vengono arrestati. Giustamente questo è un fattore che può agire come deterrente perché, sapere che quando si viene presi non si può farla franca, forse potrebbe influire. Purtroppo io non credo che questo sia un fattore sufficiente per diminuire significativamente questi orribili episodi. Quando si agisce una violenza del genere, si tengono raramente presenti le conseguenze. Se si fosse così saggi da ponderare il rischio della galera o di altri effetti, probabilmente si avrebbe anche la lucidità di non importunare, rapire, non stuprare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La salute psicologica degli uomini che agiscono in questo modo è radicalmente alla base di queste azioni. Nessun deterrente giudiziario può bilanciare una personalità problematica, emotivamente analfabeta, non in grado di gestire e modulare i propri bisogni, non in grado di capire che ciò che desidera non le sia dovuto automaticamente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Pochi anni fa quei ragazzi erano dei bambini. Come sono stati educati? In quale modo? Chi si occupa di loro? Quanto tempo hanno passato insieme a persone significative per riflettere e parlare dei desideri, dei bisogni del sesso, dell’amore, delle donne? Quali modelli hanno avuto? Come sono stati aiutati a superare lo sgomento, il vuoto di emozioni, la voglia di possesso che può senz’altro aggirarsi nell’animo di chiunque ma che, se non gestito, può trasformarsi in quello che noi abbiamo visto?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ho letto della reazione della zia di uno dei giovani: mio nipote è un bambino – e poi continuava alludendo all’unica sua passione la sua squadra di calcio del cuore. Lo sconcerto che ho provato mi sorge dalla riflessione che delle due l’una: o questa persona sta tentando in qualche modo di contribuire goffamente ad una strategia giudiziaria di difesa disperata peraltro legittima da parte degli avvocati del ragazzo ma che poi diventa una terribile farsa quando si trasforma in giustificazioni e negazioni così plateali, oppure questa persona davvero non conosceva suo nipote. In perfetta buona fede lo percepiva come una persona quieta, infantile, semplice, trasparente cristallina.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per passare a parlare del fenomeno e non più delle persone implicate, rifletto su quanta distanza mettiamo tra noi e i bambini, tra noi e gli adolescenti. Come le vediamo, attraverso quale filtro, quale l’ente che distorce e che annebbia per illuderci che siano i figli, i nipoti ideali che abbiamo sempre sognato. Che possiamo consolare giustificandoli, e non riuscendo a vedere nulla. Questa distanza però, contribuisce enormemente alla probabilità che queste persone diventino pericolose. Un ragazzo che dentro di sé ha un turbine di problemi, conflitti, bisogni mal espressi, inconfessate fantasie, inconfessabili progetti, di tutto può aver bisogno tranne che di gente che non riesce a vedere chi egli davvero sia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La costante sta nella minimizzazione di qualsiasi problema intra familiare, educativo emotivorelazionale che abbia solo un piccolo risvolto psicologico. Il giustificazionismo educativo al quale a volte mi pare di assistere ed in troppi contesti, non fa che allontanarci dal considerare la situazione per quella che è, cosa che è l’unica base di partenza per poi prendere gli opportuni provvedimenti per aiutare i nostri ragazzi. Giustificare tutto come forma di protezione del figlio, sarebbe come illudersi che la quiete apparente corrisponda al benessere reale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quante volte gli insegnanti  devono temere di parlare con i genitori di problemi scolastici perché si aspettano una reazione di difesa aprioristica, invece che una alleanza e collaborazione in favore della buona riuscita scolastica del ragazzo. Quante volte  davanti a comportamenti che il genitore non si sente di poter comprendere né gestire, ci si trincera dietro un “passerà è l’età “, invece di consultare un professionista del benessere psicologico e della crescita? Quante volte la solitudine di un ragazzo è nascosta da trasporti interminabili tra i vari impegni pomeridiani che assolvono il genitore tassista, dalla difficoltà a comprendere e conoscere davvero quella persona ?… Quante volte giustifichiamo la nostra difficoltà a instaurare un dialogo con l’alibi dell’isolarsi del ragazzo con smartphone e simili protesi di una vita virtuale connessa?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le tante problematiche educative non devono mai trasformarsi in accuse generiche verso i genitori, che sono pur parte di un contesto sociale più ampio, il quale di certo non è di loro aiuto in tante occasioni. Quanto poco si investe nella prevenzione psicologica? Quanti istituti scolastici non hanno uno sportello psicologico? Quanti psicologi degli enti locali che vanno in pensione non sono sostituiti da nuovi colleghi a causa del blocco delle assunzioni e del taglio al sociale?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche la psichiatria territoriale è in molte parti d’Italia in crisi organizzativa. Tante volte ci sono lunghe liste d’attesa per prendere in carico una persona in difficoltà e per forza maggiore ci si limita a gestire le emergenze più eclatanti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Eppure è oramai è noto che la prevenzione in tema di salute mentale, è alla lunga conveniente anche dal punto di vista economico, oltre che aumentare la qualità della vita e delle relazioni. Più si prevengono e si gestiscono situazioni problematiche, più si evitano costi altissimi successivi in termini di spesa sanitaria, di costo sociale, di dolore personale, comportamenti pericolosi, di altre vite spezzate o segnate per sempre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma un genitore per chiedere aiuto ad uno psicologo deve innanzitutto sapere cosa notare, essere disposto ad ammettere che c’è qualcosa che non va nella relazione educativa, conoscere i vantaggi di rivolgersi ad un professionista, sapere cosa e chi cercare, e poi poter pagare una o più parcelle, giacché spesso si tratta di un lavoro almeno a medio termine quasi tutto basato su prestazioni private.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non tutti hanno la fortuna di avere e saper fare tutto questo. Ed in questi casi, la nostra struttura sociale non garantisce che queste persone siano aiutate dall’esterno, prima ancora intercettate, accompagnate e seguite in modo efficace.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si tratta di un lavoro complesso, multifattoriale, che parte da un investimento serio innanzitutto economico oltre che culturale sulla protezione sociale del benessere psicologico. Ciò a partire dal sostegno alla genitorialità fragile, passando per la psicologia dell’educazione e quella scolastica, per arrivare ad agire sulle forme aggregative dell’età adolescenziale, epoca nella quale si formano e si consolidano i disturbi di personalità che, se non troviamo qualcuno che si prende carico del nostro inferno, ci portiamo poi per tutta la vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/articolo-fatti-di-salerno-psicologa-roma.jpg" length="134356" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:22:02 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Assistenza al genitore,Bambini e Genitori,Sostegno alla Genitorialità,Genitori e Figli</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Insegnare a leggere e scrivere a bambini non vedenti</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/insegnare-a-leggere-e-scrivere-a-bambini-non-vedenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Cosa ha a che fare lo psicologo con leggere e scrivere?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          nsegnare a leggere e scrivere ad un bambino non vedente è un tema noto ma mai sufficientemente trattato, oggetto di interesse e preoccupazione p
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          er insegnanti e genitori, impegnati a risolvere problemi e sfide di apprendimento da parte dei bambini con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          LO PSICOLOGO NON SI OCCUPA DI INSEGNAMENTO MA SICURAMENTE SI OCCUPA DI APPRENDIMENTO !
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi è ambito della psicologia approfondire quali sono i processi ed i fattori necessari alle persone per imparare qualcosa, e quali sono le funzioni mentali coinvolte, spece se in situazioni particolari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nell’apprendimento di un sistema di letto scrittura entrano in gioco tantissimi fattori, la percezione, la memoria, l’intelligenza verbale e spaziale, la motivazione, ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre concorrono ad un buon apprendimento anche le componenti di base del linguaggio verbale (fattori funzionali, semantici, sintattici,meta fonologici e simbolici ). Tutto questo è importante anche nell’apprendimento da parte di un bambino con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È noto che esiste un sistema di lettoscrittura tattile chiamato Braille usato dai non vedenti, ma non tutti ne conoscono l’effettiva utilità, i limiti, le indicazioni e controindicazioni, i prerequisiti necessari per poterlo utilizzare, gli ausili didattici relativi, ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre è bene tener presente che la lettoscrittura tattile non è l’unica possibilità per le persone con deficit visivo. Esistono altre forme di lettoscrittura ed altri ausili specifici, che possono affiancare e, in alcuni casi, sostituire la lettura con le dita. Ciò naturalmente va considerato caso per caso, in un delicatissimo rapporto tra costi e benefici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta, nonostante gli sforzi, non si raggiungono i risultati attesi. In alcuni casi ciò accade perché mancano i presupposti di base dell’apprendimento: il bambino non ama toccare, non si sofferma, non presta attenzione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altre volte, nonostante lunghe sessioni di insegnamento a tavolino, il bambino non sembra imparare come ci si aspetterebbe . Ciò è molto più frequente di quanto si creda, perché in questo ambito, le eccezioni sono molto più frequenti che la regola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono molti di più i bambini che presentano situazioni “non standard”, rispetto a quelli che presentano le caratteristiche descritte nella letteratura della didattica classica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È conveniente quindi consultare uno specialista per fare il punto della situazione e ottenere aiuto su come andare avanti, nell’interesse del bambino, per sbloccare la situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-handicap-visivo-roma-marialuisagargiulo.jpg" length="204832" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:18:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/insegnare-a-leggere-e-scrivere-a-bambini-non-vedenti</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-handicap-visivo-roma-marialuisagargiulo.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-handicap-visivo-roma-marialuisagargiulo.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il mio bambino è autistico</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/il-mio-bambino-e-autistico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Aiuto! il mio bambino è autistico?!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In occasione del 2 aprile, la Giornata mondiale dell’autismo, pubblichiamo un approfondimento ed alcuni collegamenti esterni al sito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi propongo la registrazione audio della puntata della trasmissione Melog, su radio 24, condotta dal famoso giornalista Gianluca Nicoletti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il conduttore, padre di un ragazzo autistico, ha voluto dedicare al tema uno spazio specifico, in occasione della giornata mondiale dell’autismo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella trasmissione si possono trovare informazioni corrette, scientificamente attendibili ed aggiornate, su questa sindrome, che ormai oggi interessa l’1% dei nostri bambini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che cos’è l’autismo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In secondo luogo vi propongo un articolo che riguarda la formazione di 21 educatori specializzati sulla doppia diagnosi, l’associazione tra deficit visivo e i disturbi dello spettro autistico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa formazione, che è durata cinque mesi, è stata condotta da me, su in carico della provincia di Roma, e precisamente dall’assessorato per la formazione professionale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il portale specializzato “superando.it”, ha pubblicato una lunga intervista ad alcuni partecipanti al corso ed a me come docente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una formazione specifica per i bambini con doppia diagnosi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli autismi: diverse forme, false speranze ed interventi efficaci
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si calcola che l’1% dei nostri bambini sia affetto da autismo. In realtà, più correttamente, si dovrebbe parlare di autismi, perché molteplici e differenti sono le forme in cui questa sindrome si può presentare. Nei casi più gravi si potrebbe diagnosticare già al 18º mese di vita, ed esiste un test non invasivo,il CHAT, che i pediatri di libera scelta possono usare, per intercettare precocemente i primi sintomi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma la maggioranza dei bambini mostrano sintomi più chiari, anche se spesso in forma più leggera, dal quinto al 10º anno di vita. In questa età viene fatta generalmente la diagnosi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi si possono trovare persone con disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento che ricevono la diagnosi solo in età giovanile o adulta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Negli ultimi anni aumentano anche disturbi dello spettro autistico in associazione ad altre patologie ed altre disabilità come quelle sensoriali e cognitive .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Autismo non è una malattia, perché può essere determinata da molti fattori. Esiste però la certezza che alla base vi sia una componente genetica. Purtroppo però sono molto complessi i meccanismi con i quali i geni condizionano lo sviluppo, contribuendo alla formazione di questo disturbo. Attualmente si contano più di 100 geni che sono possibilmente implicati nella situazione. Alcune poche patologie sono monogeniche, ossia derivano dall’alterazione di un solo gene ; come la sindrome di Ret o la sclerosi Tuberosa.. Molte altre, però, sono condizioni che derivano dalla combinazione di una predisposizione genetica con alcuni altri fattori di altro tipo. Per questo motivo, allo stato delle conoscenze attuali, non è possibile prevedere l’autismo in gravidanza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre, sempre di più si stanno individuando forme di autismo che non corrispondono alle caratteristiche classiche, o all’immaginario collettivo. Ad esempio vi sono alcune persone autistiche che desiderano e tentano di stare con gli altri.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo, il clichet della persona autistica che si trincera nella propria gabbia di isolamento, è desueta, ed a volte anche psicologicamente inesatta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque l’autismo è descritto come una condizione che comporta interessi e comportamenti stereotipati e ristretti, un deficit della comunicazione e dell’interazione sociale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste caratteristiche possono essere associate ad un ritardo mentale, lieve, medio o grave, o si possono presentare in persone con un’intelligenza normale. In alcuni casi le persone con autismo sviluppano il linguaggio verbale, che può essere normale, oppure bizzarro. In altri casi le persone con autismo debbono apprendere sistemi di comunicazione alternativa o aumentativa per poter relazionarsi con le altre persone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcune certezze
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono alcune certezze dalle quali si può partire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Innanzitutto l’autismo non deriva da anomalie della relazione tra il bambino e sua madre. Infatti, la vecchia teoria della “madre frigorifero di Leo Kanner, “, è stata oramai assolutamente Disconfermata. Per questo motivo nessuna colpa e nessuna responsabilità può essere ricondotta ad eventuali errori o incapacità affettive genitoriali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque, se l’autismo non dipende da problemi emotivi e relazionali tra il bambino i suoi genitori, non si può guarire, affondando l’attenzione su problematiche e componenti profonde della relazione genitoriale, su conflitti, rifiuti, o altre eventuali componenti psicodinamiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’Istituto superiore di sanità ha emanato la linea guida numero 21, che illustra quali sono i trattamenti che attualmente sono più efficaci e quali sono inutili.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le terapie basate su restrizioni alimentari non funzionano. I vaccini non sono implicati nell’origine dell’autismo, ed il medico inglese Andrew Wakefield che cavalcò questa ipotesi, fu successivamente radiato dall’ordine dei medici del suo paese.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La comunicazione facilitata non è un metodo utile, perché spesso il facilitatore, involontariamente, condiziona la persona autistica nei movimenti che compie sulla tastiera. Di recente uscita è il film “pulce non c’è”, che racconta proprio la tragedia di una famiglia nella quale una persona autistica fu allontanata dai genitori, a causa di alcune false accuse create dagli errori della comunicazione facilitata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La privazione dell’organismo dai metalli, attraverso il trattamento della Chelazione, oltre ad essere pericoloso è stato dimostrato come del tutto inefficace per curare l’autismo. Questa pratica, insieme all’utilizzo della camera iperbarica, è oggetto anche di speculazioni economiche ai danni delle famiglie, perché costituisce un trattamento costoso ed invasivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Purtroppo pochi sono i trattamenti che hanno dimostrato di essere efficaci, secondo l’Istituto superiore di sanità, che ha esaminato tutte le ricerche scientifiche a livello internazionale, basate sull’evidenza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi sono pochi ma efficaci trattamenti : Essi sono l’intervento cognitivo comportamentale, strutturato e più precoce possibile, realizzato a scuola ed a casa da operatori specializzati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ugualmente efficace si è mostrato il Parent training, cioè l’insegnamento da parte di professionisti esperti, ai genitori di alcuni comportamenti che essi possono adottare riguardo il proprio bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fortunatamente l’associazione di questi due interventi, secondo modelli internazionalmente validi, adattati e personalizzati al singolo bambino, conduce ad un sensibile miglioramento della qualità della vita, un aumento della capacità di comunicare, una diminuzione dei comportamenti lesivi e autolesivi, una maggiore adattabilità ai vari contesti della vita quotidiana.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/giornata-mo9ndiale-autismo-psicologa-gargiulo-roma.jpg" length="110358" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:16:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/il-mio-bambino-e-autistico</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bambini e vacanze</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-e-vacanze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Passeremo un certo numero di giorni assieme ai nostri bambini. Periodo di riposo, o tempo faticoso ?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La scuola è finita da un pezzo, anche le iniziative estive di intrattenimento volgono al termine, come i centri estivi, le settimane al mare o in montagna organizzate da enti ed associazioni, eccetera.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci accingiamo a trascorrere un periodo di maggiore contatto e vicinanza. Per alcuni può essere una opportunità, per altri un tempo difficile da gestire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sicuramente l’estate è molto importante per la crescita e l’educazione dei figli, ed in generale, per il menage familiare. È spesso il termometro della situazione in cui siamo; finalmente tutti insieme, famiglia nucleare o ricomposta, con bambini che provengono magari da differenti matrimoni, o genitori divisi che fanno a turno per tenere i figli, oppure nonni da accudire in casa, ho da raggiungere fuori città. Tempo spensierato sotto l’ombrellone, o affannato a dividersi tra gli impegni moltiplicati causa ferie di badanti, tate, e collaboratori vari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Insomma, l’estate croce e delizia ! Un tempo tanto diverso da quello scolastico, così riconducibile ad una invernale normalità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma quali potenzialità offre questo periodo tanto atteso dai ragazzi, e qualche volta pieno di preoccupazioni organizzative per noi adulti?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Innanzitutto, se abbiamo più tempo da trascorrere con i bambini, possiamo concederci di stare con loro, in una dimensione più rilassata, meno scandita dal via vai degli impegni settimanali. Il diradarsi delle attività dei figli, ci consente la possibilità di trascorrere del tempo con loro, senza la pressione dell’ennesimo impegno sulla tabella di marcia della giornata. Stare insieme senza la preoccupazione di dover fare in fretta le cose, per farle entrare tutte. In questa dimensione abbiamo forse un’occasione più unica che rara, di lasciarci andare alla fantasia, per sperimentare una dimensione di” compagnia”. Essere compagni dei propri figli e non solo autisti, finanziatori, controllori, mediatori, ci dà la possibilità di riscoprire una dimensione che una volta era propria della relazione tra gli adulti ed i piccoli: quella nella quale le persone tramandavano la conoscenza, raccontavano le storie della famiglia, provavano ad insegnare qualcosa di nuovo, trascorrevano il tempo mostrando ai bambini i propri interessi e chiedevano collaborazione nelle attività lavorative.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il genitore, infatti, ben lungi dalll’essere colui che si mette al servizio del “progetto figlio”, era qualcuno dal quale il figlio poteva apprendere, direttamente (ad esempio osservandolo nelle sue attività, o direttamente collaborando ed imparando), o oppure indirettamente (ascoltando, acquisendo informazioni sulla famiglia, le tradizioni, i luoghi e valori di appartenenza).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo è un momento dalle grandi potenzialità di crescita per la relazione genitore bambino, oltre ad essere un importante strumento della “educazione informale ”, dimenticata al giorno d’oggi, Ma così necessaria nella crescita di tutti noi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un’altra potenzialità è data dall’incontro estivo con coetanei, al di fuori del contesto scolastico. La trasformazione demografica della famiglia, costringe i nostri bambini a frequentare i loro coetanei, solo all’interno di istituzioni e strutture dedicate.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La ricostruzione estiva, sia pur temporanea della famiglia allargata, consente alle persone delle diverse generazioni di riallacciare rapporti paritetici, e ricostituire le relazioni parallele che di inverno non abbiamo il tempo di coltivare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così, frequentare cuginetti e amici di famiglia, consente ai bambini di sperimentare l’irrequieta palestra delle relazioni paritetiche, e diventare più capaci di cooperare, coalizzarsi, competere, organizzare, che sono capacità necessarie per la vita adulta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’estate, e anche il tempo dei segreti, delle esperienze preadolescenziali al limite del raccontabile, della scoperta del corpo, così disponibile, svestito e libero da manierismi e formalità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma come spesso accade, emergono anche problemi. E così l’estate diviene spesso la lente di ingrandimento di grandi e piccole incomprensioni, disagi, difficoltà a gestire modi e tempi dell’educazione. Uno spazio ed un tempo che a volte sembrano troppo vuoti, in cui noi e loro, oltre a incontrarci, qualche volta ci ritroviamo a scontrarci. Una relazione da riallacciare, con questo strano individuo, che fino a qualche mese fa scarrozzavamo da una parte all’altra e con il quale ora troviamo poche cose da condividere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È il caso poi, dei genitori che fanno fatica a mantenere e consolidare le abitudini e le capacità di autonomia personale, raggiunte o in via di apprendimento, attraverso il lavoro di educatori e altro personale esterno alla famiglia. Quando queste persone sospendono il loro lavoro, qualche genitore potrebbe avere difficoltà a proseguire da solo, nel far continuare il cammino dell’autonomia ai propri figli. In effetti, ciò accade quando l’operatore educativo è stato delegato, oppure non ha lavorato per la generalizzazione ed il consolidamento delle abilità, all’interno delle normali attività familiari. In questi casi il bambino diviene dipendente dall’educatore, senza il quale egli sente la mancanza di una struttura normativa e di un contenitore emotivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È il caso ad esempio, delle abitudini alimentari e delle abilità apprese nel mangiare, badare alla propria persona, acquisire un corretto ritmo sonno-veglia, eccetera. È molto importante ricordarsi che quando tutti questi traguardi non sono stati pienamente raggiunti, la sospensione estiva indiscriminata delle abitudini apprese, potrebbe essere causa di regresso nel percorso educativo. Così il bambino potrebbe perdere le abilità fin qui acquisite, ed a settembre, si dovrà ricominciare un passo prima, rispetto a dove si è lasciato a giugno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È senz’altro difficile mantenere un equilibrio tra la necessità di abbassare la tensione dal raggiungimento di traguardi- performance, per potersi dedicare ad un tempo di scoperta comunicazione, e la necessità di non mollare, sul fronte di alcuni obiettivi educativi non ancora consolidati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In entrambi i casi l’elemento fondamentale è il fatto che i ragazzi possano percepire chiaramente la nostra presenza e vicinanza: sentire che abbiamo voglia e siamo disposti a stare insieme, anche solo per ascoltarli o mostrare loro qualcosa. Insomma trasformiamo le vacanze in un momento per coltivare la relazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:14:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I bambini e le notizie di cronaca</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Proteggiamo i bambini dalla paura
