Vacanze e solitudine
A volte le vacanze estive coincidono per alcune persone con un periodo particolarmente difficile, per l'emergere di pensieri e sentimenti che denotano disagi di vario genere.
Questo periodo dell'anno sembra particolarmente caratterizzato dalla proprietà di far emergere alcuni stati d'animo, o di favorire momenti di autovalutazione che le persone fanno della propria vita. Non a caso, in questo periodo, le segreterie telefoniche degli psicoterapeuti sono visitate da persone che desiderano ottenere il primo appuntamento perché ritengono di avere urgente bisogno di aiuto. Questo, come il periodo delle vacanze natalizie, sembra essere particolarmente proficuo per indurre alcune persone a domandarsi qualcosa su se stesse, oppure a percepire la propria situazione con occhi più negativi rispetto a quanto farebbero in altri periodi dell'anno.
L'atteggiamento comune che sembra aleggiare nel comportamento di tutti noi alla vigilia delle vacanze estive o di quelle natalizie,, sembra essere ispirato dalla tendenza a portare a compimento quante più cose possibili, a chiudere tutto quello che è sospeso, quasi come se ci trovassimo tutti davanti ad una sorta di stranissimo esame, al cospetto non si sa bene se di una commissione esterna (gli altri) oppure interna (noi stessi).
È come se la continuità ininterrotta del tempo, che in realtà procede sempre nella stessa direzione e con lo stesso fluire, fosse soggettivamente scandita da intervalli che separano differenti sessioni, periodi o blocchi, al termine dei quali le persone sono fortemente motivate a concludere qualcosa oppure, in ogni caso, guardarsi dietro, per vedere di esaminare il periodo appena trascorso
Le vacanze sono anche il tempo nel quale il lavoro lascia spazio al tempo libero. Quest'ultimo viene percepito come una risorsa positiva quando abbiamo qualcosa di non lavorativo sul quale investire le nostre aspettative su come trascorreremo quel tempo. Il tempo libero si trasforma invece in tempo vuoto, quando la persona si rende conto di aver funzionato quasi per un anno intero sulle corde degli impegni, dei doveri, degli obiettivi da raggiungere, dei problemi quotidiani contro i quali lottare
ecco che, a volte, può capitare di trovarsi davanti un tempo vuoto, disponibile per collocare relazioni e opportunità che non fanno parte del mondo del dovere o della competizione sociale, ma che attengono al campo del possibile, del divertimento, del godimento, del gioco, della scoperta.
Tutto questo può essere complicato anche dal valore economico e simbolico che negli ultimi anni viene dato al modo in cui si trascorrono le vacanze: sempre di più, da un momento di ristoro e rigenerazione, l'immagine consumistica della vacanza si sposta verso un significato di divertimento a tutti i costi, magari con più persone possibile. Diviene difficile capire se si sta insieme e ci si diverte per poter dire di averlo fatto, ed aver compiuto così un altro rito di omologazione, oppure se si desiderava veramente fare quelle cose e proprio con quelle persone.
L'aspettativa sociale, probabilmente generata anche da motivi di induzione al consumo della vacanza come un qualsiasi altro prodotto da acquistare, diviene così un modello con il quale confrontarsi. A volte, per alcune persone , e doloroso sentire di essere lontani da questo modello. per altre, fortunatamente, queste pressioni non sono così influenti, e ci si può sentire liberi anche di trascorrere una vacanza da soli, una vacanza a riposare, oppure in un modo completamente creativo e diverso dal cliché, senza sentirsi la persona più strana del mondo.
Può capitare, con la diminuzione dei rapporti sociali causata dalla sospensione delle varie attività lavorative, che la persona si senta a disagio, per così dire sospesa in un tempo solitario , nel quale non sono presenti i contatti derivanti dalle azioni della vita di tutti i giorni.
Questo a volte fa emergere o rendere più visibile un sentimento di solitudine, di sconforto ,di tristezza .
Alcune persone con un funzionamento che tende di più a reagire con ansia, possono percepire un aumento od una improvvisa angoscia, possono accorgersi di sintomi che non comparivano da tempo e quindi allarmarsi.
dunque, sia che si esplichi in uno stato di umore depresso, oppure in uno caratterizzato da sintomi legati allo spettro dei disturbi dell'ansia, in entrambi i casi assistiamo al palesarsi di uno stato di disagio che precedentemente era solamente coperto e sommerso dalla quotidianità . Per alcune persone infatti la routine funziona come una sorta di griglia rassicurante, e quindi, in assenza di questa sovrastruttura, ci si può rendere conto di malesseri che apparentemente sono generati dalla situazione del momento, ma che in realtà esprimono un disagio di vita, soltanto più facilmente percepibile in questo periodo dell'anno.
Più che cercare un pronto soccorso psicologico immediato, si può utilizzare il vissuto che emerge con l'approssimarsi o durante il periodo delle ferie, come un momento utile per prendere consapevolezza di un disagio sul quale lavorare seriamente da settembre in poi.
Un altro problema legato alle vacanze , può essere associato al significato di premio che alcune persone attribuiscono a questo periodo dell'anno. Se è un premio, in quanto tale, deve essere guadagnato. A questo punto scattano tutte le valutazioni su quanto si è fatto, se il premio è stato davvero meritato ecc..
,Alcune persone provano un sentimento di indegnità o di rifiuto verso la vacanza, intesa come momento di gioia e gratificazione, a causa della difficoltà che hanno nel consentirsi qualcosa di bello per se stesse, senza avere il timore di non esserselo meritato abbastanza.
Se emergono questi pensieri con i relativi stati d'animo, ciò che possiamo fare e prenderne atto, e magari anche prenderne nota, come un importante fenomeno interiore, un segno significativo della nostra vita mentale ed emotiva, da tenere in debito conto come una cartina di tornasole, per incentivare o per iniziare un serio lavoro di aiuto verso se stessi.
Nel frattempo è utile ricercare e sperimentare la possibilità di attivarsi in iniziative e in relazioni, più o meno significative, anche solo per il fatto di capire come ci si trova e come si reagisce. Qualsiasi risultato è utilizzabile per comprendere meglio il proprio funzionamento e la direzione da intraprendere.
L'unica cosa che forse non sarebbe proprio il caso di fare, è trascorrere questo periodo come in una sorta di apnea, attendendo l'inizio di un nuovo anno dal quale farsi trasportare e sostenere, arrangiandosi alla bene è meglio, per poi nuovamente star male l'estate successiva.
Maria Luisa Gargiulo