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questo periodo, guardando il telegiornale e le trasmissioni di approfondimento, o semplicemente assistendo ai discorsi commenti degli adulti, i nostri bambini assorbono informazioni su eventi emotivamente significativi che si stanno verificando nel mondo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le scene e notizie di guerra, quelle dei migranti, l’accenno a stragi e uccisioni, costituiscono una concentrazione di stimoli ad alto impatto emotivo, che possono creare allarme e disorientamento nei piccoli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche ammettendo che sia utile, è praticamente impossibile evitare che i bambini vengano a contatto con queste notizie . Può essere utile sapere come comportarsi, dato che le notizie che comprendono eventi cruenti e dolorosi, possono avere su di loro un impatto emotivo importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono comunque delle accortezze, utili a diminuire la probabilità che il bambino resti disorientato o spaventato, o che pensi di essere in pericolo, oppure che sviluppi invece una sorta di indifferenza a questo genere di notizie, come se esse facessero parte di una grande finzione, disimparando così a distinguere la realtà dal mondo virtuale.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcuni genitori si preoccupano che certi temi possano colpire il bambino in modo negativo; essi a volte temono che parlare esplicitamente al bambino di queste cose, possa comportare per lui una qualche forma di sofferenza. Ciò perché desiderano giustamente proteggere il loro figlio dal dolore e dalla paura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma non è sempre vero che evitare questi argomenti equivalga realmente a proteggere il bambino, specie se quest’ultimo indirettamente, entra in contatto comunque con queste notizie. Esse sono tanto più pericolosi e incontrollabili, quando divengono un sottofondo, una sorta di cantilena di cui si sente parlare vagamente, qualcosa la cui natura il bambino non comprende bene, ma che intuisce essere brutta e dolorosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il fatto che non se ne parli in modo esplicito, potrebbe invece indurre il bambino a pensare che non se ne possa parlare, e metterlo in condizioni di non confrontare le proprie fantasie con quello che gli si può spiegare.Inoltre, se il genitore non gestisce direttamente le informazioni che il bambino acquisisce, non è in grado di fornire le necessarie spiegazioni rassicuranti, né di controllarne le effettive reazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando il bambino si accorge che il genitore gli nasconde qualcosa di importante, di cui ha percepito l’esistenza, egli finge di credere alle bugie degli adulti ; ma molto spesso semplicemente si adegua al fatto che una certa informazione è divenuta un segreto, perde fiducia nel genitore, comprende che egli non desidera parlargliene, oppure che ne mistifica il contenuto, senza sapere il perché.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In certi casi, ad esempio, i bambini dai 5-6 anni in poi, sono perfettamente in grado di intuire che il genitore desidera mantenere verso di lui un segreto e acquisiscono la regola ” bisogna far finta che…”. Ma questo complica la situazione e non li protegge affatto dalla paura, anzi li pone in condizione di “perdere” un adulto di cui fidarsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I bambini sono dotati di particolari capacità, nel testare il grado di tranquillità e di sicurezza degli adulti, specie quelli che sono per loro emotivamente significativi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           I bambini hanno bisogno di percepire che gli adulti sono in una situazione emotiva di sicurezza.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque sono bravi a controllarne la tranquillità, e si sentono insicuri, quando gli adulti sono allarmati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque tutto ciò che turba in qualche modo la tranquillità dei genitori, dei nonni, degli insegnanti eccetera, è percepito dai bimbi in modo inequivocabile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio ciò che il bambino registra in presenza di una notizia allarmante, è che gli adulti sono concitati, comunicando tra di loro le varie novità, sono stupiti, scandalizzati, spaventati, commentano in vari modi qualcosa. i bambini di solito sono perfettamente in grado di cogliere l’aspetto emotivo,prima ancora di comprendere quale sia l’evento reale che ha scatenato negli adulti quella reazione così spiccata. Ne deducono dunque, indipendentemente dalla chiarezza delle informazioni loro disponibili,che sta succedendo qualcosa di brutto, qualcosa che fa spaventare i grandi, qualcosa che attrae a tal punto la loro attenzione ed i loro discorsi,per cui evidentemente è importante in senso negativo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La sicurezza e il controllo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono elementi, nel corso della comunicazione di una notizia, che possono avere un valore rassicurante per un bambino. Questi elementi sono di due tipi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In primo luogo essi riguardano IL TIPO di informazioni che il bambino deve avere. In secondo luogo è importante IL MODO nel quale le informazioni vengono date, cioè le parole usate, il tempo utilizzato, la disposizione emotiva dell’adulto, tutti fattori che possono costituire un potente fattore protettivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi noi possiamo agire su due fronti: le informazioni da dare ed il modo in cui darle.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ molto importante dedicare un po’ di tempo ad aiutare i bambini a capire il senso degli eventi, per aiutarli a conservare una percezione di sicurezza, la sensazione che esiste dunque un certo grado di prevedibilità delle cose, specie quelle che li riguardano nella loro vita personale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In particolare i bambini sono sensibili nell’avvertire il pericolo per altri bambini come loro. Questo perché comprendono, mediante la loro intelligenza emotiva, quale può essere il vissuto personale di un altro bambino, essendo perfettamente in grado di mettersi nei suoi panni. Quindi se una notizia brutta coinvolge una popolazione in generale, è molto rassicurante sapere che in questo frangente molti bambini si sono salvati, sono stati protetti, hanno trovato rifugio, sono stati soccorsi e curati dai medici, oppure sono stati tenuti lontani dal pericolo dai loro genitori. E’ molto importante ed emotivamente rassicurante sapere che in un certo disastro ambientale, come un terremoto o qualcosa del genere” ” le case e le scuole dei bambini non sono state tutte distrutte, ma, ad esempio, sono cadute solo quelle che erano molto vecchie e malandate”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          dunque, è importante esplicitare al bambino che i telegiornali spesso parlano soltanto delle cose che sono andate male, mentre, invece, in quella situazione ci sono molte altre persone che non sono state coinvolte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “ci sono dei paesi lontani in cui la terra può tremare, e questo si chiama terremoto. Per questo motivo in Paesi, come il Giappone, le persone hanno costruito case molto solide e scuole che non possono crollare, proprio perché sapevano che poteva venire un terremoto. il giornalista ha detto che un giorno in una zona del Giappone si è verificato un fortissimo terremoto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quasi tutte le case hanno resistito, ma alcune sono crollate perché erano molto vecchie”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Oppure:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Nelle città della Libia le persone sono scappate via dai luoghi vicini ai siti militari, che sono costruzioni dove i soldati conservano le loro armi.quindi le persone sono andate via dalle città, e si sono trasferite nelle campagne. Solo alcune persone che sono rimaste accanto ai siti militari, sono state colpite dai bombardamenti”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vi è un evento importante che lo riguarda o riguarda una persona significativa, è bene aiutare il bambino ad averne una comprensione alla sua portata, realistica e leale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se invece l’evento o la notizia non riguarda nessuno tra le persone che il bambino conosce, né direttamente né indirettamente, ciò dovrebbe essere sempre esplicitato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “E vero, lo zio Giovanni lavora vicino all’Ambasciata della Siria . l’Ambasciata si trova a Roma, in Italia. La Siria si trova molto lontano da noi, e lo zio Giovanni non corre nessun pericolo”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo concetto potrebbe essere rafforzato col mostrare sul mappamondo la posizione reciproca della nazione e e DELL’Italia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Oppure:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “al telegiornale hanno detto che l’Egitto é alle porte, volevano dire che ci sono Paesi molto più lontani, ma questo non significa che l’Egitto sia realmente vicino a noi. è un paese lontano, per andarci bisogna fare un viaggio cinque volte più lungo di quello che noi facciamo per andare nella città dei nonni”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Oppure:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Hai sentito che in egitto stanno succedendo cose molto brutte : ci sono persone che si combattono, e persone che scappano. Noi siamo molto tristi per queste persone,. Noi non corriamo nessun pericolo di essere colpiti perché quella citta e così lontana che non ci si può andare né in automobile, né in autobus né in treno. Bisognerebbe prendere un aereo come quello che ha preso la zia tanto tempo fa per andare in Germania, oppure si dovrebbe prendere una nave e navigare alcuni giorni, anche di notte, fino ad arrivare li.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre, parlare al bambino di quello che sta succedendo, lo protegge dall’eventualità in cui qualche altra persona gliene dovesse parlare in modo spaventoso: se il bambino è stato preparato, si evita che egli successivamente possa sentirsi confuso, spaventato o disorientato quando qualcuno dovesse parlargliene o domandargli qualcosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La qualità della comunicazione
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per il genitore, provare fatica e difficoltà nel dover comunicare queste cose, come qualsiasi altra brutta notizia, a maggior ragione quelle personali, non significa che non ne sia capace, ma è il segnale della consapevolezza di stare per affrontare un tema delicato ed importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ogni persona comunica il proprio atteggiamento e i propri sentimenti quando affronta un certo argomento, dunque e importante che il genitore conosca in modo chiaro e consapevole qual’è il proprio personale atteggiamento e quali sono i suoi SENTIMENTI rispetto a ciò che sta per comunicare al bambino. E’ altresì importante che il genitore si ponga in una condizione soggettiva e personale di SICUREZZA e tranquillità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Ho visto che ascoltavi il nonno che parlava con me e che eri molto attento.. Vorrei spiegarti quel che è successo,se vuoi”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ importante utilizzare PAROLE SEMPLICI ma precise, in relazione alle domande, all’età ed alle possibilità di comprensione del bambino., non è utile cercare nebulosi giri di parole, ma spiegare in modo netto e comprensibile le cose.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Quando c’è il terremoto, la terra trema per alcuni secondi e le persone provano molta paura. Uno tsunami è una onda altissima che si crea quando sul fondo del mare c’è un forte terremoto. quest’onda invade la terra, copre quello che si trova sulle coste, e poi si ritira. A volte può capitare che l’onda sia molto forte e che danneggi quello che c’è sulla terra. Come quando quest’estate abbiamo costruito il castello di sabbia sulla riva del mare, e poi sono arrivate le onde forti . ma prima che arrivi l’onda una siIrena suona cosi tutti possono scappare”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Altre accortezze
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dedicare un tempo sufficiente: riservatevi uno spazio di tempo nel quale sapete che non sarete interrotti e che non avete qualche altro impegno urgente. Prevedere che se ne ripa rlerà anche più avanti: considerate che è molto probabile che i bambini, specie se molto piccoli, abbiano bisogno di elaborare le notizie e che essi si accontentino inizialmente di poche spiegazioni, ma che successivamente ritornino spontaneamente sull’argomento trattato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lasciare al bambino il tempo di ELABORARE la comunicazione, non dando troppe informazioni per forza tutte assieme: le informazioni emotivamente salienti hanno un livello di complessità emotiva importante, anche se sono semplici da capire dal punto di vista dei fatti. Dunque il bambino ha bisogno di tempo per elaborare emotivamente, e ciò avverrà per successive approssimazioni. Non siate perciò frettolosi nell’essere super precisi, completi o dettagliatissimi. Non è necessario che il bambino abbia un quadro completo della situazione, perché l’elaborazione e la comprensione degli eventi si evolverà nell’ambito della sua relazione con voi, e dunque sarà molto probabile che il bimbo avrà bisogno di sapere altre cose, che successivamente gli serviranno a completare sempre di più la sua comprensione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Verificare la avvenuta comprensione da parte del bambino su ciò che gli stiamo dicendo, chiedendogli di riassumere: questa fase è molto importante perché consente al genitore di sapere come il bambino ha capito quello che gli abbiamo detto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per fare questo, possiamo chiedere al bambino se ha bisogno di sapere di più, che cosa lo ha colpito di più fra quello che gli abbiamo detto, oppure semplicemente aiutarlo nel farci un piccolo riassuntino semplificato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ancor più utile sarebbe prevedere nella comunicazione un tempo per raccogliere le reazioni, le domande, gli stati d’animo e i pensieri. A volte i bambini non riferiscono in modo esplicito il contenuto di quello che hanno compreso, ma lo fanno utilizzando mezzi di comunicazioni simbolici ed indiretti, come ad esempio i disegni e la drammatizzazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prevedere la possibilità che il bambino non voglia approfondire il discorso: è molto importante rimanere sensibili ed aperti alla possibilità che il bambino non voglia sapere le cose che gli stiamo dicendo. Questo ci dà il senso del limite della sua capacità emotiva, ed inoltre ci dà la possibilità di capire che il bambino è in grado di difendersi decidendo, in qualche modo, di comunicarci che cosa è disposto o è interessato a sapere. Dobbiamo essere disposti a rispettare questo limite che il bambino ci potrà porre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dare sempre una opportunità futura di poterne parlare: è molto importante non concludere i discorsi in modo definitivo, ma lasciare al bambino una possibilità successiva, dichiararsi disponibili in futuro, esprimere la propria propensione nell’essere contattati dal bambino quando egli vorrà, senza problemi. Coltivare una base sicura: è necessario aiutare il bambino a conservare un’idea positiva delle persone e della vita, perché egli possa sviluppare un atteggiamento positivo verso l’esistenza. Per fare ciò, è importante che il bambino sappia che ciò che è successo e stato brutto per alcuni versi, ma che per altri, la protezione e il soccorso hanno funzionato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Quelle persone che sono sbarcate a Lampedusa e che hai visto alla televisione, sapevano che il viaggio sarebbe stato pericoloso, e hanno lasciato i loro bambini a casa con le mamme. Solo alcuni bambini sono venuti in Italia con le barche assieme ai loro genitori e fratelli.. Questi bambini sono ospitati al caldo ed al sicuro insieme alle loro mamme”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre, è importante per il bambino sapere che ne lui, ne i suoi cari sono in pericolo, e questo deve essere esplicitato in modo semplice e chiaro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ad esempio:
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “domani dobbiamo prendere la nave per andare all’Elba. La nave che prenderemo è molto grande, è nuova e ci sono dei marinai che la sorvegliano, la puliscono e la guidano. La nostra nave non è come quelle barche che hai visto alla televisione, che sono vecchie, a volte sono rotte e spesso non sono guidate da persone preparate, perché fare quel viaggio è vietato senza un permesso, e dunque loro partono di nascosto con i mezzi che hanno.”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Infine, è importante dare al bambino la possibilità di sviluppare un’immagine positiva, costruttiva, di se stesso e dei propri cari, comprendendo anche la comunità generale della quale fa parte. Tutto quello che può insegnargli come fronteggiare concretamente gli eventi, è importante anche per contribuire allo sviluppo di un approccio costruttivo ai problemi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “La tua maestra mi ha detto che nella vostra scuola si sta facendo una colletta. Questo significa che i bambini e i loro genitori stanno raccogliendo dei soldi per i bambini del Giappone.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche io ho preparato questi soldini e domani mattina li porteremo alla maestra. La maestra li raccoglierà e li metterà insieme ai soldi di altre maestre e di altre scuole,. Così con tutti questi soldi noi potremo regalare ai bambini nuove case, nuove scuole, cibo, medicine e giocattoli”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:09:14 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Assistenza al genitore,Bambini e Genitori,Sostegno alla Genitorialità,Genitori e Figli</g-custom:tags>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il mio lavoro</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Su richiesta dei genitori svolgo consulenze specialistiche per determinare quale sia la strategia più utile da attuare per aiutare il bambino.Il mio ruolo professionale consiste nell’aiutare a capire quale sia il problema e trovare soluzioni efficaci. Per fare questo, svolgo una valutazione personalizzata, osservando il bambino negli ambienti dedicati del mio studio, ma anche nel suo habitat naturale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Utilizzo metodi e prove specifiche, per capire se vi siano tutti i 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          prerequisiti psicologici per l’apprendimento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . In base a ciò posso capire quale programma abilitativo sia più opportuno attuare assieme ai genitori, decidiamo il da farsi, tempi e modi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando richiesto, mi relaziono con gli insegnanti, per dare il mio aiuto nella pianificazione e realizzazione dell’intervento educativo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Essendo io una persona con deficit visivo grave dalla nascita, non è per me difficile entrare in sintonia e comprendere la situazione soggettiva del bambino, individuare la possibile fonte del disagio e trovare una maniera per alleviarlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi, sebbene la valutazione sia finalizzata ad evidenziare aspetti di tipo cognitivo, per comprendere il funzionamento mentale del bambino e “disegnare “ delle attività a sua misura, queste valutazioni e consulenze avvengono sempre cercando di entrare in 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          sintonia emotiva
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con il bambino, nel pieno rispetto della sua individualità ed unicità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre è importante capire quali sono le modifiche alla didattica che occorre fare per rispondere alle necessità del bambino, in base al suo quadro di sviluppo ed alle sue capacità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perciò, in molti casi mi relaziono con gli insegnanti e gli educatori, per aiutarli ad individuare e personalizzare le strategie didattiche più efficaci.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Faccio questo attraverso dei colloqui specifici, analizzando i modi e i risultati di ciò che è stato fatto fino a quel momento, partecipando alle riunioni di programmazione e, molto spesso anche alle riunioni di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          GLH
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gruppi di Lavoro sull’Handicap che si svolgono nelle scuole dei bambini che seguo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Consulenze per l’apprendimento e lo sviluppo di bambini con disabilità visive
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/disabilit%C3%A0-visiva-ragazzi-psicoterapia-marialuisaqargiulo-roma+%282%29.jpg" length="418664" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:55:37 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/disabilit%C3%A0-visiva-ragazzi-psicoterapia-marialuisaqargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/disabilit%C3%A0-visiva-ragazzi-psicoterapia-marialuisaqargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I modi del Braille</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/i-modi-del-braille</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come la scrittura in nero oggi si esplica in molte forme e con gradi diversi di complessità tecnologica, così il braille può essere scritto e letto attraverso varie modalità realizzative.A nessun insegnante verrebbe mai in mente di puntare direttamente alla creazione di un libro stampato in tipografia, solo perché Guttemberg inventò la stampa, senza aver insegnato ai propri alunni come si scrive con la penna o con i pennarelli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò naturalmente a patto che non vi siano degli impedimenti motori, delle menomazioni delle strutture o delle funzioni tali che gli impediscano di scrivere a mano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Allo stesso modo, non si può pensare ad insegnare la produzione di un testo stampato in braille, saltando la 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          scrittura diretta
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da parte del bambino, solo perché esiste un modo per produrre in braille attraverso macchine e computer.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così come è possibile produrre in nero nei modi più disparati, dal più semplice al più complesso, con la penna, con la macchina per scrivere, con la stampante del computer, con sistemi industriali di stampa, allo stesso modo in braille si può produrre un testo scritto in questi vari modi. Spesso può essere utile apprenderli tutti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta occorre accontentarsi solo di uno dei modi possibili, se ci sono ottimi motivi per non complicarsi la vita!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così come Utilizzando la vista, per annotare un numero di telefono al volo scegliamo un foglietto ed un lapis, per scrivere un tema usiamo il quaderno, per scrivere un saggio preferiamo il computer e la stampante del computer di casa, per inviare gli inviti ad un ricevimento importante ci rivolgiamo alla tipografia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Allo stesso modo, se non esistono menomazioni delle strutture o delle funzioni che limitino la persona nell’uso di questo o quel altro modo di scrivere in braille, si può produrre testo a mano, con la macchina dattilobraille, con la stampante braille di casa, attraverso una tipografia specializzata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Conseguentemente, la scelta della modalità di scrittura non dovrebbe mai essere radicale, ma nella carriera scolastica di un bambino, si dovrebbe insegnare a scrivere in braille in tutti i modi possibili, per poter essere in grado di utilizzare queste competenze nel modo giusto al momento opportuno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ovviamente l’apprendimento di tutto ciò, dipende da quali risorse ha a sua disposizione chi insegna e più ancora chi impara. Dall’età di sviluppo di quest’ultimo, dalla necessità o meno di soffermarsi su di una o l’altra modalità, prima di passare oltre, anche in considerazione del massimo uso che quel modo di scrivere o leggere rivestirà nella vita futura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Strumenti
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per un disabile della vista, la tavoletta, il punteruolo e la carta braille, equivalgono alla penna ed al foglio per un normovedente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa modalità di scrittura necessita di un 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          assetto posturale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           specifico, così come chi impara a suonare il pianoforte apprende quanto sia importante la posizione del busto, delle braccia e delle mani sulla tastiera. Anche l’apprendimento dell’uso della dattilobraille prevede un assetto posturale corretto e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          condizioni percettive ed attentive facilitanti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attualmente molti bambini vengono avviati alla scrittura, direttamente apprendendo l’uso della macchina dattilobraille. Ciò, in molti casi risulta la soluzione più idonea, anche perché la scrittura del braille a mano, presuppone alcune competenze immaginative e motorie fini, che non sono presenti in alcuni bambini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per questo motivo, evitando di rallentare l’insegnamento, si preferisce rimandare l’insegnamento della scrittura a mano, in tempi successivi, riservandole un ruolo di minore importanza rispetto a quanto si faceva nel passato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre importante sottolineare che esistono numerosi vantaggi dell’inserimento di ausili informatici specifici per la lettoscrittura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La tifloinformatica, disciplina che si occupa della applicazione a disabili della vista degli ausili tecnologici più avanzati, può dare un enorme contributo alla didattica, a patto che non vengano utilizzati acriticamente metodi, criteri, mezzi e strumenti tipici della tifloinformatica per gli adulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Dunque al momento opportuno, nella vita di un bambino faranno la loro comparsa il personal computer con il lettore di schermo il display braille, la tastiera Querty, lo scanner, la stampante in nero, la stampante braille, il tablet, lo smartphone, ecc ecc .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Scrivere a mano
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La scrittura del braille a mano si effettua sul retro del foglio perché con il punteruolo si producono degli incavi e non dei rilievi, ossia si lavora dalla parte posteriore per creare puntini a rilievo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Conseguentemente, 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          si scrive da destra verso sinistra
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , come chi scrive in lingua araba.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per leggere si deve estrarre il foglio dalla tavoletta e girarlo sulla faccia posteriore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La scrittura manuale in braille presuppone una buona 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          coordinazione bimanuale complementare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , con la mano destra che esegue la scrittura e la sinistra, specialmente l’indice, che funge da controllo del movimento e dell’orientamento sul foglio e nei casellini dei singoli caratteri.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come per la scrittura in nero, anche quella in braille presuppone un lungo allenamento per poter affinare i movimenti e velocizzare le operazioni. La energica pressione esercitata con il punteruolo, che deve essere impressa dall’alto verso il basso perpendicolarmente al foglio, va calibrata e bilanciata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La scrittura a mano presenta la caratteristica 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dell’inversione speculare del verso di scrittura
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del carattere che, rispetto a quello in lettura, è ruotato sull’asse verticale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Concretamente, la lettera “a“ che è costituita da un puntino in rilievo in alto a sinistra, deve essere scritta punzonando un puntino in alto a destra, proprio perché quando si gira il foglio per leggere, le posizioni laterali si ribaltano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La necessità di saper compiere una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          rotazione mentale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , di pensare ad un foglio ed al suo retro, immaginando come diventano i caratteri quando essi sono ribaltati, è una caratteristica dei processi cognitivi che sono in gioco.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Scrivere con La dattilobraille
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          macchina dattilobraille
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           può essere considerata l’omologo della macchina da scrivere dei vedenti, e presenta tra gli altri, l’indubbio vantaggio di consentire a chi scrive il controllo del foglio e dei caratteri ivi impressi, senza doverlo ribaltare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò può avvenire perché la macchina imprime i puntini a rilievo che appaiono posizionati già come essi vanno letti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si tratta nella versione base, di uno strumento meccanico, ma ne esistono versioni elettroniche che consentono molte funzioni oltre a quella di scrittura. Alcune dattilobraille elettroniche funzionano anche da stampanti braille e si possono collegare a personal computer.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono tastiere per computer, tablet e per smartphone concepite come la tastiera di una dattilobraille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esse sono utili in alcuni casi, quando il passaggio allo strumento informatico è reso più problematico dall’acquisizione di una ulteriore modalità di scrittura, quella della tastiera alfanumerica QWERT, la quale potrebbe creare dei problemi di iperstimolazione ad alcuni ragazzi percettivamente atipici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dattilografia braille
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si esegue premendo un tasto per ciascuna delle sei posizioni possibili dei puntini del carattere. Le mani non si spostano da un tasto all’altro, come nella dattilografia in nero, bensì ciascun dito è posizionato su di un solo ed unico tasto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La macchina dattilobraille presenta i 6 tasti con i quali si imprimono i puntini, quasi allineati orizzontalmente, con i tasti comandati dagli anulari leggermente più in basso a causa della differente lunghezza delle dita della mano, per dare una maggiore ergonomicità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il carattere braille, che come abbiamo visto è strutturato su due colonne di tre righe di puntini, viene per così dire “spaccato a metà“, le colonne vengono orizzontalizzate, i puntini appartenenti alla colonna sinistra sono realizzati dalle dita indice, medio ed anulare della mano sinistra, mentre quelli della colonna destra sono realizzati dall’indice, medio ed anulare della mano destra.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          dimensione verticale viene così completamente orizzontalizzata
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e precisamente, per entrambe le mani, gli indici imprimono i puntini in alto, i medi imprimono i puntini in posizione media e gli anulari imprimono i puntini che si trovano in basso rispetto alla matrice 2×3.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista immaginativo, anche con la scrittura tramite la dattilobraille occorre eseguire un’operazione cognitiva di tipo spaziale. Mentre nella scrittura a mano ci si trova nella necessità di effettuare una rotazione mentale sull’asse verticale, nella scrittura a macchina si deve svolgere una traslazione 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          verticale/orizzontale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo tipo di operazione, che descritto qui astrattamente appare molto complesso, può essere anche 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          appreso in modo intuitivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dai bambini, con molto esercizio pratico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La dattilografia braille si avvale della pressione delle dita di entrambe le mani, che si devono 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          muovere simultaneamente
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e non in successione, come invece si deve fare nella dattilografia in nero.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nell’armamentario degli strumenti per leggere, scrivere e far di conto in braille, non si può evitare di citare la “dattiloritmica“, ausilio importantissimo per la matematica, specialmente per lo svolgimento delle operazioni aritmetiche in braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il codice braille e le sue particolarità
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A questo punto appare necessario un inciso che non riguarda gli strumenti ma alcune caratteristiche del braille in quanto codice alfanumerico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutti gli apprendimenti e le operazioni che, nella scrittura in nero, si basano su di un codice simbolico e sulla posizione dei simboli grafici nello spazio, come ad esempio la matematica, la scrittura di uno spartito musicale, devono essere considerati con attenzione, perché tali compiti vanno spesso modificati nella loro 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          esecuzione e nella codifica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò perché il braille non si presta ad essere usato attraverso collocazioni spaziali e posizionali del carattere. In braille si scrive e si legge in sequenza orizzontale e tutte le operazioni sono tradotte in modo lineare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio, una tipica informazione che si può esprimere nella scrittura in nero utilizzando un codice spaziale e posizionale è la frazione: tutti sappiamo che le frazioni si scrivono ponendo al di sopra ed al di sotto di una linea gli elementi del numeratore e denominatore, in questo modo, secondo dove si scrivono le cifre, si comprendono i significati della frazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo stesso vale per la musica, sappiamo tutti che le note in nero sono posizionate sui righi e negli spazi del pentagramma, e che esse hanno un significato assai differente secondo dove esse sono poste.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutto questo non può funzionare in braille, e specialmente non può funzionare utilizzando il tatto che è assolutamente analitico e non si giova di alcune informazioni specifiche di posizione e struttura spaziale globale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così se dobbiamo scrivere musica o matematica, anche molto elementari, in braille, dobbiamo dimenticare qualsiasi 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          metafora di posizione verticale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , e scrivere tutto di seguito come un discorso o una filastrocca, con un inizio ed una fine.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Da ciò deriva che la massima attenzione dell’insegnante dovrà essere rivolta alla comprensione e alla necessaria modificazione del linguaggio matematico, dalle elementari fino all’università.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Scrivere e leggere il braille con il pc
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ritornando alla disamina degli strumenti di scrittura del braille, così come è possibile produrre un testo stampato in nero attraverso il computer, allo stesso modo si può ottenere il medesimo risultato in braille, collegando una stampante braille al nostro PC.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questo caso, la tastiera del computer sarà usata comunemente con la tecnica dattilografica che tutti conosciamo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Va data la massima attenzione all’insegnamento della posizione delle dita sulle varie righe della tastiera “QWERTY“ ed al riconoscimento della posizione senza l’ausilio della vista, così come fanno i bravi dattilografi(anche vedenti).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciascun documento in formato testuale può essere stampato in braille, attraverso stampanti industriali o da casa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È possibile trasformare in forma di caratteri braille il contenuto di un qualsiasi display o monitor, ad esempio il testo che appare sul monitor del computer.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò è possibile collegando a questi apparecchi, opportunamente dotati di appositi programmi, un display braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Con un display braille si può gestire un computer e comodamente svolgere compiti legati specialmente a codici linguistici come le lingue straniere o la musica, la chimica o la matematica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un display braille funziona più o meno nel seguente modo: su di una barra di celle si alzano o si abbassano automaticamente piccoli punti in rilievo a formare i caratteri braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante sottolineare, per chi vorrà approfondire l’argomento, che il braille elettronico è costituito da caratteri non di sei ma di otto punti, organizzati sempre in due colonne ma di quattro righe.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7188888.jpeg" length="86044" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:40:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/i-modi-del-braille</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap,braille</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7188888.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’alfabeto sotto le dita</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/lalfabeto-sotto-le-dita</link>
      <description>Nella Francia del 1812, un bimbo di 3 anni in un paesino a qualche ora di carrozza da Parigi, si lesionava irreversibilmente un occhio mediante un punteruolo nella bottega di suo padre.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella Francia del 1812, un bimbo di 3 anni in un paesino a qualche ora di carrozza da Parigi, si lesionava irreversibilmente un occhio mediante un punteruolo nella bottega di suo padre. Quell’incidente terribile che portò il piccolo Louis a divenire presto cieco da entrambi gli occhi, fu in realtà l’inizio di una rivoluzione, dapprima tecnica e poi culturale e sociale.L’invenzione dell’alfabeto Braille che avvenne a partire dal 1821, trasformò le persone con disabilità visiva, da oggetto di caritatevoli soccorsi umanitari a soggetti di cultura, educazione, integrazione lavorativa, dignità sociale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prima dell’intuizione di Luis Braille già altri tentativi erano stati fatti e qualcuno di essi con qualche successo. Ma tutti i precedenti metodi presentavano molti difetti che ne limitarono la diffusione e prima ancora l’efficacia: alcuni consentivano una lettura molto lenta, altri consentivano ai non vedenti solo di leggere ma non di scrivere, ecc..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’invenzione di questo metodo di lettoscrittura, in seguito, condusse indirettamente alla necessità di una pedagogia tiflologica, datosi che l’esistenza di un modo per leggere, scrivere e far di conto, ha aperto la strada all’educabilità e alla scolarizzabilità delle persone con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Da allora tanti anni sono passati, il contesto socio culturale ed educativo è molto cambiato, come pure molto differenti sono le necessità pedagogiche, ma l’alfabeto braille resta sempre il modo più efficace per rappresentare lettere, numeri, segni di punteggiatura, note musicali, formule chimiche, per chi non può leggere con gli occhi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il successo e l’efficacia di questa formula, basata sulla collocazione spaziale di puntini a rilievo, può essere ricondotta a varie motivazioni: in primo luogo i caratteri braille sono dimensionati e formati con caratteristiche percettive molto adeguate al tatto delle dita e specificamente dei polpastrelli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come si sa, infatti, il tatto possiede regole molto differenti dalla vista e, per questo motivo, ciò che risulta adatto ad essere guardato non sempre è altrettanto adatto ad essere toccato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I caratteri braille sono rappresentati da puntini in rilievo posti su matrici di 2 x 3, organizzati come i simboli di un sei delle carte da gioco.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una parola scritta in braille può essere pertanto immaginata come una fila di tante carte da gioco.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciascuno di essi, avendo 6 puntini a disposizione, può essere formato utilizzando tutte le possibili combinazioni di questi puntini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si possono pertanto rappresentare al massimo 64 differenti caratteri braille. Per Scrivere maiuscole e numeri, si antepone un segna numero ed un segna maiuscola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Recentemente l’avvento dell’informatica ha condotto alla formulazione di un Braille ad otto punti, (2 colonne di 4 file).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo è stato necessario per poter rappresentare anche maiuscole, numeri ed altri simboli,e per poter mantenere una corrispondenza 1 a 1 tra l’alfabeto italico ( detto anche “ scrittura in nero “) e quello Braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Prerequisiti per leggere e scrivere in braille…
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per identificare un carattere braille e conseguentemente una parola, una frase eccetera, è necessario individuare i differenti puntini a rilievo che lo compongono e discriminarne la posizione nella matrice di 2×3.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono alcuni 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          prerequisiti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           necessari per poter essere capaci di leggere l’alfabeto braille, così come vi sono specifici prerequisiti per poter essere in grado di leggere l’alfabeto “in nero“, quello con il quale sono scritte le parole che state leggendo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Possiamo distinguere i prerequisiti per il braille in tre categorie: di tipo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          percettivo, cognitivo e motorio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista percettivo, è necessario sviluppare la capacità di percepire e distinguere i vari punti a rilievo (percezione e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          discriminazione tattile
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ), perchè se non vi è una analisi accurata ed una adeguata raccolta dei dati sensoriali, non è possibile catturare le varie componenti e la morfologia dei singoli caratteri, e non è agevole discriminare la collocazione e la posizione tra i caratteri.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La collocazione dei puntini nella matrice determina il significato dei caratteri, pertanto è necessario essere in grado di comprendere il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          concetto di posizione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , o per lo meno 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ASTRARRE LA POSIZIONE DAGLI ELEMENTI CHE LA ASSUMONO
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e di distinguere spazialmente dove sono collocati i puntini che compongono le varie forme alfabetiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ne consegue che molti prerequisiti cognitivi alla lettoscrittura braille, sono da riferirsi all’area dei 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          concetti topologici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le competenze motorie necessarie per poter leggere e quelle per poter scrivere, sono molto importanti, occorre essere in grado di spostare le mani in modo accurato e preciso, di esplorare soffermandosi sul dettaglio, controllando e modulando costantemente la pressione delle dita, la traiettoria ed il verso di lettura della riga.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È necessario coordinare le due mani sia in lettura che in scrittura, perché in entrambi i compiti esse svolgono ruoli precisi e complementari tra loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono alcune competenze cognitive e linguistiche che sono comuni anche alla lettoscrittura visiva quali l’orientamento al compito, l’attenzione, la discriminazione e comprensione metafonologica, ossia la capacità di comprendere le sottoparti che compongono il linguaggio parlato e scritto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oltre a ciò, è necessario che la mente della persona sia in grado di utilizzare e comprendere simboli per comunicare significati, dato che, esemplificando al massimo, scrivere e leggere non è null’altro che questo. Esiste tutto un armamentario di attività e strumenti didattici, più o meno codificati, che hanno esattamente la funzione di mettere in condizione la persona di coltivare i prerequisiti della lettoscrittura. Riuscire a leggere e scrivere in braille è spesso il risultato di un lungo lavoro che va programmato nel percorso educativo del bambino. Questo lavoro determina un cammino che sarà segnato dalle varie tappe del raggiungimento dei prerequisiti percettivi, cognitivi e motori alla lettoscrittura. Le attività e gli esercizi che si possono (anzi si debbono realizzare) devono essere pensati, programmati ed impostati tenendo ben presente dove si vuole arrivare, anche se a volte la meta finale può venire ostacolata a causa di fattori oggettivi che impediscono sul piano percettivo, cognitivo e motorio il raggiungimento di qualcuno di questi prerequisiti. Molti materiali e oggetti concreti di uso comune possono essere utilizzati per sviluppare le attitudini e le abilità di base del bambino. Inoltre alcuni strumenti specifici sono stati inseriti da decenni nella didattica dei prerequisiti alla lettoscrittura braille, essi derivano direttamente dalla ufo tradizione tiflopedagogica precedente al periodo dell’integrazione scolastica. Tali strumenti possono essere reperiti nei cataloghi specifici. Il Casellario Romagnoli è uno strumento classico per la didattica della prescrittura e prelettura braille, insieme ad altri importanti ausili che sono utili anche per altri scopi, ad esempio il piano in gomma per il disegno a rilievo, il cuscinetto per il disegno con cordoncino, il cubaritmo per l’apprendimento delle prime parole, la dattiloritmica per svolgere le operazioni aritmetiche. Le metodologie di approccio alla lettura e scrittura del braille sono fortemente condizionate dalle 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          caratteristiche percettive del tatto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          : questo ultimo è eminentemente analitico e diacronico, e non può essere assimilato alla vista per molte altre caratteristiche. Ma la didattica tiflologica classica del braille è pensata per un bambino 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          disabile visivo con uno sviluppo normotipico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè corrispondente approssimativamente alla media degli studenti degli Istituti per non vedenti, studenti che erano selettivamente molto più dotati dei bambini attuali e presentavano percentualmente meno disturbi dello sviluppo e doppie diagnosi. Quindi è possibile che l’attuazione pura e semplice di questi antichi e gloriosissimi metodi possa non sempre arrivare a risultati apprezzabili, perché il funzionamento del nostro bambino potrebbe essere differente dal “bambino tipo”. Per questo motivo lo psicologo è indispensabile per effettuare una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           percettivo e cognitivo del bambino aiutando il pedagogista e l’educatore a stabilire attraverso quali strumenti è possibile insegnargli a leggere e scrivere. La presenza di un disturbo dello sviluppo, o di una specifica disabilità che si affianca alla minorazione visiva, può essere direttamente la causa del mancato raggiungimento di questi prerequisiti, perché si può frapporre tra noi e la nostra meta. In questi casi non è utile perseverare sullo stesso ampasse, pensando di non aver insistito abbastanza. Invece qualche volta occorre ripensare alla strategia, all’obbiettivo oppure agli strumenti messi in campo. Qualche volta ad esempio vi sono materiali che vengono utilizzati per i prerequisiti, i quali necessitano di un pensiero simbolico e di capacità metaforiche, non sviluppate in bambini con doppie diagnosi, in particolare con disturbi dello spettro autistico. A questi bambini si insegna efficacemente a leggere e scrivere in braille attuando delle modificazioni sostanziali della didattica e degli strumenti presentati, perché alcuni di essi potrebbero soltanto far loro confondere le idee, rallentando il processo di apprendimento. Oltre alle caratteristichepeculiari della modalità di lettoscrittura, occorre riflettere che l’atto di lasciare una traccia stabile della parola è qualcosa che in sé e per sé deve essere oggetto di comprensione sia pur intuitiva da parte del bambino. Cosa significa scrivere qualcosa, a che serve, per chi, cosa significa leggere qualcosa scritta in precedenza da qualcun altro, e che funzione concreta può avere, sono significati importantissimi. Se essi non sono stati compresi dal bambino, il fatto di scrivere e leggere, in qualsiasi modalità, non ha alcun senso, rischiando di divenire un atto di puro addestramento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Leggere
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Indipendentemente dal metodo di scrittura, l’atto di leggere presuppone l’esecuzione di un compito psicomotorio assai specifico, in cui la lettura si svolge attraverso i polpastrelli, in special modo quelli degli indici delle due mani.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quello della mano sinistra ha poi anche un ruolo di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          organizzatore spaziale
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del compito, perché deve servire anche a 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          seguire l’andamento
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           delle differenti righe e dei vari capoversi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I caratteri braille non si possono modificare nelle loro proporzioni e dimensioni, perché essi sono studiati in base alla dimensione del polpastrello.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò che si può variare è la distanza tra le righe, tra i caratteri e tra le parole, e in analogia ai libri per vedenti a lettura semplificata delle prime classi elementari.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il materiale per la lettura semplificata del braille sarà pertanto costituito da caratteri tattilmente isolati o in serie, tra loro spazialmente ben distanziati, con interlinea doppia, più spazio tra le parole, per consentire l’educazione dello scorrimento delle dita da sinistra a destra, senza deviare in alto o in basso, per insegnare l’individuazione ed il riconoscimento delle forme dei caratteri e la loro discriminazione tattile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nell’insegnamento della lettura, non è di solito indicato il “metodo globale“, che non si presta affatto all’apprendimento della lettoscrittura braille, mancando nella modalità percettiva tattile qualsiasi carattere di globalità, differentemente dalla modalità visiva, globale per eccellenza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7265316.jpeg" length="154699" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:31:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/lalfabeto-sotto-le-dita</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap,braille</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Non solo puntini</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/non-solo-puntini</link>
      <description>Quasi sempre, è sconsigliabile utilizzare esclusivamente uno specifico strumento per tutta la vita tra i vari a disposizione, ma si dovrebbe poter essere in grado di sceglierne uno a seconda del contesto, in quanto vi sono alcune caratteristiche che possono far preferire uno a discapito dell’altro,...</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quasi sempre, è sconsigliabile utilizzare esclusivamente uno specifico strumento per tutta la vita tra i vari a disposizione, ma si dovrebbe poter essere in grado di sceglierne uno a seconda del contesto, in quanto vi sono alcune caratteristiche che possono far preferire uno a discapito dell’altro, a seconda del compito e della situazione in cui ci si trova.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel lungo termine sconsiglio pertanto scelte di tipo monotematico, perché una selezione di uno tra i vari strumenti, significa spesso l’esclusione di tutti gli altri e, conseguentemente la perdita di molte opportunità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi si può pensare alla scelta di una modalità prevalente di lettura e scrittura, più che la scelta di una unica modalità in assoluto, e questo dovrebbe essere fatto tenendo presenti le caratteristiche e le potenzialità dei vari mezzi per leggere e scrivere e quelle di chi dovrebbe usarli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il più delle volte si possono escludere alcune delle modalità sopra elencate a causa di qualche limitazione specifica del bambino di cui trattasi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Percezione lettura e scrittura
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lettoscrittura visiva
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Può essere utile classificare le forme con le quali si può leggere e scrivere, tenendo presenti le modalità percettive che si usano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Come la quasi totalità del mondo fa, si può leggere con gli occhi, utilizzando la forma grafica della parola con l’alfabeto stampato, che in questo settore si chiama “scrittura in nero “.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La lettura visiva, appannaggio e scelta elettiva di quasi tutti i normovedenti, è anche accessibile alla maggior parte delle persone ipovedenti, ma non ai ciechi. Parlando degli ipovedenti, le caratteristiche visive delle parole e dei numeri debbono essere compatibili con le capacità visive della specifica persona. La scrittura ingrandita, perciò, non presenta alcuna caratteristica standard.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Differentemente dal
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          BRAILLE
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           le cui dimensioni sono sempre le stesse, il testo per ipovedenti deve essere personalizzato per dimensioni, tipologie di caratteri, interlinea tra le righe e tra le parole, distanza tra i caratteri, grandezza ed orientamento della pagina, colore e contrasto. È facile immaginare quindi che, considerando tutte queste variabili, si può giungere ad un numero elevatissimo di combinazioni e che, quindi, i testi ingranditi utili per una certa persona, difficilmente possono essere utilizzati efficacemente per un’altra persona ipovedente. Leggere con gli occhi, però, non vuol dire necessariamente leggere carta stampata; non dobbiamo mai dimenticare di fare attenzione a confondere la modalità percettiva con i mezzi e gli strumenti usati.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Anche in questo caso la lettura visiva degli ipovedenti può essere ottenuta attraverso una batteria di mezzi e strumenti dalla carta, alla telecamera, al computer. Scrivere e leggere con la vista consente un contatto immediato e diretto con la parola nella sua morfologia, con i simboli utilizzati e le strutture spaziali che la costituiscono. Con la vista si possono intuire abbastanza facilmente, ad esempio, le relazioni spaziali che intercorrono tra i vari elementi, siano esse parole, frasi, numeri o altri simboli. Nella lettura visiva si possono notare gli aspetti organizzativi e spaziali di una frazione, si possono intuire le altezze tonali delle note presenti su di un pentagramma musicale, si possono comprendere abbastanza facilmente le informazioni di tipo strutturale simbolicamente rappresentate nell’insiemistica, il significato proporzionale di un grafico a torta o a barre, il processo rappresentato in un diagramma di flusso. Ciò accade perché nella lettoscrittura visiva si possono usare vari tipi di metafore spaziali e grafiche per poter comunicare più informazioni contemporaneamente. Una tra tutti è la metafora della dimensione verticale che si accompagna a quella orizzontale, come accade nella musica e nella matematica.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Queste potenzialità proprie della lettura visiva, risultano assai difficilmente trasferibili nelle altre modalità senso-percettive; è infatti quasi impossibile rendere con la stessa immediatezza e comprensibilità gli stessi concetti con la modalità uditiva, mentre è possibile farlo utilizzando il braille, ma per rendere comprensibili tali concetti utilizzando il codice tattile, è necessario operare radicali trasformazioni, annullando la dimensione verticale, e trasformando tutto in sequenze lineari. Nella scrittura visiva possiamo citare anche la videoscrittura, cioè l’utilizzo di personal computer tablet e smartphone, per leggere e scrivere. Le persone ipovedenti possono giovarsi di semplificazioni grafiche attivabili con le funzioni di accessibilità di molti sistemi operativi, ed inoltre possono personalizzare le condizioni di lettura modificando agevolmente le dimensioni ed i colori dei caratteri e degli sfondi. È molto importante considerare anche gli aspetti di distanza di lettura e di atteggiamento posturale perché un assetto errato può condurre ad un inutile dispendio di energie, alla riduzione dei tempi di attenzione e, a lungo andare, a disagi dovuti a cattiva postura.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
          Oltre alla semplificazione degli ambienti operativi più comuni, esistono specifici programmi pensati per aiutare le persone ipovedenti. Inoltre è possibile reperire tastiere facilitate ed ingrandite. Per quanto concerne l’apprendimento della digitazione alla tastiera, i bambini ipovedenti dovrebbero essere allenati a digitare senza guardare le loro dita e ciò che c’è scritto sui tasti. Questo agevola enormemente il loro comfort, convoglia più attenzione sul compito, aumentandone la qualità, evita problemi posturali, concentrando l’attenzione visiva al solo schermo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lettoscrittura uditiva
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un’altra modalità percettiva utile e valida per l’accesso ai testi è quella uditiva. Si può 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          LEGGERE CON LE ORECCHIE E SCRIVERE CON LA BOCCA
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , nel senso di incidere la propria voce come se si scrivesse su di un quaderno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La lettura uditiva consente una fruizione globale, rapida ed immediata della frase e del discorso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Permette di notare e confrontare vocaboli e stili linguistici, permette di accedere a fonti di vario tipo con una modalità poco impegnativa sotto il profilo senso motorio, 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ma molto dal punto di vista attentivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Infatti, leggere un testo registrato da un lettore, oppure pronunciato dalla voce artificiale di un computer, apparentemente non richiede di svolgere alcuna azione pratica. Questo potrebbe sembrare riposante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In effetti, però, la passività motoria del lettore uditivo, intento esclusivamente ad ascoltare, lo pone in una condizione in cui l’assenza di movimenti attivi può condurlo con una certa facilità alla distrazione. La lettura uditiva, infatti, dovrebbe essere accompagnata da una attività didattica di educazione all’ascolto, perché è facile andare incontro ad un decadimento dell’attenzione, si può perdere il filo del discorso, ci si può ritrovare intenti a seguire i propri pensieri mentre la lettura va avanti da sola.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si può leggere e scrivere uditivamente attraverso vari mezzi, dal più classico lettore di CD audio con cui tante persone hanno ascoltato libri parlati, al personal computer dotato di sintesi vocale, al lettore portatile di file in formato MP3, allo smartphone dotato di sintesi vocale, che consente l’uso di molte comuni applicazioni per la lettura di libri in EPUB o PDF, o di applicazioni specifiche per l’accesso ai cataloghi dei libri parlati con accesso esclusivo e gratuito da parte delle persone con difficoltà di lettura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella maggior parte dei casi è sufficiente modificare la modalità di lettura (output), perché se non vi sono particolarità neuromotorie e o di fissazione sensopercettiva tattile, le persone con deficit visivo possono utilizzare i dispositivi di scrittura informatica standard (tastiere fisiche e virtuali).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In alcuni casi è consigliabile utilizzare programmi per la dettatura, quando scrivere è arduo con le mani e quando la capacità articolatoria consente di pronunciare le parole in modo comprensibile da un riconoscitore del parlato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La lettura uditiva presuppone attenzione focale e sostenuta. È importante considerare questa capacità come una risorsa da incentivare e sviluppare selettivamente e specificamente nella vita di una persona con deficit visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta si commette l’errore di pensare ingenuamente che trasformare in audio qualcosa di scritto sia sufficiente perché la persona si possa trovar bene subito, e possa sperimentare comfort e soddisfazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così come è importante allenare e far crescere le capacità di lettura visiva, allo stesso modo si deve insegnare ad un bambino con deficit visivo ad 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ascoltare attivamente
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , mantenere concentrata l’attenzione ecc.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Abilità metacognitive indispensabili sono saper accorgersi delle proprie distrazioni, e saper controllare il processo di comprensione e l’apprendimento del testo, proprio come si fa con una lettura di tipo visivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questa capacità concorrono funzioni psicologiche come la memoria di lavoro, l’attenzione, i processi di comprensione del testo di tipo inferenziale, l’ampiezza del vocabolario eccetera.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella comprensione del testo sono fondamentali le esperienze concrete a disposizione del bambino, per poter riportare ciò che sta leggendo alle proprie esperienze vissute, cioè che ha sperimentato direttamente attraverso i propri sensi e non attraverso il racconto degli adulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          valutazione dello sviluppo delle competenze di base alla lettoscrittura
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , anche uditiva ed alla comprensione del testo, e compito specifico anche dello psicologo, in collaborazione con l’équipe degli educatori e riabilitatori.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lettoscrittura tattile
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La LETTURA TATTILE, con l’utilizzo del codice braille rappresenta una modalità specifica, pensata per i ciechi, ma utile anche in altre situazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La modalità percettiva tattile non deve essere necessariamente associata alla carta dei libri, perché può andare dal più classico e antico modo di punzonare con un punteruolo, al più tecnologico sistema di rappresentazione braille attraverso un display tattile collegato ad un personal computer, passando per una macchina dattilobraille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il contatto diretto con la parola concreta, fisicamente presente in quanto tale, conferisce alla lettura in braille alcune caratteristiche simili al tipo di rapporto che si può ottenere con la parola visiva; ciò significa poter entrare in contatto con gli 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          aspetti morfologici
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dei simboli utilizzati, attivare un processo attentivo più solido e stabile da parte del lettore nei riguardi del testo letto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La persona viene infatti coinvolta motoriamente in modo continuo durante il processo di lettura, e regola attivamente la velocità di esplorazione, osservazione ed acquisizione del testo in base alle proprie caratteristiche e condizioni, personalizzando e contestualizzando la velocità e la forma della lettura scorrendo le dita, proprio come può fare un lettore visivo mentre si sposta lo sguardo lungo le parole.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il braille, è un codice alfabetico che si presta massimamente quando si vuole ottenere un contatto diretto e si vuole facilitare un ragionamento serrato e rigoroso sui simboli con i quali le parole ed i numeri sono composti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò è possibile partendo dai primi rudimenti della parola scritta e le sue componenti, fino alle complessità di uno spartito musicale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò che attraverso il codice braille risulta difficile se non impossibile, è l’uso di alcuni tipi di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          metafore spaziali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           classicamente presenti nella scrittura ” in nero “.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Più di tutte, non si può utilizzare la dimensione verticale dello spazio: tutto deve essere trasformato in un codice sequenziale avente un inizio ed una fine, che si legge scorrendo le dita in un unico verso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oltre a ciò in braille non è possibile basarsi sulla forma, lo spessore del tratto e la grandezza dei caratteri per attirare l’attenzione, perché questi, come abbiamo avuto modo di spiegare in precedenza, sono tutti fisicamente rappresentati allo stesso modo, in celle di tre file per due colonne di punti. Ad esempio, per indicare che una parola è scritta in corsivo, non si modificano i caratteri, ma si utilizza un segno particolare con il quale si intende che la parola successiva debba essere intesa in corsivo, anche se quest’ultima e scritta esattamente come le altre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ il caso, ad esempio, della scrittura della musica. In nero, il pentagramma musicale rappresenta lo scorrere del tempo sull’asse orizzontale e l’altezza tonale delle note su quello verticale. Oltre a ciò le diverse note hanno caratteristiche grafiche a seconda della loro durata e posseggono ulteriori segni che stanno ad indicare la relazione che vi è tra di loro, e numerose altre caratteristiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutto ciò in braille viene trasformato, infatti uno spartito musicale è composto da una sequenza di simboli, l’uno accanto all’altro, che indicano in modo discreto tutte le varie caratteristiche che la grafica musicale in nero può rappresentare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per essere più precisi, possiamo dire che l’ottava di una nota è un segno specifico che si antepone alla nota, che ciascuna delle sette note viene rappresentata da una lettera dell’alfabeto dalla D alla J e che la durata o il valore della nota stessa viene segnata attraverso alcuni punti che si aggiungono in basso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altre informazioni come il tipo di chiave, la mano da usare, se due o più note debbano essere suonate contemporaneamente o qualsiasi altra cosa, viene scritta tutta di seguito in questa lunghissima filastrocca di simboli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò comporta grande attenzione, molta disciplina, molta concentrazione e anche moltissima memoria tattile, giacché chi suona di solito lo fa con le mani, le quali o leggono o suonano. Pertanto si legge la musica per imparare, non mentre si esegue un brano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La stessa trasformazione risulta necessaria nella matematica in braille, anche in questo caso dalla più semplice frazione alla più complessa equazione, tutto va trasformato in una sequenza di simboli che si susseguono sulla stessa linea.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ho voluto esemplificare precisamente tutto questo, per poter far intuire le qualità umane e le caratteristiche specifiche che bisogna educare in un bambino, per poterlo mettere in condizione di utilizzare appieno il braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo significa che, paradossalmente, è più importante una competenza elevata sul codice braille per assistere un alunno delle scuole medie o superiori rispetto a quanto possa essere necessario sapere sul braille quando si insegni a leggere e scrivere parole e piccole frasi. Ciò non vuol dire affatto che l’insegnante della scuola elementare debba ignorare questo codice, vuol dire soltanto che all’inizio si dovrà porre più attenzione ai prerequisiti ed alla metodologia che ha tutto il resto, mentre in seguito è necessario che l’insegnante di sostegno, l’assistente specializzato o qualsiasi altra figura affianchi l’alunno, dovrà necessariamente apprendere alcune convenzioni specifiche per le diverse discipline, specialmente se l’alunno svolge il programma didattico relativo alla classe che frequenta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Scelte obbligate
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La condizione soggettiva di una persona può essere certamente motivo per poterle costruire addosso, come un vestito, l’insieme dei mezzi per leggere e scrivere a lei più congeniali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si devono escludere tutti gli strumenti che utilizzano la vista, quando ci troviamo di fronte ad una persona con caratteristiche funzionali visive che non consentono alcun uso di questo senso. Molto spesso per poter stabilire quali siano le caratteristiche ottimali di testo ingrandito per una persona ipovedente, si deve conoscere dettagliatamente la sua funzione visiva: con questa espressione si intende una descrizione qualitativa e quantitativa delle funzioni visive utilizzabili in una persona e, conseguentemente, dei suoi limiti visivi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La lettura visiva deve essere valutata nella sua utilità anche in base alla quantità di sforzo che la persona compie per discriminare lo scritto e a quanto tempo sia necessario per farlo. Una lettura troppo lenta non consente la disponibilità di energie cognitive per comprendere il significato di quello che si legge e neppure la possibilità di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ricostruire frasi intere nella memoria di lavoro
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Tante volte si incontrano bambini costretti a leggere con gli occhi con una tale difficoltà, da non poter essere in grado di dedicare alcuna attenzione alla comprensione di quello che stanno leggendo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questi casi si dovrebbe riservare alla lettura visiva esclusivamente il ruolo di analisi dettagliata della forma del testo, e quello di scrittura di pochi e semplici elementi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si dovrebbe invece riservare alla lettura uditiva il compito di consentire alla persona il contatto con testi estesi, contenenti concetti e pensieri su cui avere la possibilità di ragionare e riflettere senza essere ossessionati dal compito stesso di leggere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          accanimento visivo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           conduce inevitabilmente ad una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ansia da prestazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           visiva molto dannosa per lo sviluppo emotivo e relazionale della persona ipovedente, la quale finisce con i considerare la vista ed il riuscire a vedere come un fine ultimo e non come uno dei mezzi a sua disposizione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso questa condizione è la conseguenza del perseguimento dell’obbiettivo di leggere per leggere, di leggere per dimostrare di vedere, di leggere per sentirsi uguali. In effetti, però, si rischia di sentirsi molto più diversi dagli altri se, leggendo seppur con gli occhi, si fa tanta fatica, non si comprende quello che c’è scritto, non si può portare a termine un compito di apprendimento, non si è in grado di rileggere né correggere ciò che si scrive.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il bilanciamento nelle giuste proporzioni, tra la lettura visiva e quella uditiva in un ipovedente grave, è un equilibrio a volte difficile da raggiungere, e qualche volta l’insegnante, il genitore ed il riabilitatore hanno bisogno di indicazioni tecniche specifiche da professionisti specializzati che li possano indirizzare al meglio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando non esiste la possibilità di accedere al testo scritto attraverso la vista, occorre chiamare in gioco il tatto, in special modo quando dobbiamo insegnare la forma delle parole, la punteggiatura, l’ortografia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          D’altra parte, si possono escludere tutti gli strumenti che prevedono una lettura tattile, tutte le volte che le caratteristiche psicomotorie e percettive non sono compatibili con i prerequisiti della lettura braille.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando le mani non possono essere controllate nei loro movimenti fini, quando non ci sono le condizioni per la creazione di tutti i concetti spaziali che consentono alla persona di riconoscere un carattere braille, non è possibile pensare a questa forma di scrittura come adeguata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Leggere, scrivere, vivere
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualsiasi siano le forme utilizzate per leggere e scrivere, è importante dedicare molta attenzione per far comprendere alla persona il senso stesso della scrittura e della lettura, la sua utilità e perché no, la convenienza che ne può trarre nel lasciare parole scritte perché qualcuno poi le legga, o nel leggere oggi ciò che ieri qualcun altro ha scritto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una grande utilità che certamente la persona con problemi di vista potrà immediatamente ottenere è quella che la scrittura consente quando aiuta a riconoscere, organizzare e classificare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso, la persona che non vede o che vede molto male, in qualsiasi età, può avere il problema di non riconoscere alcuni tipi di oggetti perché simili, di non sapere dove riporre o da dove cercare qualcosa perché risulta facile una confusione tra elementi così da rendere molto utile ordinare e classificare le cose. È in questi casi che torna utile saper leggere e scrivere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un bambino cieco e con altri problemi, imparò che per riconoscere la lattina della sua bevanda preferita da quella a lui non gradita del suo papà, doveva contrassegnare con un segno la sua, se non voleva rischiare di bere qualcosa per lui molto sgradevole.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Imparò ad etichettare con un puntino tutte le sue aranciate e poi, col tempo, fu possibile per lui comprendere che la parola “aranciata ” cominciava per A, così imparò che quel puntino era proprio una A.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Chi si occupa di riabilitazione logopedica, sa che la capacità di distinguere la sua iniziale dal suono unitario di una parola, appartiene alle competenze metafonologiche, che qualche volta fanno fatica a svilupparsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Indipendentemente dal modo di scrivere usato, non dobbiamo dimenticare che leggere e scrivere non dipendono solo dal canale e dalla forma usati ma anche dalla capacità di utilizzare e comprendere simboli complessi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Abbiamo il dovere di predisporre la forma di comunicazione più adeguata, anche in base alle possibilità simboliche e linguistiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sono delle situazioni di vita quotidiana che fanno preferire nettamente una modalità di scrittura dall’altra e ciò non riguarda solamente le materie scolastiche.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per distinguere i DVD delle canzoni preferite potremo etichettarli usando simboli visivi o tattili a seconda delle capacità, ma non certo la scrittura uditiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per annotare rapidamente un indirizzo potremo usare una tavoletta braille portatile oppure un piccolo apparecchio di registrazione vocale, che invece non possiamo usare per distinguere la conserva di pomodoro dai piselli in lattina.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per reperire un numero di telefono dalla rubrica del cellulare dovremo necessariamente scegliere tra un sistema di sintesi vocale o uno di ingrandimento del display del telefono.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Di recente impiego sono i sistemi di codifica a barre e loro successivi sviluppi, che consentono di generare etichette visive che si possono apporre agli oggetti, e che si possono far riconoscere alla telecamera degli smartphone, e far vocalizzare questi sistemi, creati per classificare le merci ora sono accessibili a tutti e si possono utilmente adoperare per l’etichettatura di qualsiasi elemento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche l’approccio scolastico dovrebbe essere pervaso da una certa pragmaticità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Possiamo studiare la storia con un libro audio registrato, ma per la matematica dobbiamo usare il “nero” o il braille, se non addirittura materiale concreto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sovente l’uso di un personal computer ci consente di traghettare da una modalità percettiva all’altra. Un testo stampato, una volta trasformato in un documento informatico, può essere ingrandito attraverso un sistema di zoom dello schermo, recitato in voce con un sistema di sintesi vocale, trasformato in braille leggendo direttamente con un display quello che appare sullo schermo, oppure stampato su carta “in nero“ ingrandito, stampato in braille, oppure ancora trasferito su di un lettore portatile sotto forma di file SONORO.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte si possono fare molte tra queste cose contemporaneamente, ed in quel modo si può superare il problema della scelta assoluta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’importante è tenersi aggiornati sulle notizie relative alle novità tecnologiche, senza però cadere nella banalizzazione riducendo il problema al solo mezzo, ma tenendo invece sempre presente la persona che dovrà usarlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-disabilit%C3%A0-visiva-roma-marialuisagargiulo.jpg" length="255263" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:10:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/non-solo-puntini</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicologia dell' handicap,Defici visivo,braille</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-disabilit%C3%A0-visiva-roma-marialuisagargiulo.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/psicoterapia-disabilit%C3%A0-visiva-roma-marialuisagargiulo.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Linee guida sull’autismo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/linee-guida-sullautismo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A proposito delle Linee Guida sull’Autismo
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nelle ultime settimane si sono susseguite notizie relative alla pubblicazione della Linea Guida numero 21 “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”, emanata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ottobre 2011. La guida è stata presentata a Roma il 26 gennaio 2012, con la collaborazione della Federazione delle associazioni dei Soggetti Autistici, di enti di Ricerca e altre Istituzioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella Conferenza Stampa del 25 gennaio 2012, si è avuta una contrapposizione tra alcuni parlamentari e riabilitatori,che hanno accusato di parzialità le linee guida, ed altri appartenenti al mondo scentifico, politico ed associativo che ne hanno difeso la correttezza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel dibattito che ne è conseguito, entrambi gli interlocutori si sono espressi in modi reciprocamente critici, TANTO CHE, al momento, sono in corso raccolte di firme per chiedere la riapertura del tavolo di lavoro, con lo scopo di implementare il documento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La mia intenzione non è intervenire nel merito del dibattito su quale sia l’approccio migliore. Intendo invece affrontare gli aspetti sottostanti la valutazione di efficacia dei trattamenti, a beneficio di chi desidera farsi un’opinione rispetto a quanto si legge in queste settimane. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Che cosa è una linea guida?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa tipologia di documento non si configura come una mappa territoriale dei servizi, né come una rassegna di strumenti e nemmeno quale manuale operativo. Riporto qui il testo presente in una delle prime pagine:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “…In Italia, l’elaborazione di linee guida e di altri strumenti di indirizzo finalizzati al miglioramento della qualità dell’assistenza avviene all’interno del Sistema Nazionale per le Linee Guida (SNLG). La legislazione vigente propone l’adozione di linee guida, come richiamo all’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse disponibili e come miglioramento dell’appropriatezza delle prescrizioni”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Più avanti vengono esplicitati gli obiettivi sottostanti alla loro stesura:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “…produrre informazioni utili a indirizzare le decisioni degli operatori, clinici e non, verso una maggiore efficacia e appropriatezza, oltre che verso una maggiore efficienza nell’uso delle risorse”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il documento contiene raccomandazioni, formulate sulla base di un’analisi degli studi di efficacia, prodotti per ciascun trattamento, che possono orientare nell’adottare (o non) una certa terapia per intervenire sui disturbi dello spettro autistico in bambini e adolescenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Negli ultimi anni si è assistito alla divulgazione di numerose linee guida, rivolte a una varietà di ambiti sanitari e a diversi professionisti della salute.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È utile sapere che risale al 2001 la pubblicazione di AGREE (Appraisal of Guidelines for Research &amp;amp; Evaluation), strumento che negli anni è divenuto il riferimento internazionale per valutare la qualità delle linee guida. La nuova versione – AGREE II – è stata pubblicata nel 2010la . La Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) ne ha curato la traduzione ufficiale italiana. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Che cosa contiene questa linea guida?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’obiettivo del documento è quello di orientare l’organizzazione dei servizi, e l’allocazione delle risorse economiche, verso le attività che offrono maggiori garanzie di efficacia e appropriatezza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ritengo che questo non leda il diritto e la libertà di cura, in quanto gli approcci non annoverati come efficaci non sono comunque vietati, a garanzia delle possibilità di scelta personale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          D’altra parte è utile riflettere su quale sia la funzione di un’Agenzia di Governo, indirizzata alla tutela della salute, se non quella di informare i cittadini sulle ricerche volte ad analizzare l’efficacia dei trattamenti, dal momento che spesso è difficile per le singole persone verificare questo aspetto. La valutazione di efficacia acquisisce maggiore rilevanza quando interessa i servizi educativi e abilitativi rivolti alle persone con disabilità, in quanto vede coinvolti soggetti per definizione “non guaribili” ma che possono migliorare comunque la qualità della propria vita e del proprio funzionamento, dell’attività e della partecipazione; miglioramento che, come insegna l’ICF, spesso si ripercuote solo su alcuni aspetti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il documento è sostanzialmente una meta-analisi della letteratura esistente, in particolare di quella che possiede alcune caratteristiche peculiari riconducibili alla capacità di misurare l’efficacia dei trattamenti, divisi per tipologia. Nello specifico, vengono riportate le ricerche che hanno misurato l’efficacia dei seguenti trattamenti:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Parent Training (Interventi mediati dai Genitori)
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Comunicazione Aumentativa Alternativa
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Interventi per la comunicazione sociale e l’interazione come le Social Stories
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Interventi riabilitativi erogati attraverso software
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Programmi educativi come il Reciprocal Training e altri interventi in ambiente naturale
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Interventi comportamentali strutturati come l’ABA e il TEACCH
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Programmi intensivi precoci come l’Early Start Denver Model
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Terapie cognitive come quelle che adottano la “Teoria della Mente”
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Auditory Integration Training
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Musicoterapia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Comunicazione Facilitata
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Interventi nutrizionali
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Psicofarmacoterapia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel documento sono riportate le ricerche che siano state condotte in modo rigoroso, persino in assenza di evidenza di efficacia del trattamento in esame; infatti la scelta di un intervento dovrebbe essere guidata anche dal sapere che questo non ha prodotto esiti, quantomeno ad oggi, dimostrabili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono state escluse invece le ricerche, anche quando riferite ai trattamenti sopra elencati, qualora la metodologia non sia risultata idonea; pertanto l’esclusione non ha riguardato il tipo di trattamento, ma piuttosto il rigore metodologico sottostante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8378752.jpeg" length="335904" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:53:58 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Psicologia dell' handicap</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8378752.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-8378752.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Per i genitori di ragazzi seguiti da uno psicologo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/per-i-genitori-di-ragazzi-seguiti-da-uno-psicologo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cercherò di rispondere a qualche domanda che concerne il rapporto tra lo psicologo, i ragazzi che egli segue ed i loro genitori. Spesso si creano alcune situazioni molto delicate, ed è importante sempre salvaguardare sia l’interesse della salute del minore, che l’autorevolezza del genitore, il quale comunque ha la responsabilità di quel bambino o ragazzo, se minorenne.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sicuramente per un professionista ottenere, meritare e conservare la fiducia dei genitori dei giovanissimi che egli segue è senz’altro qualcosa di molto prezioso ed importante. Quindi dal punto di vista morale, oltre che da quello giuridico, lo psicologo deve sempre tener presente che egli gode di una posizione assolutamente privilegiata, ossia quella di essere colui il quale viene talmente stimato e considerato da alcune persone, tanto che queste ultime gli affidano un figlio, cioè, presumibilmente qualcuno al quale costoro vogliono molto bene, e al quale, stanno cercando di dare un aiuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche dal punto di vista legale, essendo i genitori detentori della potestà e responsabilità genitoriale, essi devono poter decidere e sapere tutto quanto sia utile per prendere le migliori decisioni in favore dei loro figli.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Infine, sotto il profilo economico, i genitori sovente sono coloro i quali pagano il costo delle sedute, e quindi, sono parte attiva del contratto stipulato con il professionista.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          D’altro canto, vi sono anche interessi ed accortezze riguardanti la relazione tra il professionista ed il minore, che devono essere tenute presenti proprio per garantire il miglior livello di alleanza terapeutica e di fiducia possibile, al fine di costruire le condizioni più favorevoli per aiutarlo pienamente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In qualsiasi relazione di cura, e particolarmente nella relazione tra un paziente ed uno psicologo psicoterapeuta, assume una importanza enorme la qualità della relazione che si instaura tra le due persone. Questo aspetto non è una piacevole e casuale conseguenza di un incontro felice, bensì è una vera e propria modalità di lavoro, perché quel professionista, muovendosi nell’ambito psicologico, si trova ad utilizzare elementi come il clima, la motivazione, l’alleanza, e molte altre variabili interpersonali ed emotive, come veri e propri strumenti di lavoro. Talvolta una buona relazione tra le persone, è il prerequisito necessario per poter avviare un lavoro fruttuoso. Quindi, con gli adulti così come con gli adolescenti e con i bambini, gli aspetti concernenti la relazione tra il professionista ed il suo paziente, sono comunque condizioni molto rilevanti. Per questo motivo, il professionista che lavora con dei minori, deve talvolta contemperare il bisogno di rendere conto ai loro genitori del lavoro che sta portando avanti, con la necessità di tutelare la riservatezza della persona, e conseguentemente preservare una qualità relazionale compatibile con il suo lavoro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta mantenere questo equilibrio è piuttosto facile, specialmente se i genitori sono già informati, oppure se hanno avuto precedenti esperienze, dirette o mediate attraverso l’esempio o il racconto di qualche altra persona. Altre volte, invece, è comprensibile che i genitori siano abbastanza dubbiosi su cosa sia meglio fare o non fare, chiedere o meno, intervenire, domandare chiarimenti al terapeuta, se si,in che modo eccetera.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          D’altra parte anche il professionista in certi momenti deve poter bilanciare due legittime esigenze, tutte due da prendere in seria considerazione, quella di non essere visto dai genitori come qualcuno che svolge misteriose ed incontrollabili azioni con il loro figlio, e dall’altra,quella di non essere scambiato dal ragazzo come colui il quale, emissario dei genitori, non fa altro che, pagato, agire per loro conto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In realtà lo psicologo non è né l’una nell’altra cosa, e deve tenere presente sempre, come massimo interesse, il benessere psicofisico del minore ed il suo miglior rapporto possibile con i genitori.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/parent-trining-roma-psicologa-marialuisagargiulo+%285%29.jpg" length="241736" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:47:17 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Assistenza al genitore,Bambini e Genitori,Sostegno alla Genitorialità,Genitori e Figli,Parent Training</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando le cose non vanno come ci si aspetta</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/quando-le-cose-non-vanno-come-ci-si-aspetta</link>
      <description>Apprendere ed utilizzare funzionalmente in modo adeguato i diversi strumenti per leggere e scrivere da parte di un bambino con deficit visivo, necessita di alcune capacità. Molte di esse, sono differenti a seconda dello strumento considerato. Alcune, invece sono comuni a tutti i mezzi di lettoscrittura e sono indipende</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Apprendere ed utilizzare funzionalmente in modo adeguato i diversi strumenti per leggere e scrivere da parte di un bambino con deficit visivo, necessita di alcune capacità. Molte di esse, sono differenti a seconda dello strumento considerato. Alcune, invece sono comuni a tutti i mezzi di lettoscrittura e sono indipendenti dalla vista.Se noi analizziamo le capacità presenti in un certo momento dello sviluppo di un bambino, possiamo organizzare per lui attività educative più efficaci, e possiamo metterlo in condizione di imparare secondo le sue capacità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre possiamo agire modificando metodologie educative che possono essere inadatte a lui, sostituendole con altre più specifiche ed appropriate.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella mia esperienza professionale è abbastanza frequente incontrare insegnanti e genitori, frustrati per la fatica e gli sforzi profusi, ed i pochi risultati conseguiti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non è raro per me conoscere bambini stressati e scontenti, disinteressati ad apprendere a leggere e scrivere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questi insuccessi non sono colpa di nessuno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Semplicemente ciò accade perché non sono stati sufficientemente considerate le capacità e specialmente le esigenze di quel bambino, in relazione ai prerequisiti necessari per l’apprendimento di quella specifica modalità di letto scrittura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo è più frequente nei bambini con uno sviluppo disomogeneo. Ci sono infatti bimbi che presentano alcune lacune solamente in alcune loro capacità. In alcune situazioni queste problematiche sembrano quasi nascoste, perché accanto ad alcuni deficit, il bambino presenta moltissimi talenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa situazione è assolutamente normale. Difatti, alcune problematiche di sviluppo sono estremamente settoriali, cioè non coinvolgono tante altre capacità presenti, che fortunatamente, spiccano nello sviluppo di un bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sintetizzando, a mio avviso Esistono tre grandi categorie di ragioni per le quali un bambino può avere difficoltà a imparare a leggere e scrivere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Le modalità di lettoscrittura prescelte non sono ottimali o non vengono insegnate con 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           metodi compatibili con il livello di sviluppo
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            del bambino.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il bambino presenta alcuni 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           problemi transitori
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           , che diventano ostacoli per l’acquisizione dei prerequisiti specifici a quel sistema di lettoscrittura scelto, oppure generali prerequisiti a leggere e scrivere.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Esistono alcuni 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           problemi di tipo strutturale
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           , cioè caratteristiche permanenti del funzionamento del bambino, che sono derivanti da problemi o deficit specifici. Il bambino quindi possiede una doppia diagnosi, magari non riconosciuta. Egli quindi non apprende a leggere e scrivere perché questa problematica non è stata ancora considerata dal punto di vista educativo.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Bambini ciechi con doppia diagnosi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ultimamente invece di parlare di “bambino cieco pluriminorato”, preferisco parlare di ” 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          bambino con doppia diagnosi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “, perché questo ci consente di specificare esattamente oltre al deficit visivo, quale altra patologia è presente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo salto di qualità è a mio avviso estremamente importante, giacché oramai sappiamo che gli interventi educativi e abilitativi dei bambini con disabilità multiple, debbono essere 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          diversificati
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , in base al tipo di deficit che si aggiunge a quello visivo. Difatti, un intervento generico, rischia di essere inefficace, vanificando quindi le risorse educative che sono a disposizione, oltre che le giuste speranze dei genitori e degli operatori coinvolti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta si sente dire che alcune gravissime alterazioni e ritardi del funzionamento delle persone cieche, sono derivanti dalle conseguenze del deficit visivo. Ma non sempre è vero.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Al giorno d’oggi siamo in grado, con una buona approssimazione, di determinare se una anomalia dello sviluppo sia una conseguenza della cecità, oppure se si tratti di un disturbo a se stante, parallelo alla patologia della vista, oppure derivante, come 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          la cecità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da una unica causa iniziale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso le situazioni di doppia diagnosi sono causate da una singola e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          unica patologia fisica
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo significa che, per la maggioranza dei casi, la cecità e l’autismo sono conseguenze di una unica condizione patologica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Essa può trovare la sua ragione in una sindrome genetica, cioè una alterazione del patrimonio ereditario che si manifesta attraverso una molteplicità di anomalie delle strutture e delle funzioni. Oppure può essere determinato da un danno neurologico, variamente causato, ad esempio come quelli che derivano dalla alta prematurità o da altri problemi alla nascita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A prescindere dalla causa biologica i problemi devono essere considerati come punti d’arrivo, che vanno diagnosticati entrambi sul piano funzionale e non eziologico, cioè indipendentemente dalla causa che li ha generati.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Io ritengo che, dopo la diagnosi, ciò che è necessario allestire attiene sempre più a servizi di tipo educativo. Ma l’equivoco che qualche volta aleggia quando si parla di questi argomenti, sta proprio nel fatto che anche gli interventi educativi, devono essere 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          diversificati in base alla diagnosi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi, il mio approccio diagnostico e giustificato dalla convenienza, in termini di specificità ed appropriatezza dell’intervento educativo, cioè per dare modo agli educatori di intervenire laddove è come e necessario.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio c’è molta differenza tra un bambino cieco con un deficit cognitivo (chiamato una volta ritardo mentale), ed uno con un deficit dell’interazione sociale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le due cose non si equivalgono e potrebbero presentarsi anche singolarmente. Inoltre vi sono persone che presentano compromissioni di tipo psichiatrico, ed i differenti approcci, si giustificano e si diversificano da quelli più adatti per le persone con deficit psichico delle funzioni di base.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò che infatti ho notato è che in alcune occasioni, definire un bimbo come pluriminorato, è stato utilizzato quale punto d’arrivo per evitare di dare una diagnosi funzionale precisa, cosa che il più delle volte equivale ad una sorta di binario morto sul da farsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Andare incontro alle specifiche esigenze di bambini con compromissioni così diverse e non omogenee, e alle giuste richieste dei genitori che sempre più cercano risposte adeguate, è la sfida che si pone oggi alle famiglie alle scuole, ai centri di riabilitazione e ai professionisti del settore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa modalità di approcciare al problema, deriva da alcune considerazioni:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistonodifferenti metodologie operative di tipo educativo e abilitativo, che sono state valutate maggiormente efficaci in alcune situazioni e in presenza di alcuni specifici deficit, che invece in altri casi sono poco adatte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono particolari periodi critici, cioè fasce di età dello sviluppo, nelle quali vi è una maggiore vulnerabilità, ed altre nelle quali vi è una maggiore possibilità di aiutare il bambino a svilupparsi al meglio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono differenti tipi di problemi di adattamento della persona cieca con doppia diagnosi, in considerazione delle diverse possibili patologie di cui è affetta. Pertanto in considerazione di questo, è possibile ed è necessario potenziare l’intervento su queste aree, anziché su altre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi conoscere la doppia diagnosi del bambino cieco pluriminorato può essere utile per:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stabilire quali metodi sono più efficaci
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stabilire in quali momenti dello sviluppo e più importante agire
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          !
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:46:42 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>L’attaccamento</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/lattaccamento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A seguito di alcune richieste pervenutemi, inserisco qui alcune notizie sulla teoria dell’attacamento. Il sistema dell’attaccamento fa parte dei Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI), che comprendono anche il sistema dell’accudimento, del rango (o competitivo), quello cooperativo paritetico e quello sessuale. Gli SMI possono essere considerati come principi organizzatori a base innata, che regolano il comportamento sociale. Ciascuno di essi è osservabile attraverso precisi comportamenti che sono attuati per il raggiungimento di una meta. Ciascun sistema si attiva in presenza di condizioni specifiche ed è caratterizzato da segnali non verbali, con i quali gli individui comunicano le loro intenzioni ai membri della stessa specie. Ciascuno SMI è contraddistinto dalla comparsa di specifiche emozioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In particolare, il sistema dell’attaccamento regola il comportamento di ricerca di protezione. Si attiva nelle situazioni di fatica, dolore fisico o emozionale, solitudine, minaccia, paura, disagi corporei. Il suo principale segnale di attivazione è il pianto. La meta consiste nel cercare la vicinanza protettiva di un conspecifico, attraverso l’attivazione del suo complementare sistema di accudimento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista emozionale, l’attivazione del sistema di attaccamento è contraddistinta dalla paura da separazione, da rabbia e protesta. All’ottenimento della vicinanza protettiva, le emozioni conseguenti sono conforto, gioia e, successivamente, sicurezza. A questo punto il sistema dell’attaccamento si disattiva, per lasciare spazio generalmente a comportamenti di esplorazione o gioco sociale. Se la meta non viene raggiunta, le conseguenti emozioni sono tristezza, rabbia, disperazione ed infine distacco emozionale. Si intende per relazione di attaccamento quella con una Figura di Attaccamento (spesso abbreviata in FdA), persona dalla quale ci si aspetta cura e vicinanza protettiva. Generalmente si tratta quindi dell’individuo ritenuto dal bambino più determinante per la sua sopravvivenza e la sua difesa. Il modo con il quale la FdA risponde ricorsivamente alle richieste del bambino di cura e vicinanza protettiva, determina una aspettativa rispetto al suo comportamento futuro, alla risolvibilità nella situazione problematica, alla consolabilità del dolore o della paura che il bambino prova.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La ricerca scientifica sull’attaccamento è partita dallo studio del legame precoce genitore-bambino, e fornisce una cornice di riferimento per comprendere il modo in cui una qualità adeguata della funzione genitoriale, associata a condizioni di sicurezza emotiva nel contesto sociale del bambino, ne favorisce lo sviluppo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          John Bowlby, dal 1942, inaugurò una nuova stagione dello studio psicoanalitico del bambino e della famiglia. L’Autore fu tra i primi a utilizzare la teoria generale dei sistemi in alternativa alla teoria metapsicologica. Il contributo di Bowlby verrà ripreso e utilizzato successivamente anche da psicoterapeuti della famiglia e da terapeuti cognitivi. In seguito si sono sviluppati ampi settori di connessione con le teorie etologiche, in quanto il comportamento di attaccamento viene studiato anche da un versante evoluzionistico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Determinanti per la ricerca sono stati gli apporti di Mary Ainsworth, che negli anni 60 ha iniziato a osservare il comportamento di bambini con le loro madri, attraverso l’utilizzo sempre più raffinato di uno strumento di osservazione chiamato “Strange situation”1. Le ricerche di Mary Main hanno indagato l’attaccamento nell’adulto, attraverso L’Adult Attachment Interview2. I raffronti tra i dati riguardanti i bambini e quelli degli adulti hanno comprovato l’esistenza di correlazioni significative tra gli stili di attaccamento del bambino ed i rispettivi atteggiamenti e rappresentazioni dell’attacamento dell’adulto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vengono attualmente classificati 4 diversi modelli o stili di attaccamento del bambino, in relazione ad altrettante reazioni ricorrenti del genitore alla richiesta di cura. Inizialmente si osservarono tre stili organizzati di attaccamento, denominati Sicuro, Insicuro Evitante e Insicuro Resistente. Successivamente ne è stato individuato un ulteriore, detto Disorientato/Disorganizzato, che sembra prodursi in concomitanza con reazioni del genitore caratterizzate da spavento, angoscia, dissociazione, o dall’innescarsi in lui di reazioni emotive derivanti da altri sistemi motivazionali oltre a quello dell’accudimento (di attaccamento, agonistico, sessuale, ecc.). Tali modelli precoci, sebbene possano essere modificabili da eventi significativi successivi, sembrano relativamente stabili. Inoltre esistono specifici studi sugli stili di attaccamento relativi alla madre ed al padre, ed alle influenze degli stili di attaccamento del partner nell’ambito di una coppia. Attualmente la ricerca sull’attaccamento si è estesa allo studio della psicopatologia, grazie ai significativi contributi di Peter Fonagy, Giovanni Liotti, Marsha Linehan ed altri. L’interesse si è focalizzato sulla correlazione tra particolari stili di attaccamento e stati mentali, che caratterizzano alcuni disturbi. In particolare sono note specifiche strategie di controllo3, derivanti da quelle che il bambino mette in atto per gestire e dare significato alla propria esperienza nei confronti di un genitore spaventato e quindi destabilizzante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre, è noto come alcuni stati di coscienza alterati caratteristici della dissociazione nelle sue varie forme, sono correlabili con il disorientamento e la perdita delle capacità riflessive, tipici della disorganizzazione dell’attaccamento. La ricerca scientifica sembra quindi sempre più confermare che l’attaccamento disorganizzato è altamente correlato all’insorgenza di problemi psicologici.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/attaccamento-genitori-e-figli-paicologo-roma-gargiulo.jpg" length="164111" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:38:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Regali bambini e genitori</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/regali-bambini-e-genitori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ovvero: il consumismo del desiderio
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Negli ultimi giorni prima di Natale, spendiamo il massimo delle nostre energie per l’acquisto dei regali. A giudicare dal comportamento delle persone che si possono osservare per le strade, sembra che il maggiore interesse sia togliersi la preoccupazione di aver assegnato a ciascuno qualcosa, con la stessa diligenza con la quale si possono eseguire quei rompicapo che prevedono di assegnare a ciascun personaggio un nome, un mestiere o una caratteristica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ci sentiamo particolarmente responsabili nell’acquisto dei regali nei riguardi dei bambini. Come se, in qualche modo, fare loro dei doni equivalesse a fare il meglio per loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se ci specchiamo un attimo, e osserviamo gli amici ed i parenti altrettanto impegnati, verrebbe da chiedersi per chi davvero stiamo facendo tutto questo, se poi sembra abitare dentro di noi, un’ansia, un’incertezza che giunge fin quasi all’acquisto, fino a che l’ultimo scontrino non è stato emesso, l’ultimo codice bancomat non è stato digitato, l’ultima busta regalo non è stata confezionata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Eppure, quasi più energia – aspettativa, tensione viene spesa nell’acquisto, che nel successivo sperimentare da parte loro quello che è stato comprato specie se i giochi sono tanti, e se l’acquisto è stato fatto seguendo l’ansia e la nostra paura di non essere all’altezza, di non aver avuto l’idea migliore, di non essere stati in grado di soddisfare, secondo ciò che veniva richiesto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La durezza di questi tempi così problematici dal punto di vista economico, ci ha almeno restituito la necessità di selezionare, soppesare e dilazionare l’acquisto di quello che avremmo voluto, o che pensiamo sia desiderato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se c’è una cosa, forse solo una, che la crisi ci ha regalato, è proprio la necessità di considerare tutt’altro che scontate ed infinite, le possibilità di soddisfare desideri, tutto e subito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Siamo però ancora molto condizionati dai tempi in cui qualcuno viveva come se le sue possibilità fossero infinite: ancora chiediamo ai nostri bambini “che cosa vuoi?”, Sottintendendo quindi che debbano volere per forza qualcosa, e che poi noi siamo comunque in grado di esaudire questo desiderio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le due cose non sono affatto ovvie, e neppure l’una la conseguenza dell’altra…
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non necessariamente la felicità o la gioia di un bambino si misura in quante cose desidera e può ottenere. Non necessariamente, e quasi mai la capacità di un genitore di procurare tutto quello che un figlio desidera, è il segno di quanto egli sia un buon genitore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ma noi lo chiediamo lo stesso “CHE COSA VUOI ?”, E se il bambino non può o non vuol dire niente di significativo ci rimaniamo male, avendo perso l’opportunità di sentirci capaci di soddisfarlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vorremmo proprio saperlo, tale è la paura di sbagliare, comprare qualcosa che, chissà, potrebbe non essere adatta, qualcosa che pensavamo essere bello, e invece non avevamo capito! insomma la paura di deludere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le relazioni tra le persone sono sempre bidirezionali, e così le relazioni con i bambini, sono il frutto delle loro, ma anche delle nostre emozioni, aspettative, dei nostri pregiudizi, timori.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E così, una volta programmati su che cosa dobbiamo cercare, per essere dei bravi genitori, nonni, zii, eccetera eccetera, facciamo la gara con noi stessi, il portafoglio, il traffico, la fila, il freddo, per arrivare finalmente a conseguire il trofeo, da esibire al bimbo, “anche questa volta la tua mamma ha fatto quello che desideravi” ..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A tutto questo dispendio di energie, profusione di aspettative, illusioni, incitamenti, frustrazioni e successi di conquista, non fa a volte seguito un proporzionale premio emotivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se il genitore dona il suo regalo con il tremore ed il bisogno di verificare che vada tutto davvero bene, quello è l’esatto momento nel quale il figlio sarà in grado di trovare un difetto, qualcosa che, veramente, non era proprio come quella che si aspettava, un’imperfezione, un disguido, un’incomprensione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Bocciato!, oppure rimandato! È stato il nonno, il papà, lo zio, rimandato al prossimo Natale, oppure gli esami di riparazione si possono fare alla Befana, secondo appello, sperando in una sorte migliore. Ma in questa dinamica, perversa e feroce, siamo stati proprio noi ad intrappolare quei bambini , figli del consumismo del desiderio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Sì, carino, però…”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come se la soddisfazione di un desiderio equivalesse all’appropriazione di qualcosa di perfetto; come se nessuno potesse adattarsi a quello che riceve . Come se ricevere qualcosa di inatteso, diverso da quello che i propri schemi mentali avrebbero concepito, ci facesse male.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Crescere significa anche cambiare, e cambiare significa anche essere in grado di modificarsi in base alla realtà. Quindi non è sempre vero che la realtà per i nostri bambini deve essere plasmata, ottimizzata, ovattata, lucidata ed incartata ad immagine e somiglianza dell’ultimo desiderio, magari indotto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Desiderare qualcosa, e poterlo ottenere, è molto importante nella vita. Ma è anche molto importante saper desiderare e saper ottenere. Qualche volta desideriamo qualcosa e non siamo capaci di capire se può rimanere un sogno oppure possiamo aspettarci che accada, non essendo in grado di valutare la relazione tra il nostro desiderio è la realtà.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In altri casi facciamo scaturire dal nostro desiderio il fatto stesso che esso si realizzi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questo è il grande bluff dei tempi post-moderni, tutto quello che è pensabile, è possibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          “Quanto più desidero qualcosa, tanto più qualcuno farà tutto per farlo accadere” ..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ovviamente tra un desiderio e la sua soddisfazione, sappiamo tutti che c’è di mezzo il mare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un mare fatto di progetti, strumenti, pianificazioni, sacrifici e realizzazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Desiderare tanto qualcosa è una grande benzina per il motore del cuore e della mente. Non va sprecato, va utilizzato come il motore della motivazione al fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così, tutte le volte che facciamo piovere dal cielo qualcosa, senza coinvolgere i nostri bambini su come quell’oggetto sia arrivato fin nelle loro mani, perdiamo un’occasione per far loro conoscere la realtà, per farli crescere , esercitare, allenare, come persone nel mondo, e non Avatar in un videogioco.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre i regali non sono solo quelle cose che i bambini possono ricevere, ma anche quelle idee, quegli oggetti e quelle azioni che essi stessi possono concepire verso altre persone. I regali sono anche quelli che i bambini possono fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Pensare a cosa poter regalare a qualcuno significa attuare un decentramento cognitivo ed emotivo, riuscendo a mettersi nei panni dell’altra persona, uscendo dall’infantile egocentrismo, per poter capire che cosa mio padre, mia madre, mio nonno, il mio fratellino potrebbero gradire.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Stabilire tra i vari desideri quali sono le cose realizzabili e quali no, significa fare i conti con la realtà, comprendere il valore del danaro, la reperibilità di strumenti e materie prime, i tempi, gli spostamenti e gli approvvigionamenti. Se poi si tratta di qualcosa che bisogna creare, invece di comprarla così, bella e fatta, esercitiamo anche una capacità di progettare e programmare, oltre che realizzare qualcosa all’interno di un piano d’azioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così, fare un regalo può essere bello e utile, quasi come riceverlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E una volta scartato il pacchetto?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ora che la tensione si è abbassata, la mamma è tranquilla e ha tirato un sospiro di sollievo, il giro è finito il bimbo è appagato, dovrebbe cominciare il bello, no?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Bene! Spesso è così, ma non sempre.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La carta di qua, i fiocchetti di là, la confezione aperta in fretta, un veloce controllo se il contenuto è corrispondente all’aspettativa e poi via, verso il prossimo pacchetto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E alla fine? Dopo l’ultimo pacco?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È triste verificare che qualche volta non resta proprio niente, tutto si è svolto come una sfida : “ voglio proprio vedere se sei stato capace di darmi quello che ho chiesto”, e tutto torna a spegnersi fino alla prossima richiesta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se resta invece la voglia di condividere, di mostrare agli altri parenti, l’intenzione di portare con sé il gioco nei giorni successivi, la voglia di raccontare quello che ho ricevuto e di ascoltare quello che hanno ricevuto gli altri, allora la vita del regalo sarà lunga e feconda, e aver scartato il pacchetto sarà stato solo l’inizio di un bellissimo gioco assieme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/reagli-bambini-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="373179" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:25:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/regali-bambini-e-genitori</guid>
      <g-custom:tags type="string">Bambini e Genitori,Genitori e Figli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/reagli-bambini-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/reagli-bambini-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sovrappeso ed obesità infantile</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/sovrappeso-ed-obesita-infantile</link>
      <description>Un bambino che mangia abitualmente più di quanto dovrebbe alimenti non salubri, rischia di sviluppare un attaccamento al cibo che denota malessere psicologico e può diventare un adulto con problemi cardiovascolari, con alta probabilità di contrarre svariate malattie, che incidono pesantemente sulla qualità della vita.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La situazione:
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un bambino che mangia abitualmente più di quanto dovrebbe alimenti non salubri, rischia di sviluppare un attaccamento al cibo che denota malessere psicologico e può diventare un adulto con problemi cardiovascolari, con alta probabilità di contrarre svariate malattie, che incidono pesantemente sulla qualità della vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella maggioranza dei casi il sovrappeso dei bambini dipende da fattori comportamentali e da cattive abitudini alimentari; una gestione del cibo collegata a problematiche affettive e relazionali. Molto importanti sono gli atteggiamenti dei familiari e la difficoltà di costoro a gestire l’ansia, la frustrazione ed altri aspetti emotivamente rilevanti nella relazione con il bambino. Per questo motivo la componente psicologica alla base di questo problema è molto determinante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il problema va gestito insieme ai genitori sia dal punto di vista medico, per quanto concerne gli aspetti riguardanti la crescita, ma soprattutto dal punto di vista psicologico ed educativo. Essi infatti vanno affiancati per acquisire il giusto atteggiamento utile ad aiutare il bambino a crescere con un rapporto sano con il cibo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attualmente assistiamo ad una crescita esponenziale di queste situazioni, perché il sovrappeso e l’obesità infantile stanno diventando una malattia sociale tipica degli stati del Nord del mondo (Europa, Stati Uniti in particolare).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il contributo dello psicologo per risolvere il problema
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In Europa la proporzione di persone in eccesso ponderale è elevata e circa il 7% della spesa sanitaria europea è impiegata nella cura di patologie connesse all’obesità, ciò nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e degli enti analoghi nazionali sulla promozione degli stili di vita salutari e malgrado la lotta al sovrappeso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alti livelli di sovrappeso rilevati nella fascia giovanile ed infantile rappresentano un’area di particolare preoccupazione. I dati raccolti dalla Childhood Obesity Surveillance Initiative della Regione europea dell’organizzazione mondiale della sanità, mostrano valori di sovrappeso e obesità in bambini di 6-9 anni che variano (nei differenti paesi ) dall’ 11% al 37% tra i maschi e dal 15% al 35% tra le femmine.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’Italia partecipa a questa raccolta dati con il sistema di sorveglianza Okkio alla Salute che conferma livelli preoccupanti di eccesso ponderale nei bambini di 8-9 anni del nostro Paese. Ad esempio nel 2012 il 22,2% risultava in sovrappeso e il 10,6% obeso.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il Contributo dello psicologo:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per agire in modo realmente efficace, non bastano campagne informative su quale sia lo stile alimentare migliore per la salute e sugli effetti negativi di uno scorretto rapporto con il cibo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A mio avviso, non basta far circolare informazione per risolvere. La maggioranza dei genitori e dei nonni di bambini in sovrappeso, è perfettamente consapevole di come e quanto si dovrebbe mangiare. La loro difficoltà invece consiste nel gestire concretamente gli aspetti educativi, e più ancora quelli emotivi connessi alle richieste del bambino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In questo senso, i problemi di comportamento ed educazione alimentare, fanno parte del più generale problema educativo di questi tempi. I fattori che contribuiscono pesantemente ad aumentare le difficoltà sono: lo stile educativo attuale, che privilegia la soddisfazione dei bisogni alla loro gestione e modulazione; la contrattazione delle regole all’interno di un presunto rapporto paritario; la paura del genitore di non dare sufficientemente; la difficoltà a seguire in modo costante l’apprendimento del figlio riguardo la propria capacità di autoregolarsi con il cibo; l’esposizione massiccia dei bambini alle proposte commerciali sempre più efficaci e subdole; la necessaria delega del genitore ad altre persone in spazi sempre più ampi della giornata a causa della mancanza di tempo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quasi tutti i genitori impartiscono regole corrette proponendo ai loro figli uno stile alimentare adeguato. La loro difficoltà emerge invece nel gestire la reazione dei bambini: qualche volta la resistenza dei figli fa scattare una “contesa” per cui il cibo si trasforma solamente nel pretesto per contrapporsi. Altre volte, invece, il cibo diventa parte di un sistema di contrattazioni (promesse, punizioni, ricatti, dispetti, eccetera). Altre volte si fa leva sul senso di colpa del genitore di non concedere subito ciò che il figlio desidera. Altre volte ancora mangiare diventa un modo per riempire vuoti emotivi, sentimenti di abbandono, ansie e frustrazioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque, lo psicologo può aiutare il bambino e la famiglia a districare queste situazioni, affiancando i genitori nella gestione dei comportamenti del bambino per aiutarlo nel suo benessere psicofisico.
          &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           contattami al 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/obesit%C3%A0-infantile-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="147956" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:02:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/sovrappeso-ed-obesita-infantile</guid>
      <g-custom:tags type="string">Sovrappeso infantile,Disturbi del Comportamento Alimentare,Obesità infantile,Bambini e Genitori,Relazione con il cibo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/obesit%C3%A0-infantile-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/obesit%C3%A0-infantile-psicologa-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bambini e Ragazzi con deficit visivo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-ragazzi-con-deficit-visivo</link>
      <description>Sono particolarmente esperta nella psicologia delle persone con deficit visivo.
Seguo lo sviluppo di bambini con problematiche complesse, derivanti da patologie quali Retinopatia del prematuro, Glaucoma congenito, sindrome di Frezer, Aniridia, Amaurosi di Leber, sindrome di Norie, Ceroidolipofuscinosi,...</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono particolarmente esperta nella psicologia delle persone con deficit visivo.Seguo lo sviluppo di bambini con problematiche complesse, derivanti da patologie quali Retinopatia del prematuro, Glaucoma congenito, sindrome di Frezer, Aniridia, Amaurosi di Leber, sindrome di Norie, Ceroidolipofuscinosi, Retinite Pigmentosa, Retinoblastoma, disturbi visivi di origine centrale (CVI), altre varie sindromi genetiche rare, disabilità multiple derivanti da episodi traumatici, neoplastici e disabilità derivanti da problematiche perinatali malattie genetiche rare..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La mia esperienza mi consente di di identificare le particolarità derivanti dalla minorazione visiva, e nel valutare come questa interagisce lo sviluppo, specie in presenza di altre problematiche cognitive, motorie, neurosensoriali e relazionali. L’obbiettivo è 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          mettere a disposizione del bambino
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           strumenti operativi appropriati, sapendo cosa significa, nella vita quotidiana, crescere con una condizione di cecità o di ipovisione: sono una persona con disabilità visiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/deficit-visivo-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg" length="179202" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:58:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/bambini-ragazzi-con-deficit-visivo</guid>
      <g-custom:tags type="string">deficit visivo,Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap,Supporto Psicologico</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/deficit-visivo-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/deficit-visivo-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Deficit visivo</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/deficit-visivo</link>
      <description>Le persone con deficit visivo sono quelle affette da una menomazione agli organi ed alle altre strutture riguardanti la vista, o inte­ressate da un’alterazione delle funzioni collegate a questo senso.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone con deficit visivo sono quelle affette da una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          menomazione agli organi ed alle altre strutture 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          riguardanti la vista, o inte­ressate da 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          un’alterazione delle funzioni 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          collegate a questo senso.Le caratteristiche ed i bisogni delle persone con deficit visivo sono molto diversi tra loro. esse dipendono da differenti fattori da considerare che sono: 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          l’età
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , la presenza o assenza di una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          capacità visiva residua
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , la presenza o assenza di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          altre patologie o condizioni di fragilità 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          associate al problema visivo, assieme alle condizioni 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          personali e sociali
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Altro fattore importante è l’esistenza di risorse personali, strumentali e tecnologiche, che possano 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          compensare 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          la carenza informativa e percettiva derivante dal deficit visivo e prevenire la deprivazione di esperienze, informazioni, relazioni ed opportunità connessa alla situazione di cecità o di ipovisione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In generale la strategia che si attua per perseguire il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          benessere psicologico 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          e sociale di una persona con deficit visivo, è quella di operare per sviluppare pienamente le capacità della persona, in modo da compensare le sue limitazioni visive con altre capacità personali, strumenti tecnologici, modalità alternative di comportamento, comportamenti sociali che le garantiscano 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          pari opportunità e non discriminazione
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone con deficit visivo, possono essere indicate con il sinonimo di “persone disabili della vista”, oppure ” disabili visivi” . Si tratta di una generica categoria di persone virtualmente suddivisibile in due grandi classi, cioè 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persone cieche
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , chiamate anche non vedenti, ossia chi non dispone di informazioni visive e 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          persone ipovedenti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , chiamate anche persone con ipovisione ossia chi possiede capacità visive deficitarie ma presenti . L’ipovisione comporta di possedere una vista molto bassa, che comunque consente l’acquisizione di alcune informazioni visive. Vi sono molte situazioni differenti di ipovisione, a seconda della patologia, del suo grado di gravità, della capacità residua che la persona possiede di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          utilizzare 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          in modo efficace le informazioni visive a disposizione e soprattutto di 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          integrare 
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          tali informazioni con le altre percezioni provenienti dagli altri sensi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La legge italiana classifica e definisce le persone con deficit visivo come persone cieche totali, ciechi parziali, ipovedenti gravi, ipovedenti medi, ipovedenti lievi. Questa classificazione è basata sui parametri della acuità visiva (cioè la visione del dettaglio), e il residuo perimetrico binoculare, detto anche ” campo visivo (cioè l’ampiezza dello spazio espresso in gradi oppure in percentuale, della visione misurata in entrambi gli occhi). Ma vi sono molti altri fattori da considerare per comprendere tutte le funzioni visive possibilmente presenti in una persona al fine di effettuare una 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          diagnosi funzionale visiva
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , cioè descrivere le capacità visive presenti e le difficoltà visive della persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come orientarsi tra le differenze personali?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come punto di partenza, è importante tenere presenti almeno tre diversi aspetti della situazione di minorazione visiva, affinché sia possibile iniziare ad orientarsi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           cecità o ipovisione ?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           deficit visivo primario o deficit visivo acquisito ?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           deficit visivo semplice o pluriminorazione ?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sebbene esistano molti fattori derivanti dalle differenze personali, importante definire quale sia la diagnosi funzionale visiva, cioè l’eventuale capacità della persona di avere informazioni visive. Si veda la sezione ” ipovisione, di questo sito. Inoltre vi è una differenza importante tra le persone che sono cieche o ipovedenti dalla nascita e quelle che hanno acquisito questa condizione durante lo sviluppooppure, infine in età adulta o senile. ”
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Questa differenza è causato dal fatto che l’assenza della vista condiziona lo sviluppo psicologico, potrebbe creare un ritardo transitorio del sviluppo di alcune funzioni, tra quelle più importanti l’orientamento nello spazio, la conoscenza della realtà con la l’acquisizione ed il periodo di insorgenza di alcune funzioni del linguaggio verbale e della comunicazione interpersonale. Tale ritardo, come le ricerche dimostrano, è di tipo transitorio, tende a ridursi, fino ad annullarsi, all’epoca dell’adolescenza. Le persone che hanno acquisito un deficit visivo durante la propria vita, possono giovarsi di ricordi e conoscenze visive, ma devono operare un adattamento radicale a causa della nuova condizione. Pertanto ci possono essere componenti di tipo emotivo e sociale che interagiscono nella vita della persona, e che possono essere fattori di rischio, oppure fattori protettivi, quando la persona giunge alla condizione di ipovisione o di cecità nel corso della sua vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Altra variabile importante risiede nella esistenza di un deficit visivo puro, oppure di una condizione patologica nella quale la cecità o ipovisione siano soltanto una delle problematiche che la persona presenta. Questa è una discriminante importante, perché la persona con deficit visivo deve attuare una compensazione attraverso altre sue facoltà sensoriali ed intellettive. Ciò è alla base di una buona abilitazione. Quando la persona, a causa di altri fattori patologici, non può utilizzare pienamente fattori compensativi quali l’utilizzo di altre modalità sensoriali, una buona memoria, buone capacità di orientamento, deduzione controllo del dell’ambiente, comunicazione interpersonale eccetera, il processo di compensazione del deficit visivo è più difficile che la persona deve essere maggiormente aiutata ad attuarlo.. Pertanto la persona che oltre al deficit visivo presenta altre problematiche, si trova in una condizione che è più disagevole della somma delle sue patologie messe insieme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi, per attuare un intervento con persone con deficit visivo è necessario
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sapere se si tratta di persone cieche oppure di persone ipovedenti, ed in questo secondo caso conoscere la diagnosi funzionale e la prognosi visiva
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Considerare l’età della persona, perché gli interventi per bambini, adolescenti, adulti ed anziani con deficit visivo sono articolati secondo priorità di obiettivi diversi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Avere una diagnosi di sviluppo che consenta di sapere se la persona possiede un deficit visivo puro ( ossia che abbia integre tutte le altre funzioni psicologiche), oppure sia portatrice di un altro disturbo. In questo secondo caso è necessario avere un quadro analitico delle funzioni lese e delle funzioni mentali utilizzabili, oltre che delle capacità fisiche e percettive in possesso della persona.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/contatti"&gt;&#xD;
      
          contattami!
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/deficit-visivo-psicologa-marialuisagargiulo-roma+%281%29.jpg" length="180994" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:49:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/deficit-visivo</guid>
      <g-custom:tags type="string">Ipovisione,Cecità,Psicologia dell' handicap,Supporto Psicologico,Defici visivo,Psicoterapia</g-custom:tags>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Ansia e immersione</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/ansia-e-immersione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se vuoi saperne di più o vuoi prendere un appuntamento contattami al +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
         L'articolo
         &#xD;
    &lt;a href="/ansia-stress-affrontare-cambiamenti-vita6adc475d/"&gt;&#xD;
      
          Ansia e stress nell’affrontare i cambiamenti di vita
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         sembra essere il primo su
         &#xD;
    &lt;a href="https://www.marialuisagargiulo.it"&gt;&#xD;
      
          Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
         .
        &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella pratica sportiva, le componenti psicologiche sono elementi molto importanti al pari delle competenze tecniche eatletiche.Ciò è vero soprattutto per quanto concerne le attività sportive caratterizzate da un alto grado di variabilità della situazione e da una certa conseguente imprevedibilità. Essa può essere determinata da variabili ambientali, interpersonali, ecc., inoltre alcune attività sportive si caratterizzano per la necessità di dover fare scelte frequenti. In questo caso la persona utilizza tutte le informazioni al momento disponibili, come quelle derivanti dallo stato fisico del proprio corpo, la valutazione soggettiva delle proprie capacità, le credenze sull’ambiente e sulle altre persone coinvolte, le esperienze passate e ciò che ne ha dedotto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un esempio pratico di tutto questo, è costituito dalla componente psicologica (emotiva e cognitiva) che è presente nella pratica dell’attività subacquea.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fronteggiare le situazioni di tensione è indispensabile, tanto che tutti i corsi di subacquea insegnano a gestire questi stati d’animo, perché l’ambiente iperbarico non permette al sommozzatore di avere comportamenti inconsulti che metterebbero a repentaglio la sicurezza del subacqueo e dei suoi compagni, oltre che la salvaguardia dell’ambiente marino.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’insegnamento a gestire la paura dovrebbe essere parte di quasi tutti i training, anche se con stili differenti. Esistono poi apprendimenti “informali”, che si acquisiscono con la pratica e si tramandano frequentando altri sportivi più esperti. L’allenamento a gestire livelli di stress sempre più alti, mantenendo lucidità e controllo della situazione, è una capacità che si apprende gradualmente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La percezione dello stato psicofisico è senza dubbio qualcosa di molto adattivo e conveniente, perché ci consente di avere più informazioni per prendere decisioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In particolare essere in grado di percepire la componente emotiva, che è sempre collegata alla nostra esperienza quotidiana, ossia cosa proviamo pensando o facendo qualcosa, è segno di buon funzionamento e non, come alcuni credono, di debolezza e fragilità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Conoscere i nostri limiti ed emozioni, ci mette in condizione di evitare di affrontare situazioni difficili in condizioni psicologiche non idonee. Chi è in grado di riconoscere una sensazione temporanea di inefficienza o insicurezza, può decidere, ad esempio,di pianificare l’immersione in modo adatto al proprio stato. Infatti, la conoscenza profonda di se stessi è la migliore condizioni per affrontare le piccole e grandi tensioni che la subacquea può riservarci.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il sub si trova a fronteggiare eventi diversi, dunque la sua reazione psicologica alle varie circostanze, costituisce una variabile preponderante nella gestione dell’immersione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sentirsi sicuri non è essere effettivamente in sicurezza, ma i nostri comportamenti spesso dipendono dalla valutazione soggettiva di sicurezza o pericolo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Di fatto possiamo evitare di percepire o di considerare le emozioni, ma non possiamo assolutamente evitare che esse comunque condizionino il nostro comportamento effettivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti incidenti subacquei ad esempio, sono collegati alla difficoltà di gestire il comportamento in modo appropriato, in presenza di pericoli (reali od immaginari).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La percezione di un pericolo predispone l’organismo all’attivazione di una complessa reazione avente vari risvolti, sul piano biologico, emotivo e cognitivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La paura è la componente soggettiva emotiva che fa parte di una reazione complessa, selezionata in millenni di evoluzione, che l’organismo mette in atto per fronteggiare i pericoli. Questo sistema si compone dal punto di vista biologico di strutture cerebrali antichissime tra loro collegate da fibre nervose e presenti in varie parti del cervello come il Talamo e il sistema Limbico. Vi è immediatamente una reazione rapida ed automatica, che abbiamo in comune con molti animali, che predispone in pochi istanti l’organismo al comportamento di attacco/fuga, tramite quello che viene indicato per lo più come il “circuito rapido” o “strada bassa” della paura, per specificare sia che si attiva immediatamente, sia che è formato da elementi anatomici situati nelle profondità dell’encefalo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli animali superiori e specialmente la specie umana, sono provvisti di una seconda reazione, che interviene subito dopo, e che comprende anche aree della corteccia cerebrale. Questo è il “circuito lento” o la “strada alta”. La persona ha la possibilità di utilizzare elementi complessi e di prendere decisioni, perché sono presenti sia componenti percettive, sensazioni corporee, che emozioni e pensieri su ciò che sta accadendo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli elementi cognitivi (pensieri, credenze, apprendimenti e informazioni varie), si sommano e non cancellano quelli emotivi e le sensazioni somatiche. Infatti tutti questi sono importanti per il funzionamento adattivo e determinano il comportamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La paura interviene sulla soglia di attivazione (arousal) ossia sulla nostra capacità di ipermobilitarci o di bloccarci in presenza di un evento (sensibilizzazione). Particolari eventi sono interpretati come pericolosi dall’organismo, anche se le nostre conoscenze ci dicono di non temerli. Con l’allenamento vi è però la possibilità di modificare la nostra soglia d’allarme e modificare la nostra reazione (assuefazione).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista mentale, l’attenzione viene distolta da ogni altro elemento e convogliata su quello ritenuto pericoloso, per poterlo analizzare e meglio controllare. Dal punto di vista fisico, tutti gli organi ed apparati si preparano ad attivarsi, in vista di una lotta o di una fuga. Questo spiega perché a volte percepiamo quello stato di attivazione e tensione fortissima, non riuscendo a considerare niente altro che l’oggetto della nostra paura.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In altri casi, in verità molto numerosi, non proviamo niente che somigli alla paura, ma soltanto una generica sensazione di disagio, attivazione, insicurezza, pericolo generico, e tante strane sensazioni fisiche. Ciò senza avere in mente l’oggetto o la fonte ambientale di tutto ciò. L’ansia, d’altra parte, viene definita da molti studiosi come “paura senza oggetto”. Le persone che hanno vissuto in ambito sportivo o in qualsiasi altro ambito questa sensazione, sanno perfettamente di cosa parlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ritornando alla subacquea vi sono delle specifiche conseguenze, perché se proviamo una sensazione del genere in un ambiente particolare come quello sottomarino, la conseguenza è che al disagio iniziale si può aggiungere anche il pensiero che quel temporaneo disagio potrebbe mettere in pericolo la nostra incolumità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Infatti siccome sott’acqua siamo ospiti, spesso il modello arcaico di reazione alla paura non si confà con le necessità di un sommozzatore, né alle caratteristiche dell’ambiente iperbarico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque, il problema non è sperimentare paura o allarme, bensì è quello di essere in grado di fronteggiare consapevolmente le tendenze arcaiche connesse a questo stato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Gli psicologi chiamano “stili di copyng” il modo con il quale ciascuno gestisce o fronteggia le situazioni. La specificità del modello di gestione degli eventi, può essere flessibile oppure piuttosto rigida. Anche lo sportivo (specie chi pratica attività sportive complesse) decide e si comporta in base al suo stile di copyng, che si porta con sé, come tutte le sue caratteristiche personali, assieme al bagaglio di conoscenze e all’addestramento tecnico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La sensazione di comfort e sicurezza può essere condizionata anche da altri elementi della vita, che possono modificare sensibilmente la sua reazione ad eventi inattesi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In particolare, un preesistente alto livello di ansia e la percezione di vulnerabilità psicologica aumenta il livello di allarme con il quale si affronta l’esperienza, rendendo difficile per la persona riflettere prima di agire. Possiamo anche notare come il variare di situazioni contingenti o relazionali modifica il nostro modo di percepire la situazione e la sensazione di sicurezza. Ciò è perfettamente normale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre una predisposizione personale a gestire in modo ansioso gli eventi ed a sentirsi in pericolo, può determinare un livello d’ansia di sottofondo. Infatti, la presenza di un disturbo d’ansia, se mal compensato, potrebbe costituire una controindicazione (transitoria o relativa), o quanto meno dovrebbe suggerire la necessità di potenziare quelle capacità psicologiche, finalizzate ad una gestione più adeguata di stati d’animo e pensieri, anche attraverso specifici training.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I circuiti della paura
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Sicurezza, confort e pericolo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Disturbi d’ansia e situazioni traumatiche
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Alcuni disturbi d’ansia sono caratterizzati dalla paura di perdere il controllo, da una sensazione di incapacità a far fronte alle situazioni minacciose, e dalla tendenza a immaginare di star male, evocando e concentrandosi sulle varie sensazioni corporee, che sono normalmente connesse alla reazione d’allarme. Questo processo è chiamato “ansia anticipatoria”, e porta la persona a controllare preventivamente il proprio livello di paura che aumenta, generando circolo patogeno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio, segretamente molti subacquei hanno vissuto esperienze di paura in immersione, piccoli traumi, che successivamente hanno generato per loro una situazione psicologica faticosa. Si tratta di una sensazione ambivalente della quale il subacqueo di solito si vergogna: da una parte la persona tende ad evitare esperienze simili a quelle nella quale ha provato paura, dall’altra il suo pensiero continua ad essere attratto da ricordi di sensazioni o altri elementi che teme.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ importante saper riconoscere la tipicità di queste reazioni, senza spaventarsene. Infatti di solito esse sono spesso transitorie e tendono ad estinguersi, specie se la persona può sostituire esperienze positive al posto di quei brutti ricordi, e condividere liberamente la propria esperienza emotiva con qualcuno di cui si fida.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella didattica sportiva occorre dedicare attenzione per insegnare alla persona ad aumentare la sensazione di sicurezza. Ciò per prevenire l’attivazione involontaria del sistema attacco/fuga, come nel panico e nei comportamenti inconsulti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella formazione dei sommozzatori, è importante potenziare apprendimenti e skills specifici, per affinare la capacità di auto-osservazione (cioè la competenza a sapere cosa si prova e cosa si pensa), per avere più informazioni, fare scelte adeguate e controllare il proprio comportamento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In seguito a situazioni problematiche, sono efficaci attività di affiancamento o riabilitazione psicologica, basate sui metodi cognitivo-comportamentali, tra cui l’EMDR (Eye Movement Desensintization and Reprocessing), utile anche in situazione di post trauma, opportunamente adattato alla situazione subacquea.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 06 Mar 2017 20:52:28 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pensando alle vittime silenziose di piccoli o grandi traumi quotidiani</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Da alcuni anni, la psicopatologia e la ricerca clinica, nel considerare il disagio psicologico, hanno rivalutato le esperienze reali vissute dalle persone,rispetto alle fantasie inconsce, che prima erano considerate spesso alla base dei disturbi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A cavallo del 1900 e nei primi decenni del secolo scorso, sarebbe stato socialmente e moralmente poco accettabile, ammettere che le persone durante la loro vita, potessero andare incontro ad esperienze molto spiacevoli, soprattutto se provocate da familiari o comunque da persone appartenenti alla vita quotidiana. qualcuno ritiene che sia per questo motivo che la vecchia psicanalisi interpretava come fantasie create dall’impulso sessuale ed all’impulso di morte, i racconti che le prime persone in trattamento psicanalitico andavano narrando, e sottovalutava taluni indizi che oggi sono presi molto più sul serio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Da molti decenni si sa infatti che la massima parte delle paure, dei pensieri dissociati, delle emozioni somatizzate, insomma del malessere psichico e fisico, hanno la loro origine in esperienze interpersonali realmente accadute.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          la cronaca nera e la cronaca cosiddetta grigia, ossia quella che racconta la vita di tutti i giorni, confermano sempre di più, che le persone sono in grado di fare realmente del male ai propri simili. Essere genitori, fratelli, figli, nonni, coniugi, amanti appassionati, non impedisce affatto di fare del male né di riceverne.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel senso comune, c’è come un assunto di base, secondo il quale avere una relazione affettiva con qualcuno ci impedirebbe di nuocergli. è come se la regola dicesse che il male si fa agli sconosciuti, ai nemici senza volto, si fa agli estranei, a quelli per i quali non si nutre alcunaffetto. invece, basta ascoltare la prima o al massimo la seconda notizia dei telegiornali in prima serata oppure assistere ad una trasmissione di approfondimento, per apprendere attraverso dettagliatissime cronache, quanto frequentemente sia fattibile il male, sia quello fisico che quello psicologico,tra persone fra di loro molto vicine.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’attenzione mediatica, forse per qualche pruriginoso meccanismo, o solo forse perché segue l’incredulità delle nostre coscienze rispetto alla natura umana di chi fa del male, si concentra massimamente sul carnefice: La personalità dell’assassino, il movente della madre che uccise suo figlio, le oscure pieghe della mente del padre che tenne prigioniera e violentò sua figlia, le modalità operative del fidanzatino che si accanì sulla sua partner eccetera eccetera fiumi di parole, inchiostro, interviste, valutazioni criminologiche, commenti legali, richieste di grazia, reazioni sdegnate…., tutti i riflettori si concentrano per lo più su una delle due parti, ossia su colui che infligge del male, su come lo fa e magari anche su perché lo fa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Meno spazio viene dato alla vittima, così poco stimolante dal punto di vista del dibattito cronistico e della narrazione scenica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          nel circo mediatico del susseguirsi delle notizie il colpevole è una persona speciale, magari disturbata ma comunque interessante, mentre la vittima è quasi sempre una persona come un’altra, talmente poco interessante da nonmeritare alcuna attenzione, al di fuori di sentimenti di pietà e compassione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Eppure, se riconosciamo che ci sono persone che fanno del male,dobbiamo convenire che eividentemente ci sono altrettante e forse ancor di più persone che lo subiscono.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il processo con il quale, la persona sia in grado di sopravvivere all’esperienza subita è, ancora per molti versi, uno dei più meravigliosi misteri della natura umana.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le persone che sopravvivono a traumi, lo fanno dovendo sacrificare spesso molto del proprio equilibrio e funzionamento. in che modo lo facciano è sempre molto difficile prevederlo, tante sono le possibili variabili che includono fra i possibili esiti la sopravvivenza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          tutte le volte che ascolto qualcuno raccontarmi le proprie esperienze traumatiche, e tutte le volte che questa persona riesce a dirmi anche solo un centesimo di tutto il dolore che ha dovuto sopportare, non posso fare a meno di ammirarla per essere riuscita ad arrivare fino a lì.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come per uno di quei miracoli della botanica, per cui una pianta vive e magari riesce anche a fiorire, non si sa come, nel deserto più arido èarso, così tutte le volte non posso fare a meno di notare che evidentemente abbiamo molte più risorse di quelle che oggi ammettiamo di avere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per evento traumatico non dobbiamo intendere necessariamente qualcosa che sia riconducibile ad un fatto di sangue o ad un delitto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche il concetto di trauma si è evoluto negli ultimi periodi. Molti anni fa nella letteratura classica, si indicavano come esempi di trauma l’essere stati esposti a catastrofi naturali, guerra, torture, genocidio, bombardamenti. Insomma a tutto il male possibile che evidentemente si immaginava poter essere compiuto da un proprio simile od alla natura. Un male inflitto e subito a caso, da sconosciuti a sconosciuti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La nuova idea comune di trauma, invece, include anche una esperienza assolutamente prossimale, subita nella relazione con una persona conosciuta, molto spesso appartenente al proprio quotidiano.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ai fasti della cronaca assurgono esclusivamente i traumi che sono legati al compimento di nefandezze efferate, e dunque comportamenti che giungono a parossistiche manifestazioni plateali. In realtà molti di questi gesti sono soltanto l’ultimo atto di un copione con una lunga storia, fatta di tanti impalpabili micro comportamenti traumatici, che, presi singolarmente, non sarebbero sembrati allarmanti a nessuno, visti dall’esterno.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Vi sono poi tutti i traumi e le violenze che non conducono ad atti criminali veri e propri, oppure che discendono da crimini sottili difficilmente riscontrabili dal punto di vista probatorio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esistono comportamenti dannosi per le persone, ma che non sono ritenuti tali secondo alcune sottoculture, o che sono conosciuti esclusivamente da chi li infligge e da chi li subisce, e non è detto che la vittima sia sufficientemente matura e consapevole, da ritenere che il comportamento cui viene sottoposta sia ingiusto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          anzi, siccome a traumi psicologici e ripetuti, molto spesso è associato una specie di indottrinamento morale silenziosamente perpetrato, è assai probabile che la vittima di un certo comportamento, consideri perfettamente naturale, anzi positivo e segno di affetto quello che subisce, e che riconduca la propria sofferenza a chissà quale misteriosa malattia o addirittura ad un suo colpevole modo di essere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualcuno, nel subire un maltrattamento, pensa ad esempio di essere colpevole di trovarsi al posto sbagliato o nel momento sbagliato, oppure di fare qualcosa di particolare per indurre l’altro a farle del male, oppure di essere sbagliato perché non riesce a fermare l’altro nelle proprie azioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Difficilmente quindi la persona che subisce un trauma derivante da un comportamento di un’altra persona a se molto vicina, si considera veramente una vittima. Molto spesso invece si considera quanto meno corresponsabile di quello che subisce. Altre volte scambia dei comportamenti che derivano da patologie delle quali l’altro è affetto, con manifestazioni di amore e comunque di attenzione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La confusione che la vittima è indotta a fare è parte del risultato della relazione patologica, perché uno dei gli effetti secondari può anche essere quello di avere una alterazione della valutazione della propria responsabilità rispetto al dolore o al disagio subito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qualche volta ho incontrato persone per le quali ipotizzare ad esempio di avere incontrato sulla propria strada un partner con un disturbo sessuale, affetto quindi da una delle tante parafilie possibili, era l’ultima cosa che avrebbero potuto ipotizzare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Allo stesso modo, è facile trovare persone che hanno subito molte percosse, oppure minacce e comportamenti verbalmente aggressivi, dei quali non riuscivano a comprendere la ragione, cercando con tutte se stesse, di trovare quel meccanismo, quello sbaglio, quell’impercettibile loro azione, che secondo loro faceva scattare il comportamento violento. A queste persone difficilmente veniva in mente l’ipotesi di trovarsi davanti a qualcuno con un disturbo del controllo dei gli impulsi, un disturbo antisociale o borderline di personalità eccetera..
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un altro tipo di trauma, che oggi si sa essere sottostimato, ma che sappiamo avere un grande ruolo nell’essere un fattore di rischio per la sofferenza psicologica, non ha ancora un nome preciso, ma corrisponde ad aver subito una specie di indifferenza da parte di una persona affettivamente significativa, quando quest’ultima, venuta a conoscenza di un problema, di un pericolo, si è comportata come se ciò nonsia mai accaduto. La negazione, il non vedere e quindi, conseguentemente, non soccorrere, non preoccuparsi, non agire e far finta di nulla, avvolte può avere un effetto danoso sulla vittima, più grande di quello che può derivare dal fatto in se stesso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ad esempio, constatare di non poter contare sulla comprensione e sull’aiuto di una persona cara, nell’affrontare un piccolo o grande evento negativo della vita, può essere molto più devastante dell’evento negativo stesso. Ciò perché quello che viene a mancare e la fiducia in una relazione significativa, e quindi la conseguenza è un senso di inaiutabilità, disperazione, solitudine, paura senza sbocco e senza rimedio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Provare questi sentimenti, e magari provarli per un tempo prolungato, può essere certamente un trauma, in senso lato, molto più dannoso dell’evento stesso dal quale la persona si aspettava di poter essere difesa e protetta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Da qualche anno quindi l’indifferenza davanti al pericolo, è considerato un maltrattamento vero e proprio, quando essa concerne due persone che si trovano in una relazione significativa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nella nostra società opulenta, nella quale abbiamo abbondanza di cose, oggetti, alimenti, quasi mai siamo al freddo e quasi mai non veniamo curati con farmaci quando siamo ammalati, il maltrattamento non equivale più come una volta, ad avere meno accesso ai beni materiali disponibili. Anzi, in molte occasioni le persone che non sono in grado di accudire affettivamente, tentano di colmare questa carenza, attribuendo uguale valore a riempire il prossimo di cose e di cibo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In effetti, però, sempre più ci troviamo davanti a persone che raccontano storie nelle quali la carenza di beni materiali lascia il posto alla carenza di reciprocità relazionale, di accudimento affettivo, di responsabilità parentale . Nelle storie che io e i miei colleghi, siamo portati a conoscere attraverso la psicoterapia ed il nostro lavoro clinico, emergono sempre più i segni di traumi di un nuovo genere, per i quali ancora non abbiamo trovato neppure i nomi giusti, giacché forse essi rappresentano il prodotto di una nuova patologia della quotidianità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il motivo della sofferenza si sta trasformando, e si stanno modificando anche i modi ed i sintomi per manifestarla. Lo psicoterapeuta a una visione privilegiata di questo tipo di trasformazione, ma è molto importante iniziare a trasferire queste informazioni alle persone in genere. È importante perché si può individuare più facilmente un disagio, e chiedere aiuto prima possibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://www.marialuisagargiulo.it/pensando-alle-vittime-silenziose-di-piccoli-o-grandi-traumi-quotidiani/" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7699482.jpeg" length="188559" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2017 13:19:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/pensando-alle-vittime-silenziose-di-piccoli-o-grandi-traumi-quotidiani</guid>
      <g-custom:tags type="string">Psicologia Clinica</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/pexels-photo-7699482.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vaginismo, quando il desiderio è frustrato dal dolore</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/vaginismo-quando-il-desiderio-e-frustrato-dal-dolore</link>
      <description>Vaginismo, quando il desiderio è frustrato dal dolore L’universo femminile delle reazioni, delle emozioni e delle problematiche legate al mondo sessuale a volte è costellato da problematiche delle quali qualche volta ci si vergogna, oppure che risulta imbarazzante affrontare.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          L’universo femminile delle reazioni, delle emozioni e delle problematiche legate al mondo sessuale a volte è costellato da problematiche delle quali qualche volta ci si vergogna, oppure che risulta imbarazzante affrontare. Questi problemi sono molto più diffusi di quanto ci si potrebbe aspettare, ma se li si approccia con rispetto e da vicino, essi appaiono il più delle volte tutt’altro che incomprensibili ed irrisolvibili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il vaginismo è un problema della sessualità femminile che rende difficile la penetrazione vaginale cioè l’introduzione del pene nella vagina durante un rapporto sessuale desiderato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel vaginismo i tentativi di penetrazione sono quasi sempre accompagnati da un’intensa sensazione di dolore derivante da una involontaria contrazione della muscolatura, che può avvenire anche solo in risposta ad un accennato approccio genitale.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il disturbo può insorgere dopo un periodo di normale vita sessuale (vaginismo secondario), oppure può essere l’unica modalità che la donna conosce di vivere questa parte di sè. Il disturbo può inizialmente essere anche selettivo, manifestandosi solo in alcuni contesti o con alcune persone. È possibile però che in seguito la paura e l’allarme generati da queste esperienze negative, possano indurre la donna a temere di non essere capace di affrontare la sessualità penetrativa in generale, e successivamente anche tutte le altre forme di relazioni sessuali, in un circolo vizioso di evitamenti sempre più ampi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quando il disturbo diviene ben strutturato, può accadere che la persona abbia un’insieme di atteggiamenti altalenanti, tra il desiderio di vivere la propria sessualità e provare piacere, e la incoercibile reazione di difesa ed evitamento di un’esperienza realmente dolorosa.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal punto di vista interpersonale, la vita di coppia viene condizionata da questo disturbo, il quale può rimanere mascherato per anni, dando luogo silenziosamente a reazioni di difesa e paura di effettuare la penetrazione da parte del partner, o ad impotenza secondaria, percepita inizialmente come il problema della coppia.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il dolore, e la paura di provarlo, spesso rendono problematico per la donna anche affrontare alcune abituali operazioni che comporterebbero l’introduzione di elementi anche piccoli, come un dito o unassorbente interno . Vi possono essere anche problemi nell’affrontare serenamente le visite ginecologiche, per il timore dell’introduzione dello speculum ed altri strumenti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quindi Il disturbo, oltre alle limitazioni che produce nella vita sessuale, impedendo alcune manovre della visita medica, può ostacolare la prevenzione e la cura di numerose patologie dell’apparato genitale. In realtà le forme in cui questo disagio si manifesta possono essere molteplici. Qualche volta vi può essere anche una difficoltà ad avere ” confidenza ” con il proprio corpo anche dal punto di vista conoscitivo ed esplorativo, e ciò a causa di alcuni timori aventi a che fare con l’interno del proprio addome e la sua possibile vulnerabilità, o a causa di convinzioni inesatte sulla forma interna della vagina e sulla risposta alle sollecitazioni dilatative dei tessuti di cui è composta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nei casi in cui la penetrazione è possibile, si parla di dispareunia o coito doloroso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le cause della dispareunia spesso possono essere organiche: per esempio, infezioni della vulva o della vagina, esiti dolorosi di episotomia o di imene fibroso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le cause psicologiche e comportamentali possono anche essere collegate a un uso inesperto o frettoloso di una vagina non lubrificata, e quindi riconducibili ad un comportamento sessuale che non tiene presenti i normali segnali dell’apparato genitale femminile, nelle fasi precedenti alla penetrazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per quanto concerne il vaginismo, esso Non è quasi mai legato a cause organiche, se non nei rari casi di malformazioni congenite o di gravi displasie della vulva e della vagina. Quindi, pur essendo parecchio invalidante, può essere considerato una risposta indesiderata dell’organismo a cause di tipo psicologico.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il sintomo fisico è costituito da un riflesso neuromuscolare che produce la contrazione involontaria dei fasci pubococcigei del muscolo elevatore dell’ano. Queste fibre muscolari sono disposte intorno al terzo esterno della vagina, e, quando si contraggono, ne riducono il lume fino a renderla impenetrabile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A ciò si associano abitualmente un’ipertonia muscolare diffusa e una marcata attività dei muscoli addominali e degli adduttori delle cosce.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il dolore, che viene spesso descritto come un crampo, è causato dallo spasmo della muscolatura perivaginale e da eventuali microtraumi provocati alla mucosa dal pene mentre spinge. L’esperienza ripetuta di questo dolore, associata al senso di inadeguatezza della propria vita sessuale, diventa rapidamente un motivo sufficiente per affrontare con tensione e spavento il tentativo successivo, o per evitarlo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il trattamento del Vaginismo è molto delicato e complesso e va affrontato molto spesso su un duplice versante di lavoro. Da una parte si cerca di aiutare la donna a prendere confidenza e possesso delle proprie reazioni fisiche, dando loro il giusto significato e utilizzandole per apprendere un modo corretto di approcciare comportamentalmente il problema. Dall’altra, si lavora per conoscere la funzione del disturbo nell’organizzazione generale dei significati, degli equilibri e della personalità della paziente, conoscendo insieme a lei gli intimi sentimenti ed atteggiamenti connessi al problema, che possono rivelarsi come:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura di perdere il controllo sulla situazione e sul proprio corpo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura che il coito, se iniziato, debba necessariamente essere portato a termine
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura di non saper attendere al proprio dovere di moglie
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura di non essere una donna sessualmente normale
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La paura di non poter sopportare un tale livello di intimità e di intrusività del partner.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molto spesso i sintomi somatici non sono accompagnati da alcuna connotazione emotiva dell’esperienza. Quindi la donna non avverte alcuna emozione spiacevole prima del disturbo, ma semplicemente assiste ad una reazione fisica che vive come completamente distante dalla propria volontà e dalle proprie emozioni, avendo l’impressione che essa venga generata da meccanismi dai quali si sente completamente estranea e distante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò è assolutamente consueto e normale e testimonia la difficoltà a vedere in modo unitario e collegato le reazioni fisiche e la vita emotiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una relazione di fiducia con il proprio terapeuta, può essere già il risultato di un lavoro delicato ed importante, per approcciare efficacemente la situazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Contattami per un appuntamento  al 
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      
          +39 337 353604
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Vaginismo-psicoterapia-marialuisagargiulo-roma.jpg" length="234024" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2017 10:36:18 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Disturbi Sessualità,Sessualità Femminile</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Vaginismo-psicoterapia-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/Vaginismo-psicoterapia-marialuisagargiulo-roma.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Depressione: i numeri, le cause, cosa fare</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/depressione-i-numeri-le-cause-cosa-fare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) entro il 2030 la depressione sarà la malattia cronica più diffusa. Essa è in crescita nella popolazione mondiale, rappresentando uno dei principali problemi di salute pubblica, con un costo totale pari a 800 miliardi di dollari e con circa il 56% dei pazienti che non ricevono un trattamento adeguato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questa condizione costituisce la principale sfida per la salute globale del XXI secolo. Anche in Italia è in aumento la sua incidenza e prevalenza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questa patologia è un disturbo dell’umore a elevata comorbidità, cioè si associa ad altri disagi, e globalmente rappresenta una delle principali cause d’invalidità temporanea e permanente.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In italia Sono quasi 4.500.000 le persone depresse, le donne, il doppio degli uomini.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ma come mai le persone depresse sono in aumento? Non vi è una risposta univoca a questa domanda. Come molti fenomeni sociali, vi sono molte possibili cause associate tra loro.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Considerando il fenomeno da un punto di vista socioeconomico, sembra che vi sia un collegamento tra l’aumento della depressione e la crisi che dal 2008 ha attraversato l’Europa. Difatti anche Paesi come Irlanda e Spagna hanno avuto un incremento di casi di depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di informazioni o vuoi prendere un appuntamento contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          E’ un disagio nascosto, a volte ignorato. La depressione viene diagnosticata molto tardi rispetto al suo esordio, e la persona perde tempo prezioso per riacquisire salute, pagando un costo alto anche da un punto di vista sociale, familiare e lavorativo. I numeri sono tali per cui la grande quantità di persone depresse, in aumento rispetto al passato, crea un costo economico molto alto. Poche sono ancora le contromisure che si stanno attuando per questa, che l’organizzazione mondiale della sanità definisce come una vera e propria emergenza, in costante aumento. Esistono alcuni tipici segni che possiamo notare per capire se abbiamo bisognio di aiuto o di consultare uno specialista.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Sono le 5 sentinelle della depressione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          In Italia solo un aziente su 3 riceve cure adeguate. Trascorrono Due anni in media per arrivare alla diagnosi. Che cosa è importante fare?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Il Libro Bianco sulla depressione realizzato da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna).
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ritengo interessante considerare come gli italiani vedono questo fenomeno e a quali cause lo attribuiscano. L’indagine è stata svolta su un campione di 1.004 persone (503 donne e 501 uomini) per evidenziare i problemi salienti aumentare la consapevolezza di questa malattia e ridurre lo stigma nella popolazione, avvicinando i pazienti a una diagnosi precoce e a cure tempestive.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali sono le cause dell’aumento della depressione secondo le persone intervistate?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lo stress fisico e psico-emotivo è considerato dalla maggioranza, il 57%, una delle principali cause della depressione. Tra i motivi riferiti la crisi economica e i cambiamenti di ruoli all’interno della famiglia. L’accentuazione del ruolo multitasking femminile, l’aumento della quantità di lavoro, i maggiori carichi di responsabilità associati a ruoli professionali, l’acquisizione di abitudini di vita scorrette.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dall’analisi emerge che la depressione maggiore è il disturbo piu temuto, Dopo i tumori. Secondo gli intervistati, la depressione è al secondo posto (27%) dopo i tumori per impatto percepito sulla vita del paziente e il 58% la considera una vera malattia alla stregua di quelle fisiche, da diagnosticare precocemente e curare. Una persona su 4 la ritiene invece una condizione mentale
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che non si può capire fino in fondo e con cui si può solo convivere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sono molte le cause attribuite dagli intervistati, la depressione non viene, infatti, considerata conseguenza diretta di un fattore univoco, ma viene percepita come il risultato di un insieme di fattori diversi. Traumi (69%) e stress (60%) sono riconosciuti come le cause principali della malattia da chi ha.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Già ricevuto la diagnosi, mentre chi non ne ha avuto esperienza, ritiene che la depressione sia originata principalmente da una personalità emotivamente fragile (67%).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          I sintomi
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Sempre secondo l’indagine, i principali sintomi associati alla depressione sono di natura cognitiva come i pensieri negativi (69%), il senso di solitudine (67%) e la tristezza (63%). L’impatto sulla qualità di vita è importante per il paziente così come per tutta la famiglia, poiché incide sul funzionamento individuale e sociale della persona, riducendo la capacità di interpretare un ruolo “normale” nelle diverse attività in ambito familiare, socio-relazionale e lavorativo. Per 1 intervistato su 3 i disturbi di
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Natura cognitiva, come la difficoltà a prendere decisioni e a mantenere la concentrazione, provocano un forte impatto sulla qualità della vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Cercare aiuto subito è la cosa migliore da fare.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Spesso trascorrono mesi tra la comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi ad uno specialista.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          In un recente studio in via di pubblicazione, che ha coinvolto in 18 centri specializzati per la cura della depressione oltre 700 persone, è emerso che trascorrono quasi 2 anni tra comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi ad uno specialista competente come uno psicologo o un medico esperto in salute mentale. Il tempo medio prima di ricevere una diagnosi è di 25,5 mesi dall’inizio del disagio, un tempo decisamente troppo lungo!
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Va ricordato che la depressione ha riflessi sia sulla sfera dell’umore sia sulla sfera cognitiva peggiorando e diminuendo la qualità e la quantità di vita dei pazienti.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Anche se rappresenta un problema di salute di grande rilevanza sotto il profilo clinico, sociale ed economico, le evidenze mostrano come si tratti di una patologia fortemente sotto diagnosticata e sotto trattata, spesso da esperti di diverse branche che intercettando persone potenzialmente depresse, non li inviano agli specialisti competenti della materia. Altro problema è causato dal “fai da te“ psicologico, che in alcuni casi può ritardare pericolosamente una presa in carico seria e risolutiva.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Le situazioni più a rischio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Fra i giovani che si trovano in quella fascia di età in cui non lavorano e non studiano, la depressione aumenta. Fra le categorie a rischio anche le donne nei periodi di loro maggiore vulnerabilità: adolescenza, durante la nascita di un figlio, il climaterio, e le modificazioni legate all’età avanzata. Altri fattori scatenanti sono quelli relazionali e di coppia, difatti esiste un collegamento molto stretto tra le problematiche individuali e l’andamento delle relazioni sentimentali e intrafamiliari: queste ultime frequentemente sono la sentinella di un disagio profondo che a volte va molto oltre le crisi ricorsive, apparentemente contingenti, tra partner.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Gli stili di vita.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Anche gli stili di vita hanno un forte impatto su questa patologia. I disturbi del sonno hanno un ruolo importante Si dorme meno e questo è un elemento bidirezionale. Infatti, la qualità del sonno viene spesso modificata dalla depressione, con l’aumento di frequenti risvegli specialmente nelle prime ore del mattino. Ma vi è anche un’incidenza di una scarsa igiene del sonno e del riposo, come fattore di rischio per innestare una reazione depressiva. Poi ci sono altri fattori: il consumo di sostanze stimolanti, non solo le droghe, ma anche un uso eccessivo di caffeina e di teina, gli stimoli sonori, quelli luminosi, la contrazione di tempo e di spazio per coltivare relazioni significative, curare il nostro benessere, stemperare le tensioni.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Un tipico cambiamento dello stile di vita ci rende vulnerabili ad una erosione del tempo di riposo, piacere e ricarica, da parte del tempo produttivo. Oggi, anche grazie alle tecnologie e alla nostra vita sempre connessa, non abbiamo più una separazione netta tra il tempo personale e quello lavorativo, siamo sempre reperibili, sempre rintracciabili e vulnerabili a stimoli stressanti, sempre in attesa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Si vive in una continua ‘iperstimolazione’, e questo provoca stress.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Cosa fare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È importante quindi agire prima possibile e chiedere senza vergogna il consulto ad uno specialista tutte le volte che si teme di avere una reazione di tipo depressivo. Ciò è ancora più importante se si sa di aver avuto precedenti periodi di depressione, giacchè si tratta di un disturbo che se non trattato adeguatamente, va incontro a delle recidive, in corrispondenza di eventi o periodi particolarmente stressanti.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          È importante ricordare che la depressione si può curare e che la psicoterapia è uno strumento di cura sicuro, affidabile, scientificamente valido ed efficace. Un professionista competente delle relazioni di aiuto e del benessere psicologico agisce per far riconquistare alla persona una qualità della vita migliore, e per metterla in condizioni di vivere serenamente ed  affrontare con forza ed efficienza le vicissitudini della vita e le relazioni interpersonali.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%282%29.jpg" length="299895" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2017 08:15:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/depressione-i-numeri-le-cause-cosa-fare</guid>
      <g-custom:tags type="string">Segni Depressione,Depressione,Disturbo Depressivo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Disturbi dell’adattamento ai cambiamenti di vita</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-adattamento-cambiamenti-vita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti eventi stressanti possono essere affrontati solo se la persona trova soluzioni concrete, ma anche se riesce a modificare il proprio approccio emotivo e cognitivo, il significato ed il valore delle proprie azioni e, più in generale, di riorganizzare se stessa . questa capacità si chiama resilienza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Questo sforzo personale è spesso faticoso. qualche volta comporta lievi reazioni di disagio fino a veri e propri disturbi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La sensazione di disagio ed inadeguatezza nell’approcciare le situazioni può essere netta oppure ci si può trovare stanchi , deconcentrati e emotivamente abbattuti , senza sentire un collegamento con gli eventi accaduti .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Se hai bisogno di informazioni o vuoi prendere un appuntamento contattami al
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="tel:+39 337 353604"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           +39 337 353604
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A volte la vita riserva cambiamenti pesanti ed inattesi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La sensazione è quella di trovarci sopraffatti dalle cose , incapaci di conciliare i nostri bisogni , le nostre forze e la situazione da affrontare……
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Così potrebbe accadere che non riusciamo a stare al passo con le necessità , e le cose ci sembrano avvenire troppo rapidamente rispetto a quanto ci sentiamo in grado di sostenere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ciò può accadere per vari tipi di eventi, cambiamenti dello stile di vita, modificazioni delle relazioni importanti, cambiamenti delle nostre condizioni interne.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          1) Cambiamenti dello stile di vita come ad esempio :
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           cambio di mansioni lavorative
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           pensionamento
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           trasferimento in una altra città
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           fine del ciclo della scuola e inizio di un periodo di vuoto lavorativo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          2) Possiamo accusare il colpo anche in presenza di un cambiamento relazionale, con tutte le conseguenze che comporta. tanto per fare degli esempi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Separazione
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Inizio di una convivenza
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           distacco da parte di un componente della famiglia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           perdita di una persona cara
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           tradimento subito
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           nascita di un figlio e conseguenti problemi ad accudirlo
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          3) Infine si può trattare di uno stress in concomitanza con un cambiamento delle nostre condizioni personali
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           diminuzione di alcune capacità personali a seguito di una malattia
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           aumento dei bisogni personali per un cambiamento importante
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           diminuzione delle capacità a causa dell’invecchiamento
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           cambiamento personale positivo che però genera nuovi bisogni
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Queste cose possono essere causa di stress e si chiamano tecnicamente Stressor, cioè eventi stressanti
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come affrontiamo gli eventi stressanti?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Quali cambiamenti di vita possono causare stress?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/c03c5455/dms3rep/multi/depressione-roma-mariluisagargiulo+%281%29.jpg" length="154910" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2017 08:07:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/disturbi-adattamento-cambiamenti-vita</guid>
      <g-custom:tags type="string">Segni Depressione,Depressione,Disturbo Depressivo</g-custom:tags>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>La paura del terremoto</title>
      <link>https://www.marialuisagargiulo.it/paura-del-terremoto</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          A seguito del 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          terremoto del 2016
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , che si sono avvertiti anche a Roma, sono stata presa da 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          attacchi di panico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , non riuscivo più a stare in casa da sola. Benchè razionalmente mi rendessi perfettamente conto che la mia casa era sicura e che non avrei avuto nulla da temere . L’idea di rientrare a casa mi terrorizzava. Stavo stravolgendo e mandando all’aria la mia esistenza.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ho tentato di reagire da sola, ma non ce la facevo. Avevo bisogno di aiuto, ma un aiuto dato nella maniera giusta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Così ho deciso di rivolgermi ad uno 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          psicoterapeuta
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           qualificato perchè era assolutamente necessario risolvere questo mio problema visto che vivo da sola, e sono portatrice di handicap .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Durante i colloqui sono venute fuori delle mie insicurezze e paure, in parte legate alla presenza dell’handicap, in parte a prescindere da questo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Le sedute non erano frequenti e la terapia è andata avanti per poco meno di un anno, sia perchè le mie reazioni sono state ottime, sia perchè la professionalità della psicoterapeuta e il tipo di metodo utilizzato non hanno richiesto delle tempistiche molto lunghe.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Ad ogni modo mi sono trovata benissimo con la dottoressa. Ho iniziato a reagire e a riprendere il controllo della mia vita in maniera graduale, seguendo i consigli della terapeuta e gli esercizi che lei mi consigliava di fare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Inoltre con il 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          metodo EMDR
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , di desensibilizzazione ai traumi, che la psicoterapeuta ha utilizzato, anche 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          gli attacchi di panico e l’ansia pian piano sono spariti
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          A distanza di un anno avevo già ritrovato me stessa e la mia vita.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il terapeuta non ti dice cosa devi fare, ma fa in modo che sia tu a scoprirlo. Non ti da la soluzione ai tuoi problemi, ma fa in modo che sia tu a trovarla.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Il bravo terapeuta sa quando è il caso di concludere la terapia senza trascinarla per secoli
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , evitando di creare quella dipendenza che spesso fa sentire il paziente in balia delle sedute, ma al contempo è sempre un punto di riferimento per qualsiasi problema.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          A due anni dal termine della terapia mi sento bene, forte e con la voglia di vivere che invece avevo perso.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Lucia P.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 20 Feb 2001 10:13:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.marialuisagargiulo.it/paura-del-terremoto</guid>
      <g-custom:tags type="string">Benessere Psicologico,Gestione dello Stress,EMDR,Ansia,Superamento delle Paure,Testimonianze,Salute Mentale,Paura del Terremoto,Trauma,Psicoterapia</g-custom:tags>
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